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Il Viaggio, la Crescita e la Creazione

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In questi giorni ho concluso la quarta opera. Certo, il lavoro non è concluso: devono entrare in gioco le fasi di rilettura e revisione, ma non c’è fretta, per ora ha bisogno di riposarsi, come dopo una lunga partita. Un attimo di tregua prima di tornare a lavorare e andare a toccare i settori dove può e deve essere migliorata.
Il riposo non significa certo inattività. C’è la quinta in cantiere, che richiede una condizione particolare per essere scritta. Riletture, revisioni di altri lavori. Recensioni, articoli d’approfondimento. Sì, sul fronte scrittura non si rimane fermi, perché è un arte sempre in affinamento.
Ma si è in una fase di calma, una fase d’osservazione e interventi mirati, non si è più mossi dall’impulso di creare, una forza che scorre come un fiume che corre per raggiungere il mare. Ora è un periodo che assomiglia più al placido scorrere di un torrente montano, la cui acqua scende tra lente curve all’ombra di boschi, lambendo radici.
Due modi di lavorare differenti, certo, ma in entrambi c’è bellezza: una è focosa, l’altra è tranquilla. Una è selvaggia, l’altra più riflessiva. Ma entrambe sono Bellezza.
Mentre aspetto, osservo e rifletto.
Noto che tutte le opere realizzate sono state concluse praticamente nello stesso periodo di tempo, siano racconti o romanzi. Coincidenze? Non credo, anche se non so spiegare come questo avvenga: forse sarà l’andare verso la primavera, il simbolo del risveglio della vita, l’impulso più forte dell’esistenza, perché l’energia più grande è sempre quella che fa iniziare le cose. Forse un giorno arriverà una risposta più precisa, ma intanto è un fatto che noto accadere con regolarità.
Non è l’opera più lunga (non arriva certo a eguagliare la prima), ma è corposa; è diversa dalle altre tre, ma ha di ciascuna qualche elemento. Un’opera nata da un’idea che fin da subito sapeva come cominciare e come finire, ma che solo durante il viaggio ha mostrato il cammino che si stava percorrendo.
Sì, narrare una storia è un viaggio sia per chi scrive sia per chi legge. Un pezzo di strada che si fa insieme con i personaggi e la storia, un incontro come avviene con le persone. Certo, in apparenza le cose sono diverse, ma fino a un certo punto, perché tutto è una scoperta.
E quando si giunge alla fine del percorso ci si trova arricchiti, diversi da quando si è cominciato: si avverte un senso di soddisfazione, ma anche un poco di malinconia, perché dispiace sempre quando qualcosa di positivo finisce. E’ questo che s’avverte quando un amico s’allontana, dovendo seguire una strada diversa dalla nostra, è questo che s’avverte quando si giunge alla fine di una storia e i personaggi hanno dato tutto quello che avevano da dare: ci si sente un pò svuotati perché in ogni cosa è inevitabile che si metta una parte di sé, è come se un frammento del proprio io s’allontani e vada per una strada diversa.
Esperienza diversa, certamente, ma è come crescere un figlio: questa è la creazione di una storia. La si accudisce, la si alimenta in una continua fioritura, maturazione.
Processo mostrato magnificamente da Michael Ende nella semplicità del personaggio Donna Aiuola della Storia Infinita.
Donna Aiula incarna la Crescita, un elemento presente in qualsiasi individuo, ancora di più in un bambino che deve diventare uomo. Una tappa fondamentale quella cui Bastiano giunge arrivando alla Casa Che Muta: perché questa casa non ha solo la particolarità di cambiare forma e non essere mai la stessa (metafora della vita che è sempre un divenire), ma perché cambia anche chi vi abita, lo trasforma, come un un germoglio che diventa un fiore. E Donna Aiuola, creatura fatta di frutti che le crescono addosso e che sono donati spontaneamente e generosamente, è il nutrimento per questa crescita, come lo è il latte che la madre dà al neonato. C’è una grande felicità, soddisfazione e senso di completezza nell’accudire una vita: è nella natura dell’uomo l’impulso al crescere e al voler far crescere.
Ma l’esistenza è fatta di cicli e come ogni cosa che ha un inizio, ha anche una fine: quando un compito, un ruolo che si ha avuto, termina, si sentono le energie diminuire, ci si sente spenti, appassiti, come succede a Donna Aiuola quando ha fatto tutto quello che serviva per Bastiano e lui è pronto ad andare da solo per la sua strada, pronto a stare in piedi con le sue gambe, senza più alcun supporto. Come succede a un genitore con il figlio cresciuto e divenuto uomo indipendente. Un periodo di malinconia naturale, un periodo di pausa, di riposo prima di ricominciare una nuova vita perché tutto è trasformazione. Avviene così con la natura, con l’inverno il periodo di tregua prima che la vita torni a sbocciare e ricominciare a crescere e dare frutti; così è mostrato nei miti e nelle leggende che parlano della creazione del mondo, dove la divinità alla fine del processo ha bisogno di riposo, fermandosi a rimirare quanto ha fatto.
Tutti esempi, simbologie per mostrare e far comprendere cos’è il processo creativo.
E quanti modi esistono per viaggiare.

2 comments to Il Viaggio, la Crescita e la Creazione

  • Sono molto felice per te…ma soprattutto sono curiosa…non ci dici niente sull’opera??
    Io sono ferma: matrimonio, viaggio, lavoro, casa e ora una richiesta per una sceneggiatura (ma saremo capaci??) stanno prosciugando tempo ed energie. Ma non la voglia di scrivere per fortuna!

    • Grazie 🙂 Su quest’opera ho scritto un post utilizzando un brano estrapolato da un capitolo e si conosce già il titolo. Altro non rivelo, come non ho detto nulla della terza, perché prima d’essere mostrate verranno sottoposte a valutazione editoriale. Non c’è fretta, il mercato ha già dimostrato il suo stato, occorre un momento diverso. E poi di materiale da mostrare ce n’è a sufficienza del primo romanzo, senza rivelare troppo della trama ;).
      Con tutto quello che hai in cantiere è normale avere meno spazi, l’importante è che la voglia ci sia sempre, anche di cimentarsi in esperienze nuove come una sceneggiatura 🙂

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