Strade Nascoste – Racconti

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Shadows for Silence in the Forest of Hell

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Shadows for Silence in the Forest of HellShadows for Silence in the Forest of Hell è una novella del Cosmoverso scritta da Brandon Sanderson. Una storia ambientata in un mondo cupo, dove la maggior parte delle persone vive all’interno di forti, dove viaggiare al di fuori di esse è pericoloso per via delle Ombre, una sorta di spiriti dei morti, visibili solo di notte, ma sempre presenti. Ci sono delle regole per sopravvivere a esse: non attirare la loro attenzione e avere sempre con sé dell’argento.
Per non attirare l’attenzione occorre non accendere dei fuochi o avere delle fonti d’illuminazione forte, e non versare sangue; la reazione nei due casi è differente e ce ne si accorge dal cambio di colore degli occhi delle Ombre, oltre che dal fatto che con il sangue queste creature entrano in uno stato di frenesia che le porta a uccidere chiunque sia a portata delle loro grinfie.
L’argento, oltre a essere l’unica cosa in grado di ferirle e ucciderle, funge anche da protezione e da barriera contro di esse, oltre che da cura per il loro tocco che risucchia la vita e porta all’avvizzimento della carne.
Altro elemento che tiene lontano le Ombre, sono i maiali: una cosa strana per chi non è di quel mondo, ma pare che funzioni e per restare al sicuro, ci si rivolge a qualsiasi cosa, proprio come fa Silence Montane, la proprietaria di una locanda ai margini delle Foreste. La sua non è una vita semplice, con debiti da pagare e il rischio di finire asservita (insieme alla sua famiglia) se non riesce a farlo; con sempre meno viaggiatori che arrivano alla sua locanda e le spese per mantenere la barriera d’argento che tiene fuori dalla sua tenuta le Ombre, la sua sembra una situazione disperata , destinata a finire in un solo modo. Ma nessuno sa che lei è la Volpe Bianca, un cacciatore di taglie temuto da tutti i briganti.
Ancora una volta Sanderson è bravo a creare un’ambientazione che affascina e colpisce, dove tutto è pericolo e solo l’intelligenza e la conoscenza posso far sopravvivere. Anche in Shadows for Silence in the Forest of Hell i protagonisti sono individui senza superpoteri e proprio questo rende più coinvolgente e appassionante la lotta che compiono contro forze più grandi di loro. Sanderson non può far mancare un colpo di scena (per chi avrà modo di leggere Shadows for Silence in the Forest of Hell, vedere il rapporto tra Silence e sua nonna). Una piacevole lettura, che non deluderà i fan dell’autore.

Sixth of the Dusk

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Sixth of the DuskSixth of the Dusk è una novella scritta da Brandon Sanderson ambientata nel Cosmoverso ma non legata a nessuna della ambientazioni conosciute nei suoi romanzi. La magia non è presente con forza come accade in Mistborn o nelle Cronache della Folgoluce; niente di così potente da far compiere gesta mirabolanti. Ci sono delle persone, come i Cacciatori, che hanno delle particolari abilità, ma non sono innate, bensì vengono trasmesse da particolari specie di uccelli. Sixth, il protagonista della vicenda, ne ha due: Kokerlii offre una schermatura mentale a chi sta vicino, rendendolo invisibile alle altre creature, Sak avvisa del pericolo inviando delle visioni in cui mostra il modo in cui si può morire se si fa una certa azione.
Simili uccelli sono molto ricercati e solo i Cacciatori sanno dove trovarli e come addestrarli. Il loro è un segreto che custodiscono gelosamente, visto i grandi pericoli che corrono nel loro mestiere.
Il mondo descritto da Sanderson è un mondo fatto di isole, alcune civilizzate, altre ancora selvagge, dove la morte può avvenire a ogni passo a causa di animali, piante, insetti o il terreno stesso. Gli oceani non sono da meno, abitati da creature gigantesche chiamate ombre. Un mondo per certi versi arcaico, praticamente incontaminato, ma che sta per finire perché gli uomini per far andare avanti la loro società vogliono civilizzare ogni terra che conoscono. Ammaliati dai doni concessi da esseri giunti dal cielo su astronavi, non si sono resi conto che stanno venendo usati e che il loro progresso tecnologico ha un prezzo da pagare. Solo Sixth si rende conto del grande pericolo cui tutti loro stanno andando incontro, mettendo da parte la sua ritrosia a interagire con gli altri uomini, che vede come invasori di territori che ritiene riservati per pochi, e decidendo di metterli in guardia di quello cui stanno dando incontro grazie anche all’aiuto di Vathi, una studiosa giunta sull’isola di Patji assieme alla compagnia colonizzatrice.
Sixth of the Dusk è una storia avvincente, adrenalinica, dal ritmo serrato. Sanderson è bravo a far percepire il pericolo presente a ogni passo, le minacce cui i protagonisti sono costantemente sottoposti. Apprezzata la scelta di far superare gli ostacoli ai protagonisti grazie alla loro intelligenza ed esperienza, piuttosto che a poteri eccezionali. Lettura consigliata, con un finale aperto che può far presagire a possibili sviluppi futuri, anche se per ora non ci sono le avvisaglie di un continuo della storia.

News su Brandon Sanderson in Italia

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Brandon SandersonSui propri social, Fanucci ha annunciato che non sarà più l’editore di Brandon Sanderson; pertanto non pubblicherà più suoi romanzi.
Una notizia data pochi giorni fa, ma da qualche tempo si sospettava che i rapporti tra la casa editrice e l’autore non fossero più quelli di una volta. Nel 2017, in un post su facebook (in quel post rispondeva soprattutto alle proteste di un gruppo di fan che avrebbero contattato direttamente l’autore per il modus operandi della ce nei riguardi delle opere dell’autore), Fanucci aveva fatto sapere che c’erano dei problemi con l’agente di Sanderson e pertanto le pubblicazioni dei libri dell’autore in Italia erano al momento bloccate; sugli store era possibile vedere che le date delle uscite di Le ombre (che doveva uscire a ottobre 2017) ed Edgedancer (che doveva uscire a gennaio 2018), i due libri di Sanderson che dovevano essere pubblicati, venivano spostate da un mese all’altro (attualmente lo store di La Feltrinelli dava entrambi in uscita per il 27 giugno, vedere le immagini sottostanti).
Adesso la situazione è divenuta più chiara e si sa che tali volumi non saranno pubblicati, né ce ne saranno altri (soprattutto il tanto atteso terzo volume delle Cronache della Folgoluce, Oathbringer) da parte di Fanucci.
Si nota che Sanderson è solo l’ultimo degli autori che non verranno più pubblicati da tale editore; prima di lui era toccato a Goodkind, Rothfuss e Hobb, le cui opere sono state poi pubblicate da altri editori italiani. Ai fan di Sanderson non resta che attendere che le sue opere seguano il percorso intrapreso da questi tre autori e vengano tradotte da case editrici decise a puntare su di loro: al momento non c’è ancora alcuna notizia ufficiale, ma stando a un comunicato apparso sulla fanpage italiana di Brandon Sanderson di facebook, i diritti sarebbero stati acquisiti da Mondadori (Folgoluce, almeno per quanto riguarda il terzo volume, e seconda trilogia Mistborn) e Armenia (la nuova serie young adult Skyward).

Fanucci annuncia che non sarà più editore di Sanderson

Edgedancer, una data di uscita che non si verificherà

Edgedancer, una data di uscita che non si verificherà

News su Brandon Sanderson

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Mi spiace molto leggere il post di Luigi Prova, e proverò a dare una spiegazione nella speranza di trovare lettori in ascolto.
I dati di FB ci dicono che noi rispondiamo ogni sei ore di media all’83% dei messaggi.
Siamo quindi consapevoli di cosa vuol dire gestire un social, mantenendo sempre l’educazione e il rispetto verso i lettori o le lettrici.
Circa Brandon Sanderson in particolare, abbiamo pubblicato 12 romanzi, esclusi i tre con Robert Jordan, spaziando dai suoi y/a alla fantasy, alla fantascienza, lo abbiamo accolto lo scorso anno in Italia per Lucca Comics dedicandogli il tempo che merita e non abbiamo mai fatto mancare un suo titolo in vendita tra edizioni rilegate o tascabili.
Questo è sinonimo di come ci teniamo a lui e come siamo i primi a voler vedere i suoi libri pubblicati.
Se in questo momento non stiamo fornendo risposte è perché non ne abbiamo, siamo in attesa di ricevere notizie dai suoi agenti.
Come le avremo, vi faremo sapere.
Conosciamo bene il sito di Sanderson e i suoi avanzamenti dei vari romanzi in scrittura ma questo non si traduce in un’immediata pubblicazione in Italia.
Ci sono rapporti da rispettare con gli intermediari, un calendario editoriale, un tessuto di librerie da considerare, un lavoro commerciale da organizzare, insomma, c’è il lavoro di un editore.
Se questo per voi non è abbastanza e volete consegnare a lui una lettera che ci critica aspramente, non posso impedirvelo; dico solo che mi dispiace molto anche perché non ci siamo mai sottratti a una richiesta e a quanto ci risulta non ci sono mai arrivate petizioni.
Infine, per “Edgedancer”: c’è un’edizione americana voluta dallo stesso autore che lo colloca cronologicamente prima del terzo volume del ciclo “Stormlight Archive”, “Oathbringer”, e che è uscita da poco in America come libro singolo, un mese prima del terzo della serie che dovrebbe uscire a metà novembre.
Così facendo, l’autore fa in modo che il lettore non perda l’esatta cronologia degli eventi.
Non va bene neanche se seguiamo i desideri dell’autore stesso?
Spero di aver soddisfatto le vostre richieste e di aver placato un po’ i vostri animi.
Vi capisco molto bene, anche io da fan faccio fatica ad aspettare un nuovo libro di un mio autore preferito ed è anche per questo che ho cominciato a scrivere…

Sergio Fanucci

Risposta Fanucci su Brandon sanderson-1

Risposta Fanucci su Brandon sanderson-2

Questo è quanto scritto da Sergio Fanucci sulla pagina facebook della casa editrice in risposta alle proteste dei lettori per la mancanza di notizie riguardo le opere di Brandon Sanderson di prossima pubblicazione in Italia. Secondo l’editore, la responsabilità è degli agenti di Sanderson e per questo ha ritenuto di dover scrivere una lettera, soprattutto in seguito a un commento di un lettore (Luigi Prova). (Si fa notare a seguito di ciò che sul romanzo “Shadows of Self” della serie Mistborn di Brandon Sanderson , libro la cui uscita è stata annunciata da mesi e che doveva essere nelle librerie italiane in ottobre, ma che in America è uscito due anni fa, al momento non si sa ancora nulla).

Gentile Fanucci,
Vi scrivo dato che noi lettori abbiamo sempre cercato un dialogo ed ancora una volta proviamo a parlarvi in anticipo.
Vivendo in UK, a breve incontrerò il vostro scrittore Brandon Sanderson. Non so se mi verrà dato il tempo di parlargli di persona. In caso negativo, gli consegnerò una lettera (firmata da quasi 200 persone) in cui ho esposto i motivi per cui i suoi lettori italiani sono scontenti di Fanucci. Tra questi:
1) Totale disinteresse nel comunicare con i lettori. Fanucci sembra essere una casa editrice che non si è resa conto di essere nell’epoca dei social network, in cui è di fondamentale importanza avere un dialogo con i propri clienti. I lettori di Brandon Sanderson passano dal sito dell’autore in cui vi è una barra percentuale di tutte le opere cui sta lavorando, dal sapere la data di uscita di “Oathbringer” con un anno di anticipo, a voi. Dopo infinite richieste e petizioni abbiamo ottenuto una nota. Sono passati 6 mesi: niente ulteriori notizie, né date d’uscita, figurarsi pubblicazioni.
2) Ci piacerebbe una traduzione di “Shadows of Self”, “The bands of Mornings” e “Arcanum Unbounded”.
3) Ci sono voci di una possibile estrapolazione di “Edgedancer” dalla raccolta di “Arcanum Unbounded”: una vera offesa per tutti noi lettori di Brandon Sanderson
In conclusione della lettera è scritto anche che noi lettori italiani vorremmo che cedesse i propri diritti ad un’altra casa editrice italiana.
Mi dispiace davvero di essere arrivati a questo punto.

Proteste su opere italiane Brandon Sanderson

La situazione non è certo piacevole e magari si poteva anche evitare di arrivare a certe scelte. Ma se alle volte si arriva ad agire in un determinato modo, è perché si è stati esasperati da certi comportamenti: Fanucci oramai è conosciuta per una comunicazione non certo delle migliori (spesso non risponde a richieste e commenti, a tanti non ha mai risposto), oltre che per poca cura nelle sue traduzioni, per libri con numerosi refusi al suo interno, costi elevati, saghe mai concluse. Il discorso è lungo e ci sarebbe tanto da dire: se una serie vende poco, l’editore non investe ulteriormente su di essa e non la conclude (o la ristampa), perché il suo scopo è sempre e solo il guadagno, non può andare in perdita se vuole continuare a esistere; le traduzioni hanno il loro costo, anche se i traduttori spesso vengono pagati poco e hanno tempi stretti per concludere il lavoro; copertine, materiale cartaceo hanno naturalmente anche loro un costo e il loro ammortizzamento dipende da quanto si riesce a vendere.
Ognuno è libero di scegliere da che parte stare (quella dell’editore o quella del lettore), ricordando spesso che la verità sta nel mezzo. Una cosa però è certa: Fanucci o la si ama o la si odia. Personalmente, se un libro m’interessa e ha un prezzo consono e appropriato, lo acquisto, altrimenti, se reputo che la qualità del lavoro e il prezzo non sono adatti, non lo acquisto: sinceramente, ritengo che andare a toccare il lato economico sia l’unico modo per far capire certe cose a un imprenditore (tale è un editore), più di tanti bei discorsi o proteste (anch’io in passato ho fatto in quest’ultimo modo, ma non è servito a nulla; probabilmente non servirà nemmeno non comprare certe cose se il loro prezzo è alto, ma per lo meno non spenderò soldi).

Le opere di Brandon Sanderson pubblicate in Italia

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Brandon SandersonPer chi ancora non le conoscesse e volesse farsi un’idea delle opere pubblicate in Italia di Brandon Sanderson, può andare su Letture Fantastiche e trovare i vari articoli che ho realizzato su di esse.

Il Ritmatista

La Via dei Re

Parole di Luce 1/3

Parole di Luce 2/3

Parole di Luce 3/3

La saga Mistborn

I romanzi conclusivi di La Ruota del Tempo, Il Conciliatore, Elantris e alcune news dall’America

Steelheart e Firefight

Calamity

Calamity

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Calamity di Brandon SandersonCalamity conclude la trilogia degli Eliminatori di Brandon Sanderson. Dopo Steelheart e Regalia, David e i superstiti del suo gruppo devono affrontare un altro Alto Epico: Prof. Posseduto dall’oscurità, colui che era stato il loro capo diventa il nemico che da anni combattono. Come se non bastasse lui, devono fare i conti con un’altra forza distruttiva, Obliteration. Sia quest’ultimo che Prof verranno ritrovati a Ildithia, quella che un tempo era Atlanta e che ora è una città completamente fatta di sale e in perenne movimento. David non solo cercherà di scoprire il piano architettato da Regalia, la causa della caduta di Prof, ma tenterà anche di riportare indietro il suo mentore facendogli affrontare la sua paura più grande.
Come nei precedenti volumi, Brandon Sanderson mostra nuovi Epici e i loro straordinari e bizzarri poteri, oltre a immettere altri oggetti tecnologici di derivazione epica; grazie all’ingresso in scena di un nuovo personaggio, Knighthawk, verrà spiegato come tali oggetti vengono creati. Ma le sorprese non finiscono qui: sono mostrati nuovi aspetti dei poteri degli epici già incontrati, su tutti Megan, che per aiutare i suoi compagni si addentrerà più a fondo nella loro conoscenza, correndo il rischio di farsi prendere dall’oscurità.
In questo volume conclusivo non mancheranno scontri spettacolari, come non mancheranno le risposte a lungo cercate alle domande che da anni ruotano attorno agli Epici; ma anche se si avrà soluzione a esse, le risposte avute porteranno ad altre domande e misteri. Succede con Calamity (in Steelheart sembrava che Sanderson si fosse ispirato alla serie Wild Cards di George R.R.Martin con la stella rossa apparsa in cielo, ma già in Firefight si era visto come l’autore avesse intrapreso un’altra strada), facendo venire il sospetto che anche questa serie sia legata in un qualche modo al Cosmoverso. Stessa cosa avviene con Firefight e attraverso di lui Sanderson mette in campo le realtà alternative e gli infiniti mondi esistenti, tema molto caro alla fantascienza e ai fumetti supereroistici americani. Un maggior approfondimento di queste tematiche, magari con un approccio meno adrenalinico dall’uso immediato, avrebbe potuto dare più spessore a una storia comunque buona e coinvolgente; oltre a questo, Calamity risente dei difetti già incontrati nei volumi precedenti (atteggiamenti adolescenziali nei momenti meno opportuni, abuso di similitudini bizzarre) anche se in maniera minore. Il limite di questa serie è che è stata progettata per essere young adult: le fosse stata data un’impronta più matura, ci si sarebbe trovati dinanzi a un’opera di ben altro valore. Questa, sia ben chiaro, è un’opinione strettamente personale (ma si sapeva dall’inizio che tipo di serie si avrebbe avuto davanti), perché, pur con i suoi limiti, la trilogia risulta godibile e coinvolgente, capace anche di dare spunti di riflessione sul libero arbitrio e sulle paure personali che ogni singolo individuo ha e come influiscono su di lui (molto bella la parte dedicata a Prof).
Qualcuno potrebbe contestare la scelta del finale, che non è forse tra i più originali e tra quelli che più colpiscono, ma, visto il periodo reale e il puntare su letteratura fantastica che si focalizza sul mostrare il peggio dell’essere umano, è qualcosa di positivo che lascia aperta la strada alla speranza.

La violenza non è una questione di sesso

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Le violenze che stanno accadendo ora alle donne (stupri, botte, omicidi) sono qualcosa di allucinante, allarmante e purtroppo sempre più dilagante. Un segnale della totale mancanza di rispetto per loro e per la vita. Purtroppo in giro si sente dire che è qualcosa che c’è sempre stato, che la storia è costellata di stupri e violenze sulle donne, ma una cosa, anche se perpetrata nel tempo, non è qualcosa di normale, a cui ci si deve abituare: una cosa sbagliata rimane sbagliata sempre e comunque, nel passato, nel presente e nel futuro. Si sente anche dire che se gli uomini fanno certe cose è perché sono stati provocati dalla femminilità, dagli atteggiamenti, dal modo di vestire delle donne: un ragionamento assurdo, che dimostra come, in un sistema e modi di fare sempre più folli e degenerati, si voglia far passare per normale ciò che normale non è. Cercare di sminuire un crimine, come spesso si fa in Italia, è qualcosa di totalmente sbagliato. Uomini che commettono simili reati non possono avere giustificazione e vanno condannati.
violenzaÈ facile (o almeno dovrebbe esserlo) giudicare la violenza quando è così immediata; più difficile quando è qualcosa di più sottile. Ci sono violenze verbali, psicologiche che hanno lo stesso potere distruttivo di una violenza fisica: anch’esse sono violenze e le donne le subiscono costantemente.
Ma non sono le uniche a subire simili violenze: ormai tutti nella nostra società le subisco. E le donne alle volte sono le fautrici di queste violenze, perché non esiste un sesso che è carnefice e l’altro che è vittima (anche se certe notizie fanno più scalpore di altre): non è il sesso di una persona che rende carnefice, ma come decide di vivere, quali scelte fa, quale morale (o nessuna morale) vuole seguire.
C’è un brano di Parole di Luce di Brandon Sanderson che fa riflettere su simile condizione:
Usare un viso affascinante per indurre gli uomini a fare ciò che vuoi non è diverso da un uomo che usa i muscoli per costringere una donna a fare come vuole lui. Entrambe le cose sono spregevoli e verranno meno con il passare dell’età.” (1)
Alcuni potrebbero obiettare che si tratta di due cose differenti, che non c’è paragone, che non si possono mettere sullo stesso piano. Alcuni potrebbero obiettare che nel caso delle donne si tratta d’intelligenza (a differenza degli uomini che sono considerati brutali a usare la forza fisica), perché usano le proprie caratteristiche per emergere, perché debbono fare così perché altrimenti verrebbero schiacciate in un mondo forte, loro che sono deboli e debbono fare in un qualche modo per riuscire a prevalere. Ma questo è un ragionamento offensivo, che manca di rispetto all’individuo, perché prima di essere uomini o donne si è individui, e di questo spesso ci si dimentica. La verità è che tutto ciò che spinge a far fare qualcosa all’altro contro la sua volontà, in qualsiasi forma esso si presenti, è da considerarsi una violenza. Su questo bisognerebbe riflettere e prendere coscienza.

1. pag. 255 di Parole di Luce. Brandon Sanderson. Fanucci 2014

Varie e news su Brandon Sanderson

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Su Letture Fantastiche è stata pubblicata la recensione dei primi due libri della saga degli Eliminatori (Steelheart e Firefight) di Brandon Sanderson, che riprende quanto avevo già scritto sul mio sito.
Per quanto riguarda il terzo capitolo, Calamity, la pubblicazione italiana dovrebbe avvenire indicativamente fine estate/inizio autunno (settembre), arrivando qualche tempo dopo quella americana.
In prossimità di arrivo pure il terzo volume della Serie Wax e Wayne legata al mondo Mistborn (i primi due, Mistborn: Shadows of Self e Mistborn: Bands of Mourning, sono usciti rispettivamente nell’ottobre 2015 e nel gennaio 2016).
Per l’estate 2016 è in arrivo anche il quinto volume della serie Alcatraz (mai pubblicata in Italia), Alcatraz versus the Dark Talent.
White Sand di Brandon SandersonSempre per il 2016 dovrebbe essere in arrivo il secondo volume della serie Il Ritmatista, The Aztlanian.
Ma il lavoro del prolifico scrittore non si arresta ai soli romanzi: è stata terminata la graphic novel White Sand (in uscita in America il 28 luglio il primo volume di tre, data la grandezza dell’opera): Sanderson è molto soddisfatto di quanto svolto dal team (Dynamite, Rik Hoskin, colui che ha adattato la storia, l’artista Julius Gopez, il colorista Ross Campbell, il letterista Marshall Dillon, e l’editor Rich Young).
Questa la sinossi: “Sul pianeta di Taldain, i leggendari Maestri della Sabbia sfruttano i poteri arcani di manipolare la sabbia in modi spettacolari. Ma quando vengono massacrati in una sinistra cospirazione, il più debole di loro, Kenton, crede di essere l’unico sopravvissuto. Circondato dai nemici, Kenton forgia un’improbabile società con Khriss-un misterioso Darksider che nasconde segreti su se stesso.”

Dulcis in fundo, Sanderson fa sapere che il lavoro sul terzo volume delle Cronache della Folgoluce sta procedendo: si tratta di un romanzo molto lungo, diviso in cinque parti. Al momento è al 60% sulla seconda parte, che assieme alla prima, risulta essere quella più lunga (le altre sono più brevi); secondo una sua stima, è circa a metà dell’opera e spera di concludere il lavoro per la fine del 2016, con rilascio dell’opera nel 2017.
Non c’è che dire: di carne al fuoco ce n’è.

Il Ritmatista

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Il RitmatistaSu Letture Fantastiche è possibile leggere la recensione che ho fatto su Il Ritmatista, ultimo romanzo pubblicato in Italia da Brandon Sanderson. Il giudizio dato è positivo: è uno young adult bello, ben strutturato e che non scade in banali atteggiamenti adolescenziali presenti in molti romanzi del genere (come succede anche in un’altra serie realizzata dall’autore, la trilogia dedicata agli Eliminatori). Buona la trama, il sistema magico e la caratterizzazione dei personaggi; con poche pennellate Sanderson riesce a creare un quadro coinvolgente e credibile, dando vita a un’ambientazione che ricorda quella di fine Ottocento, sia nel modo di vestire, sia nella tecnologia usata, solo che in questo caso non si usa olio o petrolio per le lampade o vapore per far muovere i treni, ma tutto funziona grazie a un complesso sistema d’ingranaggi. Per chi vuole approfondire, lascio il resto alla lettura dell’articolo.
Qui invece voglio approfondire la questione della fascetta presente in Il Ritmatista, di cui ho già parlato nel pezzo, ma in cui non mi sono addentrato perché questa si tratta di una riflessione personale e che esula dal giudizio oggettivo che deve essere una recensione su un prodotto. Nell’articolo ho scritto che le fascette alle volte possono far avere un risultato opposto di quello voluto, ovvero spingere il lettore a non comprare il volume perché infastiditi dalle affermazioni che si leggono: non è stato il mio caso, perché, conoscendo il modo di scrivere dell’autore, non mi soffermo su quello che leggo sulle fascette per valutare le sue opere, però ne sono rimasto infastidito.
Sì, alle volte le affermazioni che si leggono infastidiscono perché sono stupide, sparate sensazionalistiche che sembra quasi che considerino i lettori degli sprovveduti che sono ignari di tutto e credono a tutto; è vero che il fantasy è un genere di nicchia, che Sanderson può non essere conosciuto come altri suoi colleghi, ma fare certe affermazioni è irritante. Non si può paragonare Sanderson a Stephen King e J.K.Rowling, dato che scrivono cose molto diverse, avendo approcci molto diversi. Rowling è divenuta famosa grazie alla saga di Harry Potter e ha avuto un successo planetario, ma questo non significa che sia migliore di Sanderson, anzi: Sanderson ha un’immaginazione molto più ampia e variegata, ha dimostrato di saper scrivere ottimi libri con diverse ambientazioni (cosa in cui Rowling ha fallito). Soprattutto, ha dimostrato di saper caratterizzare i suoi personaggi e di creare trame coerenti e prive di buchi narrativi, cosa che non è riuscita alla scrittrice inglese.
Il paragone poi con King è pietoso. I due scrittori scrivono storie e hanno approcci totalmente differenti, quindi fare un confronto tra i due è quasi improponibile. Forse è proprio questa la cosa che mi ha dato più fastidio. O forse il fatto che avevo appena terminato la rilettura di quel capolavoro che è It; sarà un’associazione strana, ma quanto letto ha fatto sorgere un paragone tra It e Il Ritmatista, due opere totalmente diverse, con un approccio e uno scopo che non potrebbero essere più lontani. Inutile dire che, per quanto il romanzo di Sanderson mi sia piaciuto, ne uscirebbe completamente perdente dal confronto con l’opera di King.
Come già scritto nella recensione, un consiglio agli addetti ai lavori, che pensano e decidono su come proporre un prodotto: evitare di usare le fascette. Si farebbe un favore all’autore e all’opera che ha realizzato.