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Scrivere

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scrivereScrivere è divenuto nella società attuale qualcosa che ha perso molto del suo valore. Attualmente, dai più, lo scrivere è utilizzato per realizzare sms, twit, commenti su facebook, trattando per lo più argomenti banali e superficiali, quando non si tratta di vere e proprie cavolate o discussioni assolutamente sterili.
Scrivere è molto più di questo, ma viene banalizzato, quando potrebbe essere un potente mezzo della parola. Purtroppo si vuole ridurre il suo valore per adattarsi alla società, appiattendosi alla media della massa, convinti che altrimenti non si possa essere compresi. Per questo il numero di vocaboli usati nello scrivere viene sempre più abbassato perché i più hanno una conoscenza limitata di essi. Le frasi devono essere corte, non superare le due righe. “;” e “:” non devono essere usati. Questi sono solo alcuni esempi delle semplificazioni apportate allo scrivere, perché si ritiene che facendo così ci si avvicini al lettore. Molti esperti (o persone che si considerano tali perché leggono un po’ più degli altri o ricoprono certi ruoli) si adeguano a questo modo di fare, reputando che fare diversamente sia non rendere comprensibile quanto si scrive ai lettori, sia creare qualcosa di troppo complesso. Avere conoscenza dei termini della propria lingua e usare i suoi mezzi per scrivere non è rendere i testi di difficile comprensione, non è scrivere in modo difficile. Non è che se la maggior parte delle persone ignorano molte cose, occorre adeguarsi a esse: scrivere con tutto quello che mette a disposizione una lingua non è scrivere in maniera complicata. Chi scrive deve farlo in maniera comprensibile, questo è certo, ma non ci si deve adeguare al basso livello di conoscenza dei più.
Purtroppo, nella società attuale, ormai è chiaro che c’è una sorta di regressione, d’involuzione: invece di puntare a evolvere, di prendere a modello ciò che è un po’ più in alto, si prende a esempio il basso livello, perché nella mentalità attuale pare che non sia importante avere conoscenza, anzi, sembra quasi che l’ignorare sia un valore positivo. Studi scientifici dimostrano inoltre che l’uso massivo della tecnologia (pc, smartphone, iphone), oltre al non scrivere più a mano, abbassi il livello d’intelligenza (uno spunto di riflessione da questo articolo).
La situazione è molto triste e ne è esempio il caso che è stato creato da politici e media con il termine “petaloso”. Sì, si è voluto creare un caso, dare risonanza e popolarità a qualcosa che non meritava alcuna visibilità, che è segno di voler essere protagonisti senza avere alcun merito. Una ricerca d’attenzione fastidiosa su un fatto che in passato ci si sarebbe lasciato alle spalle senza averci fatto caso.
Lo scrivere non è questo pessimo esempio dato da istituzioni e politici (e non solo da loro). Lo scrivere non è inventare nuovi termini quando non si conoscono nemmeno quelli di base.
Purtroppo, si ribadisce ancora, dello scrivere si è perso molto e si continua ancora a perdere. Come si è perso quello che è il ruolo dello scrittore. Ora come ora lo scrittore viene reputato solamente uno che scrive storie per vendere e fare soldi; ma lo scrittore è molto più di questo.
guy gavriel kayNe è stato esempio in questi ultimi giorni Guy Gavriel Kay che sul suo profilo facebook ha contestato molto elegantemente le sparate di Trump (Elizabeth Swainston, who is very smart and has a scary-good memory (and who maintained this FB page with Alec Lynch for a long time), reminded me today of this quote from TIGANA, Brandin speaking of Alberico. She made the Trump analogy, yes.
“I hate that man down there,” he said quietly. “I hate everything he stands for. There is no passion in him, no love, no pride. Only ambition. Nothing matters but that. Nothing in the world can move him to pity or grief but his own fate. Everything is a tool, an instrument. He wants the Emperor’s Tiara, everyone knows it, but he doesn’t want it for anything. He only wants. I doubt anything in his life has ever moved him to feel anything for anyone else…love, loss, anything.”
).
Una scelta giusta che dimostra l’intelligenza di Kay, perché una persona intelligente non fa passare il modo di fare di simili individui. Perché è giusto che ci sia una resistenza intellettuale da parte di persone in ambito letterario, che fanno cultura. Per me è questo che Kay fa con le sue opere: cultura. E la cultura serve non solo a creare qualcosa di bello e piacevole, ma anche a creare una coscienza, una consapevolezza che porta alla responsabilità dell’individuo. Ce n’è tanto bisogno contro figure come Trump: penso che senza entrare in politica, tanti scrittori (e non solo loro) dovrebbero parlare e far rendere conto di certe realtà. E’ tempo di ritrovare certi aspetti dello scrivere, perché in esso c’è molto di più di quello in uso attualmente.

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