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Desiderio

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Nel post Attesa ho parlato di come i desideri possano essere un modo per riempire i vuoti dell’animo umano. Si dice che l’uomo felice è quello che non ha alcun desiderio nel proprio cuore, perché indica uno stato di pace e serenità, perché il desiderio è un proiettarsi verso qualcosa all’esterno e portarlo all’interno.
Tale condizione è ben mostrata nel personaggio Flidais della saga di Fionavar di Guy Gavriel Kay, tormentato dal desiderio di conoscere l’ultimo indovinello che ancora non conosce, l’unica risposta che gli manca: il desiderio del suo cuore. E’ forte lo strazio, il protendersi verso di esso e grande è il sollievo quando riesce a esaudirlo. Rivelatrici sono le parole che pronuncia sulla natura che l’ha tormentato così a lungo: Mi avete liberato dal desiderio. Quando l’anima ha ciò di cui ha bisogno, non è più schiava del desiderio.
Quando l’anima ha ciò di cui ha bisogno, non è più schiava del desiderio.
L’uomo con il desiderio è come una freccia scagliata verso l’alto, protesa in un volo per raggiungere il suo obiettivo e colmare il bisogno interiore; difficile comprendere che ha già tutto quello di cui ha bisogno, basterebbe guardare dentro di sé. Non riesce a farlo e per questo è sempre in cerca, sempre in viaggio da un luogo all’altro, sempre in cerca di maestri e guide. Tante persone si sono recate, e si recano, in pellegrinaggio verso luoghi di culto sperando di riempire il proprio animo; quello che la gente non riesce a comprendere è che non è il luogo di culto, l’arrivo del viaggio, a dare le risposte che cercano, bensì il viaggio stesso a fargliele trovare. E sono loro a trovarle durante il cammino, un percorso che non è solo esteriore, ma anche interiore.
Tutto quello che serve è già dentro di sé.
Un insegnamento dato anche nel Vangelo, con Gesù che esorta a non ascoltare chi dice che il Messia è in un posto o in un altro, perché il Messia è uno stato della consapevolezza umana che chiunque può raggiungere, basta che sappia ascoltare la propria interiorità, connessa e facente parte del grande corpo che è il creato.
Se non si riesce a comprendere questa realtà, il rischio è di andare incontro a un destino ben rappresentato da Grenouille nel romanzo Il Profumo di Patrick Suskind: la ricerca del profumo perfetto, contenente l’essenza dell’amore, il desiderio in cui si era concentrata la sua vita, nella speranza di poter sentire il proprio odore, di poter conoscere se stesso. Ma si sa che questa conoscenza può avvenire solo se ci si guarda dentro: ciò che è esterno può essere uno specchio utile se si riesce a riconoscere l’immagine proposta, ma alla fine occorre sempre guardare dentro per scoprire chi si è. Perché è questa la ricerca che da sempre fa l’uomo: conoscere se stesso.

2 comments to Desiderio

  • argomento interessante, che andrebbe sviscerato a dovere.
    Sono concorde sul fatto che conoscere se stessi sia il raggiungemento di ogni ricerca, mi chiedo però se questo possa essere sufficiente per provare finalmente la vera felicità. Io temo di no, anche se di certo sarebbe di enorme aiuto.

  • Tutti ricercano la felicità, molti hanno scritto libri su questo argomento e tanto ci sarebbe da scrivere. C’è chi dice che la felicità sia l’illusione di un momento, chi sia l’assenza o la realizzazione totale di ogni desiderio; una risposta cercata, ma che si può solo vivere. Tuttavia rimane il fatto che quando si raggiunge una meta ci si sente svuotati, sperduti perché si è perso lo scopo che in quel momento guidava la vita.
    Su questo punto occorrerà un post di approfondimento, affrontando la figura di Grenouille.
    Per quanto riguarda la felicità, l’argomento è complesso: certo, come dici tu, conoscere se stessi è utile, ma è solo il primo passo. Conoscere se stessi aiuta a conoscere gli altri, perché riconoscendo in sè luci e ombre, e accettandole, si fa crescere la comprensione, portando all’espansione dell’amore. E per amore non intendo solo il sentimento esistente tra due persone, ma quel percepire ed essere in armonia con ogni cosa, sentirsi parte della vita intera.
    Penso che la cosa difficile sia mettere in pratica, vivere questa realtà.

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