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Dragnipur

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Anomander Rake e Dragnipur, protagonisti di I Segugi dell'OmbraDragnipur, per chi ha seguito la saga Malazan scritta da Steven Erikson, è la spada di Anomander Rake, creata da Draconus. Fin dalla sua prima apparizione in I Giardini della Luna (primo volume della serie) si è capito che non è una spada come le altre: Dragnipur incute paura al solo guardarla, emana un’aura inquietante e la morte avvenuta per il suo acciaio è tra le peggiori (al punto che Baruk, Alto Alchimista di Darujistan, preferisce consegnare la testa dei maghi traditori di Pale ad Anomander Rake piuttosto che il Tiste Andii li giustizi con la sua spada). Dragnipur, come ormai si è ben capito, non è una spada normale, ma è una con potere soprannaturale, capace di contenere un mondo al suo interno, dove finiscono tutti quelli uccisi da essa e ne vengono imprigionati, senza possibilità di uscita, incatenati e costretti a seguire un gigantesco carro. Tutto questo la rende una spada che pochi possono impugnare e tantomeno portare (se posata sulla pietra, il suo peso la fa crepare).
La sua creazione ha uno scopo ed è rivelato (almeno in parte) in I Segugi dell’Ombra: non si aggiunge altro per non rovinare la lettura del romanzo e privare il lettore di qualcosa di epico e grandioso.
A fronte di quanto scritto finora, una breve riflessione sul nome che le è stato dato è d’obbligo: non è stato qualcosa di casuale, basta osservarne l’etimologia.
Ammazzadraghi, la spada si gatsu in Berserk di Kentaro MiuraDrag, in inglese, tra i suoi significati ha “erpice pesante” e questo fa capire come questa spada, più che a tagliare, sia atta a frantumare, un po’ come l’Ammazzadraghi (la spada di Gatsu) in Berserk di Kentaro Miura (era un oggetto troppo grande per chiamarlo spada. Troppo spesso, troppo pesante e grezzo. Un enorme blocco di ferro.1). Ma non ci si ferma solo a questo: to drag in inglese significa, tra le altre cose, trascinare, tirare, proprio come fa chi è imprigionato all’interno della spada, costretto a tirare e spingere il carro, a trascinarsi dietro le ossa e le catene in un cammino senza fine.
Nip in inglese significa morso, freddo intenso e anche qui non è difficile cogliere quanto questo sia legato alla natura della spada: il morso della morte, il fatto che nel mondo all’interno della spada non ci sia certo caldo.
Tutto ciò fa capire il tipo di lavoro fatto da Erikson nella realizzazione della sua opera, quanto l’abbia curata e che attenzione ai dettagli ha dato. Per questo (e non solo) in Italia la saga Malazan meriterebbe da parte dei lettori una maggiore attenzione, a riconoscimento della professionalità e dell’onestà di questo autore (piccola provocazione: ma non è che, proprio a causa dell’onestà del modo di fare dell’autore, in Italia la saga Malazan non è riuscita ad avere un gran seguito, venendole preferita quella del furbetto Martin?)

1. Berserk Collection 1. Planet Manga maggio 2000. Kentaro Miura.

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