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La Conquista dello Scettro - Libro Primo delle Cronache di Thomas Covenant l'Incredulo

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Thomas Covenant è divenuto una persona di successo grazie alla pubblicazione di un libro e dinanzi a sé gli si prospetta una brillante carriera. È felicemente sposato con Joan e insieme hanno un figlio. La sua è una vita felice, dove tutto sembra filare liscio, ma come tutte le cose, ha una fine. Una fine che si presenta con un segnale all’apparenza insignificante, ma che stravolgerà la sua esistenza: le sue dita nello scrivere appaiono incerte, gli fanno commettere errori; polsi e caviglie cominciano a dolergli, sente un gelo in esse. E alla radice del mignolo compare una macchia rossastra. Con la moglie e il figlio lontani perché si possa concentrare sul suo secondo romanzo da scrivere, Thomas Covenant ignora i segnali; quando Joan ritorna, accorgendosi del suo stato di salute, lo fa ricoverare in ospedale. Lì due dita della mano gli sono amputate perché andate in cancrena, ma ancora più dura è la diagnosi della malattia che ci sta dietro: la lebbra.
Thomas Covenant è un lebbroso. Sembra incredibile che una malattia del genere esista ancora in un mondo evoluto come il nostro, eppure è così. E nonostante si dica che la razza umana si sia evoluta e civilizzata, i pregiudizi e gli atteggiamenti delle persone versi i lebbrosi non sono cambiati. Thomas Covenant viene abbandonato dalla moglie (che gli porta lontano anche il figlio perché non lo contagi), viene isolato dalla comunità che lo considera una vergogna, qualcuno da evitare, come se quello che gli è successo sia colpa sua. Le persone gli fanno vivere la sua già difficile condizione come una colpa, come se la sua malattia sia la conseguenza dei suoi peccati. Covenant viene sempre più isolato, spinto sempre più ai margini della comunità, desiderando che sparisca. Senza quasi più contatti umani, Thomas è costretto per sopravvivere a imporsi una ferrea disciplina, costretto a continui controlli sul suo fisico (EVE) per verificare che non ci siano tagli e graffi che portino a infezioni, cosa di cui altrimenti non si accorgerebbe, dato che la lebbra distrugge i nervi, rendendolo insensibile e impotente.
Una vita distrutta, senza speranza, fino a quando non avviene l’incontro con un vecchio mendicante, con il quale ha una strana conversazione; poco dopo un’auto della polizia lo investe. Al suo riprendere i sensi Thomas Covenant si ritrova in una caverna, alla presenza di Droll Scavaroccia e del Sire Immondo, convocato dal potere dello Scettro nella Landa. Catapultato in un’altra dimensione, si ritrova con il compito di portare un messaggio al Consiglio dei Signori: quello di fermare Droll e riconquistare lo Scettro per ritardare la fine del mondo.

La Conquista dello Scettro - Stephen R. DonaldsonQuesto è quanto succede nei primi capitoli di La Conquista dello Scettro, Libro Primo delle Cronache di Thomas Covenant l’Incredulo, scritto da Stephen R. Donaldson. Il romanzo appare come la solita lotta tra il bene e il male, con un gruppo di persone che parte in una cerca per riprendere un potente artefatto e salvare il mondo, un po’ come succede con Il Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien (la compagnia dell’Anello che parte per Mordor per distruggere l’Anello e impedire così che la Terra di Mezzo cada sotto i colpi di Sauron): anche qui c’è un signore oscuro che vuole portare rovina, c’è un anello dal grande potere, c’è un consiglio per decidere cosa fare, c’è l’impresa eroica. Ma nonostante le somiglianze, La Conquista dello Scettro è qualcosa di diverso. L’anello che porta Thomas Covenant (la fede nuziale) possiede il potere dell’Oro Bianco, ma è una magia primordiale che nessuno sa usare, a differenza di quanto visto con l’anello di Sauron dove ben si conoscevano gli effetti. Thomas Covenant viene visto come la reincarnazione di Berek Mezzamano (fondatore della dinastia dei Signori) per via della sua menomazione alla mano e pertanto un grande eroe, un salvatore, ma lui rinnega questo ruolo, anzi, rinnega che la Landa e i suoi abitanti siano reali, li considera un sogno.
È su questo che gioca Donaldson: lasciare il lettore con il dubbio se la Landa sia effettivamente un mondo reale oppure una proiezione inconscia di Covenant mentre è privo di sensi dopo l’incidente. Quindi il Signore Immondo che contamina e rovina la Landa può essere la lebbra che distrugge il corpo di Covenant; l’anello di Oro Bianco il simbolo di un legame matrimoniale che Thomas non riesce più a comprendere; la violenza fatta alla giovane Lena è lo sfogo che non è riuscito ad avere e di quello che avrebbe voluto fare alla moglie Joan per averlo abbandonato e lasciato solo nel momento di maggior bisogno; i Ranyhyn, i grandi, liberi cavalli delle Pianure di Ra, sono il regalo di riconciliazione che manda a Lena/Joan per espiare la propria colpa.
La Conquista dello Scettro può avere una doppia chiave di lettura, come avviene con Il Labirinto del Fauno: la storia è davvero reale oppure è tutto frutto della mente del protagonista? Se lo si vede sotto questo punto di vista, il romanzo assume uno spessore diverso rispetto all’uomo che dalla Terra si ritrova catapultato in un mondo medioevale/fantastico con il compito di salvatore. La Conquista dello Scettro, scritto nel 1978, è un fantasy cupo, per adulti, con un protagonista che non solo non è un eroe, ma neppure un antieroe, quanto piuttosto un individuo che non crede in quello che vede, che non crede neppure in se stesso e cerca di trovare risposta all’incubo che è divenuta la sua vita. È difficile provare simpatia ed empatia per Thomas Covenant: all’inizio la sua condizione, le sue vicende fanno riflettere, danno adito all’introspezione e alla comprensione, ma la violenza commessa sulla giovane Lena lo allontana dal lettore. Covenant, che nella Landa ritrova la sensibilità ai nervi, viene travolto dalle sensazioni perdute, dalla tensione cui è sottoposto e perde il controllo; questo però non giustifica affatto quanto commesso e lo stesso Covenant non si perdonerà mai per il proprio gesto (è arduo parteggiare per personaggi del genere, a qualunque autore e mondo appartengono, anche se c’è chi in rete critica l’opera di Donaldson per questa scena, mentre apprezza se tale gesto viene narrato da altri scrittori, a esempio George R.R. Martin, dove simili violenze sono molto più presenti).
Un fantasy cupo come già detto, ma la Landa, il Signore Mhoram, il gigante Salcuore Seguischiuma, Bannor e tutte le altre Guardie del Sangue, il Giuramento di Pace, la Magia del Legno e delle Rocce, sono qualcosa di epico: Donaldson sa creare con la Landa un mondo affascinante, anche se non complesso come quello Malazan (in un’intervista, Steven Erikson ha dichiarato che è stato ispirato dalle opere di Donaldson: R: Do you have any favourite authors? Other than Gardner? S: Well, Glen Cook definitely… He was a huge inspiration for me. Stephen Donaldson was probably the biggest because I came to it in my late teens, early twenties… the Chronicles of Thomas Covenant, and suddenly it was as if, with that series, fantasy had grown up. It was no longer straddling YA sort of approach to the genre. With Donaldson, it really grew up. So those two definitely were huge inspirations for me). Una serie, quella delle Cronache di Thomas Covenant l’Incredulo, adatta a chi ricerca una lettura matura e introspettiva e che in Italia è stata sottovalutata e poco conosciuta (come già successo ad altri autori come Guy Gavriel Kay).

6 comments to La Conquista dello Scettro – Libro Primo delle Cronache di Thomas Covenant l’Incredulo

  • Le Cronache di Thomas Covenant l’Incredulo sono una grandissima saga.
    E Thomas Covenant è il protagonista più improbabile che abbia mai letto.

    • Ora dovrei rileggere il secondo volume, che da quel che ricordo è quello più “epico”. Covenant come protagonista non mi ha preso (mi ha fatto strano trovare nei nostri tempi un lebbroso nel mondo occidentale), ma la storia, La Landa e i suoi abitanti sono qualcosa di bello.

      • E’ difficile farsi prendere da Thomas Covenant.
        Molti scrittori che si vantano di aver ideato degli antieroi (per usare un termine abusato, anche se Thomas non è un vero e proprio antieroe) dovrebbero prima leggersi Donaldson

        • Covenant è un personaggio particolare, perché non è né eroe né antieroe: non si riconosce come parte della storia, che crede tutta un’invenzione della mente. Per quel che ho letto io (la prima trilogia) le opere di Donaldson sono qualcosa di abbastanza sottile.

          • Proprio perché non crede a ciò che sta vivendo, diventa un personaggio singolare.
            Mi ricordo che mentre leggevo le sue vicende mi veniva quasi la voglia di potergli dire: “dai, non tirarti indietro!”. Era quasi odioso, nel suo essere riluttante su tutto.

          • Con la rilettura fatta poco tempo fa, ho potuto cogliere più sfumature di quando ero bambino e ho potuto comprendere meglio certi atteggiamenti e azioni (tranne una) di Covenant; certo è che quando ero piccolo un personaggio come lui è stato ostico da capire.

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