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Licenziato perché 11 anni prima aveva fatto pipì in un cespuglio. Questo è quanto accaduto a un insegnante di filosofia di Bergamo, Stefano Rho, sollevato dall’incarico per “dichiarazione falsa” rilasciata in un’autocertificazione al ministero dell’Istruzione. Tutti coloro che vengono assunti a scuola devono firmare un’autocertificazione in cui dichiarano di non aver mai avuto condanne penali.
Ma in che condanne penali Stefano Rho è incorso?
La notte di Ferragosto del 2005, dopo una birra con gli amici ad Averara, paesino di 182 abitanti, non trovando un bar aperto ed essendo la strada quasi completamente buia, Stefano, insieme ad un amico, ha urinato in un cespuglio. Beccati dai carabinieri, i due al momento hanno solo ricevuto una ramanzina, salvo poi ritrovarsi a dover pagare una multa da 200 euro due anni dopo. Rho e l’amico hanno saldato il conto con la giustizia, credendo che la vicenda potesse ormai essere accantonata.
In realtà non è stato così e senza saperlo si sono ritrovati con la fedina penale sporca. Certo non è il massimo farla lungo la strada, può non essere la punta più alta dell’educazione, ma se la si deve fare e non c’è modo di avere un luogo di decenza, si fa come si può: a tantissimi è capitato di farla ai bordi della strada o nascosti dietro un cespuglio o un angolo. Arrivare a essere però un reato penale è qualcosa di spropositato (domanda: in quanti sanno che è un reato di tale portata?). Solo a Bologna ci dovrebbero essere per questo centinaia di persone schedate perché usano Piazza Verdi come una toilette a cielo aperto (e non fanno solo pipì contro i palazzi e le porte, ma lordano i marciapiedi con cose ben peggiori e più consistenti).
Stefano Rho è stato immediatamente licenziato per una cosa commessa undici anni prima e ha perso tutto quanto accumulato in graduatoria. Mentre invece ci sono professori che insultano, picchiano, abusano degli alunni per anni prima che qualcuno faccia qualcosa contro di loro.
Quanto successo sembrerebbe una barzelletta di cattivo gusto e invece è qualcosa di una gravità inaudita e dimostra come il sistema italiano sia ingiusto, come ci siano due pesi due misure, come si abbatta spietatamente contro chi non ha fatto niente (perché in effetti Stefano Rho non ha fatto niente), mentre permetta a chi commette dei gravi reati di farla franca: decine di parlamentari in Italia dovrebbero essere condannati e stare in galera e invece sono al governo; mafiosi fanno stragi e sono a piede libero; imprenditori violano e se ne fregano delle leggi sulla sicurezza, speculano sulle spalle dei lavoratori e rovinano la vita a migliaia di loro licenziandoli per seguire la legge del mercato per cui bisogna sempre avere guadagno, e vengono indicati come eroi.
Qui si sta veramente superando il limite e ci si sta stancando di essere presi in giro in questa maniera da un sistema che di giusto non ha più nulla, che copre le spalle a ricchi e potenti e massacra la gente comune.
Ma basta! Brîsa ciapér pr al cûl!

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