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Straniero in terra straniera

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straniero in terra stranieraStraniero in terra straniera, quando venne pubblicato per la prima volta nel 1961, subì pesanti tagli (quasi un quarto del volume venne eliminato) perché la casa editrice ritenne che avrebbe potuto risultare offensivo per i gusti e la morale dell’epoca. Per certi versi il romanzo di Robert A. Heinlein fu considerato qualcosa troppo vicino ai figli dei fiori, troppo libertino per come tratta argomenti come il sesso, la proprietà, il denaro. E’ stato solo nel 1989, anno successivo la morte di Heinlein, quando venne rinnovato il copyright di Straniero in terra straniera, che il volume poté essere pubblicato nella sua versione originale. Infatti, nel 1976 negli Stati Uniti fu varata dal Congresso una legge sui diritti d’autore secondo la quale, nel caso un autore morisse e gli eredi rinnovassero i copyright, qualsiasi contratto precedente veniva automaticamente cancellato. Heinlein aveva conservato una copia del manoscritto originale in un file custodito presso la biblioteca dell’Università della California di Santa Cruz e la moglie, confrontando la prima versione con quella pubblicata, comprese il grosso errore dell’effettuare i tagli; parlandone con l’agente di Robert, ebbe modo di far prevalere le sue ragioni e stessa cosa avvenne con i redattori della casa editrice (che nel frattempo erano cambiati), convenendo anche loro come l’originale fosse migliore di quella censurata.
E così, dopo quasi trent’anni dalla sua prima uscita, i lettori hanno avuto modo di leggere quella che forse è l’opera migliore di Heinlein. Un romanzo di fantascienza, questo è certo, ma Straniero in terra straniera è un’opera che traveste il messaggio originale del Vangelo, trasmettendo quello che voleva essere lo spirito di libertà, consapevolezza e crescita che veniva dalla conoscenza di se stessi, della realtà e della vita. La proprietà e il denaro non sono visti come qualcosa di così importante come invece è sempre stato per le istituzioni e le società, mentre invece il sesso viene ritenuto un modo per avvicinare le persone, perché considerato (come a esempio nella kabbalah) un’esperienza angelica, che eleva gli individui. Quanto mostrato da Heinlein non va inteso come libertinaggio, come un fare sesso sempre e con chiunque, ma un modo d’intendere il sesso libero da tabù, da ossessioni, sfruttamenti, soprattutto dalla gelosia e dalla possessività, come qualcosa di naturale, senza quelle limitazioni create dalle morali delle cosiddette società, che spesso sono ipocrite e non fanno che addossare pesi alle persone, rovinandogli l’esistenza.
E’ attraverso Valentine Michael Smith, figlio di due membri della prima spedizione su Marte (di cui è erede di una grande eredità finanziaria), cresciuto dai marziani e poi riportato da adulto sulla Terra da una successiva spedizione, che si conosce una mentalità che appare straniera, si può dire propriamente aliena, in un mondo limitato da tante morali e leggi che cercano solo di sfruttare l’individuo. In un percorso di crescita che lo vede da individuo ingenuo, che si fida di tutti e per questo capace di essere sfruttato da chiunque, divenire, grazie all’aiuto di Jubal Harshaw (che significa “padre di tutti”) e delle esperienze che fa grazie alle persone che incontra, quella guida, quel messia giunto sulla Terra per mostrare una via che fa comprendere meglio e rendere migliore l’esistenza. E’ attraverso le esperienze, il contatto con i suoi simili umani (anche se lui è stato educato con una mentalità marziana, atta a non avere fretta, a cercare di conoscere a fondo le cose, senza dare importanza a cose come proprietà, denaro, morte, dato che quest’ultima è solo uno stato di passaggio per altri livelli d’esistenza), che Michael arriva a grokkare (termine marziano dai tanti significati quali a esempio bere, comprendere, fare proprio) gli esseri umani (cosa in cui riesce dopo aver assistito allo zoo a una scena tra alcune scimmie e aver compreso il dolore e il motivo per cui si ride) e proprio per questo aiutarli a evolvere, a compiere quelli che comunemente vengono chiamati miracoli, ma che altro non sono che la manifestazione di una maggiore comprensione dell’esistenza e permettono non solo di spostare o far sparire gli oggetti senza toccarli, ma anche cambiare il proprio corpo e mantenerlo sempre in salute, inattaccabile dalle malattie, agli effetti dell’alcool, delle droghe, dei veleni.
Una via però che pochi sono in grado di comprendere e seguire, mentre i più non solo non la riescono a capire, vedendola come male, come eresia, peccato, crimine, qualcosa da eliminare, distruggere (proprio come accaduto a Gesù, perseguitato e messo a morte dai Sommi Sacerdoti perché lo ritenevano un pericolo per il potere loro e della loro istituzione religiosa), perché l’umanità non è in grado di concepire qualcosa che viene dato gratuitamente (troppo abituata a dover pagare, fare fatica per ottenere le cose) e che serve a rendere liberi.
Una via dove la bontà, le buone intenzioni non bastano, perché da sole portano solo all’inferno ed è per questo che occorre quella saggezza, che in apparenza sembra cinismo e disincanto, che Jubal ha dato a Michael quando è vissuto sotto il suo tetto e lo proteggeva da chi voleva appropriarsi delle sue ricchezze, insegnandogli, attraverso le discussioni che avevano, il modo di fare di un mondo a lui straniero. Michael (da notare che il nome dell’Uomo di Marte è lo stesso dell’Arcangelo Michele, di cui lui è incarnazione sulla Terra, e di come queste figure compaiono nel romanzo, associate agli Anziani che vivono su Marte) grokka che l’umanità impiegherà tempo a cambiare, centinaia, forse migliaia di anni (e forse non cambierà mai del tutto) e divenire quel modello che lui vuol trasmettere; grokka che pochi capiranno il significato della frase che lui e chi lo segue usano, “Tu sei Dio” (riprendendo una frase usata da Gesù nel Vangelo “Voi siete dei“, indicando così la presenza dell’essere divino in tutto ciò che è vivo), indice delle illimitate capacità dell’uomo se ha la volontà di cambiare, di conoscere, di comprendere (ma anche una sfida, una rivendicazione della propria responsabilità personale), mentre i più riterranno simili parole come offese alla loro cosiddetta morale e per questo ricercheranno di mettere in pratica quella sorta di distorta giustizia che altro non è che un modo per dare sfogo alla rabbia e alla violenza insiste e represse nel loro animo. Come avvenuto con Gesù, fatto morire di morte violenta in croce dopo lunga tortura e agonia, anche Michael verrà brutalmente ucciso a colpi di sassi, fucile e bruciato vivo prima di scorporarsi. Una morte brutale che però non sconvolge chi l’ha seguito, perché hanno compreso il suo insegnamento e lo portano avanti, grokkandolo alla fine nella sua pienezza mangiando il suo corpo (un onore e qualcosa di naturale per chi viene da Marte), in quello che è un atto che tanto ricorda la cerimonia eucaristica della religione cristiana (un memoriale simbolo dove ci si ciba del corpo di Cristo offerto perché si possa crescere in conoscenza e consapevolezza).
Romanzo in prevalenza dedicato ai dialoghi e alle dissertazioni dei personaggi (in particolare di Jubal, il cui duro realismo contrasta l’idealismo e il misticismo di Michael), Straniero in terra straniera si rivela essere un’opera di critica, rivoluzionaria per l’epoca in cui è stata scritta, con una prima parte dedicata alle mosse delle varie parti per accaparrarsi Michael (soprattutto la sua ricchezza) e il mostrare il muoversi di enti politici e il funzionamento delle leggi del sistema di governo, e una seconda più incentrata sulla divulgazione dell’insegnamento della disciplina marziana da parte di Michael con la creazione della Chiesa di Tutti i Mondi. L’Uomo di Marte, neo Promoteo e Messia, affascina (e fa anche ridere) dapprima con la sua ingenuità, con il suo modo di vedere e fare privo di malizia e inganno, che sa dare solo verità (come mestamente riflette Jubal quando ritiene che Michael, arrivato a essere considerato un figlio, sia scomparso, triste per il fatto che la gente non abbia saputo comprendere il dono che ha voluto dare), poi con il suo carisma, la sua apertura mentale, il desiderio di condividere con gli altri ciò di cui dispone e il suo essere anarchico (che non significa portare caos come spesso si pensa con il termine anarchia, ma mettere la libertà della persona e la completa responsabilità di se stessi al primo posto). Ma sarebbe limitante pensare che tutto il romanzo dipenda da lui, quando grande importanza hanno le azioni, i pensieri e le parole anche dei personaggi secondari; molto interessanti e profonde le riflessioni fatte su quella che è la politica, la televisione (definita la scatola delle cazzate) e sull’arte, considerata un mezzo per insegnare all’uomo, come ben mostrato dal brano seguente:

“il mondo è diventato pazzo, e l’arte contemporanea dipinge sempre lo spirito dei suoi tempi. Rodin produsse le sue maggiori opere alla fine del diciannovesimo secolo, e Hans Christian Andersen lo precedette solo di pochi anni. Rodin morì all’inizio del ventesimo secolo, ovvero più o meno proprio nel periodo in cui il mondo iniziò ad andare fuori di testa… portandosi dietro anche l’arte.
«I successori di Rodin notarono le cose incredibili che faceva con la luce, l’ombra, la massa e la composizione (a prescindere dal fatto che tu le colga o meno), e le copiarono. Oh, come le copiarono! E le estesero, anche. Ciò che non colsero, però, è che ogni opera del maestro non solo raccontava una storia, ma metteva a nudo il cuore umano. I suoi successori, invece, si dedicarono a cose come il ‘design’, divenendo sdegnosi nei confronti di qualsiasi scultura o dipinto che raccontasse una storia. Arrivarono fino al punto di etichettare tali opere come ‘letterarie’, perché consideravano questa una brutta parola. Si dedicarono completamente all’astrazione, senza più degnarsi di dipingere o di intagliare qualsiasi cosa che ricordasse il mondo umano in cui viviamo.»
Jubal scrollò le spalle. «I disegni astratti vanno benissimo… come carta da parati o per le piastrelle del bagno. Ma l’arte è un’altra cosa; è il processo attraverso il quale si evocano pietà e terrore, e non è affatto astratta, ma decisamente umana. Ciò che stanno facendo gli artisti moderni non è altro che una masturbazione pseudointellettuale, mentre l’arte creativa implica un vero e proprio rapporto, in cui l’artista deve sedurre e portare a un livello emotivo il suo pubblico ogni singola volta che si appresta a comporre un’opera.”
(1)

Una lettura davvero consigliata.

1.  Straniero in terra straniera. Robert Heinlein. Fanucci Editore 2011, pag. 542

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