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Arrietty - Il mondo segreto sotto il pavimento

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Arrietty – Il mondo segreto sotto il pavimento è un film d’animazione scritto da Hayao Miyazaki che parla di piccole cose. Questo non vuole essere un doppio senso in riferimento alla statura di alcuni dei protagonisti, quanto piuttosto alla semplicità delle azioni mostrate, al dare valore alle piccole cose.
Si tratta di una storia semplice, che racconta la quotidianità di una famiglia di Prendimprestito (una sorta di umani non più grandi di una mano) che vive sotto il pavimento di una casa ai margini del bosco. Un’esistenza abbastanza tranquilla, basata su quello che riescono a prendere in prestito dalle persone che vivono sopra di loro, attenti a non farsi mai scoprire, perché da essa dipende la loro sopravvivenza. Una sopravvivenza non certo facile alle volte, visto che anche un grillo o un topo possono essere una minaccia, dove la segretezza e la prudenza sono le armi migliori per proteggersi.
Armi che però sviluppano la diffidenza, portano a chiudersi, a non aprirsi verso gli altri, la vita, chi è diverso, vivendo nel sospetto. Un modo di vivere che spesso è quello degli adulti e che condiziona quello delle generazioni più giovani, trasmettendogli le loro ansie, le loro paure, facendo indurire il cuore.
Ma non si possono sempre chiudere le porte al proprio animo, perché altrimenti l’esistenza diventa qualcosa di sterile, privo di significato. Non è un caso, come spesso ha fatto Miyazaki nelle sue opere, che tale apertura sia effettuata da giovani e anziani: i primi perché possiedono ancora l’innocenza dei bambini, i secondi perché hanno fatto esperienza dall’esistenza e hanno imparato che certi comportamenti e atteggiamenti non servono a nulla e la vita va presa diversamente, con più leggerezza, senza dimenticare la concretezza. Un’apertura che fa capire che è possibile il dialogo e il confronto con culture e società differenti, anche se ci sarà sempre chi vorrà prevaricare, imporre e soprattutto tentare di possedere, come se gli altri fossero oggetti da sfruttare per avere un guadagno: atteggiamenti che possono solo rovinare ogni cosa.
In questa società, dove conta solo il guadagno e l’accumulo, tutto ciò si verifica molto spesso. Ma è sbagliato pensare che sia l’unico modo possibile di vivere, come dimostra la scena finale del film, che vuol essere molto di più di un ritorno alla natura: è un’esortazione a non continuare ad alimentare il consumismo, ma cercare di vivere più semplicemente, imparando ad ascoltare non solo la natura, ma soprattutto se stessi.

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