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Vendetta o ricerca di giustizia?

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È di pochi giorni fa la notizia dell’uomo che ha ucciso chi aveva investito la moglie causandone la morte. Un gesto avvenuto a mesi di distanza dal tragico decesso, un atto di vendetta.
simbolo della giustiziaMa è davvero stato un atto di vendetta o si è trattato di una ricerca estrema di giustizia?
Un’azione da condannare e per la quale l’uomo andrà punito, ma di cui era consapevole, sapeva a cosa sarebbe andato incontro, infatti si è costituito immediatamente.
A questo punto è normale chiedersi perché si giunge a simili gesti. La disperazione, il dolore, la rabbia. Una rabbia che non è solo rivolta verso chi è stato causa della perdita di un caro, ma anche verso un sistema che non tutela le persone, che non fa giustizia, per la quale i colpevoli rimangono a piede libero o cavandosela con poco.
Purtroppo questo è uno dei tanti problemi dell’Italia: le persone non si sentono tutelate dalle istituzioni, anzi, spesso le istituzioni non fanno che creare problemi alle persone comuni; quando dovrebbero applicare la giustizia o lasciano correre oppure i tempi sono talmente lunghi che chi ha sbagliato gode ancora di libertà e può anche scamparla. Il brutto del nostro paese è che la legge spesso non viene applicata, i colpevoli di atti gravi in diversi casi la passano liscia, mentre chi cerca di rispettare le regole si ritrova a subire e a vedere chi dovrebbe essere in galera girare tranquillamente come se niente fosse.
L’uomo in questione è colpevole del gesto commesso, ma sono ugualmente colpevoli le istituzioni: anche loro sono la causa d’essere arrivati a questo punto.
In un sistema dove furbi, corrotti, delinquenti se la cavano con poco o niente, non deve sorprendere se c’è chi poi decide di farsi giustizia da solo, dato che chi dovrebbe applicare la giustizia non lo fa. Le persone si stanno sempre più stancando di vedere certe cose (es. imprenditori e politici che continuano a fare la vita di sempre nonostante i reati commessi) e in loro stanno montando sentimenti che prima o poi esploderanno in qualcosa di poco piacevole. I segnali ci sono, ma non si vogliono vederli.
Quando si capirà che tante cose in Italia non funzionano, che occorre un cambiamento perché così non si va per niente bene, non sarà troppo presto, anzi, forse sarà troppo tardi.

2 comments to Vendetta o ricerca di giustizia?

  • Dopo alcuni giorni si è saputo che questo “vendicatore” in effetti stava male, e la sua vittima non lo aveva provocato dopo avergli ucciso la moglie in un incidente.
    Rimasto senza lavoro e senza patente, il responsabile dell’investimento è stato prima “ucciso” pubblicamente con una mobilitazione del paese contro di lui e poi “giustiziato” a freddo con la pistola. Io penso che abbia pagato anche troppo per la sua colpa.

    • Ci sarebbe da riflettere sull’informazione, che pubblica subito le notizie senza che però esse siano complete: così non si ha il quadro completo della situazione e di conseguenza, visto che la gente reagisce e non riflette, si creano delle fazioni.
      Dopo la morte della moglie, e a quanto letto anche del figlio, dato che era incinta, è normale che la persona che poi ha ucciso stesse male; infatti si era rivolto a degli psicologi. Poteva essere aiutato di più? Questo non si può dire, mancano dei dati.
      A un certo punto non ho seguito più tutta la vicenda, ma al punto in cui ero, non era chiaro se all’investitore era stata revocata subito la patente. Tuttavia, da quello che ho letto, la difesa del ragazzo asseriva che non era colpa sua di quanto avvenuto; posso capire se fosse scoppiata una gomma e avesse perso il controllo, ma passare con il rosso è un atto volontario, a cui si aggiunge l’alta velocità. Sempre che quanto riportato dai giornali sia corretto: siamo arrivati al punto che, con tutte le versioni che si riportano, non si sa quale sia la realtà.

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