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Disobbedienza civile

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Disobbedienza civileDisobbedienza civile è una delle opere più famose di Henry David Thoreau, autore che è stato guida e fonte d’ispirazione per tante persone (per fare un esempio, basti pensare alla vita di Christopher McCandless, il protagonista delle vicende narrate nel libro Into the wild di Jon Karkauer, da cui è stato tratto l’omonimo film diretto da Sean Penn).
Disobbedienza civile, a discapito del nome che porta, non è un inno all’anarchia, ma un modo per spingere le persone ad avere governi e sistemi migliori; governi e sistemi che quando si spingono oltre certi limiti vanno contestati e a cui occorre rifiutarsi di seguirli, perché disobbedire a una legge ingiusta è l’unica scelta possibile quando essa va contro la coscienza e i diritti dell’uomo. Nessun uso della violenza, ma semplicemente rifiutarsi d’obbedire a certe regole, di fare parte del sistema che le ha create. Thoureau in Disobbedienza civile ragiona sulla la scelta dell’individuo che va contro quella della maggioranza, perché non sempre chi la guida fa le scelte migliori. E non sempre la maggioranza ha ragione.

«È così che la massa degli uomini serve lo Stato, non come uomini coraggiosi ma come macchine, con il loro corpo. Sono l’esercito permanente, la milizia volontaria, i secondini, i poliziotti, il posse comitatus ecc. Nella maggioranza dei casi non c’è nessun libero esercizio del giudizio e del senso morale, sono al livello del legno, della terra, delle pietre. Suppongo che se facessimo degli uomini di legno sarebbero altrettanto utili. È un tipo d’uomo che non richiede maggior rispetto che se fosse fatto di paglia o di un impacco di sterco. Ha lo stesso valore dei cani e dei cavalli. E tuttavia, normalmente, quegli uomini sono considerati buoni cittadini. Altri – come la maggioranza dei legislatori, dei politicanti, degli avvocati, dei preti e dei tenutari di cariche – servono lo Stato soprattutto in base a ragionamenti astratti; e poiché fanno assai di rado distinzioni morali, hanno la stessa probabilità di servire Dio che, senza volerlo, di servire il diavolo.»

Con queste parole Thoreau critica aspramente la massa, considerandola addirittura non formata da esseri umani; Thoreau non propone certo che un singolo individuo ribellandosi possa sconfiggere il male o chi fa il male, ma con le sue scelte può evitare di esserne collaboratore. Le sue scelte devono essere quelle di persona che vive la sua vita senza danneggiare gli altri, usando la sua testa per distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, ciò che fa l’interesse solo di chi è al potere da ciò che è veramente valido.
E questo pensiero di disobbedienza civile ci porta ai fatti che stanno accadendo di recente in Iran e in Russia.
In Iran, la popolazione ha preso a manifestare (venendo arrestata e ammazzata dalle forze dell’ordine) in seguito all’uccisione da parte della polizia morale di Mahsa Amini perché non indossava il velo in modo corretto. Manifestazioni, indignazioni e rabbia sono giuste, ma forse sarebbe stato il caso di ribellarsi molto prima a un regime che impone leggi che vanno contro ogni morale, giustizia e buon senso (l’Iran è anche il paese che vuole rendere reato il possedere un cane come animale domestico).
Stessa cosa vale per la Russia, dove migliaia di persone stanno scappando dalla leva e altre stanno manifestando e venendo arrestate contro questa decisione del governo. Ma invece di reagire adesso, sarebbe stato il caso di agire prima che la guerra in Ucraina scoppiasse (anzi, ancora prima), rifiutandosi di far parte di uno spargimento di sangue voluto da persone che anelano ad avere maggiore potere e vivono all’ombra di un passato che non esiste più (Stalin). Per non parlare dei referendum farsa sull’annessione di territori ucraini a quelli russi: persino un bambino capirebbe che il 99% di voti favorevoli all’annessione sono falsi, dato che anche quando c’è una maggioranza schiacciante non si raggiunge una simile percentuale (e poi, che credibilità può avere un referendum dove la gente viene fatta votare puntandole addosso le armi?). Meglio lasciar perdere poi un certo tipo di religione che è tornata indietro di mille anni, ai tempi delle crociate (leggere le dichiarazioni di Kirill).
Ora più che mai sarebbero da prendere in considerazione le parole scritte da Thoureau.

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