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Zack Snider’s Justice League

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Zack Snider’s Justice LeagueChe cosa dire di Zack Snider’s Justice League?
Innanzitutto occorre parlare della durata che è raddoppiata rispetto a Justice League, passando da 120 minuti a 242 minuti. Già da questo dato viene da chiedersi che cosa abbiano combinato quando hanno fatto uscire la versione cinematografica del 2017: manca praticamente metà film e si vede, perché la pellicola creata da Joss Whedom, succeduto all’abbandono di Zack Snyder per motivi familiari, è stato un taglia e incolla fatto male. Si percepisce che mancano delle parti per rendere chiaro il quadro generale e quando si vede Zack Snider’s Justice League si capisce perché: sono state eliminate tutte le sottotrame dei vari supereroi e se lo spettatore non conosce il mondo DC Comics e i suoi personaggi, si ritrova davanti delle figure con dei superpoteri senza un background, che hanno poco da dire.
Proprio questa è la grande differenza tra il lavoro di Wedom e quello di Snyder: la chiarezza, la comprensione della storia. Con Snyder si capisce quello che sta succedendo, si hanno le informazioni per seguire in modo adeguato gli eventi. Ma soprattutto si ha un approfondimento dei personaggi, che hanno uno spessore (e non sono solo figure messe sullo schermo per fare il ruolo da supereroe) e si ha un avversario credibile, non una macchietta che viene ridicolizzata appena i protagonisti cominciano a fare sul serio.
Steppenwolf non ha solo avuto una rielaborazione del suo background (da avversario assetato di potere si passa a una figura in cerca di riscatto verso il suo padrone, Darkseid), ma anche dell’aspetto fisico, assolutamente migliore rispetto alla versione del 2017.
A grandi linee, la trama principale rimane la stessa (fermare Steppenwolf che vuole riattivare le Scatole Madri), ma i vari dettagli rendono tutto diverso, soprattutto i toni: con Whedom si aveva una versione più leggera, più divertente, con gag tra i supereroi (a esempio, nello scontro finale Flash salva una famiglia spingendo il mezzo su cui erano a bordo e quando si volta vede Superman portare in volo un intero palazzo pieno di persone; e non si dimentica la gara tra i due nel finale per decidere chi è il più veloce. Queste scene sono state eliminate dalla versione di Snyder, visto che la zona dove Steppenwolf sta riunendo le Scatole Madri è disabitata). Con Snyder però i toni sono più drammatici e cupi e non lo si capisce solo dall’uso della luce e dell’oscurità o dal costume nero di Superman, ma dai dettagli, da come si sviluppano le vicende. Per dirne una, si prenda il ritorno di Superman. Con Snyder si hanno dei frammenti di futuro che fanno capire che la resurrezione di Superman avrà delle ripercussioni nefaste, facendo dubitare della bontà della scelta presa da Batman (cosa che si sarebbe vista se fosse stato permesso a Snyder di fare gli altri due film sulla Justice League). Lo scontro che il criptoniano ha con gli altri supereroi in questa edizione è molto più drammatico, perché se nella versione di Whedom Bruce Wayne aveva previsto come fermare Superman (se non ci si ricorda mala, è sintomatica la battuta “Alfred, porta l’artiglieria pesante”, con il conseguente arrivo del maggiordomo con Lois Lane), in quella di Snyder l’arrivo di Lois (non casuale, ma di certo non voluto) è più che provvidenziale, per non dire salvifico.
Il confronto finale poi è di un’altra categoria, per fortuna, passando da uno Steppenwolf ridicolizzato da Superman e steso con qualche pugno, che scappa via teletrasportandosi quando viene attaccato dai propri parademoni che percepiscono la sua paura, a uno Steppenwolf che sta per raggiungere il suo obiettivo (e solo un Flash che corre così veloce da far tornare indietro il tempo evita il peggio) ma che viene ucciso e il suo corpo decapitato rispedito nel portale che avrebbe fatto tornare sulla Terra Darkseid per impossessarsi dell’Equazione Anti-Vita.
Proprio la presenza di Darkseid, il tiranno di Apokolips, mai menzionato nella versione di Whedom, dà un altro aspetto alla pellicola: chi conosce un po’ il mondo DC, sa che si tratta di uno degli avversari peggiori che i supereroi possono affrontare ed è una minaccia per tutto l’universo, un’ombra che si stende sul futuro della Terra e dei Supereroi (vedere anche la comparsa di Martian Manhunter, che nel finale fa capire a cosa si potrà andare incontro, per non parlare del sogno che fa Bruce Wayne su un futuro apocalittico dove lui, gli eroi sopravvissuti e alcuni villain, tra cui Joker, lottano contro un Superman al servizio di Darkseid dopo che Lois è morta).
Zack Snider’s Justice League è sicuramente meglio del suo predecessore: più cupo, meno divertente, ma sicuramente più chiaro, con personaggi di spessore e che hanno finalmente una parte importante nella storia (Flash e Cyborg hanno un ruolo nella trama e non fungono solo da comparse), ritrovando lo spirito della Justice League (è insieme che gli eroi vincono le minaccia, mettendo le proprie capacità a supporto di quelle degli altri), cosa che si era persa nella versione di Whedom (alla fine è Superman che risolve tutto).
Tuttavia, benché la storia sia di senso compiuto, ci si trova dinanzi al problema che caratterizza tutti i film legati al mondo DC: non riesce a prendere, almeno non completamente. Quello che non si riesce a capire è come mai quando si fanno dei film su personaggi dei fumetti DC si ha sempre una cappa di pesantezza, alle volte di noia. Certo, con Zack Snider’s Justice League siamo molto lontani da quella cosa mediocre (per essere gentili) che è stata Birds of Prey e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn. A parte i primi due film di Nolan su Batman (il terzo non è allo stesso livello), che però in diversi non considerano pellicole che ripropongono lo spirito dei fumetti, tutte le altre pellicole su questo mondo supereroistico hanno il problema di non riuscire a coinvolgere appieno, lasciando un senso di stanchezza, cosa che non avviene con i film Marvel, anche se si hanno di fronte delle storie che non sono il massimo. E qua ci sarebbe da capire perché alla Marvel si sanno fare storie che prendono mentre questo non succede con la DC (e non si tratta solo dei film, vale anche per i fumetti).
Forse si tratta di organizzazione: infatti, prima che si formassero i Vendicatori e giungere allo scontro con Thanos, sono stati fatti diversi film sui singoli personaggi, in modo che gli spettatori potessero conoscerli e appassionarsi delle loro storie. Alla DC invece, a parte il film su Superman, sul successivo con il confronto con Batman e quello su Wonder Woman, ci si è subito buttati sulla grande minaccia che va affrontata tutti insieme; purtroppo, di Cyborg, Flash e Aquaman, cinematograficamente parlando, non si sa nulla.
Ma c’è anche un’altra questione da tenere conto: a livello di storie, la DC ha perso terreno negli ultimi decenni. L’ultimo grande evento è stata la morte di Superman ed è stata realizzato nel 1992, la Marvel invece non ha fatto che sfornare grandi eventi; è vero che alcuni possono non essere riusciti, ma ce ne sono altri che hanno fatto la storia della Marvel come Guerre Segrete, House of M e Civil War. Eventi che non vedevano solo grandi minacce e nemici da affrontare, ma affrontavano tematiche che andavano sul sociale, come visto per esempio con Civil War.
Forse queste riflessioni dipendono dal gusto personale e da quello cui si è più legati, ma la sensazione che ai film DC manchi qualcosa di davvero vincente permane.

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