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Il Parlamento è una cosa seria

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Il Parlamento è una cosa seria: è il luogo dove si discutono e decidono le leggi da dare alla popolazione italiana per rendere la sua vita migliore.
O almeno così dovrebbe essere. Dovrebbe perché, il più delle volte, le leggi che vengono fatte non fanno altro che complicare la vita delle persone, rendono tutto più burocratico e difficile. Si dice che lo si fa per avere maggiore sicurezza, per dare maggiori tutele, per avere più controlli, come successo con la fatturazione elettronica, dove chi gestisce un’attività ha dovuto spendere centinaia di euro per mettersi a norma. Ma tutto questo serve a combattere l’evasione fiscale, uno dei cancri della società italiana? O è stato solo un modo per far spendere soldi? Se ci si pensa, s’immettono tante leggi che fanno spendere non poco denaro a chi gestisce attività: controlli su impianti elettrici, sulle condizioni sanitarie, sui sistemi antincendio, causano ingenti esborsi.
E questo è solo uno dei tanti esempi di leggi che il Parlamento ha creato e sono andate a complicare e angustiare le persone comuni, oltre che umiliarle con ergole che tutelavano i ricchi e chi aveva certe posizioni di potere. Già questo fa vedere come il Parlamento abbia perso molto del suo senso d’essere al servizio della popolazione.
Purtroppo non ci si ferma qui: la figura del Parlamento ha perso inoltre negli ultimi anni ancora più dignità, divenendo una farsa. O peggio.
Non è normale che in un organo costituzionale titolare del potere legislativo si assistano a scene becere dove ci sono striscioni, urla, risse; scene che neppure nei peggiori teatri si dovrebbero vedere. E che invece avvengono sempre più spesso.
Quando cade un governo non è mai una cosa positiva, significa che c’è una crisi, ergo ci sono parecchie cose che non sono andate bene e che vanno risolte: non c’è nulla di cui stare allegri e festeggiare. E invece, proprio in Parlamento, quando è caduto il governo Prodi, è toccato vedere spumanti stappati e ingozzamenti di mortadella, con scene da tripudio in stile stadio. Scene cui non si dovrebbe mai assistere, ma che purtroppo continuano a ripetersi, in una discesa sempre più umiliante.
Il Parlamento è diventato come un’arena dove la gente urla, va a sfogare le proprio insofferenze, vuole imporre con la forza le proprie idee: non c’è più confronto, disponibilità al dialogo, ma prevaricazione, tentare di zittire l’altro urlando, inveendo.
Basta ricordare la rissa causata dai Grillini per il decreto Imu-Bankitalia.
La rissa sul Fondo salva stati.
La rissa alla Camera dopo il taglio dei parlamentari.
In Parlamento non dovrebbero mai comparire striscioni, pupazzi di Pinocchio usati per attaccare gli avversari.
la "proposta" di matrimonio in ParlamentoPer non dire che il Parlamento non deve essere usato per fini personali, come avvenuto per la “proposta” di matrimonio (dove tutto era però stato deciso da tempo); una proposta che non solo dimostra quanto si è condizionati dai media e dalle varie trasmissioni televisive, dove tutto viene considerato spettacolo, ma mostra anche la deriva della politica, delle figure dei deputati, di come le istituzioni vengono considerate e banalizzate. Il fatto che pochi dei politici si siano indignati, dimostra di quale mentalità ignorante e becera certe persone sono in possesso.
Occorre ritrovare la giusta via, ridare alle istituzioni il loro giusto ruolo, la loro dignità. Il Parlamento deve tornare a essere quello per cui è nato. Non è uno stadio, un’osteria, un concerto (anche l’esibizione di Minghi non è stata una grande idea), uno show o un rave party; non va infangato con comportamenti del genere, che di dignitoso e civile non hanno nulla. Basta con le figure imbarazzanti che fanno il giro del mondo, facendo considerare il paese italiano un paese di buffoni. Bisogna ridare alle istituzioni il loro giusto ruolo, con serietà e professionalità. Perché il Parlamento deve tornare a essere una cosa seria.

2 comments to Il Parlamento è una cosa seria

  • Dal momento che gli uomini politici sono generalmente dei venduti per definizione e fin dall’inizio, sarà difficile che diano dignità al parlamento.

    Si tratta di situazioni storiche… Il senato dell’antica Roma aveva una sua dignità e coscienza del ruolo, poi è diventato una banda di evasori fiscali che badavano alle loro esenzioni e ai loro privilegi anche quando si presentavano gli invasori alle soglie di Roma.

    Una società “è” o “non è” in un momento storico di grazia, in cui possieda la “gravitas” per governarsi con dignità e attenzione all’interesse nazionale. Ci possono essere mille motivi perché questa caratteristica si perda o si acquisisca.
    Ma se “non è” in un momento di grazia, salvo cambiamenti radicali di portata storica non può migliorarsi.

    • Visto che di esempi ce ne sono, si potrebbero e dovrebbero evitare certe situazioni. Se ciò non avviene, significa allora una cosa: non si vuole cambiare. Significa che non importa nulla di regole, istituzioni, ruoli e ma che importa solo di se stessi.

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