Il falco

L’inizio della Caduta

 

Jonathan Livingston e il Vangelo

Jonathan Livingston e il Vangelo

L’Ultimo Demone

L'Ultimo Demone

L’Ultimo Potere

L'Ultimo Potere

Strade Nascoste – Racconti

Strade Nascoste - Racconti

Strade Nascoste

Strade Nascoste

Inferno e Paradiso (racconto)

Lontano dalla Terra (racconto)

365 storie d’amore

365 storie d'amore

L’Ultimo Baluardo (racconto)

365 Racconti di Natale

365 racconti di Natale

Il magazzino dei mondi 2

Il magazzino dei mondi 2

365 racconti d’estate

Il magazzino dei mondi 2
Luglio: 2020
L M M G V S D
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728293031  

Archivio

Strade Nascoste (romanzo)

Strade Nascoste ACQUISTA! E 1.99

L’Ultimo Potere (romanzo)

L'Ultimo Potere ACQUISTA! E 1.99

Il viaggio di ritorno, la storia di Trix il tricorno

No Gravatar

La strada del ritorno, la storia di Trix il tricorno è il primo racconto che ho scritto per il sito Piccoli grandi sognatori.

C’era una volta Trix, un tricorno che viveva in una verde vallata. L’acqua dei ruscelli era chiara, gli alberi pieni di frutti e tutti gli animali della foresta gli volevano bene. Ma lui si sentiva fuori posto, dato che era l’unico ad avere tre corni sulla fronte. Per quanto gli altri animali della foresta cercassero di coinvolgerlo nei loro giochi, il tricorno si sentiva sempre un pesce fuor d’acqua. Spesso lo si vedeva in cima a una collina a sospirare, standosene seduto con le orecchie mogie, gli occhi che guardavano lontano, verso quella casa che non era dove si trovava.
“Eppure dovrei essere felice” pensava mentre fissava l’orizzonte. “Ho degli amici, una bella caverna dove dormire, l’erba e i frutti della vallata sono buoni. Perché allora mi sento così?”
Più ci pensava e più si faceva triste.
“Ah, se solo ricordassi da dove vengo” si disperava. Ma per quanto ci provasse, non gli veniva in mente nulla: quando era giunto nella foresta, era troppo piccolo per ricordare da dove proveniva. E gli animali che l’avevano trovato non avevano visto da dove era arrivato.
Camminava per ore da solo e quando tornava alla caverna, si sdraiava a fissare per ore la sciarpa nera che teneva con cura su un sasso, l’unico ricordo che aveva di quella che era stata la sua casa.
«Ah, se solo potessi parlare» sospirò un giorno mentre guardava la sciarpa. «Magari potresti essermi di aiuto.»
«Certo che potrei» disse la sciarpa.
Il tricorno si tirò sulle zampe di scatto. «Tu parli.»
«Certo.»
«Perché non l’hai fatto prima?» sbottò il tricorno.
«Te ne stavi sempre a pensare e non volevo disturbarti» rispose con calma la sciarpa.
«Quindi tu sai da dove vengo?» chiese ansioso il tricorno.
«Certo.»
Il tricorno prese a saltare dalla gioia. «Allora tornerò a casa!»
«Uhm» fece la sciarpa. «Non così in fretta.»
«Perché?» chiese allarmato il tricorno.
«Dunque… so qual è casa tua ma…»
«Ma…» lo incalzò il tricorno.
«Ma non so quale strada hai preso per arrivare fin qui» concluse la sciarpa.
«Com’è possibile?»
«Vedi, il mago che mi ha incantato era un po’ distratto e si è dimenticato di darmi la vista. Quindi non so qual è la strada che ti ha portato qua.»
Il tricorno si mise sconsolato seduto con un tonfo e rimase in silenzio.
«Come ci abbattiamo facilmente!» esclamò la sciarpa. «Basterò chiedere in giro del Castello delle Tre Torri e qualcuno ci indicherà la via per raggiungerlo.»
Ritrovate le speranze, il tricorno si avvolse la sciarpa attorno al collo e, dopo aver salutato gli amici, partì, seguendo le parole del vecchio orso Boby, il più saggio degli animali della foresta e quello che aveva viaggiato di più: per lui, il Castello delle Tre Torri doveva trovarsi oltre le montagne della regione.
Il tricorno attraversò la pianura, superò laghi e fiumi, finché raggiunse le montagne indicate dal vecchio orso. Salì sentieri stretti e pieni di rocce e presto incontrò la neve, ma non patì il freddo, perché la sciarpa con la sua magia lo teneva al caldo. Fu un viaggio faticoso, ma riuscì a superare le montagne.
Quando però fu oltre di esse, il castello non si vedeva da nessuna parte.
«E adesso dove devo andare per trovarlo?» Il tricorno stava per mettersi a piangere quando sentì uno strano suono, che piano piano si fece più vicino. Alzò il muso e scorse una strana macchia blu che scendeva dalla cima delle montagne. Quando fu più vicina, vide che non era una macchia, ma tante grosse api blu che volavano insieme.
Le api presero a ronzare con forza quando furono sopra la sua testa. Il tricorno indietreggiò spaventato.
«Non aver paura» disse la sciarpa. «Non vogliono farti del male.»
«Riesci a capirle?» chiese il tricorno.
«Il mago che mi ha incantato mi ha dato la capacità di tradurre molte lingue» spiegò la sciarpa. «Le api dicono che non troverai il castello perché lo cerchi nel posto sbagliato: non è sulla terra ma sulle nuvole.»
«E come faccio ad arrivare lassù?»
«Le api dicono che ti porteranno loro: è un servizio che fanno spesso.» La sciarpa rimase in silenzio ad ascoltarle. «Dicono che lo faranno volentieri, perché così renderanno felici i tuoi genitori: ti stanno cercando da tanto tempo, da quando da piccolo un tornado ti ha portato via da casa.»
Le api si strinsero attorno al tricorno e lo sollevarono, volando sempre più in alto. Il tricorno guardava trepidante la nuvola verso la quale si stava avvicinando. Quando le api lo posarono sul soffice suolo bianco, le ringraziò; poi posò lo sguardo sul castello che vedeva in lontananza e luccicava alla luce del sole.
L’aveva ormai raggiunto quando il portone si aprì e una tricorna gli venne incontro.
«Mamma! Papà! Venite!» gridò la tricorna. «Trix è tornato!»
Il tricorno sentì il cuore riempirsi di felicità: era finalmente a casa.

Alla seguente pagina è possibile vedere anche il video che è stato fatto per il racconto.

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>