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Il peggioramento dello Shopville Gran Reno

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A qualcuno potrà sembrare il solito discorso di chi è rimasto legato al passato, di chi pensa che un tempo le cose erano migliori, ma non importa: benché rifatto a nuovo, il centro commerciale Shopville Gran Reno è peggiorato, a dimostrazione che non sempre nuovo è sinonimo di migliore.

Shopville Gran Reno prima della ristrutturazione

Shopville Gran Reno prima della ristrutturazione

I parcheggi chiusi, disposti su più piani, danno una sensazione quasi di soffocamento, a differenza di quelli di prima dove si potevano scorgere degli sprazzi di aperto. Sono stati messi sensori per avvisare se i posti auto sono liberi od occupati, ma non sempre funzionano, così ci si ritrova a immettersi in una sezione dove si avvisa che ci sono diversi posti liberi mentre invece sono tutti occupati. Senza contare le poche uscite, dove se c’è qualche problema si rischia di creare ingorghi e di rimanere bloccati.
L’area per i negozi è aumentata e ce ne sono molti di più, anzi, sono addirittura troppi, al punto che se non si conosce bene il centro commerciale, le prime volte che ci si va ci si può ritrovare smarriti.
Entrare nei bagni una volta era immediato, ora occorre fare un percorso arzigogolato che sembra di essere in un labirinto.
Ci sono più vetrate, più illuminazioni, ma questo rende il tutto più artificioso, mentre prima era qualcosa di accogliente, quasi famigliare: qui sembra di essere bombardati da tutte le parti dalle luci e alle volte risulta pure fastidioso. Nessuno spazio verde e all’aperto.
Ma soprattutto, Shopville Gran Reno è peggiorato per via delle persone. Una volta era spesso un piacere andare in questo centro commerciale anche solo per farci due passi perché dava un senso d’accoglienza; quando si andava a scuola (medie e superiori) e ci si recava allo Shopville Gran Reno (allora si chiamava solo Gran Reno o, come lo chiamavano in tanti per semplicità, Euromercato, visto che il grosso dello spazio era occupato da questo ipermercato, divenuto poi Carrefour quando cambiò proprietà dopo il 2000), si faceva un giro per vedere quali erano le novità della musica, dei videogiochi, dei libri (questi ultimi li cercavano in pochi tra quelli della mia età) oppure per vedere d’incontrare ragazze/i di altre scuole. Insomma, ci si andava per divertirsi.

Shopville Gran Reno

Shopville Gran Reno dopo la ristrutturazione

Adesso non è più così. Oppure è cambiato il tipo di divertimento, sempre che possa essere definito tale ritrovarsi lì per fare casino, per scontrarsi e picchiarsi. Qualcuno potrebbe dire che bisogna cercare di capire i giovani, bisogna comprendere le loro esigenze, il loro disagio, ma invece occorre chiamare le cose con il loro vero nome: noia, mancanza di obiettivi, violenza, puntare su valori sbagliati e su ciò che di distorto propone la rete.
Lo Shopville Gran Reno da quando è stato ristrutturato è diventato un ritrovo per baby gang dove fare maxi risse, rendo la situazione fuori controllo, specie nei fine settimana, dove si riversano un gran numero di giovani provenienti anche dal modenese. Ragazzi, ma anche ragazze, che si incitano a picchiarsi, a saltare sulle auto della polizia per farsi video da mettere in rete.
I disagi causati nel centro commerciale e sui treni per arrivarci stanno spingendo in diversi a non frequentare questo luogo e questi mezzi. Sì, perché non dà un gran senso di sicurezza andare in un luogo dove ci sono risse, scontri, furti al punto da costringere l’area a essere militarizzata: ci si sente spaventati e a ragione.
Come si è scritto all’inizio, forse si è malinconici a pensare che i tempi passati erano migliori, ma è molto meglio essere così che essere come questi giovani del presente.

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