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Skyward e Giuramento

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Per chi fosse interessato, su Letture Fantastiche è pubblicato un articolo che ho scritto che parla delle ultime due opere di Brandon Sanderson uscite quest’anno in Italia, Skyward e Giuramento.

Skywrad

Giuramento di Brandon Sanderson

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Giuramento di Brandon SandersonCi sono libri che, per quanto belli e coinvolgenti, vengono letti con calma, per assaporarli appieno, per durare il più a lungo possibile; Giuramento di Brandon Sanderson, terzo volume delle Cronache della Folgoluce, è tra questi. Questo almeno è stato l’approccio che ho voluto avere questa volta; vuoi perché passerà un po’ di tempo prima che esca il quarto volume (per quanto l’autore sia prolifico, un romanzo di mille e passa pagine richiede tempo per stesura e revisione), vuoi perché è un piacere immergersi nel mondo di Roshar.
Dalinar Kholin, alla guida degli Alethi, ha ritrovato Urithiru, la leggendaria città-torre sacra dei Cavalieri Radiosi, giungendovi attraverso un portale dopo essere scampato a una Tempesta Infinita e a un esercito di parshi totalmente cambiati da quelli conosciuti finora. Oltre a cercare di capire il funzionamento dei meccanismi di cui è dotata la città e di come la Folgoluce le faccia funzionare, a trovare un significato alle visioni che riceve dal Folgopadre, deve forgiare un’alleanza tra le varie nazioni per far fronte al nemico che sta minacciando tutta Roshar; un compito non facile, dato che pochi si fidano degli alethi, dediti alla conquista, e soprattutto di lui, lo Spinanera, conosciuto in passato come una forza della natura feroce e sanguinaria che tanto ha fatto parlare di sé sui campi di battaglia. Proprio l’aver a che fare con il suo passato sarà la sfida più dura e straziante, visto che l’uso della Folgoluce per essere divenuto un Cavaliere Radio risveglia memorie che erano state sopite per non farlo più soffrire.
Anche i suoi figli, Adolin e Renarin, sono alle prese con problemi. Adolin deve vincere i dubbi che il rapporto tra Shallan e Khaladin gli crea, dato che lui non è un Radioso come l’ex pontiere; senza contare che deve fare i conti con quanto gli sta costando tenere segreto l’aver ucciso Sadeas. Renarin deve fronteggiare il suo sentirsi ancora più fuori dal coro ora che è divenuto un Cavaliere Radioso; senza contare che ha legato a sé uno spren corrotto, con tutte le complicazioni che comportano.
Le cose non vanno meglio per gli altri Radiosi fin qui protagonisti.
Shallan sta scoprendo quali sono le capacità dei Tessiluce, dovendo avere a che fare con le varie figure a cui dà vita e interpreta; figure che rappresentano una parte di sé, come vorrebbe essere, perché si sente inadeguata per i compiti e i ruoli che ha. Questo però le crea conflitti e difficoltà con le altre persone. A tutto ciò si aggiungono il legame che ha con i Sanguispettri, il ritorno di Jasnah che credeva morta e dover affrontare e sconfiggere i Disfatti, altro nemico dei tempi andati tornato da un passato dimenticato.
Kaladin vuole tornare a casa per scoprire se i suoi genitori sono ancora vivi e per capire come si stanno muovendo e agendo i Parshendi. Questo lo porterà a infiltrarsi nelle loro fila, a conoscerli, arrivando ad aiutarli e a insegnarli come cavarsela; questo gli creerà non pochi conflitti nel sentirli come nemici, bloccandolo in un momento cruciale.
Il lavoro fatto da Sanderson su Giuramento, come avvenuto per La Via dei Re e Parole di Luce, è meticoloso, articolato e straordinario.
Ancora una volta, il romanzo prende nome dal titolo di un libro presente all’interno dell’opera; sta al lettore scoprire di cosa tale volume tratta. Volendo dare un indizio, Giuramento è anche il nome della spada che Dalinar ha conquistato quando combatteva al fianco del fratello per unificare il regno. Una scoperta che è un lungo viaggio, proprio come il primo dei giuramenti dei Radiosi (Viaggio prima della destinazione).
Verranno approfonditi il legame che c’è tra Radiosi e Spren, il come si diventa Radiosi, l’importanza dei Giuramenti da cui scaturisce il tutto. Si scoprirà cosa ha causato la fine del Giuripatto. Chi sono i veri nemici da combattere.
Sanderson porta avanti le trame create in La Via dei Re e Parole di Luce, dando risposta all’omicidio di Re Gavilar, alla natura dei Nichiliferi, scuotendo convinzioni che si credevano assodate, come oramai è sua caratteristica. Spiega elementi già usati ma non approfonditi finora, come i fabrial e Shadesmar, dove alcuni personaggi finiranno dopo aver attivato una Giuriporta corrotta (le Giuriporte sono portali presenti in varie parti di Roshar e attivabili con la Folgoluce solo dai Radiosi); il Reame Cognitivo (dove vivono gli Spren) è affascinante e particolare, ma di non immediata comprensione, soprattutto per quanto concerne la parte riguardante le sfere che formano il suo mare.
Mostra personaggi fin qui accennati. Odio. La Guardiana della Notte. Gli scudieri dei Radiosi. I Rompicielo. I Disfatti. I Cantori. I Coalescenti. Taravangian. Azure.
Ci sarebbe tanto di cui parlare su Giuramento (il cambiamento di Szeth, l’assassino in bianco, la Passione, la Frenesia, il Diagramma), ma si rischierebbe di fare molti spoiler, rovinando il piacere della lettura. Ciò che si può dire è che non mancheranno momenti epici, scontri adrenalinici, tradimenti, perdite. Sicuramente Dalinar è il personaggio che ha ricevuto più spazio in questo romanzo, come Kaladin l’ha avuto in La Via dei Re. Questo non vuol dire che la caratterizzazione degli altri personaggi è stata minore, anzi: pur avendo meno spazio, Sanderson ha saputo ben delinearli, anche quelli che finora avevano avuto parti secondarie, come i membri del Ponte Quattro.
Le vicende dei personaggi coinvolgono, così come lo fanno la storia di Roshar e i suoi luoghi: tutto risuona di grandezza, anche nei gesti più semplici.
Sanderson ancora una volta dà dimostrazione delle sue capacità, non solo creando una serie di ampio respiro come quella della Folgoluce, ma sapendola collegare sapientemente con altre sue opere. In Giuramento si ha la conferma che la lama nera data a Szeth in Parole di Luce è Sanguinotte, creando così un legame con Il Conciliatore; ci sono altri punti in cui questo collegamento con altri mondi di Sanderson è mostrato, ma rivelarli sarebbe troppo grande, dato che sono legati a chi sono i Nichiliferi e parti della trama e personaggi accennati ma non approfonditi. Si può invece dire che c’è un legame anche con il mondo dei Mistborn: questa volta non dipende dalla presenza del nome di Hoid nel romanzo, ma di citare Scadrial, Allomanzia e Feruchimia nell’Ars Arcanum alla fine del romanzo.

(Piccola nota a margine. Anche in Giuramento, come le precedenti due opere delle Cronache della Folgoluce, l’epilogo vede protagonista Arguzia).

Giuramento di Brandon Sanderson (uscita)

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Dal 14 maggio è disponibile nelle librerie Giuramento di Brandon Sanderson, terzo volume delle Cronache della Folgoluce, edito da Mondadori. Sono trascorsi cinque anni dall’uscita del secondo volume, Parole di Luce, ma l’attesa ne è valsa la pena: il volume realizzato da Mondadori è di qualità. La casa editrice ha prestato una gran cura alla realizzazione di questa edizione.
Partiamo dalla sovracopertina, che è la prima cosa che salta all’occhio: ha mantenuto la bella immagine dell’edizione americana. Ma non finisce qui: sfilandola dalla copertina, ci si trova davanti una grande mappa a colori del mondo di Roshar.
Subito dopo, non si può non notare (Giuramento è un volume che non passa inosservato) il formato di quest’opera: rispetto ai due libri precedenti della serie editi da Fanucci, il volume presenta un’altezza e una lunghezza maggiori (di 1 e 2 cm), mentre ha una larghezza pari a quella di La Via dei Re, benché abbia in più 220 pagine. Dimensioni che fanno fare bella impressione senza fargli perdere in maneggevolezza, vista la lunghezza del romanzo (1360 pagine).
Visto che si è sfilata la sovracopertina, si osservi il centro della copertina rigida, con il simbolo impresso su di essa che fa bella mostra di sé, e le scritte dorate sul dorso.
Le sorprese però non sono finite: aprendo il libro, all’inizio e alla fine, quattro stupende immagini, dai bellissimi colori e dallo stile molto curato ed evocativo, accolgono il lettore in una vera e propria goduria per gli occhi.
Sfogliando le pagine, si può avvertire al tatto che è stata scelta carta di buona qualità. Ogni capitolo inizia con un’immagine che fa capire quale sarà il protagonista. Le illustrazioni tipiche di questa serie sono state mantenute, conferendo ancora più bellezza a una storia fantastica (in tutti i sensi).
Il prezzo del volume (28 E) è più che appropriato, vista la grande qualità e cura data a quest’opera.
Basterebbe solo la storia di Giuramento per acquistare questo libro, ma questa edizione, se possibile, invoglia ancora di più ad averlo nella propria libreria.

Skyward - Recensione

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SkywradSkyward è un’opera di fantascienza di Brandon Sanderson realizzata nel 2018 e pubblicata in Italia da Armenia. Si tratta di uno young adult, ma può essere letto da persone di tutte le età, perché si tratta di un’opera che tiene incollata alle pagine, avvincente e coinvolgente. Non è un tipo di fantascienza complesso come possono essere certi romanzi di Philip Dick, è qualcosa di lineare, ma con misteri da scoprire e rivelazioni per niente banali. Chi ha letto altre opere di Sanderson, e sa qual è il suo modo di costruire trame (non dando mai niente per scontato), può intuire quali sono i colpi di scena (perché niente è mai come appare), ma questo non inficia la piacevolezza della lettura.
Spensa è la figlia di uno dei più grandi piloti che la FDR abbia mai avuto e anche il più grande codardo dell’umanità, abbattuto dai suoi stessi compagni perché scappato durante la battaglia di Alta, uno scontro contro i Krell decisivo per la sopravvivenza del genere umano. Un marchio che lei è costretta a portare sulle spalle, derisa e disprezzata da tutti perché considerata come il padre, ma che non la fa indietreggiare dal suo obiettivo di essere un pilota. Nonostante tutte le difficoltà e gli ostacoli posti sul suo cammino per impedirle di realizzare il suo sogno e costringerla a ritirarsi dalla scuola di piloti, Spensa tira dritta per la sua strada, risoluta come i guerrieri delle storie che le racconta sempre sua nonna; la sua decisione di combattere i Krell e riscattare l’onore suo e di suo padre la portano ad avanzare risoluta, ma la perdita di amici e la scoperta della verità scuotono le fondamenta della sua decisione. E se fosse come suo padre? E se anche lei avesse il difetto?
Domande a cui ha paura di trovare risposta. Domande che si sommano a quelle che già non si conoscono. Chi sono i Krell? Perché li attaccano sempre con un determinato numero di navi e non con uno superiore e non li eliminano una volta per tutte, dato che hanno una tecnologia superiore? Che cosa è successo prima che finissero su un pianeta circondato da relitti e fossero costretti a vivere sottoterra per sopravvivere?
Nessuno conosce queste risposte, nemmeno M-Bot, un astrocaccia dotato d’intelligenza artificiale che Spensa trova abbandonato e malandato in una caverna sotterranea, del cui database originale rimane ben poco; ma la ragazza capisce che è un mezzo fuori dell’ordinario, con capacità superiori a quelli in possesso della FDR una volta che lo fa ripartire.
Skyward, il cui seguito Sanderson ha finito di editare a marzo, è un romanzo di formazione, sulla scoperta di se stessi; è incentrato per lo più sull’addestramento dei giovani piloti, ma non mancano combattimenti reali. L’unico appunto che si può fare a Sanderson è quello di mandare gli allievi della scuola piloti in combattimento poche ore dopo essere entrati in essa, quando sanno a malapena far decollare un astrocaccia; questa è una stata una scelta non propriamente azzeccata: sarebbe bastato avere l’accortezza di usare un lasso di tempo diverso (una settimana) per non fare alzare qualche obiezione al lettore. Certo, si tratta di un romanzo di fantasia, ma occorre un minimo di credibilità su certe cose. A parte questo piccolo neo, Skyward scorre con piacere: gli attriti tra Spensa e l’autorità, il suo sentirsi sola contro il mondo, gli scambi divertenti tra lei e M-Bot, l’adrenalinico ed eroico finale, fanno di questo libro un’opera che merita di essere letta. Per sognare i sogni che tanti uomini hanno avuto: volare, andare verso l’infinito, conquistare le stelle. E puntare a qualcosa di più alto.

Skyward

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Skyward di Brandon SandersonSono passati più di due anni dall’ultima nuova uscita italiana di Brandon Sanderson (era il settembre 2016 che usciva Calamity, terzo libro della serie degli Eliminatori). Doveva toccare a Edgedancer e Le ombre (romanzo appartenente alla seconda serie di Mistborn), ma nella primavera del 2018 Fanucci diede comunicazione che non avrebbe più pubblicato opere dell’autore, dato che non sarebbe più stato il suo editore italiano.
E’ trascorso circa un anno da quel comunicato e le acque si sono mosse: dal 27 marzo è possibile trovare nelle librerie e sugli store, Skyward, opera di fantascienza pubblicata in Italia da Armenia, non legata a nessuna delle sue opere precedenti. Il tema alla base dell’opera è ben conosciuto: la voglia di volare dell’uomo. Protagonista della storia sarà Spensa, una ragazza con il desiderio di diventare una pilota ed essere ammessa all’accademia di aviazione di Detritus. Ecco la quarta di copertina (a questo link è possibile leggere l’anteprima).

Spensa ha un sogno, diventare pilota di caccia stellari… proprio come suo padre. Ma è proprio l’ombra del padre, tacciato di tradimento e sparito nel nulla dopo un’ultima battaglia con i Krell alieni, che le impedisce di realizzare il suo sogno e rivelare a tutti il suo dono. Le cose, però, stanno per cambiare. Sul pianeta Detritus, tutti i ragazzi della sua età si addestrano alla guerra contro quegli alieni sanguinari che hanno distrutto le loro case e li tengono ostaggi sul loro stesso pianeta. Ma un giorno, lassù in cielo, le cose prenderanno un nuovo corso. Spensa capirà che la realtà non è quella che tutti credono e anche suo padre, in realtà…

Allomancer Jak and the Pits of Eltania

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Allomancer Jak and the Pits of EltaniaAllomancer Jak and the Pits of Eltania, Episodes Twenty-Eight Through Thirty è una novella di Brandon Sanderson legata al mondo di Mistborn-La legge delle Lande, ma che non ha nulla a che vedere con i protagonisti di questo libro. La storia vede come protagonista l’avventuriero Jak, alla ricerca del Tesoro del Sopravvissuto (chi conosce la prima trilogia di Mistborn, sa che ci si riferisce a Kelsier) custodito dai Koloss, ed è raccontata in prima persona, con note apportate dal suo maggiordomo Handerwym. Jak è uno che le spara grosse, con la sua versione dei fatti che non corrisponde mai alla realtà (con sommo rammarico del suo maggiordomo, che non fa altro che correggere gli strafalcioni che scrive per renderli pubblicabili); nell’avventura narrata, si ritrova imprigionato e privo di metalli, ma questo non basta a fermarlo: grazie alle sue abilità, Jak riesce a uscire dai guai e a raggiungere il suo obiettivo, oltre a salvare la pelle e quella dei suoi compagni.
Allomancer Jak and the Pits of Eltania è un racconto che non si vuole prendere sul serio, con un Sanderson che fa dell’ironia e gioca su un personaggio che non ha nulla di eroico (anche se lui la pensa diversamnete); una storia leggera, ma che non riesce però a divertire davvero perché troppo inverosimile e caricaturale. Non si riesce a provare simpatia per il protagonista, che in alcuni frangenti può ricordare un Don Chisciotte in versione western, anche se non raggiunge il livello del personaggio di Chervantes. Di tutti i lavori di Sanderson, questa è sicuramente quella meno riuscita: si può tranquillamente evitare di leggerla, perché lo scrittore statunitense ha dato il meglio in altre sue novelle (senza andare a scomodare i suoi lavori migliori).

The Emperor's Soul

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The Emperor's SoulThe Emperor’s Soul è una delle novelle più famose di Brandon Sanderson. Protagonista della vicenda è Shai, una donna abile nella Riforgiatura, catturata e considerata pericolosa dall’Impero per via delle sue capacità di creare oggetti praticamente uguali a quelli originali: un compito non da poco, perché occorre avere una gran conoscenza dell’originale per poterlo copiare.
Per ottenere la sua libertà, deve fare qualcosa di ancora più difficile: riforgiare l’anima dell’Imperatore dopo che ha subito l’attacco di assassini mandati da una fazione rivale. L’attacco ha causato ferite fisiche che sono state subito curate, ma la sua mente è completamente sparita, dato che chi lo ha curato gli ha dato un cervello nuovo, che però ora è completamente vuoto.
Compito di Shai è riforgiare in poco tempo la sua anima praticamente com’era prima in modo che gli avversari non si accorgano che il loro attentato non è andato a buon fine. Attraverso documenti, diari, chi lo ha conosciuto, Shai deve fare qualcosa di quasi impossibile, da cui dipende la stabilità dell’impero, nonché la salvezza della propria vita.
Shai viene tenuta sempre sotto controllo non solo dalle guardie e dal capitano Zu, ma perché non tenti di fuggire viene chiamato un individuo come lei che con i suoi timbri e il sangue di Shai crea un sigillo che, nel caso lei tentasse di scappare, lo avviserebbe, scagliandole contro i suoi animaletti non morti. Senza contare che riceve costantemente le visite di due dignitari, Frava e Gaotoma, con il secondo che si rivela meno ostile nei suoi confronti.
Brandon Sanderson anche con The Emperor’s Soul riesce a creare un sistema magico davvero interessante con i timbri e le riforgiature legate alla conoscenza di ciò su cui si vuole lavorare. Il mondo è appena abbozzato, con una caratterizzazione dei personaggi buona ma non approfondita.
Una lettura piacevole, ma non certo la migliore novella scritta da Sanderson.

Elantris

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Elantris è il romanzo d’esordio di Brandon Sanderson, avvenuto nel 2005.
Elantris è una città stupenda, la città degli dei: un luogo di potere, radiosità e magia, dove le pietre stesse brillano con una luce interiore. Di notte Elantris splende come un enorme fuoco argenteo, visibile perfino da grandi distanze.
Ancora più straordinari però sono i suoi abitanti. Bellissimi, immortali, capaci di qualsiasi cosa, di curare malattie, creare dal nulla tutto ciò di cui hanno bisogno. Chiunque abiti a Teod o Arelon può divenire uno di loro: solitamente la Trasformazione (o Shaod) arriva di notte, cambiando completamente l’esistenza di chi viene scelto.
Ma poi, un giorno, tutto questo è finito. Quando è giunto il Reod, le persone toccate dallo Shaod non si sono più trasformate in bellissimi dei, ma in creature che sono parodie della vita: senza capelli, la pelle piene di macchie. Il loro cuore si è fermato, ma hanno continuato a esistere; soprattutto hanno sempre fame, ma sono costretti a vivere di stenti e rubare il cibo dai nuovi arrivati a Elantris perché sono stati emarginati, come in un ghetto, proprio nella città in cui tanti giungevano per ricevere aiuto o guardare ammirati le sue meraviglie.
La bellissima Elantris è divenuta un luogo di miseria e abbandono, piena di fango, dove l’umanità viene perduta. Per essa e i suoi abitanti pare non esserci speranza, fino a quando non vi giunge il principe Raoden, anch’egli colpito dallo Shaod. Ma come è nella sua natura, non accetta una realtà ingiusta e comincia a darsi da fare per ridare un senso alla vita a quelli come lui, fargli riscoprire la dignità umana.
E mentre Raoden sta ricostruendo una società all’interno di Elantris, ad Arelon è giunta Sarene, la sua promessa sposa, che si ritrova vedova pochi giorni prima delle nozze, vincolata da un contratto matrimoniale che le impone di rimanere. Sarene, che aveva acconsentito di sposare Raoden per creare un’alleanza con il suo paese natale, Teon, per opporsi all’impero di Fjorden che tutto vuole conquistare, non si lascia andare e adempie al suo ruolo di principessa: aiuta Arelon a non soccombere al sistema ingiusto creato e portato avanti da re Iadon, oltre che opporsi al gyorn derethi Hrathen, giunto da Fjorden per convertire Arelon alla religione dell’impero.
Le vicende di Elantris ruotano attorno alle azioni dei tre personaggi principali appena descritti: ognuno ha i suoi fini, ma tutti sono per la salvezza di Arelon, costretti a confrontarsi con le difficoltà che ostacolano il loro cammino. Per tutti loro però c’è un punto in comune: conquistare la fiducia degli altri per ottenere quello che vogliono, perché da soli non possono fare nulla.
Brandon Sanderson, come nelle altre opere successive a questa, dimostra di sapersela cavare con la creazione del sistema magico: in Elantris punta su poteri che si basano sugli Aon (una sorta di rune), il fondamento sia della lingua che della magia in Arelon e nelle sue regioni circostanti. Attraverso di essi si manifesta l’Aondor. Perché un Aon funzioni, deve essere disegnato con assoluta precisione e bisogna volerlo disegnare (occorre l’intenzione, non può essere qualcosa di accidentale); inoltre, l’uso e il potere di un Aon dipendono da quanto si è vicini a Elantris, rivelando che il potere è legato alla terra.
La nascita di un Elantriano appare, a una prima vista, come qualcosa voluto dalla volontà divina, ma c’è chi ritiene che tutto ciò sia inverosimile, dato che gli dei di questa parte di Cosmoverso sono morti e chi utilizza il Dor sta canalizzano i cadaveri di questi dei (non è una novità per Sanderson utilizzare i corpi degli dei per avere potere, come ha fatto vedere nella prima trilogia di Mistborn); non rimane che ritenere che tale nascita eccezionale sia qualcosa di casuale, a meno che non ci sia qualche schema nascosto di cui al momento si ignora l’esistenza.
Non vanno poi dimenticati gli Sheon, sfere di luce fluttuanti e senzienti, con al loro interno disegnato un Aon, che sono legati ad alcuni individui (Radoen e Sarene ne hanno uno). Triste è il fato in cui essi incorrono quando il loro compagno umano è colpito dalla Shaod: impazziscono e non sono più se stessi, vagando per Elantris senza una meta.
I punti interessanti di Elantris però non si limitano a questo: ciò che rende affascinante la lettura sono le azioni e le motivazioni dei personaggi.
Raoden che dal nulla comincia a crearsi un seguito, dando uno scopo alle persone che si aggregano a lui, perché così la loro attenzione si discosti dall’autocommiserazione e dal dolore che sempre li accompagna (gli Elantriano non muoiono per le ferite subite, ma non guariscono mai e la sofferenza dovuta a esse non se ne va, ma si accumula ogni volta che si fanno male, finché non impazziscono). Il suo impegno è volto a costruire una società che sia autosufficiente, dove ognuno ha un compito, vivendo dignitosamente, lontano dalle barbarie che prima del suo arrivo imperversavano, oltre a cercare di scoprire perché lo Shaod è cambiato e il Dor ora agisce in maniera differente.
Sarene che cerca di salvare un regno dall’incompetenza di un re che ha costruito un sistema basato sulla ricchezza, dove si ottengono titoli nobiliari in base a quanto si guadagna, spingendo le persone in una spietata competizione, dove chi non è ricco è praticamente uno schiavo. Non solo: Sarene cerca di far emancipare le donne della corte, visto come sono considerate. Per lei non è solo una questione di giustizia, ma anche un nuovo inizio, la ricerca di un’accettazione e un essere amata che nella sua patria no è riuscita a trovare.
Hrathen che è giunto ad Arelon per convertire la popolazione alla sua fede e così salvarla, letteralmente, perché se entro tre mesi non ci riuscirà, il paese subirà un’invasione militare dell’impero Fjorden, portando migliaia di morti. Una strage che vuole evitare, per non rivivere quanto avvenuto in un altro paese convertito. Hrathen non solo si dovrà confrontare con i fantasmi del suo passato e i dubbi sorti riguardo la sua fede, ma anche con l’integralismo di Dilaf, che vuole distruggere a tutti i costi Elantris (ben mostrato come nasce l’odio verso qualcuno o qualcosa).
Sanderson è bravo nella pianificazione e nello sviluppo degli eventi che occupano buona parte del romanzo; un avanzare lento, che però risulta piacevole. Forse è proprio per questo che quando tira le redini di tutte le sue trame lo fa troppo in fretta, rompendo il ritmo narrativo creato e facendo accadere troppe cose in poche pagine, lasciando il lettore perplesso, come se l’autore avesse avuto fretta di finire la sua storia. Perplessità che sorgono anche per come certe situazioni vengono risolte, risultando poco credibili.
Piccola nota: anche qui, come in altri romanzi dell’autore, Hoid fa la sua comparsa.
Elantris è un buon libro di esordio, ma non è perfetto; tuttavia ha permesso a Sanderson di farsi conoscere e apprezzare: con il tempo e l’esperienza è sicuramente maturato e migliorato, ma questa sua opera risulta comunque godibile e apprezzabile.

(In passato, come si può vedere da questo mio vecchio articolo, non ho recensito Elantris all’uscita perché decisi di non acquistarlo per via del prezzo alto. Che cosa è cambiato da allora? Semplice: alle volte nei mercati dell’usato si possono trovare libri a prezzi davvero bassi e alle volte ci sono conoscenti che passano il libro, avendo così la possibilità di leggere ciò che interessa. Le mie idee riguardo la questione che sollevai allora sono rimaste le stesse).

The Eleventh Metal

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The Eleventh MetalThe Eleventh Metal è una novella scritta da Brandon Sanderson ed ambientata nel mondo dei Mistborn. Gli amanti della prima trilogia dei Mistborn saranno contenti di ritrovare uno dei migliori, se non il migliore, personaggi di questo mondo: Kelsier.
In The Eleventh Metal, Sanderson mostra un Kelsier che è appena diventato Mistborn e sta imparando a utilizzare i suoi poteri; per maestro ha Gemmel, un altro Mistborn, che, con i suoi metodi particolari non sa se vuole davvero aiutarlo o farlo fuori. Gemmel pare non avere tutte le rotelle a posto, ma è l’unico che può insegnare a Kelsier a essere un Mistborn. Imparare direttamente dalla pratica è un insegnamento valido, ma molto pericoloso, visto il modo di agire di Gemmel.
Mentre sono diretti alla Fortezza Shezler, Kelsier cerca di superare la perdita della sua amata, nonostante lei lo abbia tradito, sforzandosi di sorridere per superare l’insensibilità legata in un nodo dentro di lui e iniziare di nuovo a sentire emozioni. Allo stesso tempo però Kelsier vuole avere vendetta per quello che gli è stato fatto, ma uccidere non è sufficiente: vuole trovare qualcosa che faccia cambiare le cose, il modo in cui vivono le persone, succubi della nobiltà.
Kelsier è all’oscuro del motivo per cui Gemmel vuole che si rechino alla Fortezza del nobile, ma lo scoprirà quando saranno sul posto, come scoprirà degli esperimenti che vengono fatti sugli skaa tenuti prigionieri e di un libro che teorizza dell’esistenza di un undicesimo metallo (The Eleventh Metal).
The Eleventh Metal è un racconto pieno di ritmo, interessante se si vogliono scoprire elementi del passato di Kelsier e di cose che sono menzionate all’interno della trilogia. A differenza di altri racconti autoconclusivi di Sanderson, questa novella non è fine a se stessa, ma necessita della conoscenza del mondo dei Mistborn per essere apprezzata nella sua interezza. Per chi invece conosce già questo mondo, è una lettura oltremodo piacevole.