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I Segugi dell'Ombra

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Anomander Rake e Dragnipur, protagonisti di I Segugi dell'OmbraDella prima parte di I Segugi dell’Ombra aveva già parlato qui. Ora, con la nuova edizione da parte di Armenia dell’ottavo libro della saga Malazan di Steven Erikson, la lettura è stata conclusa ed è possibile dare un giudizio su quest’opera. Che si mantiene sugli alti livelli cui lo scrittore canadese ha abituato i lettori. Non è esente tuttavia da pecche: benché quanto Erikson scrive sia profondo, faccia riflettere, alle volte diventa troppo lungo; un dilungarsi che rallenta il ritmo, divaga. Meno filosofia in certi punti avrebbe reso maggiormente godibile I Segugi dell’Ombra; ciò comunque non toglie la bontà e la grandiosità dell’opera.
Come grandiosa è la figura di Anomander Rake, il centro delle vicende che si stanno verificando a Darujhistan: è in questo libro che si scoprono le ragioni del suo agire, dei piani a lungo preparati e ora attuati. Nulla è stato lasciato al caso, tutto va come lui ha pianificato. Il suo è stato un cammino lungo e solitario, portando sulle spalle il peso delle scelte fatte, spesso incompreso anche dalle persone a lui più vicine. Scelte che ha fatto non per sé, ma per gli altri, per dare una salvezza al proprio popolo, per risollevarlo dallo stato in cui è caduto. Nei libri letti finora si era capito la levatura di questo personaggio, intuendo quale sarebbe stato il suo fato (e che fato: grandioso, epico.)
Ma non è solo di Anomander Rake che viene svelata la verità: si scopre anche la natura della spada Dragnipur, l’arma che il Tiste Andii porta sempre sulla schiena. La spada creata da Draconus con all’interno un mondo, dove chi viene ucciso da essa finisce incatenato a tirare un gigantesco carro. Un fato all’apparenza crudele e un’arma all’apparenza malefica, ma con un intento nella sua creazione e uno scopo che solo leggendo lo si potrà (almeno in parte) comprendere. Una cosa si può dire senza spoilerare: arma e Tiste Andii sono legati tra loro in un cammino che li porterà insieme alla meta e a condividerne il finale.
Benché la trama di Anomander Rake e Dragnipur sia quella principale, altre in I Segugi dell’Ombra troveranno risoluzione. Harllo, figlio di uno stupro, finito per la cattiveria e dispetto di un ragazzo poco più grande di lui in miniera, riuscirà a compiere un piccolo miracolo e risanare una ferita che sembrava insanabile.
Cutter, Rallick Nom e Torval Nom faranno le loro scelte: alcune porteranno a rotture e separazioni con il passato, altre faranno riavvicinare.
Barathol Mekhar e Scillara troveranno il loro posto, non senza tribolazioni.
Hood, Trono d’Ombra, Cotillion, continueranno a fare le loro comparse e ad avare un ruolo in una vicenda fatta d’intrighi e scontri maestosi.
Nimander e il suo seguito avranno la resa dei conti ricercata.
Si scoprirà l’identità del Dio Morente e di Viaggiatore.
Il Redentore, in apparenza così debole, avrà un ruolo decisivo per la conclusione della storia.
E poi ci sono Karsa Horlong, i Segugi, Kaladan Brood, Kallor, Iskaral Pust, Kruppe, i Malazan, in una vicenda ricca d’intrighi, colpi di scena, morti strazianti e salvataggi insperati.
Erikson si mantiene sempre sui suoi soliti livelli, con brani di grande bellezza e profondità, come il seguente.
Molti adulti, nell’immobilità indurita degli anni, sviluppano una paura di luoghi in cui non sono mai stati, sebbene anelino a qualcosa di diverso nella loro vita, a qualcosa di nuovo. Ma questo qualcosa di nuovo è un mondo del fantastico, un mondo privo di forma in risposta a desideri vaghi ed è definito tanto quanto dall’assenza presenza. È un’evocazione di emozioni e bramose fantasie, che possono o non possono possedere una geografia specifica. Raggiungere un luogo simile richiede una successione di rotture con la propria situazione attuale, un tentativo sempre traumatico, e al completamento, ecco che appare all’improvviso la paura. (1)
Se ancora fosse necessario dirlo, I Segugi dell’Ombra è un ottimo romanzi, magari alle volte un po’ lento e dispersivo, ma ricco di trame, personaggi, epicità, aggiungendo a questa grande avventura una riflessione non indifferente su che cos’è la redenzione.

Una nota sull’edizione italiana. A differenza dell’edizione precedente, si è riscontrato un certo numero di refusi (diverse decine). Segnalati gli errori alla casa editrice, Armenia, ringraziando, ha preso visione della cosa, asserendo che le segnalazioni effettuate saranno utilizzate per effettuare le correzioni nel volume alla prima ristampa che verrà fatta.
1. I Segugi dell’Ombra. pag. 757

2 comments to I Segugi dell’Ombra

  • Ci sono parecchi popoli e genti che, a me personalmente, danno l’idea di guerrieri arabi, iraniani o afghani in Erikson. Non hai avuto la stessa impressione?

    • Sì, ho avuto l’impressione di genti e ambientazioni che ricordano il Medio Oriente; ricordarli tutti però ora è difficile, dovrei rileggere i libri precedenti.

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