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Calcio e politica: che cosa hanno in comune?

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Calcio e politica: che cosa hanno in comune?
Calcio e politica: cosa hanno in comune (nella foto: Paolo Sollier, figura che unì tifo e politica)In apparenza poco o nulla, ma se ci pensa, più cose di quel che può sembrare.
Innanzitutto, entrambi hanno inflazionato il mercato. Giornali, trasmissioni televisive, social: non fanno che parlare di essi in ogni salsa. Calcio e politica vengono sviscerati da ogni punto di vista, se ne parla per ore, divenendo una cosa ossessiva, esasperando e scaldando gli animi in discussioni accese, che fanno crescere in chi le guarda l’aggressività. Si provi a osservare una discussione vertente su uno di questi due argomenti e si noti come lo stato d’animo muti, cominciando ad avvertire stati di tensione, d’ansia: se non si sta attenti, se non si tengono sotto controllo le emozioni generate, ci si trova con l’animo alterato, suscettibile a certe reazioni; se si è da soli succede poco o niente (si è solo un po’ agitati), ma se ci si trova in luoghi con altre persone, far scoccare la scintilla di cose poco piacevoli è tutt’altro che improbabile. Una cosa è sicura: questo parlare in continuazione di calcio e politica ha stancato, è qualcosa che è diventato nauseante.
In entrambi circolano ingenti quantità di denaro: gli interessi economici legati a questi ambienti sono veramente notevoli. Non è per niente un caso che in tanti cerchino di entrare in questi due mondi e in ancora di più vi gravitano attorno cercando di succhiare da essi il più possibile.
Naturalmente, quando ci sono tanti soldi in ballo, non ci si fa tanti scrupoli e si ricorre a qualsiasi mezzo pur di accaparrarsi un fetta della torta, possibilmente la più grossa possibile (non importa se poi è troppo grossa e fa strozzare). E naturalmente, sia per il calcio, sia per la politica, la trasparenza non è certo un elemento che li contraddistingue. Tutti lo sanno, ma la maggior parte rifiuta di ammetterlo perché ha da difendere degli interessi legati a questi due mondi. Compromessi, omertà, aggirare le regole, il più influente che le piega al proprio volere. Ormai è palese che ci sono troppe cose storte, i fatti sono talmente evidenti che è impossibile non vederli; eppure si continua ad andare avanti come se niente fosse. Calcio e politica sono ormai diventati l’icona del compromesso, del far finta di niente e dell’andare avanti perché si pensa che vada bene così. Invece non va bene per niente e prima o poi ce se ne accorgerà. Ma sarà troppo tardi.

4 comments to Calcio e politica: che cosa hanno in comune?

  • Si diceva che il possesso del Milan valesse a Berlusconi dei bei punti elettorali, non ricordo quanti.

    Questo vuol dire che uno poteva (può) decidere come votare a seconda dei successi di una squadra di calcio?
    Mi sembra una maniera ben scema di ragionare ma fino a che la gente penserà così…

    • Anche a me non pare un modo intelligente per votare, ma non mi sorprende: la logica, nel dare i voti a qualcuno in Italia, è divenuta cosa in via d’estinzione. Ormai pochi valutano la validità e fattibilità di promesse e proposte dai politici: i più vanno a simpatia. Negli anni scorsi, quando si andava a votare di sentiva di persone che gli davano il voto perché erano tifosi del Milan; altre perché avevano paura che se Berlusconi non vinceva potevano non essere più trasmesse le telenovele. Altre perché lo ritenevano simpatico e un bell’uomo; altre che lo sceglievano perché, avendo tanti soldi, non aveva bisogno di rubare come facevano tanti politici e quindi non poteva che essere onesto e quindi doveva essere votato.
      Inutile dire dove ha portato questo genere di mentalità. E ancora si continua a portare avanti la stessa mentalità che da decenni sta affossando e distruggendo il paese.

  • Sul fatto del simpatico e del bell’uomo, una cosa che ho sentito dire spesso anche io, ci sarebbe da fare una luuuunga discussione sui canoni estetici… Ma non ne vale la pena, forse, visto che il personaggio (da non dare per morto!) è ormai meno importante di un tempo.

    • Mai sottovalutare nessuno e non dare niente per scontato. Ma il periodo in cui era più in auge è passato e anche per lui gli anni sono passati (va tenuto conto di una salute non certo ottimale).
      Certo è che per tornare al potere si salta su qualsiasi carro sia ritenuto vincente, scadendo così nel ridicolo; anche in questo calcio e politica sono uguali: si va sempre dietro al vincente sperando così di avere una parte del premio.

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