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L'abbrutimento di un popolo

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Il popolo italiano è un popolo abbrutito. Questo è un dato di fatto e gli elementi che dimostrano tale affermazione sono molteplici.
Innanzitutto la classe politica: i governanti sono specchio della maggioranza della popolazione. Questo rivela individui concentrati solo su loro stessi, che pensano esclusivamente al proprio interesse, dove l’unica cosa che conta è il raggiungimento di ciò che vogliono in barba alle leggi, alle correttezza, alla morale: ogni mezzo, ogni scelta è giustificata dal fine che si vuole raggiungere. Per questo si hanno così tanti casi di corruzione, di scandali, di truffe: è questo che è stata la politica e chi ha avuto il potere.
La gente di tutto ciò in parte si è scandalizzata, ma è stata ipocrisia, dato che a stare nel sistema si diventa come il sistema: molti fanno favori per ottenere vantaggi e ricercano favori per avere degli aiuti. Non si cerca più di valorizzare, di dare risalto alle proprie capacità, di meritarsi un obiettivo perché si è fatto un buon lavoro, si è dimostrato di avere i mezzi per portarlo a termine nel migliore dei modi: no, si ricerca l’appoggio di chi è in posizioni di potere cercando d’ingraziarselo attraverso la simpatia, le moine, i sorrisi, quando non si arriva a dare altro in cambio (prestazioni particolari e come già detto favori e soldi).
Chi è in posizioni di potere, anche se piccole, sfrutta al massimo il ruolo che ha, perché avere potere di vita e di morte (anche se va inteso come essere quelli che scelgono, che concedono qualcosa) fa sentire superiori, gratifica il proprio ego.
Invece di criticare e contestare questo modo di fare, di cercare di cambiarlo, i più si adeguano, si prostituiscono, soprattutto i giovani, che hanno buttato sogni, speranze, ideali nella toilet e si adattano a seconda del vincitore: i valori che hanno sono soldi, divertimento e apparire, i loro dei sono televisione e social network. Non si sbilanciano mai in giudizi, non prendono una posizione, ma rimangono a guardare, pronti a seguire la corrente del momento.
Loro sono responsabili di quanto fanno, ma una responsabilità l’hanno anche i genitori che con il loro esempio hanno dato un certo indirizzo: il fatto che non abbiano fatto nulla per difendere i propri diritti sul lavoro e se li siano fatti togliere un pezzo alla volta senza fare nulla, restando in silenzio, dimostra quale modello hanno trasmesso ai figli. Questo modo di fare ha insegnato che la dignità dell’individuo non ha alcun valore, che non si deve avere rispetto per niente e per nessuno, neppure per se stessi, conta solo l’adeguarsi, l’asservirsi al sistema imperante.
Lo dimostrano i beceri striscioni juventini che allo stadio irridevano la tragedia la Superga, usandola come sfottò, come se fosse una barzelletta, giocando sulle morti del passato, mostrando spregio e disprezzo per la vita altrui. Come facevano i nazisti con i prigionieri dei campi di concentramento, divertendosi della morte altrui.
Oppure, sempre restando calcio, le proteste dei tifosi di tutelare il diritto all’insulto verso l’avversario, perché devono essere liberi di poter dire agli altri tutto quello che gli passa per la testa. Ma della libertà non conoscono assolutamente nulla.
Senza andare nel grande e parlare del fatto che al governo sale gente che tiene la parte dei più ricchi e fa leggi a favore di imprenditori e affini, di chi lavora nelle istituzioni che bada solo a tirare lo stipendio senza pensare a fare davvero il proprio lavoro, basta guardarsi attorno nel piccolo per capire dove si è arrivati.
Auto che si fermano ai margini della strada scaricando sacchetti di rifiuti.
Bottiglie di birra vuote gettate dai finestrini di auto in corsa.
Persone che appena vedono succedere un incidente invece di chiamare i soccorsi e magari dare i primi aiuti tirano dritto o si fermano a filmare la scena per metterla in rete.
Bambini che ai supermercati gettano a terra la roba degli scaffali e i genitori che non gli dicono nulla, che lasciano fare e nemmeno rimettono a posto “perché tanto le persone che lavorano nei supermercati sono pagate proprio per mettere a posto.”
I dipendenti dei supermercati che vedono, lasciano fare e non rimettono a posto perché hanno contratti di un mese o poco più presso società interinali che non verranno rinnovati, e quindi che lavorino bene o male non farà nessuna differenza, pertanto tirano fino a sera senza darsi tanto da fare.
Gente che prende cani da tenere in giardino e poi lascia il cancello aperto perché possano andare a girare liberamente, senza considerare che possono farsi male e fare male, essere un pericolo per il traffico, causando incidenti, perché “tanto sono assicurati”, dimostrando grandi irresponsabilità e menefreghismo, dimostrando la convinzione che basta pagare e si è esentati da qualsiasi dovere e responsabilità, si è al di sopra di tutto, come purtroppo è stato esempio un ventennio di governo di destra.
Un modo di fare che ha seguito la cultura del soldo e della non-cultura, facendo dell’ignoranza la propria bandiera, come spiegato in questo articolo.
Se si pensa che il quadro di quanto mostrato sia fosco, si consideri che è solo un piccolo accenno di una situazione molto più tragica, resa ancora più drammatica dal fatto che non se ne vuole essere consapevoli.

2 comments to L’abbrutimento di un popolo

  • Quelli che non hanno saputo opporsi a questo disastro però siamo stati tutti noi.

    Comunque sono sicuro che esistano tanti aspetti positivi che, in quest’epoca, magari vanno in sordina.

    • La responsabilità del disastro è di tutti quelli che non hanno provato nemmeno una volta a ribellarsi, a dire basta: la maggior parte ha sempre lasciato andare. Purtroppo è la legge dei numeri: più sono grandi, più hanno potere e influenza e più la cosiddetta ragione è dalla loro. I singoli perdono sempre contro questa realtà; ma l’unica cosa che non perderanno mai è se stessi. E alla fine, è questo quello che conta davvero.

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