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L'Ultimo Potere - Recensione

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“Un libro indubbiamente particolare e ricercato, e come in questi casi non per tutti.
Niente mezze misure.
Un testo coraggioso, un autore che sarà odiato o amato, ma che di certo non lascerà indifferenti.”

Questo è l’incipit della recensione su L’Ultimo Potere scritto da Andrea Zanotti sul sito Scrittori Indipendenti (al seguente link si può leggere l’intero giudizio sul romanzo). Parole con cui mi trovo d’accordo, come il resto della recensione. Le scelte che ho fatto nello scrivere questa storia non hanno mezze misure e sono consapevole della strada intrapresa, perché non voglio essere un autore commerciale, che segue la massa e vi si adatta: sono un autore che scrive storie che abbiano qualcosa da raccontare, da trasmettere. Prendendo in prestito (e adattandola al mio contesto) una frase dal film Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan, L’Ultimo Potere è il libro che i lettori meritano, ma non quello di cui hanno bisogno adesso.
Quanto scrivo non è facile, né accomodante, né politicamente corretto (una frase del Vangelo rende bene lo spirito che ho voluto trasmettere al testo: “Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada. Sono infatti venuto a separare il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera: e i nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa.” Matteo 10,34-36) , ma non mi interessa, perché m’interessa scrivere di realtà benché usi degli elementi fantastici per farlo. Anche se vado controcorrente rispetto a quanto dicono tanti autori, case editrici, addetti al settore, percorro la strada che deve essere il lettore a cercare di raggiungere il livello dello scrittore, non lo scrittore che si deve adeguare al livello del lettore; perché se non si fa in questo modo, se ci si deve adeguare alla massa (specie alla massa italiana) si finisce con lo scivolare sempre più in basso e a dare sempre meno, riducendo le storie a cose insignificanti e banali. Di questo, purtroppo, ce n’è già in abbondanza e non ce n’è bisogno.

Alcune piccole note a margine. Le fonti d’ispirazione, come già scritto altrove, sono state diverse: ho riportato quelle che sono state le fondamenta dell’opera, ma non sono state le uniche. Prendendo spunto da quanto scritto da Andrea, come altri mi hanno fatto notare, ci sono somiglianze con la Torre Nera di Stephen King (specie nella questione Ka), anche se non è una cosa che ho voluto; evidentemente, inconsciamente ne sono stato influenzato e la cosa è stata trasmessa al testo (e dal mio punto di vista, non è un male, data la bontà del ciclo dedicato a Roland). Mentre invece è voluta una scena di combattimento che s’ispira a Ken il Guerriero e in particolare a Shu della Sacra Scuola di Nanto, maestro dello Stile dell’Airone Bianco e protetto dalla Stella della Benevolenza (ma non dirò qual è questa scena per non spoilerare: starà ai lettori scoprire qual è 😉 ).

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