L’inizio della Caduta

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Il magazzino dei mondi 2

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Sulla libertà d'espressione

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Si dice che la nostra è una società civile, dove c’è libertà d’espressione, ma è veramente così?
Prendiamo alcuni fatti recenti.
Uno dei casi di cronaca più eclatanti è stata la professoressa sospesa dall’insegnamento perché non aveva sorvegliato sul lavoro di alcuni suoi studenti e non averlo censurato (nello specifico, gli studenti avevano paragonato il dl sicurezza di Salvini alle leggi razziali fasciste).
Diversi i casi in cui le forze dell’ordine sono intervenute per rimuovere striscioni di contestazione nei confronti di Salvini (1. 2.). Se è vero che non si può insultare nessuno, è anche vero che se non ci sono offese non c’è divieto di esporre un proprio pensiero: questo articolo spiega bene la questione.
Non riguarda l’Italia invece il caso della scrittrice Amélie Wen Zhao: ne parla Bruno Bacelli sul suo sito. Qualcuno ipotizza che sia stata una mossa di marketing, ma non fosse così, si sarebbe davanti a un precedente pericoloso, che rischia di minare la libertà d’espressione di qualsiasi autore, perché a questo punto chiunque potrebbe sentirsi autorizzato a protestare e chiedere la rimozione di qualcosa che dà fastidio. Questo sta già succedendo per esempio con alcuni film che non hanno nulla di offensivo ma che alcuni vedono come tale (in Italia in passato è successo tante volte per esempio con i cartoni animati, vedere per esempio le critiche su Sailor Moon) ed è molto preoccupante.
Purtroppo nel periodo attuale si sta andando verso un appiattimento di pensiero dove si devono dire solo cose che non danno fastidio a nessuno, evitando d’affrontare tutte le questioni spinose o che debbono essere criticate. Un’uniformità di pensiero che ricorda tanto quella di 1984 di George Orwell.

Berserk 79

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Berserk 79In Berserk 79 continua il viaggio di Shilke e Farnese nei sogni di Caska grazie al rituale intrapreso da Danan, il sovrano degli elfi. Un viaggio che si fa ancora più oscuro e pericoloso mentre avanzano alla ricerca dei frammenti dell’anima della guerriera; creature sempre più minacciose attaccano Shilke, Farnese, il cane/Gatsu e il folletto/Caska. Le invocazioni delle due ragazze tengono a bada le creature, ma i nemici si fanno più numerosi e ostili a ogni passo.
Superata una fitta selva, si ritrovano davanti una collina sulla cui sommità si trova l’ultimo frammento dell’anima di Caska; su di esso, svetta minacciosa un’eclissi, perché questo è il ricordo più tragico che ha segnato la vita dell’ex membro della Squadra dei Falchi. Come se non bastasse il difficile cammino dovuto al terreno ricoperto da grossi rovi, nel cielo appare una gigantesca figura rapace: il cane/Gatsu diventa una furia, dato che in essa riconosce Grifis/Phemt. Dai miasmi che essa emana sorgono altre creature, che ricordano gli Apostoli che hanno massacrato tutti i membri della Squadra dei Falchi il giorno dell’Eclisse.
Gatsu viene ferito e la bara in cui sono custoditi i frammenti dell’anima di Caska, rimasta senza difese, sta per essere attaccata dal volatile Grifis/Phemt; è a questo punto che interviene l’armatura del Berserk, che va a ricoprire il corpo del cane, donandogli nuove energie e forza. Con furia, Gatsu si scaglia contro i nemici, facendoli a pezzi con la sua coda mutata in Ammazzadraghi, il suo enorme spadone. Comincia così un pauroso scontro tra Gatsu e Grifis, mentre Farnese e Shilke stanno per essere sopraffatte dall’orda dei mostri; vengono salvate dal provvidenziale intervento di Flora, la maestra di Shilke, che gli permette di raggiungere l’ultimo frammento.
Inorridite, le due scoprono che esso è l’orrido feto abortito da Caska tempo prima, figlio suo e di Gatsu e contaminato dallo stupro perpetrato da Grifis; nonostante i dubbi che hanno su di lui, l’ultimo pezzo viene messo al suo posto. I mostri e Grifis spariscono, la bambola (simbolo dell’anima di Caska), ritorna integra. Le tenebre del sogno si dissipano in una pioggia di petali e Caska, di nuovo nella sua forma umana, riapre gli occhi.
Berserk 79 presenta prevalentemente dei combattimenti, non c’è un attimo di tregua: si tratta di un viaggio nella psiche della guerriera che ripercorre il tremendo episodio dell’Eclisse. Come il numero 78, non propone nulla di nuovo, dato che si tratta del ripercorrere eventi del passato di Caska già conosciuti da chi segue il manga. Per quasi tutto il volume, sono le tinte scure a prevalere, con le uniche tinte chiare inerenti a Farnese, Shilke e le magie che invocano, per evidenziare il netto contrasto tra sanità e follia. Interessanti, anche se un po’ strane, ma comunque riuscite, certe scelte stilistiche (come la coda del cane/Gatsu che diventa l’Ammazzadraghi). Lasciano perplessi e si fanno poco apprezzare invece altre, come i mostri che hanno avambracci dalla evidente forma fallica: è vero che siamo nell’inconscio di Caska e che siano una proiezione dello stupro subito, ma sinceramente si poteva fare a meno di simili immagini. Resta comunque il fatto che il livello dei disegni rimane sempre molto alto, anche se le forti tinte scure rendono più difficoltoso coglierne i dettagli.

Il male che penetra silenzioso nelle pieghe della storia.

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Male che è «una presenza inoppugnabile» nella vita dell’uomo. «I libri di storia sono il desolante catalogo di quanto la nostra esistenza in questo mondo sia stata un’avventura spesso fallimentare. C’è un male misterioso, che sicuramente non è opera di Dio, ma che penetra silenzioso tra le pieghe della storia. In qualche momento pare prendere il sopravvento: in certi giorni la sua presenza sembra perfino più nitida di quella della misericordia di Dio».
Questo è parte del discorso fatto da Papa Francesco sulla preghiera Padre Nostro, soffermandosi soprattutto sul passo Liberaci dal male. La domanda che subito viene da porsi è che cosa sia il male.
Si può dire, in un certo qual modo, che il male è come la creatura in It di Stephen King. Riprendo un articolo che avevo scritto tempo fa su questo romanzo.
It è un mostro che uccide adulti e bambini, che compare nelle varie epoche periodicamente con le sembianze di un clown. Chi ben conosce la figura del clown sa che non è l’individuo divertente, comico, che fa ridere: il clown è qualcosa d’inquietante, che incarna la follia, l’irrazionalità, tutto ciò che non ha senso e gli istinti più primordiali.
It non è solo un mostro sotto le sembianze di clown, è un mostro particolare: è un mutaforma, capace di assumere le sembianze di ciò che fa più paura alla persona che ha davanti. Per alcuni può essere una mummia, un licantropo, un vampiro, il mostro di Frankenstein, un lebbroso; per altri può essere addirittura una persona cara che però li terrorizza.
Fermarsi a questo sarebbe riduttivo, perché It è ancora più di questo: è un’entità aliena giunta sulla Terra quando il mondo era giovane, quando ancora non c’era l’uomo. Un’entità antichissima come la Tartaruga, la sua nemesi; solo chi ha creato entrambe è più antico. Essendo giunto sulla Terra, It ha assunto una forma fisica (e pertanto deve sottostare alle leggi del mondo in cui abita, avendo in questo modo un punto debole e potendo così essere sconfitto), ma la verità è che forse il vero io di It non ha una forma, ma è una luce che non fa luce, è una luce che oscura, capace di distruggere la mente di chi ha la sfortuna di vederla nella sua vera essenza.
King è stato molto bravo nel dare molti volti a It, nel rendere sfaccettata questa creatura, e non si è fermato a questi aspetti: con It è riuscito a incarnare una realtà della vita ormai molto diffusa e che ben viene descritta dal seguente brano.

Derry è IT. Mi capite?…Dovunque andiamo…quando IT ci assalirà, la gente non vedrà, non sentirà, non saprà. Vi rendete conto che è così? (1)

King mostra come la cittadina di Derry sia un’estensione di It, come si sia talmente radicato in essa da condizionare le persone e farle divenire alleate, complici. It ha trovato terreno fertile in quegli individui dove la cattiveria, lo scarso equilibrio mentale, la malvagità erano fiorenti e le ha usate come strumenti portatori di violenza e morte. In Derry ci sono state vere e proprie stragi, delitti efferati, ma sono passati come se niente fosse, nell’indifferenza più totale, dove la gente ha chiuso gli occhi o si è voltata dall’altra parte per non vedere. Da parte di molti cittadini c’è stata una condiscendenza non da poco, per la quale sono stati anche ripagati, avendo avuto fortuna nei propri affari e una certa ricchezza: è stato un po’ come vendere la propria anima al diavolo.
Se ci si pensa, King sta dicendo ai lettori che It è sempre esistito perché It in realtà non è il mostro venuto da lontano, dallo spazio profondo, ma è una mentalità umana, è quella che se ne frega delle conseguenze di certe azioni, quella che l’importante è poter vivere tranquilli, che finché capita agli altri va tutto bene. È il menefreghismo delle persone che per non avere guai passano oltre a chi è in difficoltà. È l’egoismo che permette che il male dilaghi, che fa pensare solo ai propri interessi, a guardare solo al proprio giardino, disinteressandosi di tutto il resto, anche se questo può portare alla rovina dell’intero paese.
Se si osserva, questa è una parte della realtà che viviamo, nel piccolo come nel grande. La gente passa oltre a chi è in difficoltà perché non vuole guai, non vuole pensieri. Le multinazionali, i governi, pensano solo al loro interesse, poco importa se questo porterà a disastri che rovineranno l’ambiente, se faranno sorgere conflitti.
IT esiste ed è sempre esistito. E continuerà a esistere finché persisterà una certa mentalità umana.

Un male che è sempre esistito. Una mentalità che può colpire chiunque, dove… anche le persone di buon cuore possono indurirsi e smarrirsi… Anche un animo gentile può divenire arido come un deserto, dimenticando cosa significa essere umano…Specie se si fa sopraffare dalla paura (2).
Un male che spesso si associa a Satana, demoni e spiriti maligni. I più, li reputano soltanto personaggi dei miti o simboli da usare in psicologia, ma sono più reali di quanto si possa credere e, anche se non si riescono a vedere, gli effetti del loro modo di agire sono sotto gli occhi di tutti. I demoni sono creazioni nate da mentalità e modi di vivere traviati dell’uomo. (2)
Un male che è come un’ombra, un pezzo delle tenebre del mondo, un frammento d’oscurità che ha preso forma e si muove sulla terra (2). Tanti si scandalizzano quando accadono eventi violenti, ma non ci si deve meravigliare, dato che è qualcosa che si verifica da tempo. Così tanto che ci si è fatta l’abitudine. E questo è un male, perché non è normale accettare la violenza, la sopraffazione, il vivere senza dignità. Ormai questa è la regola in cui vivono le società. Ma un giorno, se l’uomo lo vorrà, tutto questo cambierà e ci sarà giustizia. (2)

1.IT. Stephen King. Sperling&Kupfer Economica 2009. Pag.1085
2. L’inizio della Caduta.

L'inizio della Caduta

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Terra. Era dell’Economia.
Il denaro domina incontrastato, incontrollato. Gli uomini sono considerati oggetti da usare, da sfruttare. Sempre più diritti sono persi, sacrificati in nome del guadagno, della produttività. I ricchi diventano sempre più ricchi. Imprenditori e politici hanno sempre più potere. Lavoratori e gente comune sono sempre più schiacciati.
Una storia che si ripete giorno dopo giorno.
Rassegnazione e costernazione sono i sentimenti che dominano il cuore delle persone; stati d’animo che sono divenuti regola, ritenuti inevitabili ma che non hanno più nulla di normale, perché quello che sta facendo l’economia è troppo distorto per poter appartenere solo all’uomo: è qualcosa che sa di soprannaturale, dove il denaro è diventato un dio. O qualcosa di molto peggio.
In un clima di morti bianche, perdita di lavoro, scioperi, lotte per mantenere diritti e dignità, iniziano i tempi della Caduta dell’uomo. Ma inizia anche la resistenza di chi vuole salvare l’umanità dalla follia e dalla sua distruzione.

Dedicato alle vittime sul lavoro, a chi subisce soprusi, a chi non si piega al volere dei soldi, a chi si sente sconfitto dagli eventi e dalla vita.

Questa è la presentazione di L’inizio della Caduta, terzo volume di I Tempi della Caduta. Faccio subito una precisazione: si tratta del terzo volume in ordine di pubblicazione, ma non lo è in ordine cronologico, come dovrebbe far intuire il titolo. I fatti narrati mostrano che cosa ha dato il via ai Tempi di cui ho narrato in L’Ultimo Potere e L’Ultimo Demone; quindi, niente scenari apocalittici, niente mondo futuro, ma quello presente. Non per questo il quadro è più roseo: la realtà spesso non lo è. Anche in L’inizio della Caduta si parlerà di sopravvivenza, ma in maniera differente: non sarà solo quella del corpo, ma anche quella della dignità. Una cosa per niente strana nell’Era dell’Economia, dato che si sacrifica tutto per il denaro.
Di quest’opera ne parlo da tempo , ma è uscita da poco: come mai?
Perché c’era qualcosa che non mi rendeva soddisfatto di quanto narrato, e non per lo stile, ma perché c’erano elementi cui non avevo pensato. L’Ultimo Potere e L’Ultimo Demone mi avevano permesso di capire perché la prima stesura realizzata nel 2008 non mi aveva soddisfatto del tutto; l’anno scorso invece, riflettendo se potevo ampliare il lavoro svolto, mi ha permesso di sviluppare parti della storia che rendono il quadro più approfondito e che meglio fa da introduzione alle vicende future già narrate. Quindi non solo sono andato più in profondità nei personaggi già presenti nelle altre stesure realizzate, ma ho avuto modo di farne comparire degli altri (a parte Masha, tutti gli altri sono già stati incontrati nelle opere che hanno preceduto L’inizio della Caduta).
Il quadro della serie I Tempi della Caduta è dunque concluso?
Ho ancora una storia da raccontare, ma questa è una faccenda che andrà affrontata in altre occasioni; adesso, è tempo di lasciare spazio all’inizio.

Giuramento di Brandon Sanderson (uscita)

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Dal 14 maggio è disponibile nelle librerie Giuramento di Brandon Sanderson, terzo volume delle Cronache della Folgoluce, edito da Mondadori. Sono trascorsi cinque anni dall’uscita del secondo volume, Parole di Luce, ma l’attesa ne è valsa la pena: il volume realizzato da Mondadori è di qualità. La casa editrice ha prestato una gran cura alla realizzazione di questa edizione.
Partiamo dalla sovracopertina, che è la prima cosa che salta all’occhio: ha mantenuto la bella immagine dell’edizione americana. Ma non finisce qui: sfilandola dalla copertina, ci si trova davanti una grande mappa a colori del mondo di Roshar.
Subito dopo, non si può non notare (Giuramento è un volume che non passa inosservato) il formato di quest’opera: rispetto ai due libri precedenti della serie editi da Fanucci, il volume presenta un’altezza e una lunghezza maggiori (di 1 e 2 cm), mentre ha una larghezza pari a quella di La Via dei Re, benché abbia in più 220 pagine. Dimensioni che fanno fare bella impressione senza fargli perdere in maneggevolezza, vista la lunghezza del romanzo (1360 pagine).
Visto che si è sfilata la sovracopertina, si osservi il centro della copertina rigida, con il simbolo impresso su di essa che fa bella mostra di sé, e le scritte dorate sul dorso.
Le sorprese però non sono finite: aprendo il libro, all’inizio e alla fine, quattro stupende immagini, dai bellissimi colori e dallo stile molto curato ed evocativo, accolgono il lettore in una vera e propria goduria per gli occhi.
Sfogliando le pagine, si può avvertire al tatto che è stata scelta carta di buona qualità. Ogni capitolo inizia con un’immagine che fa capire quale sarà il protagonista. Le illustrazioni tipiche di questa serie sono state mantenute, conferendo ancora più bellezza a una storia fantastica (in tutti i sensi).
Il prezzo del volume (28 E) è più che appropriato, vista la grande qualità e cura data a quest’opera.
Basterebbe solo la storia di Giuramento per acquistare questo libro, ma questa edizione, se possibile, invoglia ancora di più ad averlo nella propria libreria.

La deriva che sta prendendo l'Italia

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L’Italia è un paese alla deriva. Una deriva dovuta, in parte, a persone che vogliono fare i politici ma che non sanno governare. Politici che invece di fare, non fanno altro che portare avanti continue campagne elettorali in un tutti contro tutti. Una maggioranza che fa opposizione a se stessa più di quanto fa quella che dovrebbe essere l’opposizione vera e propria. Un marasma dove l’unica cosa chiara è che gli interpreti di quest’opera mirano a mantenere la poltrona conquistata con una propaganda che getta fumo in faccia agli elettori.
Una deriva che sta gettando sempre più nel caos il paese, dove le leggi non vengono applicate e quando lo si fa, lo si fa attraverso il due pesi due misure. Fare manifestazioni fasciste per alcuni giudici non è un reato perché la manifestazione del pensiero è costituzionalmente garantita, ma ci si dimentica però che esiste il reato di apologia di fascismo. Questo fa passare che in Italia si può essere fascisti e non essere condannati per fare manifestazioni fasciste: perché la legge Scelba non viene mai applicata?
La risposta qui.
Fa pensare però che per questi fatti non si viene condannati, ma si viene condannati per vilipendio se si dà del fascista a qualcuno (qualcuno si può però porre dei dubbi su certe persone se queste fanno certe dichiarazioni e pubblicano libro che li vede protagonisti con una casa editrice che si dichiara di stare da una certa parte, e anzi asserisce che l’antifascismo è il vero male dell’Italia). Chissà se verrà considerata manifestazione di pensiero anche la protesta fatta da abitanti di un quartiere di Roma e membri di estrema destra che, perché non li volevano,  incitava a impiccare, bruciare e stuprare i rom cui era stata assegnata una casa popolare.
Se la situazione non fosse tragica, verrebbe da ridere quando si sente dire che il fascismo non esiste più, eppure i fatti dimostrano spesso una realtà opposta, come a esempio gli atleti africani esclusi dalla maratona di Trieste con la scusa di proteggerli dallo sfruttamento, salvo poi fare marcia indietro e asserire che si era fatta una provocazione per sensibilizzare al problema quando si sono sollevate le critiche. Per non parlare di come ci si preoccupa di riportare il grembiulino a scuola invece di occuparsi di cose realmente importanti.
Sì, l’Italia sta prendendo una deriva per niente bella. E come dice Mauro Corona, la destra avanza sotto l’ombra e quando ce ne accorgeremo sarà troppo tardi.

Nuova vita

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«Creeremo un muro lungo il confine nazionale, bloccando i migranti che invadono il paese, venendo a rubare posti di lavoro e stuprare le nostre donne. Basta con buonismo e tolleranza: dobbiamo farci rispettare» tuonò il premier davanti ai microfoni. «Presto approveremo una legge dove chiunque potrà avere una pistola: non ci sarà più bisogno di porto d’armi. Tutti potranno difendersi dai delinquenti stranieri!»
«Come se non ci fossero malviventi tra i connazionali» sbuffò Gianluca osservando il premier che s’infervorava sempre più.
Cominciò ad avvertire ansia e tensione crescere in lui, come ogni volta che assisteva a quelle scene; sapeva, da studi che aveva letto, che quel tipo di comunicazione era pianificata per rivolgersi alla pancia delle persone, come si soleva dire, volta a colpire le paure e gli istinti più bassi per farle reagire.
“E pensare che quando ero piccolo c’erano programmi come Tribuna Politica che erano d’una noia tale che ti addormentavi quasi subito. Cinque minuti d’intervista ai politici di oggi e devi prendere una boccetta di Valium per calmarti” pensò mentre cambiava canale.
«Una mia amica è andata nel nuovo centro estetico che hanno aperto sotto casa sua» stava raccontando una showgirl «e, mentre era negli spogliatoi, è arrivata una ragazza che si era appena fatta una ceretta al sedere: emanava un odore di culo così buono che le era venuta voglia di saltarle addosso. Le era piaciuto a tal punto che quando si è tolta le mutande si è accorta che le aveva bagnate. La capisco: anche a me piace l’odore di sedere.»
Gianluca spense disgustato la televisione. “Ma c’è bisogno d’andare in giro a dire certe cose?”
Odore di sedere… s’immaginò due donne che si annusavano il fondoschiena come facevano i cani.
Scacciò subito il pensiero, ma più ci provava più lo perseguitava. Era come avere una scimmia sulla spalla che continuava a fare uh-uh ah-ah.
Odore di sedere… odore di sedere…
“Maledetta showgirl… fai passare la voglia di pensare anche al sesso.” Si avvicinò alla finestra. Di quello non c’era però pericolo. Con un matrimonio fallito, un lavoro precario, un mutuo che non riusciva a estinguere, non aveva né il tempo né la voglia di pensarci.
Non era così che si era immaginata la sua vita.
“Se i viaggi del tempo esistessero e ci fosse modo d’incontrare i se stessi del passato, sono sicuro che vedendomi adesso, il mio io giovane scapperebbe a gambe levate, urlando.”
Nessuna delle sue aspettative si era realizzata.
Gli amici che tanto aveva avuto cari alle superiori e che credeva sarebbero rimasti tali per sempre o si erano trasferiti o erano morti in incidenti stradali oppure non lo salutavano più quando s’incontravano.
L’università non gli aveva dato quella formazione che credeva, ma solo un cumulo di sterili nozioni; e il pezzo di carta rilasciato al termine degli studi non gli aveva fatto trovare un lavoro fisso, ma solo contratti stagionali, poco pagati, con quelle maledette società interinali.
Il matrimonio, poi, era stato la delusione peggiore. C’erano state solo liti e discussioni sui conti da pagare; dell’amore iniziale non era rimasto nulla. La donna con cui aveva pensato di passare la vita insieme era cambiata al punto da essere divenuta un’estranea.
Ma la cosa peggiore era che lui era cambiato. Il mondo l’aveva reso un essere arido e triste, la sua mente tormentata e logora. Non era altro che uno spirito smarrito, senza una causa da seguire, una fede in cui credere; viveva una vita senza senso, con giorni che si accavallano uno sull’altro, tutti gravati dallo stesso peso di ripetitività e cupa disperazione.
“Sarebbe bello avere una seconda possibilità e ricominciare da quando si avevano ancora sogni e speranze.” Vide passare Luigi lungo il marciapiede. “Ma non c’è nessuna speranza a questo mondo.”
Quando aveva sentito per la prima volta Luigi dire che andava a trovare la moglie, pensava che andasse al cimitero, ma l’amico non si era mai recato in quel luogo.
«Lei non è lì» aveva risposto Luigi quando glielo aveva fatto notare.
«E dov’è, allora?»
«Al parco» era stata la semplice risposta.
“Dio, è impazzito” pensò mentre lo vedeva allontanarsi.
All’inizio aveva temuto per l’amico: lui e la moglie erano stati inseparabili, fin dall’adolescenza. Pensava che alla sua morte si sarebbe suicidato o che si sarebbe lasciato andare fino a farsi morire. Invece aveva reagito meglio di quanto avesse creduto e si era meravigliato non poco. Poi, dopo quel dialogo, le cose gli erano state chiare e a quel punto davvero sarebbe stato meglio che Luigi si fosse ammazzato: l’amico era impazzito, la sua mente non aveva retto alla scomparsa della moglie ed era partita per la tangente.
Uscì da casa, seguendo Luigi, deciso a fare qualcosa per lui: il mondo gli aveva cacciato addosso fin troppa merda per permettere che gliene scagliasse addosso dell’altra. Non avrebbe perso uno dei pochi amici rimasti.
Quando raggiunse il parco, temette di trovare Luigi seduto dove stava sempre con la moglie, lo sguardo perso nel vuoto, parlando ad alta voce da solo. Invece niente: non lo vedeva da nessuna parte.
“Eppure l’ho visto entrare qui…”
«Eccoti qua!»
Per poco Gianluca non urlò. Si voltò e trovò Luigi dietro di lui.
«Hai fatto bene a venire. Elisa sarà felice di vederti» disse l’amico avviandosi verso gli alberi.
Gianluca stava per ribattere quando vide Luigi svanire nel nulla. «Ma che diavolo…»
Si avvicinò titubante al punto dove l’amico era svanito. Avvertì un leggero formicolio sulle braccia, si sentì ondeggiare e poi la luce cambiò. Attorno a lui l’erba del prato si era fatta più verde, gli alberi coperti di una chioma più rigogliosa. Il parco era lo stesso di prima, solo che era più pulito. E poi c’erano più uccellini che cinguettavano. E, soprattutto, c’erano tanti giovani.
“E questi da dove sono sbucati? Solo un istante prima qui non c’era nessuno…”
«Vieni, Gianluca!»
Luigi gli fece cenno di seguirlo. Solo che non era il Luigi che conosceva: era un Luigi adolescente. E a pochi metri da lui, seduta su una panchina, se ne stava sua moglie, Elisa, che lo salutava sorridendo: anche lei non dimostrava più di sedici anni.
Avvicinandosi a Luigi, passò dinanzi alla bacheca degli annunci: rimase ancor più sorpreso vedendo nel riflesso sul vetro un se stesso giovane, lo sguardo limpido e pulito, non tirato dalle fatiche e dalle delusioni della vita adulta.
«Siamo passati attraverso un wormhole e questo è un mondo parallelo? Oppure in questo parco hanno sepolto rifiuti tossici e siamo sotto l’effetto di un’allucinazione? Ci troviamo in una convergenza spazio-temporale…»
Luigi lo interruppe. «Non so cosa sia successo e non m’interessa saperlo. So che posso essere di nuovo felice: tanto mi basta.»
«Ma… se fosse solo un’illusione?»
«All’inizio l’ho pensato, ma poi ho visto che questo luogo è reale e che ci è stata data la possibilità di raggiungerlo e di restarci, se vogliamo. Una possibilità riservata a pochi, dato che la breccia a breve si chiuderà.»
Gianluca fu preso dal panico. «Chiudersi? Ma allora non potremo più tornare nel nostro mondo, non potremo…»
«Non hai mai desiderato avere un’opportunità per ricominciare da capo?» gli domandò a bruciapelo Luigi. «Avere l’opportunità d’evitare sbagli, scoprire cose nuove? Non vorresti rendere la tua vita migliore?»
Gianluca fu colpito dalle sue parole: solo poco prima aveva desiderato proprio quello. E ora che stava per ottenere quello che voleva, non sapeva cosa fare.
Luigi sorrise e si diresse verso Elisa.
Gianluca si volse verso gli alberi che si era lasciato alle spalle, vedendo uno strano luccichio brillare; fece un passo verso di essi. Poi si fermò. “Che sto facendo? Torno in un mondo di merda, che solo merda mi ha dato? Una giostra impazzita mossa da politici corrotti e minchioni?”
Tornò a voltarsi. “Un mondo nuovo…” pensò con trepidazione, dirigendosi verso gli amici. «Aspettatemi!»
Dietro di lui, il luccichio tremolò un’ultima volta e poi svanì.