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Leggi e regole e loro (ingiusta) applicazione: multe e carburanti

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Le regole, le leggi sono fatte per essere rispettate, una tutela volta a protezione della comunità e dell’individuo, usando la pena come deterrente per mantenere l’ordine.
Così dovrebbe essere, ma viviamo nell’Era dell’Economia e tutto è volto al profitto, l’unica cosa cui dare importanza.
Lo si vede nel mondo del lavoro, dove i diritti e la dignità delle persone sono calpestate senza ritegno.
Lo si vede nell’editoria, dove l’arte e la buona letteratura sono sacrificate per il consumismo.
Lo si vede nei rapporti umani, dove spesso i sentimenti sono sacrificati per un migliore tornaconto economico, per avere una posizione migliore nella società.
Lo si vede nella giustizia, dove chi ha i soldi può piegare la legge al suo volere.
Tutto quanto detto e che si vive ogni giorno è un’ingiustizia. Questo sistema è sbagliato e occorre denunciare la realtà che impone a ogni individuo, perché gli peggiora la vita, causando anche perdite.
Molti pensano che quanto accade intorno non li riguardi.
Il governo taglia i fondi alle regioni? La cosa non li tocca, è un problema di chi le amministra, non della popolazione.
Mentalità sbagliata, perché è sempre la popolazione che ci rimette. Per mantenere servizi, infrastutture occorrono soldi e se non vengono elargiti dallo stato, da qualche parte devono essere pur presi, se non si vuole far fronte alle proteste dei cittadini.
Alcuni forse non sapranno che tra le voci di bilancio di comuni e città ci sono le multe stradali. Sì, fanno parte delle previsioni di bilancio, sono un’entrata calcolata: e come ogni entrata, alla fine del bilancio, quanto preventivato dev’essere mantenuto. Questo perché la legge dice che i bilanci devono essere trasparenti e così i preventivi di spese ed entrate. E’ una realtà.
Come è una realtà che le multe sono l’elemento principale di guadagno dei bilanci, sono il modo per sistemare i conti delle cittadine italiane.
Una tassa ombra, asserirebbe qualcuno.
Ora, ragioniamo per assurdo.
Poniamo caso che tutti gli automobilisti non trasgrediscano un solo punto del codice stradale, nessuna infrazione. Tuttavia, i bilanci devono essere rispettati, si deve raggiungere l’obiettivo posto: quindi cosa si fa? Si puniscono ingiustamente le persone, perché si deve far cassa? Sarebbe un furto, un reato.
Prendiamo il caso opposto. Si è raggiunto quanto preposto, quindi si può essere più buoni, chiudere un occhio e lasciar correre su qualche infrazione, passando per “buoni” e acquisendo la benevolenza dei cittadini? Altra cosa sbagliata: chi sbaglia deve pagare, altrimenti passa il messaggio che si può fare quello che si vuole, tanto si rimane impuniti e a quel punto si rischia di degenerare verso il caos.
Si tenga ora conto che le amministrazioni locali disattendono la lettera dell’articolo 208 del Codice della strada che prevede che tali proventi siano reinvestiti in sicurezza e prevenzione. Invece almeno la metà dei comuni s’intasca i soldi. E la devoluzione del 50% dei proventi agli enti proprietari di strade è priva di decreto attuativo.
Visto che siamo in argomento automobilistico, parliamo di carburante. Tutti sanno i continui rincari su benzina e diesel. Quello che pochi sanno è che la quantità esatta del carburante erogato dalle pompe è regolata da direttiva europea del 2009 che fissa l’oscillazione massima dell’imprecisione dell’erogato del +/- 5 per mille. Il Ministero dello Sviluppo Economico però sta studiando una modifica alla legge che porterebbe tale scostamento al 7.5 per mille. Non basta: il decreto Milleproroghe varato di recente concede ai presidenti delle regioni d’innalzare fino a un massimo di 5 centisimi per litro le addizionali sui carburanti destinati agli enti locali per far fronte a eventuali calamità naturali e relativi stati d’emergenza. E i cittadini colpiti da catastrofi, oltre al danno subito, si troverebbero a pagare ulteriormente, invece d’essere aiutati con limitazioni alle spese.
Come dicevo nel post precedente, dalla conoscenza potere.
Potere d’opporsi all’ingiustizia.

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