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Verità

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La maggior parte delle persone non cerca verità che si possono dimostrare. La verità, in molti casi, come ha detto lei, comporta sofferenza. E quasi nessuno vuole soffrire. Quello di cui le persone hanno bisogno è una storia piacevole, che renda la loro esistenza almeno un pò più significativa. E’ proprio per questo che nascono le religioni.

1Q84 – Haruki Murakami

La verità è sempre stata un argomento molto discusso, da sempre l’uomo l’ha ricercata e soltanto in pochi sono riusciti a comprenderla, dato che nella sua semplicità è molto elusiva.
Da questo stato delle cose sono sorte filosofie, psicologie, religioni, spesso in lotta fra loro per dimostrare chi aveva ragione, chi era il migliore. Questo ha portato divisione e confusione tra gli uomini, fratture che hanno allontanato gli uni dagli altri, che hanno portato alla chiusura. E questo con il tempo ha portato all’acuirsi dell’incomprensione, facendo sorgere liti, scontri, violenza psicologica, verbale, fisica. Chi non è della stessa linea di pensiero viene isolato, gli si creano dei muri intorno perché viene visto come un nemico, come qualcosa di pericoloso che va reso inoffensivo, eliminato per salvaguardare la propria incolumità, specialmente psicologica. Perché chi la pensa e vive in maniera diversa può scuotere le fondamenta delle certezze che si hanno, può far sorgere dei dubbi e questi portare a modificare il punto di vista e il modo di vivere; porta, in poche parole, il cambiamento, una delle cose che fa più paura, dato che toglie le certezze, mentre l’uomo vuole la sicurezza che fa vivere tranquilli, senza pensieri, senza patemi.
Tutte le istituzioni, per attirare il maggior numero di persone dalla propria parte (i numeri sono potere), puntano proprio su questo: dare alle persone elementi che rassicurino, facendoli passare per verità.
Ma questa non è verità (come spesso dicono loro, LA Verità), perché verità è qualcosa di sottile, mutevole, in costante evoluzione, che va sempre più in profondità, sempre in crescendo, fino ad arrivare al centro di ogni cosa; quanto vogliono far passare per verità, non sono che filtri, schermi, anestetici, per placare le ansie, le paure delle persone, dare rassicurazioni e chetare quella parte insoddisfatta di sé e della vita.
Da secoli è chiara questa realtà, eppure continua a essere perpetra anche se non dà quello che si cerca, ma solo un’illusione di essa.
E seguendola, le persone non fanno altro che allontanarsi da quanto è veramente importante.

«Vai a pregare?» Giunse inaspettata la domanda.
«Sì, è la mia intenzione.» Rispose sorpreso, non riuscendo a comprendere la stonatura che aveva avvertito nel tono dell’altro.
Periin lo guardò in modo strano. «Non riuscirò mai a comprendere perché la gente vuole rimanere legata a luoghi e sistemi che sanno dare solo obblighi e costrizioni. Soprattutto non capisco perché c’è bisogno d’appoggiarsi a entità effimere e lontane.» Costatò freddamente.
Ghendor non riuscì a capire il significato delle parole. «Il tempio è un luogo dove la gente può trovare pace e serenità, un supporto per i momenti di difficoltà, un rifugio per animi in crisi. Il tempo impiegato a pregare non è speso inutilmente: la preghiera può dare una grande forza a chi crede.»
«La forza non è data da colonne o muri affrescati, non è un luogo considerato sacro a dartela. Sei tu a creartela.» Lo apostrofò duramente Periin. «Il Tempio che tu segui tanto non fa altro che sfruttare il bisogno della gente, facendo credere d’essere indispensabile come aiuto. La condiziona sfruttando le sue debolezze, per tenerla legata a sé, facendole credere che da sola non può farcela. Cerca di tenerlo a mente e non cadere nella ragnatela di questo sistema corrotto: può solo addossarti fardelli da portare.» Gli voltò le spalle, allontanandosi dalla zona del Tempio.
Ghendor rimase perplesso dal veloce scambio di battute avuto con il compagno, avviandosi verso l’imponente porta dell’edificio. Varcata la soglia andò a cercare un angolo lontano dalla piccola folla seduta sulle panche.
Né il religioso silenzio né gli ornamenti sacri furono d’aiuto per raggiungere la tranquillità che stava cercando. I pensieri tornarono alla discussione avuta con Periin.
Come era possibile avere una concezione simile di quel luogo? Tanta gente era stata confortata dal Tempio e l’Ordine era sempre pronto a dare un aiuto a chi lo richiedeva. Come si poteva vedere lati negativi nell’Ordine?
Ma la risposta la conosceva già. Non era l’Ordine ad avere qualcosa che non andava: erano gli uomini al suo interno a macchiarne l’immagine.

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