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Due pesi, due misure

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Leggo la notizia di un giovane romeno di venticinque anni che è stato arrestato e condannato a due anni per il furto di una barretta di cioccolato.
Le regole di una società vanno rispettate, perché altrimenti è solamente caos, e si va a creare un mondo di sopraffazione dove ha la meglio il più forte e il più furbo, mentre invece occorre avere etica e rispetto verso qualsiasi individuo.
Ma in questo caso ci sono due elementi che stridono.
Uno, la condanna è spropositata: due anni per una barretta di cioccolato sono troppi, specialmente quando si vedono crimini maggiori venire assolti o avere punizioni minori.
Due, se questa è la linea che si segue, perché per chi commette furti maggiori non si applica lo stesso metro? E’ una questione di nazionalità? O di casta?
Perché sinceramente vedere imprenditori evadere il fisco per centinaia di migliaia e anche milioni di euro, politici utilizzare soldi pubblici per i propri fini e passarla spesso liscia, quando si sta vedendo lo stesso reato commesso dall’uomo della notizia solo in scala molto più ampia, è una gravissima mancanza di rispetto alla dignità e all’intelligenza umana.
Ma si sa che cane non mangia cane, che tra simili ci si aiuta.
Ma in una civiltà se si vuole che le cose funzioni davvero, le regole debbono essere uguali per tutti, non devono esserci due pesi due misure.
Questa però è la storia umana che si continua a non imparare: chi è al potere sfrutta il potere e piega le regole ritenendosi al di sopra delle regole. Da sempre chi è al potere s’è arricchito alle spalle di altri: così ha fatto la nobiltà, così ha fatto la politica, dove si è guadagnato senza fare niente (basta pensare alle pensioni che hanno certe persone per aver “lavorato” per qualche mese senza fare nessuno sforzo), dimenticando che se il mondo è andato avanti, è evoluto, non è stato per merito loro, ma di tutte quelle persone che con il sudore del lavoro, dell’ingegno si sono impegnate per migliorare l’esistenza.
Questo stato delle cose deve cambiare se si vuole vivere una realtà diversa. Adesso è toccato a uno sconosciuto, ma chi può dire che un giorno l’ingiustizia non si abbatta su uno di noi, ritrovandosi a pagare in maniera spropositata quando chi è davvero colpevole invece la passa liscia, anzi, quasi ci manca che venga premiato?

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