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Terry Brooks, tra passato e presente

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Terry Brooks è stato uno degli autori che ho apprezzato e di cui ho letto diversi libri di tutte le saghe che ha scritto, Landover, Shannara, Verbo e Vuoto, come dimostrato dagli articoli di approfondimento che ho realizzato per FM (Gli Eredi di Shannara – Terry Brooks,  La Trilogia del Verbo e del Vuoto di Terry Brooks, Il ciclo di Landover- Terry Brooks, La prima saga di Shannara – Terry Brooks); a questi vanno poi aggiunti Hook (romanzo scritto sul film omonimo di Steven Spielberg del 1991) e A volte la magia funziona (libro autobiografico sulla sua vita da scrittore che dà anche qualche consiglio su come scrivere).
Gli Eredi di Shannara1 La validità del suo operato non si discute, almeno fino a un certo periodo: certo i suoi scritti non sono il massimo dell’originalità, ne è un Maestro del fantasy come fanno tanti lanci pubblicitari, ma è stato uno scrittore meritevole che ha prodotto romanzi capaci di coinvolgere e appassionare: escluso l’esordio con La Spada di Shannara (il cui vero neo non era tanto l’essere una copia di Il Signore degli Anelli, quanto una certa pesantezza nello stile e in una non eccezionale caratterizzazione dei personaggi), Brooks ha saputo creare mondi e personaggi convincenti, come dimostrato con Le Pietre Magiche di Shannara, La Canzone di Shannara e il ciclo degli Eredi , dove ha saputo dare vita a storie magnifiche e protagonisti come Allanon, Walker Boh, Pe Ell, Morgan Leah, Gareth Jax (senza contare che anche i personaggi secondari erano di notevole spessore). Stessa cosa è avvenuta con Landover, dove, oltre a una certa originalità della storia (un avvocato che compra un regno magico e ne diventa re) e a una certa ironia (il regno non è proprio perfetto come è stato descritto), ha lasciato nella mente di chi ha letto la saga creature fantastiche come il drago Strabo, la Strega del Crepuscolo, il gatto prismatico Edgewood Dirk.garet jax
Con la prima trilogia di Il Verbo e il Vuoto Brooks ha saputo riproporre la guerra tra il Bene e il Male: una guerra nascosta alla gente comune, ma che si combatte ogni giorno, in ogni angolo della Terra, portata avanti da Demoni del Vuoto e Cavalieri del Verbo.
Per anni lo scrittore americano ha saputo proporre letture molto valide, ma poi qualcosa s’è inceppato e ha cominciato a proporre copioni che si sono fatti sempre più simili. Le due trilogie del mondo di Shannara seguite al ciclo degli Eredi (Il Viaggio della Jerle Shannara e Il Druido Supremo di Shannara ) avevano buone idee di base, ma non sono state sviluppate a dovere, soprattutto non avevano personaggi all’altezza di quelli che li avevano preceduti. Di questa china discendente ce ne si è resi conto con la trilogia La Genesi di Shannara, dove l’autore ha unito le saghe di Shannara e Verbo Vuoto, volendo mostrare come il mondo della prima sia nata da quello della seconda: dopo un’ottima prima parte del primo volume, I Figli di Armageddon, Brooks ha commesso l’errore di far sì che il mondo degli Elfi, con l’Eterea e tutto il resto, fosse sempre stato presente sulla Terra, ma invisibile agli uomini. Una scelta che ha dimostrato o pigrizia o mancanza d’idee: c’erano modi migliori per spiegare come il mondo di Shannara fosse nato e discendesse dal nostro.
Ancora peggio ha fatto quando ha ripreso Landover scrivendo il sesto libero della serie, La Principessa di Landover, rovinando la saga con una storia banale, dove si perde tutta la magia dei precedenti volumi perché s’incentra la trama su una cotta adolescenziale (vedasi la recensione più approfondita).
A fronte di opere sempre meno coinvolgenti e qualitativamente scivolate verso il basso, non ho proseguito nella lettura delle nuove opere di questo scrittore. E da quello che si legge in rete sulle sue nuove uscite, a ragion veduta. Nei prossimi mesi uscirà Il fuoco di sangue, secondo volume di Gli oscuri segreti di Shannara. Questo quanto si legge dalla quarta di copertina presente in rete (fonte Libreriauniversitaria): La ricerca delle Pietre Magiche, perdute da troppo tempo ormai, ha fatto sì che i druidi più importanti delle Quattro Terre si siano spinti fino al Divieto, la dimensione dove sono state racchiuse tutte le creature più malvagie e demoniache, restandone imprigionati. E intanto, nel villaggio di Arborlon, l’Eterea, pianta magica e senziente, sta morendo. E solo lei sapeva mantenere la separazione tra le Quattro Terre e il Divieto. L’unica che adesso può impedire che l’orda mostruosa e infernale degli esseri che abitano il Divieto si riversi nelle Quattro Terre a portare la morte, il dolore e la distruzione è Arlingfant Elessedil, giovane e coraggiosa. Arlingfant è stata scelta per portare un seme dell’Eterea nel Fuoco di Sangue. Se riuscirà, la barriera che divide il Divieto dalle Quattro Terre verrà ripristinata nella sua piena forza. Ma al tempo stesso Arling dovrà cessare di esistere, tramutandosi nella nuova Eterea. Sospesa tra due scelte terribili potrà salvare le Quattro Terre, senza rinunciare alla vita.
Chi conosce l’autore avendo letto altre sue opere, può accorgersi che questo volume praticamente è una copia di Le Pietre Magiche di Shannara; salvo qualche piccola differenza di trama e nome dei protagonisti, quella più grossa è che il nuovo volume non riuscirà a essere all’altezza del precedente.
Si sapeva che Brooks fosse un autore commerciale, ma di certo non ci si aspettava che si adeguasse così tanto alle richieste del mercato. E’ vero che questa è la professione su cui vive e pertanto occorrono dei compromessi per poter vendere e mantenere buone fette di mercato; quello che viene da domandarsi è se sia stato veramente un freddo ragionamento centrato sul puro far soldi o se semplicemente l’autore abbia esaurito tutte le idee valide e per questo punti su cavalli che un tempo gli sono valsi il successo, sperando così di poterlo ripetere.

2 comments to Terry Brooks, tra passato e presente

  • Temo la seconda.
    Aiutata dal fatto che (a quanto dice lui) pare avere un contratto draconiano con il suo editore, che lo costringe a scrivere ciò che gli viene imposto.

    Mi pare che per poter cominciare la saga “ponte” tra Shannara e il Verbo (I figli di Armageddon e via dicendo) abbia “per contratto” dovuto fare la trilogia del druido supremo di Shannara.

    Bah, onestamente non so quanto possa essere realistica una dittatura editoriale di questo tipo (sopratutto verso uno scrittore che comunque sia nel campo è molto noto e parecchio importante) e quanto invece sia lui che ha ormai esaurito la vena creativa. Quella dei vincoli editoriali mi sembra tanto una scusa…

    • Un autore ormai conosciuto come lui dovrebbe avere un certo potere contrattuale e decisionale: così non fosse ci sarebbe da riflettere su un certo tipo di sistema editoriale. Certo è che dopo il ciclo degli Eredi i suoi romanzi sono più “aridi” e hanno perso verve, al punto che ho smesso di leggere questo autore: meglio rileggere i lavori che veramente hanno avuto significato.

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