Quarta e ultima parte dell’articolo dedicato a Berserk. Questa volta a essere protagonista è la storia: fin dalle prime tavole disegnate da Miura si è visto in che tipo d’ambientazione il manga è stato calato. Un’ambientazione che unisce Medioevo e Rinascimento, dove peste e inquisizione imperversano con forza, dove le guerre e gli intrighi politici sono i padroni di una terra pervasa di terrore e miseria. Eresie da eliminare con ogni mezzo, invasioni di eserciti venuti da lontano come ricorda la nostra storia quando ha mostrato lo scontro tra il mondo occidentale e quello medio-orientale; il fumetto ricrea in maniera verosimile il clima claustrofobico di un periodo storico dove spesso la libertà di pensiero e di culto erano quasi impossibili da avere, dove l’ignoranza non permetteva di compiere una scelta, ma solo accettare quello che veniva disposto e imposto dall’alto.
Sebbene Berserk da quando è nato ha subito diversi mutamenti, magari perdendo quell’impatto e quella forza che tanto ha distinto la prima parte della storia, rimane uno dei manga più caratterizzati e dettagliati che siano stati realizzati.






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Mentre camminavo per il mio quartiere, sulla parete di un sottopassaggio ho trovato questo (nell’inquadratura non ci stava tutta ma lo spadone arriva fino a terra ed è proprio “il suo”) e non potevo non mettertelo qui: http://alidargento.wordpress.com/?attachment_id=1735
(non che ami l’imbrattamento dei muri pubblici… 😉 )
Per me imbrattare i muri è mettere scritte come quelle che si vedono anche nella foto: murales come invece la figura di Gatsu per me sono una forma d’arte e d’abbellimento 🙂
Concordo!