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E’ stata sotto gli occhi di tutti la giusta protesta dell’orchestra nell’ultimo Sanremo, quando è stato emesso il verdetto finale e ha visto tra i primi l’insulsa (e ci si ferma a questo aggettivo perché si potrebbe andare oltre) canzone di Pupo ed Emanuele Filiberto. Ma non è stato solo per loro due questo gesto; si sa che le coincidenze non esistono, esiste solo l’illusione delle coincidenze.
Molti si sono sempre chiesti come certe canzoni, guarda caso di cantanti provenienti da trasmissioni televisive che facevano emergere nuovi talenti, potessero vincere; tanti sospettavano un certo tipo di spinte.
Sospetti fondati.
L’Antitrust, dopo una serie di esposti del Codacons su tramissioni come Isola dei Famosi, Miss Italia, Sanremo, Grande Fratello, ha deciso che i call center non possono più televotare.
Cosa significa e perché di questa decisione? Molto semplice: i risultati dei televoti erano alterati, pilotati. C’erano persone interessate a far vincere certi soggetti che acquisivano pacchetti di migliaia di voti che i call center convogliavano al momento opportuno in favore del prescelto; naturalmente la classifica era alterata e non più decisa dal pubblico votante. Ergo, quanto visto era tutto falso, una bella presa in giro che faceva pensare alla gente di avere un minimo potere di decisionale.
Il motivo?
Sempre e solamente una questione di soldi:dietro queste trasmissioni ci sono interessi elevati, che fanno girare grosse quanrtità di denaro.
Identica cosa succede con il Superenalotto.
Tutti conoscono le semplici regole che compongono questo gioco: indovinare la combinazione di sei numeri che verranno estratti. Dato il ricco montepremi, milioni sono le giocate che si effettuano ogni volta. Da questa considerazione, si evince che statisticamente le possibilità d’uscita della combinazione vincente sono relativamente alte ed è impossibile che per mesi non esca, come invece accade. Non si è di fronte a una spaventosa e ripetitiva coincidenza, ma al far accadere le cose, un fattore tutt’altro che anomalo, dato il circolare di una grande quantità di soldi. Un manipolare da dietro le quinte perché per chi controlla questa fortuna, il gioco è bello perché dura e proprio sulla parvenza di fortuna e sulla possibilità del colpo grosso che si punta per spingere le persone a riversare denaro nelle loro tasche. Le masse non si sono ancora accorte di essere sfruttate e prese in giro, sono convinte della giustezza di questo sistema o fanno finta di niente, sperando che prima o poi toccherà anche a loro emergere.
Tale sistema è dappertutto, lo si vede nei concorsi, nei reality: le persone che emergono non si discostano dalla media, in modo da alimentare la fucina che sfrutta le pulsioni degli individui.
Viene utilizzato un trucco molto semplice: far salire alla ribalta chi non spicca per vere capacità, in modo che tutti possono sentire di farcela e continuare a seguire il grande meccanismo del mondo. “Se ce la fa lui, allora ce la posso fare anch’io” è il pensiero che sorge e che è il carburante delle illusioni. Perché la società vuole nutrire l’illusione, perché l’illusione dà controllo e tiene tranquilla la massa. E la gente si è assuefatta a essa, è abituata a essere presa per il naso. Talmente abituata che crede che qualsiasi cosa nella vita sia così.
Arriverà il momento in cui si dovrà, in un modo o nell’altro, aprire gli occhi e cominciare a vedere.

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