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Siamo in pieno 1984

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1984In tanti avranno sentito le parole di Trump sulla questione Ucraina: Zelensky è un dittatore, non è stato eletto, l’Ucraina non doveva iniziare il conflitto, la Russia non è l’aggressore. Per una persona con un minimo di raziocinio, che non sia di parte, queste affermazioni appaiono come quelle di una persona in totale malafede o come i deliri di uno che non ci sta molto con la testa. Oppure di uno che semplicemente sta facendo il proprio interesse infischiandosene della realtà e della verità (sarà interessante vedere come se la caverà l’attuale governo italiano guidato dalla Meloni, dato che dall’inizio del conflitto ha sostenuto Ucraina e Zelensky ma che da quando è diventuo presidente ha ampiamente sposato la politica e le scelte di Trump). I più pragmatici (o magari cinici oppure quelli che semplicemente vogliono la vita tranquilla e non vogliono sentire di certe cose) asseriranno che il modo di fare di Trump è l’unico per fare finire il conflitto, che consiste nel dare a Putin quello che voleva (ovvero sacrificare l’Ucraina); una scelta questa sbagliata per due motivi: uno, sì dà ragione alla legge del più forte e tanti saluti alla civiltà e al diritto internazionale; due, si lascia strada libera a un individuo (Putin) con continue mire espansionistiche, che vive nell’ombra del ricordo di Stalin e vuole riesumare quel dinosauro che era l’URSS.
Quello che magari non in molti si accorgeranno è che con il modo di fare di Trump siamo in pieno 1984, il romanzo di George Orwell. Non si è convinti? In 1984, per ciò che conviene al governo in un determinato momento vengono modificati e riletti i fatti, quindi se ora conviene che quello che prima era un nemico ora sia un amico, allora si cambia atteggiamento e modo di fare. Proprio come sta facendo Trump.
Ma questo di 1984 non è l’unico aspetto che rispecchia la reltà: il mondo si sta dividendo in tre grandi blocchi, Stati Uniti, Europa, Russia/Cina (anche se la Cina se ne sta un po’ più defilata), e la stessa cosa avveniva nel romanzo di Orwell, con Oceania (che comprende le Americhe, le isole dell’Oceano Atlantico (fra cui le Isole britanniche), l’Africa meridionale, l’Australasia e presumibilmente l’Antartide), l’Eurasia (che comprende l’Europa continentale e l’Asia settentrionale nonché presumibilmente la Turchia e l’Asia centrale) e l’Estasia (che comprende la Cina interna, parte della Cina esterna (aree della Mongolia, della Manciuria e del Tibet), il Giappone, l’Indocina nonché presumibilmente la Corea). (1)
In 1984 nelle città sono appesi grandi manifesti di propaganda che ritraggono il Grande Fratello, con la didascalia «Il Grande Fratello ti guarda», e gli slogan del partito: «La guerra è pace», «La libertà è schiavitù», «L’ignoranza è forza»; proprio quest’ultimo è un motto di cui Trump fa ampiamente suo, visto il contenuto delle affermazioni che fa (una che tanti hanno dimenticato è fare iniezioni di varechina alle persone per sconfiggere il virus del Covid). Il che riporta al bipensiero, l’unica forma di pensiero ammissibile in Oceania, che consiste nel rigettare la logica, perdere e all’occorrenza recuperare la memoria di determinati avvenimenti, e credere simultaneamente a due affermazioni tra loro contrarie, in modo da non cogliere contraddizioni o falle logiche presenti nella propaganda del Partito. Così recitano alcuni slogan del partito come «La menzogna diventa verità e passa alla storia» e «Chi controlla il passato controlla il futuro: chi controlla il presente controlla il passato» (1).
Questo fa arrivare a un altro elemento di 1984 dove i contenuti di libri, giornali, film e documenti vengono riscritti continuamente, rimuovendo tutto quanto non sia in linea con le idee del momento del Socing. Tutti i fatti che rivelino contraddizione o fallibilità del partito vengono periodicamente e sistematicamente cancellati e sostituiti. Il bispensiero permette ai cittadini di non notare la continua riscrittura della storia. In questo modo, per esempio, se si ribaltano i fronti e l’Eurasia diventa improvvisamente alleata dell’Oceania dopo essere stata in guerra con essa fino a un momento prima, tutta la popolazione dovrà comportarsi come se l’Eurasia fosse sempre stata alleata dell’Oceania e non vi fosse mai stata inimicizia tra i due Stati. Tutto viene descritto come una vittoria o un miglioramento: ad esempio, una riduzione di derrate alimentari viene riportata nei documenti come un aumento (1). E c’è da dire che non solo Russia e Stati Uniti fanno questo, ma lo fa per esempio anche l’Italia, dove il governo Meloni non fa che elencare e osannare i suoi successi, anche quando i successi non ci sono.
Si arriva così alla neolingua, un nuovo linguaggio in cui sono ammessi solo termini con un significato preciso e privo di possibili sfumature eterodosse, in modo che riducendone il significato ai concetti più elementari si renda impossibile concepire un pensiero critico individuale. Con la creazione della neolingua il partito censura quindi l’utilizzo di molte parole, convogliando tutti i termini ad esso sgraditi (ad esempio “democrazia”) nella parola “psicoreato” (thoughtcrime in lingua inglese, crimethink in neolingua): in questo modo diventa impossibile formulare e a lungo andare anche solo pensare a un argomento proibito, in quanto i concetti contrari all’operato del Partito diventano inesprimibili. La stessa parola “psicoreato” va ben oltre il divieto di esprimersi e si spinge appunto a vietare anche solo di concepire pensieri o provare emozioni non in linea con il Socing e il bispensiero (1). Il fine del Partito è di dare non solo un mezzo espressivo che sostituisse la vecchia visione del mondo e le vecchie abitudini mentali, ma di rendere impossibile ogni altra forma di pensiero. Si riteneva che, una volta che la neolingua fosse stata adottata in tutto e per tutto, ogni pensiero eretico (vale a dire ogni pensiero che si discostasse dai principi del Socing) sarebbe stato letteralmente impossibile, almeno per quanto riguarda quelle forme speculative che dipendono dalle parole. Il lessico della neolingua era articolato in modo da fornire un’espressione precisa e spesso molto sottile per ogni significato che un membro del Partito volesse correttamente esprimere, escludendo al tempo stesso ogni altro significato, compresa la possibilità di giungervi in maniera indiretta. Ciò era garantito in parte dalla creazione di nuovi vocaboli, ma soprattutto dall’eliminazione di parole indesiderate e dalla soppressione di significati eterodossi e, possibilmente, di tutti i significati secondari nelle parole superstiti. Tanto per fare un esempio, in neolingua esisteva ancora la parola libero, ma era lecito impiegarla solo in affermazioni del tipo “Questo cane è libero da pulci”; o “Questo campo è libero da erbacce”. Non poteva invece essere usata nell’antico significato di “politicamente libero” o “intellettualmente libero”, dal momento che la libertà politica e intellettuale non esisteva più neanche come concetto e mancava pertanto una parola che la definisse. A prescindere dall’eliminazione di vocaboli decisamente eretici, la contrazione del lessico era vista come un qualcosa di fine a se stesso, e non era permessa l’esistenza di una parola che fosse possibile eliminare. La neolingua non era concepita per ampliare le capacità speculative, ma per ridurle, e un simile scopo veniva indirettamente raggiunto riducendo al minimo le possibilità di scelta (2).
Purtroppo, quello che sta accadendo non è qualcosa di recente, ma è un meccanismo che si è già messo in moto da anni; riporto un pezzo di un articolo che avevo scritto undici anni fa.
Che 1984 di George Orwell abbia molto da insegnare è fuori discussione. Nell’articolo precedente si è visto come attraverso la tecnologia l’individuo che vive nella società attuale non sia libero, ma continuamente studiato, monitorato, la sua sfera privata invasa. Già di per sé questa situazione è allarmante, ma ugualmente preoccupante è il fatto come la memoria sia labile, ci si dimentichi di quanto è stato, come se nulla fosse successo e quelli che un tempo erano nemici e rivali ora siano alleati. Come si sa, questo è il gioco della politica, attuato da chi è al potere per cercare il maggior numero di consensi e appoggi e consolidare la propria posizione, ma a tutto c’è un limite: un contesto assurdo se si pensa per esempio a quello italiano dove la sinistra, la destra e il centro non si differenziano più, non hanno più idee proprie, ma s’incrociano per fare alleanze traballanti ed equivoche pur restare al potere (si veda quanto ha fatto Renzi, che è andato a fare un accordo con Berlusconi, facendo rientrare dalla finestra chi è stato condannato per i suoi reati e che invece non dovrebbe più avere a che fare con il mondo politico).
In tutto questo è allarmante come la popolazione lasci fare, si adatti, si sottometta rassegnata a poteri che volendo potrebbe annullare: ci si dimentica che le persone che sono al potere sono state votate dalla popolazione e che come sono state messe in certi ruoli possono essere anche tolte. Ma l’appiattimento di pensiero impedisce il cercare di cambiare la situazione, in modo molto simile a quello che succede in 1984 dove l’unica forma di pensiero ammissibile è il Bipensiero, con i suoi famosi slogan “la menzogna diventa verità e passa alla storia”, “chi controlla il passato controlla il futuro: chi controlla il presente controlla il passato”: non è un caso che ci sia stato negli anni passati il tentativo dei governi di destra di revisionare e riscrivere i testi di storia, stravolgendone la realtà con menzogne atte a tirar acqua al proprio mulino e a modificare la realtà a proprio favore. Proprio come fatto in 1984 dove i testi vengono riscritti continuamente espellendo tutto quanto non sia in linea con le idee del momento del Socing: tutti i fatti che rivelino contraddizione o fallibilità del partito vengono periodicamente e sistematicamente cancellati e sostituiti, la storia non esiste più, se non per dare ragione al Partito (stessa cosa avviene in un’altra opera di Orwell, La fattoria degli animali, dove i comandamenti sulla parete del granaio cambiano in base al pensiero di chi le crea e tutti li accettano a causa della propria ignoranza e passività).
Va preso in considerazione anche l’appiattimento del linguaggio realizzato attraverso le trasmissioni televisive che culturalmente e intellettualmente sono sempre andate al ribasso, trattando temi sempre più poveri e superficiali; stessa cosa è accaduta con le produzioni di quotidiani, riviste e libri, dove in prevalenza le tematiche girano attorno a pettegolezzi, cotte, avventure amorose e sesso (libri di successo come quelle legati alle serie di Twilight e alle varie Sfumature ne sono la dimostrazione). Non è un caso che con un’ignoranza così dilagante chi è al potere si rafforzi sempre più, perché non si hanno i mezzi per ribellarsi al sistema: davvero, come inneggia il Grande Fratello, “l’ignoranza è forza”, perché permette di controllare una popolazione intera. Con l’impoverimento del linguaggio, dove non si hanno più tante sfumature dovute alle conoscenze di un gran numero di parole risulta difficile concepire un pensiero critico individuale.
Se poi si pensa alle attuali produzioni in campo letterario e musicale realizzate in Italia che sono tutte dello stesso stampo, non ci si meraviglia di trovare somiglianze con quello che veniva realizzato nel romanzo di Orwell, dove produrre letteratura, ossia la scrittura a mano, è stata di fatto abolita: poesie, canzoni e romanzi vengono realizzati automaticamente da complessi macchinari elettromeccanici detti versificatori, in base a schemi predefiniti.
Forse Orwell in 1984 aveva visto più avanti di quanto si voglia ammettere (non ci si dimentichi poi che in 1984 la  possibilità di produrre letteratura dettata dai propri pensieri, ossia la scrittura a mano, è stata abolita: poesie, canzoni e romanzi vengono realizzati automaticamente da complessi macchinari elettromeccanici detti versificatori, in base a schemi predefiniti (1); non si può non pensare all’intelligenza artificiale e a farle scrivere testi di ogni genere).

 

1- https://it.wikipedia.org/wiki/1984_(romanzo)
2- 1984. George Orwell. Oscar Mondadori 2011. Pag.307-308

Dittatori

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E così ricopro la mia muta perfidia con antiche espressioni a me estranee rubate ai sacri testi e sembro un santo quando faccio la parte del diavolo!
Questa frase è una citazione di V per Vendetta, che ben può essere associata a Putin.
E visto che si è citato il film, riporto anche il discorso che V fa alla tv, giacchè Putin è molto simile al capo del partito che governa un’Inghilterra sotto dittatura. Visti i modi di fare del dittatore del film, si può pensare che sia ispirato a Hitler e forse è proprio così, ma in fondo, non ci sono poi così tante differenze, se ci si pensa, tra Hitler e Putin. Forse perchè tutti i dittatori in fondo sono uguali.

Adam Sutler, uno dei tanti dittatori presentati al cinemaBuona sera, Londra. Prima di tutto vi prego di scusarmi per questa interruzione: come molti di voi, io apprezzo il benessere della routine quotidiana, la sicurezza di ciò che è familiare, la tranquillità della ripetizione; ne godo quanto chiunque altro. Ma nello spirito della commemorazione, affinché gli eventi importanti del passato, generalmente associati alla morte di qualcuno o al termine di una lotta atroce e cruenta vengano celebrati con una bella festa, ho pensato che avremmo potuto dare risalto a questo 5 novembre, un giorno, ahimè, sprofondato nell’oblio, sottraendo un po’ di tempo alla vita quotidiana, per sederci e fare due chiacchiere. Alcuni vorranno toglierci la parola, sospetto che in questo momento stiano strillando ordini al telefono e che presto arriveranno gli uomini armati. Perché? Perché, mentre il manganello può sostituire il dialogo, le parole non perderanno mai il loro potere; perché esse sono il mezzo per giungere al significato, e per coloro che vorranno ascoltare, all’affermazione della verità. E la verità è che c’è qualcosa di terribilmente marcio in questo paese. Crudeltà e ingiustizia, intolleranza e oppressione. E lì dove una volta c’era la libertà di obiettare, di pensare, di parlare nel modo ritenuto più opportuno, lì ora avete censori e sistemi di sorveglianza, che vi costringono ad accondiscendere e sottomettervi. Com’è accaduto? Di chi è la colpa? Sicuramente ci sono alcuni più responsabili di altri che dovranno rispondere di tutto ciò; ma ancora una volta, a dire la verità, se cercate il colpevole… non c’è che da guardarsi allo specchio. Io so perché l’avete fatto: so che avevate paura, e chi non ne avrebbe avuta? Guerre, terrore, malattie: c’era una quantità enorme di problemi, una macchinazione diabolica atta a corrompere la vostra ragione e a privarvi del vostro buon senso. La paura si è impadronita di voi, e il caos mentale ha fatto sì che vi rivolgeste all’attuale Alto Cancelliere: Adam Sutler. Vi ha promesso ordine e pace in cambio del vostro silenzioso obbediente consenso. Ieri sera ho cercato di porre fine a questo silenzio. Ieri sera io ho distrutto il vecchio Bailey, per ricordare a questo paese quello che ha dimenticato. Più di quattrocento anni fa, un grande cittadino ha voluto imprimere per sempre nella nostra memoria il 5 novembre. La sua speranza, quella di ricordare al mondo che l’equità, la giustizia, la libertà sono più che parole: sono prospettive. Quindi, se non avete visto niente, se i crimini di questo governo vi rimangono ignoti, vi consiglio di lasciar passare inosservato il 5 novembre. Ma se vedete ciò che vedo io, se la pensate come la penso io, e se siete alla ricerca come lo sono io, vi chiedo di mettervi al mio fianco, a un anno da questa notte, fuori dai cancelli del Parlamento, e insieme offriremo loro un 5 novembre che non verrà mai più dimenticato.

Anche un altro discorso di V per Vendetta ricorda quello che sta succedendo in Ucraina, perché è il risultato dell’operato dei dittatori.
…la guerra in America divorò quasi tutto e alla fine arrivò a Londra. A quel punto non ci furono più rose… per nessuno. Ricordo come cominciò a cambiare il significato delle parole. Parole poco comuni come “fiancheggiatore” e “risanamento” divennero spaventose, mentre cose come “Fuoco Norreno” e “Gli articoli della fedeltà” divennero potenti. Ricordo come “diverso” diventò “pericoloso”. Ancora non capisco perché ci odiano così tanto.

Dare il peggio di sé

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“Questa pandemia tirerà fuori il meglio delle persone” è stato il ritornello che tante volte è stato ripetuto da politici e forze di governo: non si sapeva se definirlo un motto nato dall’ignoranza o dal prendere in giro. I fatti, com’era logico prevedere, hanno smentito tali parole: infatti tante persone hanno dato e stanno dando il peggio di sé.
Perché si dice che era logico prevedere che si sarebbe mostrato il peggio e non il meglio?
Perché culturalmente gli italiani hanno avuto come esempio che si poteva fare tutto quello che passava per la testa, tanto non sarebbe successo nulla, tanto le cose sarebbero andate lisce. Quando si metteva in guardia che il modo di fare di Berlusconi non solo avrebbe causato danni nell’immediato, ma avrebbe avuto conseguenze anche a lunga scadenza, non si è voluto ascoltare, si tacciava chi faceva questi ammonimenti d’invidia, di accanimento. I fatti hanno dimostrato che il ventennio berlusconiano ha portato un peggioramento del mondo del lavoro con la legge Biagi, la perdita di credibilità dell’Italia a livello internazionale, scandali a non finire, soldi pubblici usati per fini privati, una classe politica sempre più becera e incompetente, ma non solo: sotto il martellamento costante dei media, molta gente ha assimilato i comportamenti portati a esempio da quelle forze di governo, perpetrandoli, e così ci si è ritrovati ad avere a che fare non più con un solo Berlusconi, ma con tanti Berlusconi che ritengono che sia lecito fare di tutto.
Il risultato è che sperare nella responsabilità delle persone italiane non ha dato i risultati sperati; questo appellarsi all’essere responsabili è stato sciocco e cieco, ma molto probabilmente è stato dovuto alla mancanza coraggio di fare delle scelte necessarie. Ne è esempio su tutti la questione vaccinale: dopo aver rifiutato per un anno di rendere obbligatoria la vaccinazione per evitare contestazioni, ma soprattutto per evitare di perdere voti (perché, non ci si dimentichi, che per i politici italiani si è sempre in campagna elettorale, dove tutto serve per portare consensi dalla propria parte), ora si è deciso di utilizzare l’obbligatorietà del vaccino. In tutto questo ci hanno sguazzato critici e virologi e sembra quasi grottesco che alcuni di quelli che auspicavano l’obbligatorietà ora dicano che l’obbligatorietà non serve a niente. In parte è vero: si è agito troppo tardi e adesso non si possono avere quei benefici che si avrebbero avuto se ci si fosse mossi per tempo. L’unica cosa che si è ottenuta è di aver logorato la pazienza degli italiani, di averli resi più insofferenti e meno tolleranti, perché davvero il tamtam fatto con le vaccinazioni è stato esasperante. Se a questo ci si aggiunge il continuo cambiamento delle regole a seconda dell’estro del momento o di quello che facevano altri paesi, si capisce perché il livello di esasperazione si è innalzato di molto.
Esempio di ciò lo è in questi giorni il mondo del calcio, con fatti che hanno dell’assurdo. Le varie Usl locali hanno fermato squadre come Torino, Udinese, Salernitana con alcuni casi di covid, non consentendo così di giocare le partite da disputare; l’Usl di Verona invece ha dato il via libera libera alla squadra della città (il Verona appunto), nonostante fosse il team con più contagiati (undici). Ora, è chiaro che c’è qualcosa che stride, perché ognuno non può fare come gli pare, serve un modo di agire uniforme; dinanzi a tutto ciò, le istituzioni sportive dimostrano la loro incapacità di guidare, proprio come fa il governo. Salvo poi mettersi a fare la voce grossa quando tutte le cose sono avvenute e non si può fare più nulla. Davvero assurdo quello capitato a Bologna: la Usl mette in quarantena il Bologna (otto positivi al Covid) che non può disputare la gara. L’Inter, nonostante sapesse già che non si sarebbe giocato, scende lo stesso in campo; l’arbitro dopo quarantacinque minuti dichiara la fine della gara con la probabile vittoria a tavolino dei nerazzurri. A questo punto o il Bologna farà ricorso e allora si deciderà quando rigiocare la gara oppure verrà deciso direttamente quando riguocare la gara. Ma visto che da giorni si sapeva qual era la situazione delle squadre, non si poteva rinviare la giornata di campionato da disputare per l’Epifania, come per esempio avevano già fatto nel basket senza tante polemiche e casini?

il peggio dei novax

raid vandalico dei novax all’hub di San Lazzaro di Savena

Ma si sa che al peggio non c’è limite e occorre assistere all’imbecillità dilagante di tante persone. O forse è qualcosa di peggio d’imbecillità: è delirio, è follia. Perché è folle minacciare di morte chi si occupa della salute dei malati, è folle aggradire infermieri e dottori che fanno il loro dovere. Semplicemente è pura follia presentarsi con gli avvocati ai pub vaccinali e tempestare di domande, prendendo nota delle risposte, in stile terzo grado gli operatori che vi lavorano; come è folle che i pazienti dicano ai dottori come debbono essere curati senza avere basi se non ciò che hanno sentito dire in rete.
Tutto quello che sta accadendo è fortemente sbagliato. Altro che tirare fuori il meglio delle persone.
Ma forse si tratta di una semplice omissione o di un qualcosa che è sfuggito ai più dato, dato che probabilmente si voleva dire che questa pandemia avrebbe tirato fuorio il meglio del peggio delle persone.

Squid Game, Hunger Games e Battle Royale: punti in comune

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Squid Game, Hunger Games e Battle Royale che cosa hanno in comune?
Praticamente partono dalla stessa idea che delle persone sono prese e fatte partecipare a un gioco dove vengono massacrate per il divertimento di altri; per lo più tali partecipanti sono individui comuni che devono divertire gente ricca e al potere che fanno scommesse su chi riuscirà a sopravvivere e vincere. Il livello di violenza è molto elevata.
uno degli elementi più conosciuti di Squid GameQuesti appaiono gli unici elementi che li accumunano, dato che le origini sono differenti. Battle Royale e Hunger Games nascono come libri e poi sono divenuti film, mentre Squid Game che era nato per essere un film è divenuto poi una serie tv perché quando venne proposto non trovò nessun produttore a causa della violenza della trama. Battle Royale e Hunger Game (almeno nel primo capitolo della storia scritta da Suzanne Collins) vedono come protagonisti degli adolescenti, mentre in Squid Game partecipano degli adulti. Sia in Battle Royale sia in Hunger Game vige un regime totalitario che costringe i ragazzi a partecipare al cruento gioco dove solo uno può vincere, mentre in Squid Game le persone sono libere di partecipare al gioco. In Battle Royale e Hunger Games i partecipanti si eliminano tra loro, mentre in Squid Game non è sempre così e spesso è il gioco a eliminare i giocatori.
Anche le origini sono diverse. Gli Hunger Games sono nati a seguito di una rivolta dei vari distretti di Panem contro il regime totalitario che ha sede a Capitol City, una punizione per ricordare sempre che non ci si deve ribellare al potere. In Battle Royale, la Repubblica della Grande Asia Orientale (versione totalitaria del Giappone) usa il gioco per spezzare lo spirito dei cittadini e così non spingerli a ribellarsi. In Squid Game le persone che partecipano al gioco sono perlopiù povere o indebitate e cercano di vincere per cambiare la loro vita.
Se però si va oltre le differenze, si vede che tutti e tre i lavori sono opere di denuncia. Battle Royale fu creato da Khousun Takami per denunciare il sistema scolastico giapponese, che spinge troppo alla competizione gli studenti. Hunger Game denuncia una società che spettacolarizza tutto, anche la morte. Squid Game denuncia le disparità socio-economiche, mostrando le crudeltà che possono essere commesse in nome dei soldi e dal sistema economico.
Non solo: le tre opere mettono i risalto anche altre cose, facendo in primis fare un ragionamento sulla fiducia. Senza la fiducia nei propri simili non ci può essere comunità e non ci si può opporre ai sistemi che soggiogano: se la gente pensa di non potersi fidare di nessuno, allora i sistemi hanno ottenuto una vittoria schiacciante, a cui nessuno mai si opporrà. Se non c’è la fiducia, resta spazio solo per rassegnazione, opportunismo ed egoismo. Tutte cose che non vanno a far altro che rafforzare i sistemi e mantenere ferrea la presa sulle persone, che non vedono possibilità di cambiare le cose, restando ferme a subire, anche se trovano tutto ingiusto, convinte che nessuna ribellione possa andare a buon fine, che non ci possa essere nessun cambiamento.
Elementi interessanti, che giustificano il successo avuto dai tre lavori, ma c’è dell’altro che spiega perché hanno avuto tanto seguito: consciamente o inconsciamente, le persone sono affascinate, alle volte in maniera morbosa, dal vedere le sofferenze altrui. C’è qualcosa nel dolore, nella morte degli che attira le persone a guardare eventi tragici che coinvolgono i propri simili. Non si tratta di una cosa recente, nata con i media, che magari si è rafforzata e ha avuto maggiore diffusione con essi, ma che esiste da prima del loro avvento. Se ci si pensa, quando capita qualcosa di brutto, ci sono sempre gruppi di persone che si assembrano per assistere a eventi tragici, quali incidenti d’auto, incendi o, se si guarda alla storia, alle esecuzioni pubbliche con vere e proprie folle ai piedi dei patiboli.
L’argomento è complesso e sarebbe lungo approfondire le ragioni di tale fascinazione, tuttavia non si può fare a meno di notare che opere del genere attirano tanto anche per questo.

Il mondo è un vampiro

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Era il 1995 e gli The Smashing Pumpkins cantavano Bullet with Butterfly Wings e fin dalle prime strofe fa capire quale sia lo stampo di questa canzone: il mondo è un vampiro e il commercio è desideroso di oscuri guadagni. Poche parole per mostrare discorsi molto più ampi: il mondo, inteso come sistema, non come pianeta, è un vampiro, ovvero un essere superiore, un padrone che dispone delle vite delle persone e se ne alimenta, ne succhia la linfa vitale, le energie, facendone suoi sudditi. Il commercio, sia suo alleato, sia sua estensione, è qui sinonimo di capitalismo, di consumismo, visto come qualcosa di oscuro che invece di aiutare le persone a vivere meglio, le hanno soggiogate e fatte divenire sue serve.
Il messaggio non è certo una novità: negli anni in tanti hanno giudicato sbagliato il sistema economico attuale, pieno di errori e storture, e la pandemia del Covid in poco tempo ha mostrato tutte le sue criticità e vulnerabilità. In altrettanti si sono scagliati contro quelli che hanno demonizzato il denaro, vedendo il denaro come fonte di libertà, altri come segno che la persona ricca era benedetta dalla volontà divina (uno degli elementi su cui si basava il Calvinismo).
Nosferatu il vampiro, immagine tratta da Di Pèter - screenshot catturato da me, Copyrighted, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=4625772La verità, come sempre, sta nel mezzo: il denaro in sé non è né buono né cattivo, tutto dipende da come viene usato ma soprattutto come viene vissuto. Nel Vangelo il denaro, la ricchezza, vengono indicate con il termine Mammona, assegnandone un’interpretazione negativa, dato che Mammona è uno dei demoni (e proprio per questo Gesù dice: “Nessun servo può servire a due padroni: o odierà l’uno e amerà l’altro oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire a Dio e a mammona.”) (1); ma il giudizio di Gesù non è dato sul denaro, che è soltanto un oggetto, un mezzo, ma all’attaccamento al denaro e ai comportamenti sbagliati che esso fa avere, quali il tradimento della giustizia, della libertà, della vita, perché si è visto nella storia dell’uomo, nell’esistenza di ogni giorno, cosa si arriva a fare per avere denaro.
Sia la figura del demone, sia quella del vampiro, ben rappresentano un modo di fare sbagliato, anche se forse nei nostri tempi quella del non morto ha una presa maggiore, forse grazie a tanta letteratura e cinema che parlano di lui. Oppure perché il vampiro è qualcosa di molto più antico radicato a fondo nell’inconscio umano.

«È divertente sentir tirare in ballo Dio quando non si è creduto che nel denaro.» Il sorriso scomparve com’era apparso. «Gli imprenditori come tuo padre si sono ritenuti Dio. Soltanto perché avevano soldi, si sono arrogati il diritto di decidere per la vita degli altri e di giocare con la loro dignità. In ogni modo hanno cercato di far credere di essere superiori agli altri esseri umani, di essere sopra qualsiasi legge. Quello che non capiscono è che non sono intoccabili, che niente gli è dovuto. Anche loro sono umani, non degli dei con potere di vita e di morte sui loro simili.» Mark si alzò in piedi, appoggiando il libro sul tavolo. «O forse sarebbe meglio dire che un tempo lo erano. Ora sono solo un mezzo che sfrutta gli altri e risucchia ogni energia, che affama le famiglie e le fa vivere negli stenti e nelle umiliazioni; non hanno canini appuntiti, ma sono veri e propri vampiri. E proprio come i vampiri spadroneggiano in ogni luogo in cui vanno, cercando di piegare ogni cosa con il loro potere, inquinando la mente delle persone e l’ambiente in cui vivono; sono appestatori di vita, dei virus che fanno marcire il mondo, eppure si reputano dei creatori di magnifici sistemi. Non si accontentano mai, vogliono succhiare tutto il midollo della vita, senza lasciare nulla agli altri: un cancro dilagante che lascia miseria e aridità. Proprio come i vampiri» tornò a sottolineare Mark. «Si crede che essi siano mostri inventati dalla fantasia di uno scrittore geniale o da qualche storia folcloristica, ma sono un archetipo vecchio come l’umanità, un’icona che le civiltà antiche hanno voluto trasmettere per mettere in guardia dal pericolo comportato dagli eccessi. Rappresentano la fame smodata di dominio, potere e brama per le cose materiali; rappresentano la strumentalizzazione e la manipolazione. Tutti gli uomini hanno quest’indole nell’animo; i più grandi filosofi e pensatori sanno che persino la persona più saggia e meritevole nasconde tali zone d’ombra. Il problema insorge quando tutto è ombra. Allora accade che per l’ombra di alcuni, tutto cada nella tenebra e nella rovina. Ed è quello che hanno fatto gli imprenditori come tuo padre, creando uno squarcio nella barriera che separa i due Mondi, permettendo il ritorno di Mammon e rafforzandolo a ogni loro azione scellerata.» (2)

1 – Luca 16,13
2 – L’inizio della Caduta.

Morti bianche e disinteresse

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LA strage senza fine delle morti bianche (immagine presa da https://corrieredellumbria.corr.it/news/italia/28870392/morti-bianche-sul-lavoro-numeri-inail.html)Erano i primi mesi del 2009 quando ho finito la prima versione di L’inizio della Caduta. Allora l’opera aveva un altro titolo, lo stile era diverso e anche alcune parti lo erano, tuttavia lo spirito che aveva dato il via a tutto è sempre stato lo stesso: la denuncia delle morti bianche e del sistema economico che non guarda in faccia a nulla per poter continuare ad avanzare.
Il romanzo non è mai stato preso in considerazione da nessuna casa editrice e la colpa non può essere data allo stile o allo sviluppo della trama, dato che non è stata letta: l’opera non è arrivata alla valutazione di lettura perché, dalle risposte avute, l’idea non era d’interesse.
Si sa che il mondo dell’editoria è una giungla e che le case editrici, non essendo onlus, devono puntare su quei prodotti che il mercato ricerca perché, per poter sopravvivere, devono guadagnare e avere utili, quindi non ci si sorprende e non ce la si prende se si ottiene un rifiuto.
Ci si sorprende e ce la si prende quando invece sono altri a cui non interessano i morti del lavoro, e ci si riferisce non solo alle istituzioni e alla politica, ma anche alla maggioranza delle persone. Fino a quando non si viene toccati da vicino, delle morti bianche non interessa a nessuno. Ci si accalora, si fanno dibatti, si litiga, ci s’imbrutisce se un calciatore cambia squadra, se una influencer dice una cosa oppure se una vip posta una determinata foto sui social, mentre invece non si fa una piega se una persona, facendo il suo lavoro per cercare di sopravvivere, va ad aumentare il numero delle morti bianche.
Persone che spesso lavorano per stipendi che non gli bastano nemmeno per arrivare alla fine del mese, che non si stanno certo divertendo a fare qualcosa che se potessero non farebbero, ma che, per non avere la sicurezza sul posto di lavoro, si trovano praticamente costrette a morire.
La realtà brutale è questa: per scelte appartenenti ad altri, in tanti si trovano a dover morire. Una morte che sarebbe evitabile, ma che non si vuole evitare perché non si vogliono spendere soldi per tutelare la vita altrui. In fondo, se una persona muore sul posto del lavoro, ce la si cava con qualche noia burocratica, con qualche ispezione, ma poi si va avanti come sempre, perché ci sarà chi prenderà il posto del morto (visto l’alto numero di disoccupati) e la macchina produttiva continuerà il suo cammino.
Politica, governo, sindacati: tutti a fare proclami, tutti a indignarsi, a pretendere nuovi provvedimenti. Ma è solo ipocrisia, è solo una facciata per i media. Perché dal 2009 le morti sul lavoro ci sono state ogni anno e anzi sono andate aumentando, ma nessuno ha fatto niente, nessuno ha voluto fare niente. Anzi, occorre dire che la questione risale a molto prima del 2009 e questo significa soltanto una cosa: per il sistema attuale, la vita umana non ha nessun valore.
Mentre invece un valore spropositato viene dato al guadagno, al costrutto economico a cui ormai tutto è asservito. Quante volte si è sentito dire che bisogna preservare il lavoro, non importa cosa viene sacrificato? Prima sono stati tolti diritti e tutele, poi si è chiesto alle persone di fare ancora più sacrifici per poter lavorare. Ora si sta chiedendo il sangue alle persone. Il tutto nel disinteresse più totale dei più.

Euro 2020

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L'Italia vincitrice di Euro 2020Gli Europei di calcio di Euro 2020 non sono stati, in generale, un bello spettacolo. Non tanto quanto per quello visto in campo, che ha rispecchiato il livello attuale di gioco: buone squadre, ma nulla di eccezionale, niente di trascendentale. Sicuramente fa piacere che la nazionale italiana sia tornata al successo dopo tanti anni, ritrovando una compattezza e una solidità assenti da un pezzo, oltre alla capacità di entusiasmare i suoi tifosi con i suoi successi (perché non si può dire che facesse bel gioco).
Come fa piacere che non sia successa nessuna tragedia con quanto avvenuto a Christian Eriksen, grazie alla pronta reazione di compagni, arbitro e staff medico, che hanno praticamente riportato in vita il giocatore. Non si sa se potrà continuare la sua carriera agonistica, ma dinanzi a certe cose, questo è qualcosa che passa in secondo piano.
Per quanto riguarda il resto, non se ne è usciti di certo bene, anzi, e si può dire che quelli che ne sono usciti peggio sono gli inglesi e l’Uefa.
I primi, non si sa per quale motivo, erano convinti che Euro 2020 sarebbe andato a loro; magari è dipeso dal fatto di giocare in casa, non certo dalle prestazioni, visto che se sono arrivati in finale è stato grazie a un cammino relativamente facile e a una semifinale vinta con un rigore regalato ai supplementari. La sconfitta nell’ultima gara ci sta che sia una forte delusione, mentre non può passare in nessun modo che per aver perso una partita, anche se importante, si scatenino scontri e si arrivi a lanciare insulti razzisti contro i propri giocatori che hanno sbagliato a tirare i calci di rigore. Gli inglesi però non hanno perso la faccia solo con questo: è deplorevole che si fischi in modo denigratorio l’inno di un’altra nazione ed è ridicolo che si facciano diverse petizioni chiedendo che la finale dell’europeo venga rigiocata (le motivazioni sono senza ragione, quando l’unica verità è che non hanno saputo accettare la sconfitta).
Peggio dei tifosi hanno fatto però governo inglese e Uefa che, nonostante le decine di migliaia di contagi al giorno che c’erano in Inghilterra (più di trentamila), hanno deciso di far svolgere come se niente fosse le partite programmate, rifiutando non solo di prendere in considerazione di spostare le sedi delle partite, ma anche di limitare l’accesso allo stadio ai tifosi (basti vedere la finale, dove lo stadio era praticamente pieno). Questa non è stata una decisione da irresponsabili, ma da criminali, visto a che razza di pericolo hanno esposto tante persone: ormai è ben chiaro quello che succede quando ci sono assembramenti fuori controllo, ma ce ne si è fregati in nome dello show e dei soldi.
Figura migliore non l’hanno fatta certo i tifosi italiani, che per la vittoria finale dell’Italia a Euro 2020 si sono dati a festeggiamenti senza freni in barba alle regole. Purtroppo di questa follia si vedranno i frutti nelle prossime settimane con l’aumento di contagi e non ci si lamenti se torneranno a esserci restrizioni. Per non parlare della diatriba scaturita per l’adesione al movimento antirazzista Black Lives Matter d’inginocchiarsi prima del calcio d’inzio.
Per alcuni Euro 2020 sarà stato un bell’evento, ma la realtà ha dimostrato che non si è imparato nulla da quanto sta succedendo, mostrando che il senso di responsabilità, l’intelligenza e il buon senso di questi tempi sono merce rara (o peggio: assente).

The covid saga

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Qualche anno fa Ermal Meta e Fabrizio Moro hanno realizzato la canzone (molto bella) “Non mi avete fatto niente”, ora qualcuno dovrebbe crearne una dal titolo “Non avete capito niente” per descrivere il comportamento nei momenti difficili di tanti italiani (e non solo). Naturalmente, ogni riferimento alla situazione covid non è puramente casuale.
affollamenti a bologna durante la pandemia covidDopo un anno di pandemia, ancora si continuano a commettere gli stessi errori; all’inizio si poteva dare la colpa alla situazione nuova, a non sapere esattamente cosa si aveva davanti, ma ora non ci si può più attaccare a questa scusa.
Ormai è fastidioso e nauseante vedere affollamenti, vedere movida quando ci si raccomanda che gli assembramenti sono da vitare: basta che si allentino le misure contro il covid e in migliaia si riversano nelle piazze, perché non si può fare a meno del caffè o dello spritz. Ancora peggio quando si deve passare a una zona di rischio maggiore: il giorno prima del passaggio ancora più gente si riversa nelle strade per andare in giro, per “godersi gli ultimi momenti di libertà”.
Tante persone non hanno capito che le cose sono cambiate, che passerà un pezzo prima che ritornino com’erano (sempre che ritornino). Basterebbe un poco di attenzione e buon senso per accelerare l’uscita da questa situazione, invece si continua a fregarsene, a cercare di aggirare le regole; fa pena vedere tanti tenere la mascherina che copre solo la bocca (“eh, ma si respira così male…” intanto il virus ringrazia per avere via libera), mentre vien quasi da ridere che tante persone che non andavano in bagno se non avevano ma macchina sotto le chiappe, si sono riscoperte in pandemia camminatori, corridori e ciclisti che vanno ovunque (oltre i limiti consentiti dalle regole imposte), quando prima il solo parlare di attività motoria faceva storcere il naso (insomma si fa di tutto per aggirare le regole).
Se a questo si aggiungono le regole che si contraddicono tra loro, la continua disorganizzazione e il perpetuo caos che vige nel nostro paese quando si devono prendere decisioni (fa quasi sorridere vedere due modi di giudicare le stesse decisioni prese da due governi diversi), il voler utilizzare a tutti i costi un vaccino che è quello con minore copertura e dà più problemi, che tutti gli animali sono eguali ma alcuni animali sono più eguali degli altri (citazione di La fattoria degli animali in riferimento, per esempio, ai calciatori per cui le regole della quarantena non valgono affatto)  la frittata è fatta.

Visto che tanto è inutile cercare di sensibilizzare le persone sul buon senso e sull’uso della testa, forse è meglio provare a prenderla in modo diverso e guardarsi un video che fa ridere, ma se si va oltre la superficie, ci si accorge che fa una spietata critica della società attuale. Nel mentre, si spera che la covid saga finisca il prima possibile e che la madre degli imbecilli cominci a prendere degli anticoncezionali.

Ciechi guide di ciechi

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uno dei tanti ciechi del mondoSono ciechi e guide di ciechi. E quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso! 1
Questa è una delle frasi più conosciute del Vangelo e ben si presta alla situazione attuale: viviamo un tempo e una situazione difficile che hanno dimostrato l’incapacità di tutta la classe politica dei vari paesi. E non si tratta di maggioranza od opposizione, di un paese o dell’altro, ma di come chiunque ricopre o può ricoprire un ruolo di guida per una nazione, sia incapace di gestire un evento che va fuori dall’ordinario come l’epidemia del Covid-19. Già prima erano in difficoltà in una situazione ordinaria, ora non sanno proprio come gestire qualcosa di nuovo; continuano a ripetere errori, a non imparare le lezioni appena apprese.
La prima ondata era qualcosa di nuovo, che ha colti impreparati (anche se in certi paesi, come il nostro, poteva essere affrontata meglio, non fosse stato che per anni non si è fatto altro che tagliare sulla sanità), ma la tregua data in estate aveva lasciato il tempo per prepararsi a quello che si sta verificando adesso. Purtroppo si è creduto di aver superato la fase peggiore, di essere ormai salvi, e non solo si è abbassata la guardia, ma si è tornato a fare come prima della pandemia; eppure si sa che un virus non sparisce in così breve tempo. Perché si doveva andare in ferie e occorreva far riprendere la marcia della macchina economica, si è voluto pensare che il virus si fosse spompato, non fosse più pericoloso e il risultato di questa mentalità lo si sta vedendo.
I politici hanno interessi da difendere e proprio per questo si fanno accecare e non vogliono vedere (o peggio: non gli importa) la realtà; la gente (o almeno la maggior parte), per pigrizia o incapacità di usare la testa, si affida a loro e si fa guidare. Tante persone, sentendo politici che inneggiavano al non usare la mascherina, a non mantenere la distanze di sicurezza (e tanti altri piccoli accorgimenti) in nome della libertà (una fantomatica libertà sbandierata solo per ottenere consensi), hanno lasciato perdere buon senso e prudenza, comportandosi come si comportavano prima. Ancora adesso, nonostante la seconda ondata e i numeri crescenti di contagi e morti, i governanti non parlano di salvaguardare e salvare vite umane il più possibile, ma di permettere alla gente di poter andare in giro a Natale, uno dei periodi dell’anno dove si fanno più compere e si spende di più.
Tutto ciò dovrebbe aver mostrato lo sbaglio di aver fiducia in simili persone e dovrebbe far pensare, quando si tornerà a votare, a chi dare il voto. Invece la gente continua ad affidarsi a loro, individui che invece di cercare una soluzione per uscire da questo periodo non fanno altro che darsi contro, screditarsi, smontare il lavoro altrui in una guerra continua per accaparrarsi sostegno.
Come si può pensare di uscire da questa situazione, se chi guida è accecato dal dio-soldo? E come si può pensare di cambiare guide se chi ha il potere di sostituirli non sa sceglierli?
Ci si trova in un circolo vizioso, dove chi guida condiziona la massa e la massa condizionata si affida sempre a chi la condiziona. Perché la situazione mutasse occorrerebbe un cambiamento che viene da basso, ma perché questo avvenga occorre consapevolezza, ma come si può ottenere consapevolezza se tutto intorno spinge a ottundere l’intelligenza e il buon senso e lo si lascia fare?
Il potere del cambiamento è in mano alle persone, ma se esse non sono capaci di compiere questo atto, come potrà esso verificarsi?
Non potrebbero essere più adatte a queste situazione le parole di questo altro brano del Vangelo: Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini. 2
Le persone sono il lievito di questa società, quelle che la possono far crescere e rendere migliore (Il regno dei cieli è simile al lievito che una donna prende e nasconde in tre misure di farina, finché la pasta sia tutta lievitata. 3), ma se il lievito è andato a male, il pane non potrà certo venire bene.

1. Vangelo secondo Matteo 15,14.
2. Vangelo secondo Matteo 5,13
3. Vangelo secondo Matteo 13,33

Edit. Visto il seguito che hanno certi individui sui social e il potere che hanno le parole, da seguire la piattaforma Smask.online per combattere certe falsità che vengono dette.