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Fantasia=realtà

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Ho paura dei ragazzini della mia età. Si uccidono a vicenda…Sei miei amici sono morti d’arma da fuoco da un solo anno a questa parte. Dieci sono morti in incidenti automobilistici…Lo zio dice che suo nonno si ricordava del tempo in cui i ragazzi non si ammazzavano a vicenda. Ma tutto ciò avveniva molto tempo fa, quando le cose erano diverse. La gente aveva il senso della responsabilità. (pag 34)

Questo non è quanto si sente così tanto spesso quando si ascoltano i notiziari? Di giovani che s’ammazzano tra loro in risse in discoteca o per strada o che trovano la morte sulle strade perché corrono troppo in auto, presi dallo sballo di droghe e alcool assunte per divertirsi, per trovare euforia, per soffocare quel disagio che la società ha inculcato in loro e che loro stessi hanno collaborato a creare?

La gente non dice nulla…Parla di una gran quantità di automobili, parla di vestiti e di piscine e dice che sono una meraviglia! Ma non fanno tutti che dire le stesse cose e nessuno dice qualcosa di diverso dagli altri. (pag 34)

Si provi a osservare la gente, soprattutto ad ascoltare quello che dice e ci si accorgerà che pochi hanno davvero qualcosa d’interessante da dire: i più non fanno che ripetere copioni già conosciuti, andando per imitazione, senza mai creare e dire nulla di nuovo. Divertimenti, pettegolezzi, lavoro, sesso: questi gli argomenti di cui parlano. Ci si ferma sempre alla superficie, senza mai andare in profondità, cercando qualcosa di veramente importante.

La gente assimila sempre meno. Tutti sono sempre più impazienti, più agitati e irrequieti. Le autostrade e le strade d’ogni genere sono affollate di gente che va da un pò dappertutto, ovunque, ed è come se non andassero in nessun posto. (pag 62)

Non si riesce a star fermi: troppo inquieti, troppo spaventati dalla calma e dal silenzio che viene dal rallentare, perché farlo significherebbe aver a che fare con se stessi, essere costretti a stare in compagnia di sé, accorgendosi dei difetti e delle mancanze che si possiede. E questa è una cosa che la gente non vuole fare, ne è spaventata perché non è abituata a riflettere, a conoscere se stessa: per questo si mantiene costantemente in movimento.

I Libri …erano acqua sporca per sguatteri…Non è stato il Governo a decidere: non ci sono stati in origine editti, manifesti, censure, no! ma la tecnologia, lo sfruttamento delle masse e la pressione delle masse e la pressione delle minoranze hanno raggiunto lo scopo (pag 64)

Si parla tanto d’impoverimento nelle pubblicazioni dei libri che escono di recente: si può dire che case editrici, governi hanno la loro parte nel condizionare la qualità dei prodotti, dato che gli fa comodo per i propri interessi, ma se questo è stato possibile è perché la gente ha permesso che la propria cultura, la propria consapevolezza s’abbassasse scegliendo la via più semplice, quella del divertimento, del non pensare, così da non avere preoccupazioni. E non è stato per questo che così tanto spesso Berlusconi non ha fatto che affermare che la gente non doveva sentire le informazioni, quelle che lui definiva le cosidette brutte notizie, perché non avesse di che preoccuparsi?

Questo libro ha pori, ha caratteristiche sue proprie, è un libro che si potrebbe osservare al microscopio. Trovereste che c’è della vita sotto il vetrino, una vita che scorre come una fiumana in infinita profusione. Maggior numero di pori, maggior numero di particolarità della vita per centimetro quadrato avrete su di un foglio di carta, e più sarete ‘letterario’. Questa è la mia definizione, ad ogni modo. “Scoprire le particolarità. Particolarità nuove!” I buoni scrittori toccano spesso la vita. I mediocri la sfiorano con una mano fuggevole. I cattivi scrittori la sforzano e l’abbandonano. Capite ora perché i libri sono odiati e temuti? Perché rivelano i pori sulla faccia della vita. La gente comoda vuole soltanto facce di luna piena, di cera, facce senza pori, senza peli, inespressive.
Viviamo in un tempo in cui i fiori tentano di vivere sui fiori, invece di nutrirsi di buona pioggia e di fertile limo nero. Perfino i fuochi artificiali, nonostante tutta la loro eleganza, nascono dalla chimica della terra. Eppure, non so come, riusciamo a credere di poterci evolvere nutrendoci di fiori e di giuochi pirotecnici, senza conchiudere il ciclo del ritorno alla realtà
(pag 92)

Questa è la forza che hanno i libri: essere specchi capaci di mostrare la realtà. Ma perché questo sia possibile, chi li scrive deve essere un osservato attento, saper andare in profondità, perforando la superficie e continuare a scavare perché c’è sempre qualcosa di prezioso da trovare e mostrare.

Ma tempo di pensare? Quando non conducete la vostra macchina a cento miglia all’ora, a un massimo in cui non potete pensare ad altro che al pericolo, allora ve ne state a giocare a carte o sedete in qualche salotto, dove non potete discutere col televisore a quattro pareti. Perché? Il televisore è ‘reale’, è immediato, ha dimensioni. Vi dice lui quello che dovete pensare, e ve lo dice con voce di tuono. Deve aver ragione, vi dite: “sembra” talmente che l’abbia! Vi spinge con tanta rapidità e irruenza alle sue conclusioni che la vostra mente non ha tempo di protestare, di dirsi: ‘Quante sciocchezze!’ (pag 93)

Ecco mostrato il condizionamento di cui si parlava prima, di come la televisione è diventata una sorta di Bibbia, di parola sacra.

Un popolo che amava leggere soltanto di labbra appassionatamente bacianti e di violenti pugni nello stomaco (pag 98)

La proliferazione di romanzi appartenenti al paranormal-romance e al filone erotico è segno di quanto si sia assottigliata l’intelligenza umana, di come la gente non cerchi più specchi sulla realtà, spunti di riflessione, anzi li rifugga, perché ciò che desidera è essere felici, avere solo divertimenti ed essere privi di pensieri.

Ho votato alle ultime elezioni…la linea politica del Presidente Noble. Per me è uno degli uomini più belli che siano mai diventati Presidenti!.. Che cosa gli è saltato in mente ai Fuoricampo di portare candidato un tipo simile? Non si sostiene un mezzo nano contro un bell’uomo alto come il Presidente! (pag 107-108)

fahrenheit 451Ecco un altro elemento che rispecchia la realtà. Più di una persona, specialmente donne e casalinghe, alle elezioni che hanno portato al governo il partito di Berlusconi gli hanno dato il voto perché lo ritenevano un bell’uomo o perché temevano che se non fosse andato al potere avrebbe potuto smettere di far vedere le telenovele, soffermandosi alle apparenze, senza preoccuparsi del programma proposto. Alla sostanza è stata preferita l’apparenza, una scelta condizionata dal fatto che la gente non pensa con la propria testa, ma si fa guidare da chi dirige i programmi televisivi (e c’è davvero curiosità e orrore nel stare a vedere se per la quarta volta si commetterà lo stesso errore: come se non bastasse l’esperienza fatta finora, dovrebbe ammonire il caso del tanto declamato “eroismo” di Berlusconi nel non cedere Thiago Silva per una grossa cifra per far accrescere il numero degli abbonamenti e poi venderlo assieme a Ibrahimovic perché a tanti soldi non si può rinunciare. Una bella presa in giro, come è nella sua natura, con l’unico scopo d’accumulare denaro dallo sfruttare chi lo segue; l’imprenditore perde il pelo, ma non il vizio, pertanto si sa già a cosa si va incontro. Popolo avvisato…)

I brani citati non sono stati scritti di recente, bensì nel 1953 da Ray Bradbury, in Fahrenheit 451, ma questo non fa differenza, dato che le sue parole e quanto mostrano sono sempre attuali.

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