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Il tempo passa, ma ci sono pensieri che si ripetono. E’ interessante osservare come ci sono cose che non cambiano, come ciò che c’era quarant’anni fa si ripete oggi in Italia.
Mi ripeto queste cose ma poi mi arrendo: Goldrake mi piace semplicemente perché i buoni prevalgono sui cattivi. L’ho fatto confessare anche ad altri habitués delle ore 19, bambini di 15 anni o di quaranta: riconoscono che Goldrake, Venusta, Alcor, il dottor Procton sono simpatici e per di più belli mentre re Vega, Gandal e gli altri extraterrestri sono crudeli, orribili e odiosi. Non c’è bisogno di scomodare Freud: il successo di Goldrake è un successo da arrivano i nostri.
Nella realtà i «nostri», dunque, non arrivano mai perché sono troppi i «loro». E allora ecco qua Goldrake, una specie di «nostro» collettivo che disintegra un cattivo collettivo. E’ una ventata di puro manicheismo, cioè tutto il bene da una parte e tutto il male dall’altra.
Anni fa i cinematografari si accorsero che questo meccanismo era troppo ingenuo: gli eroi troppo eroi, i vigliacchi troppo vigliacchi aveva stufato, la gente non ci credeva più. E così arrivarono i film con i personaggi più problematici, buoni con un briciolo di crudeltà o perversi con sprazzi di umanità.
Sono durati poco: oggi la gente non va più per il sottile nel giudicare torti e ragioni, la rabbia è un coltello che taglia netto. E così Goldrake, spazzando via le sfumature psicologiche, ripropone – scolpiti con l’accetta – i buoni e i perversi di una volta.
Gli italiani di oggi, dicevo, sono in guerra con tutto i con tutti anche con se stessi, magari perché si. sono lasciati turlupinare con i Buoni del Tesoro o anche perché si accorgono, in brevi lampi di sincerità, di essere contraddittori, cioè di predicare bene e razzolare male. Con ossequi ciao di Luca GoldoniPer, fare un esempio io ho scritto che il modo migliore di mostrare la propria gratitudine a qualcuno per Natale era dl inviargli una busta con dentro una ricevuta e un biglietto: «Ho versato a suo nome questa somma all’UNICEF». Poi ho dovuto scrivere un articolo su un altro argomento, mi sono dimenticato della mia nobile proposta e ho fatto inutilissimi regali.
Forse guardo Goldrake perché infantilmente parteggio per quei «nostri» che sono anche dentro di me.

Questo scriveva Luca Goldoni nel libro Con ossequi ciao (i brani sono presenti nella copertina), pubblicato nel 1979 da Rizzoli, ma è ancora attuale: gli italiani vogliono le cose semplici, ben definite, vogliono che qualcuno li salvi e risolva tutti i loro problemi. In tutti questi anni non hanno ancora capito che bisogna darsi da fare in prima persona, giudicare e condannare i sistemi sbagliati e non invece continuare a perpetrarli. Ma come già detto nel brano riportato, gli italiani sono un popolo contraddittorio, che non sa prendere in mano la propria vita e opporsi con determinazione a tutte quelle figure che perpetrano ingiustizia e svilimento, permettendo che sempre si ripetano i soliti sporchi copioni.

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