È questo il destino della razza umana. Socievolezza. Vuoi che ti dica che cosa ci insegna la sociologia a proposito della razza umana? Te lo dico in poche parole. Mostrami un uomo o una donna soli e io ti mostrerò un santo o una santa. Dammene due e quelli si innamoreranno. Dammene tre e quelli inventeranno quella cosa affascinante che chiamiamo «società”. Quattro ed edificheranno una piramide. Cinque e uno lo metteranno fuori legge. Dammene sei e reinventeranno il pregiudizio. Dammene sette e in sette anni reinventeranno la guerra. L’uomo può essere stato fatto a immagine di Dio, ma la società umana è stata fatta a immagine del Suo opposto. E cerca sempre di ritornare.
L’ombra dello scorpione – Stephen King
E’ questo che fa la società?
Sì.
Non è quel costrutto così bello e utile che si crede. Anzi, osservando meglio è più il danno che l’utile che ha fatto nel corso della storia. La civiltà con la sua natura civilizzatrice ha realizzato distruzioni e scissioni, sia tra i popoli, sia nell’animo delle persone. E’ il virus che crea la malattia portatrice di tanta devastazione.
Basta guardare nel piccolo per accorgersene.
Un’amica un giorno mi disse: “Vorrei sapere chi è quel deficiente che è contento di andare al lavoro.”
Una frase all’apparenza banale, ma che rivela una cosa: la mancanza di gioia, di felicità, solo un andare avanti perché costretti, perché così dice la maggioranza, perché si deve sopravvivere, ma non si vede l’ora che il tempo passi e ce ne si passa andare via dal posto di lavoro, un vivere in un’attesa proiettata verso la fine dei compiti, verso la liberazione da catene che obbligano e restringono.
Attenzione, non è una critica verso il lavoro, il fare le cose; non è un’esaltazione del non fare nulla, perché dall’inattività, dalla noia possono scaturire cose dannose quanto l’essere costantemente sulla corda, essere spinti sempre all’estremo dello sforzo: il ristagnare dell’energia porta fobie, ossessioni, depressioni e altri elementi poco piacevoli.
E’ una critica su come si fa lavorare (basta guardare la storia della formica).
Che cosa siamo diventati? Come siamo arrivati a questo?
Follia.
E Stephen King l’ha capito molto bene e ha voluto farlo comprendere a tutti coloro che hanno voluto leggerlo, per avvisarli, metterli in guardia, dare quel barlume di consapevolezza per fermare la macchina creata dall’uomo prima che balzi nel burrone.






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