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La qualità dei prodotti e il mondo dell'economia

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Sulla strada «Come, Sal, ti rendi conto che gli scaffali che fabbricano oggigiorno si spaccano sotto il peso dei soprammobili dopo sei mesi o comunque se ne vanno in pezzi? La stessa cosa con le case, la stessa cosa con i vestiti. Questi bastardi hanno inventato materiali plastici con i quali potrebbero costruire case di durata eterna. E i copertoni. Gli americani si uccidono a milioni ogni anno a causa delle gomme difettose che sulla strada si surriscaldano e scoppiano. Potrebbero produrre gomme che non scoppiano mai. Lo stesso col dentifricio. C’è una certa resina che hanno inventato e non vogliono farla vedere a nessuno, che se la mastichi da bambino non ti viene più carie per tutto il resto dei tuoi giorni in terra. Idem con i vestiti. Sono in grado di fabbricare stoffe che durano in eterno. Preferiscono fare merci a poco prezzo così tutti continueranno a lavorare e a metterci la firma sotto l’orologio marcatempo e a organizzarsi in sindacati malinconici e ad affaticarsi qua e là mentre la gran camorra che continua a Washington e a Mosca.» (1)

Sono le parole pronunciate da Dean Moriarty, uno dei personaggi di Sulla strada scritto da Jack Kerouac. Un personaggio sopra le righe, spesso un po’ fuori, ma nel discorso che fa al suo amico Sal, il protagonista, c’è della verità e riguarda le scelte dell’economia per permettere che il consumismo e i mercati continuino a essere. Studi hanno evidenziato che già dopo la Grande Depressione era stato deciso che i prodotti dovessero essere realizzati con materiale più scadente per far sì che questi avessero un tempo di vita limitato e così le persone ne acquistassero dei nuovi, permettendo in tal modo al mercato di avere un continuo scorrere di vendite. Un ricircolo che sarebbe avvenuto con l’arrivo delle innovazioni, ma che magari sarebbe stato più lento da quello desiderato da chi tirava le fila dell’economia e voleva ottenere guadagno; in questo modo invece, con prodotti da sostituire, si è spinta la gente a comprare quelli nuovi, cosa che magari invece non avrebbe fatto se i vecchi fossero stati ancora funzionanti, dato che non si vedeva la necessità del cambiamento.
Ora le cose sono un po’ cambiate, molte persone, specie con le tecnologie quali smartphone, iphone, vogliono avere sempre l’ultimo prodotto, anche se quello che possiedono è ancora in buono stato. Ma rimane il fatto che non vengono scelti i materiali migliori per la realizzazione di quello che si usa, bensì materiali di livello inferiore, sia per spendere meno (e così poi avere più guadagno, dato che il prezzo d’acquisto non cambia) sia per permettere che non ci sia ristagnazione del mercato, così che le vendite continuino a creare un utile.

1. Sulla Strada. Jack Kerouac. La Biblioteca di Repubblica, 2002. pag. 171

2 comments to La qualità dei prodotti e il mondo dell’economia

  • Non so se le cose vanno proprio così ma posso dire che il mio attuale frigorifero, e anche quello prima che è schiattato assai rapidamente, ha un portello che sotto il peso di qualche bottiglia talvolta perde contatto dalla guarnizione e si apre rimanendo socchiuso! Insomma una fragilità e debolezza incredibile. Pensando al vecchio frigo di famiglia che era durato cinquemila anni e pesava come un maledetto, sicuramente è un passo indietro. Certo che se compri i frigo a due ante che costano il triplo, va tutto bene.

    • Non ho più l’articolo dove l’ho letto, ma su alcune stampanti è immesso un timer vita, oltre il quale l’oggetto smette di funzionare e occorre cambiarlo. A meno che non si conosca il modo per resettare questo timer e farlo riprendere a funzionare.

      Per esperienza, avevo un lettore mp3 della Sony pagato parecchio e ha smesso di funzionare dopo pochi anni, fatto che può essere imputabile all’uso che ha avuto (parecchio vissuto). Stesso mp3, stessa marca, ha smesso di funzionare dopo lo stesso periodo di tempo, ma venendo usato pochissimo e con molto più riguardo.
      Conoscendo come vengono realizzati gli apparecchi elettronici, per abbassare i prezzi si cerca d’acquistare componenti non di prima scelta, a cui va ad aggiungersi il fatto che il cambio di leghe per le saldature (non più con il piombo, secondo la normativa Rohs, ma) ha peggiorato la qualità e la tenuta di queste (occorre un temperatura più alta per fondere la lega e spesso i macchinari erano gli stessi usati in precedenza con quella al piombo).
      Non sempre il pagare molto è sinonimo di attenzione e qualità: mi viene in mente il caso Moncler mostrato da Report.

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