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La Signora del Lago

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La Signora del LagoLa Signora del Lago è il romanzo conclusivo della saga realizzata da Andrzej Sapkowski che vede come protagonisti lo strigo Geralt di Rivia e la giovane Ciri. Anzi, a dirla tutta la vera protagonista dei romanzi è proprio lei ed è a lei che si rivolge il titolo del libro; non è affatto un caso che il nome dato al romanzo faccia venire in mente un personaggio dei miti arturiani. Sapkowski ha voluto creare un legame tra il mondo da lui creato e quello esistente, tra un mondo ricco di magia e creature magiche e un mondo “normale”, dove la magia è solo frutto di fantasie. Chi ha letto le opere di tale autore ha potuto vedere da dove lui ha attinto per scrivere quello che ha scritto; a modo suo, con La Signora del Lago, ha voluto mostrare un suo punto di vista su quello che sta alla base di certe storie del nostro mondo.
Com’è possibile tutto ciò? Perché nelle vene di Ciri scorre il Sangue Antico e, come visto negli altri libri della serie, questo le concede diversi poteri, tra i quali quello di viaggiare in altri mondi e tempi. La Signora del Lago comincia proprio con l’incontro tra Ciri e Galahad, cavaliere della Tavola Rotonda di Re Artù, che la scambia per la Signora del Lago emersa dalle acque e perciò reputandola proveniente da Faerie; è dal loro incontro che inizia il racconto della giovane. Con una narrazione non lineare che salta da un tempo all’altro (è da un Jarre ormai nonno che si scopre per esempio com’è andato l’esito di una battaglia di cui ha fatto parte da giovane, ma non è l’unico caso in cui viene usato tale artifizio narrativo), vengono tirate le fila delle vicende cui i protagonisti della storia hanno fatto parte. Così si scopre il fato di Geralt e del suo gruppo partito alla ricerca di Ciri. Si scopre il destino di Jennifer e le mire della Loggia. Ha risoluzione il conflitto tra Nilfgard e gli altri regni, con tutto quello che ne consegue (spargimenti di sangue, tradimenti, compromessi). Non ci sono grosse sorprese: tutto procede come il lettore si aspetta, preparato da come Sapkowski ha improntato lo sviluppo delle proprie trame; c’è solo un colpo di scena che veramente può sorprendere (e che si rifà a Una questione di prezzo, racconto presente in Il Guardiano degli Innocenti), per il resto tutto procede come previsto. Questo è il limite di La Signora del Lago: non sorprende, non esalta. Si tratta di una lettura piacevole, ma non coinvolgente; forse proprio a causa del modo in cui è narrata non fa entrare in piena sintonia con i personaggi e parteggiare per loro. Il romanzo conclude (almeno fino a questo momento) le vicende di Geralt e si può dire che la serie di cinque romanzi è stata una discreta lettura, a tratti anche buona, ma che non raggiunge il livello delle due antologie di racconti (Il Guardiano degli Innocenti e La Spada del Destino), molto più d’impatto; se l’opera è arrivata a una grande diffusione, molto è dovuto al grande successo della serie di videogiochi (The Witcher I,II, II) dedicati al personaggio di Geralt di Rivia.

3 comments to La Signora del Lago.

  • Sto finendo il libro. In generale ho avuto la stessa impressione: il Sapkowski della fiction breve è molto più piacevole del Sapkowski autore di storie lunghe. La sua abilità con l’aneddoto, la battuta spiritosa, il dettaglio grottesco si adattano meglio alla narrativa breve. I due ultimi libri di questa serie li ho trovati comunque più comprensibili.
    Direi comunque che ha preteso di raccontare una storia troppo complessa e con troppi personaggi perché il lettore potesse veramente seguirla, nonostante i cinque libri.
    O forse se li ripercorressi adesso tutti in una volta (anziché leggerli separatamente a distanza di anni) capirei meglio? No, penso che resterebbe un dicreto pasticcio.

    • Sì, i due ultimi romanzi sono meglio del terzo della serie. Sinceramente però, dopo le due antologie, mi ero aspettato qualcosa di più; lettura gradevole, con buoni spunti, ma niente che faccia fare all’opera quel salto in più per essere qualcosa di toccante, come lo sono stati i racconti.

  • Ho finito il libro e proprio in questi giorni lo recensisco… non potrò che confermare le impressioni che tu stesso hai esposto.

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