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Ridere

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Il rispetto per gli altri è un elemento importante se si vuole crescere e vivere in un mondo civile. Ma il rispetto per gli altri non deve essere confuso con l’ipocrisia, la bigotteria, il seguire certe regole per una morale distorta che porta solo danni, come sta succedendo con il politicamente corretto attuale. Sotto un certo punto di vista siamo un po’ come ne Il nome della rosa di Umberto Eco, dove si vuole distruggere un’opera sulla commedia e sul riso, considerata pericolosa perché il ridere avrebbe tolto all’uomo il timor di Dio, agevolando così il suo peccare. La società attuale, con il suo politicamente corretto, è simile: non si possono fare certe battute, non si possono fare certe affermazioni per non essere offensivi verso certe minoranze, ecc ecc. Al giorno d’oggi sarebbe difficile girare certe scene e si perderebbero delle piccole perle di cinema come quella di Lino Banfi in Fracchia la belva umana (vedere minuto 2 e 18 secondi).

Se fosse stata girata recentemente una scena del genere, si sarebbe scatenato un putiferio grazie al politicamente corretto, con gli lgtb che sarebbero insorti a gran voce: è importante il rispetto, ma alle volte occorre pure saper ridere, visto che, se si toglie la possibilità di ridere, il mondo diventa un luogo davvero triste. Perché se è vero che occorre prendere sul serio le cose, farlo troppo porta a qualcosa di poco piacevole, come ossessioni, patologie, soprattutto se non si sa alle volte ridere di se stessi e delle cose cui si è legati; a questo proposito si potrebbe fare l’esempio di Putin e di quelli legati a lui che lo sostengono, sempre così inquadrati, inespressivi, che se per caso ridono lo fanno per schernire e disprezzare i nemici e chi non la pensa come loro: questo non è ridere. ridereSe potessero ridere per davvero, saprebbero gustarsi di più la vita e di conseguenza rispettarla di più.
Si è fatto questo esempio, ma se ne potrebbero fare altri, tipo Renzi, Berlusconi, Salvini che utilizzavano il riso per prendere in giro gli altri e cercare di metterli in ridicolo per sminuire le loro affermazioni. A dirla tutta, sarebbe meglio non guardare ai politici per parlare del vero ridere (anche se, se non ci fosse da piangere per le continue cavolate e figuracce che fanno, ci sarebbe davvero da riderci copra); neppure a certi imprenditori che ridono delle disgrazie altrui (vedere il terremoto in Abruzzo) o certi giornali che fanno ironia sulla morte di tante persone (vedere Charlie Hebbo). E neppure guardare al Joker, perché se si scherza in un certo modo si finisce nella follia.

Nella società attuale spesso non si hanno mezze misure: o si cerca di mettere tutto sul ridicolo oppure si arriva al punto che non si può dire più niente su qualsiasi discorso senza finire in diatribe che non hanno fine (ci si è dimenticati della polemica sul ripieno dei tortellini?). Occorrerebbe essere in grado di riuscire a distinguere quando un modo di ridere è dispregiativo o quando è semplicemente è un modo per fare satira e con una risata fare riflettere su certe tematica, basta vedere quello che ha fatto Zalone.

2 comments to Ridere

  • Oddio. Tra Lino Banfi e compagnia a volte mi viene da pensare che il “politicamente corretto” ci abbia fatto anche qualche favore.
    Ma, poiché mi rendo conto che non tutti la devono pensare come me, resto per la maggiore libertà possibile.

    • Visti certi film degli ultimi anni, mi sono ritrovato a rivalutare certi film del passato. Fracchia la belva umana non mi è mai piacuto particolarmente, direi anzi che sono per la bocciatura, però la scena di come Banfi risponde al cantante è una piccola chicca, visto che la improvvisò sul momento.
      Il problema col politicamente è che si sta finendo per non poter dire più nulla: se si dice che una donna è bella si è maschilisti, che si vede solo l’apparenza. Se non si dice che è bella, non si riconoscono le sue capacità, tipico dell’uomo che non sa apprezzare e valorizzare la donna. Come la si gira, si sbaglia.

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