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Silent Hill

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silent hillSilent Hill è uno dei pochi, anzi, forse pochissimi, film tratto da videogiochi a essere convincente (si fa riferimento solo a pellicole con attori in carne e ossa, altrimenti, se si prendessero in esame anche quelli di animazione, le cose andrebbero un pochino meglio). Qualcuno potrebbe sottolineare che con il materiale a disposizione non era difficile, dato che la serie di Silent Hill ha un certo spessore e approfondimento psicologico, a differenza di quei film tratti per esempio da picchiaduro (Street Fighter, Mortal Kombat, Dead or Alive, Tekken, che a livello di storia non erano dei capolavori di complessità) o platform (sarebbe meglio dimenticare quel flop che è stato Super Mario Bros; un po’ meglio è andato con Sonic). Con i videogiochi d’avventura le cose potevano andare diversamente, ma qui le fortune e i successi sono stati alterne: se da un lato Prince of Persia ha raggiunto un giudizio positivo (e, personalmente, pure Warcraft – L’inizio), non si può dire lo stesso per quelli legati a Tomb Rider (anche se quello del 2018 è migliore di quelli interpretati da Angelina Jolie).
Si possono poi menzionare i vari Tron, Hitman, Rampage – Furia animale, Double Dragon, Doom (anche se ricorda un po’ il secondo Alien, non era partito male, ma di certo non è finito bene), Assassin’s Creed, che hanno avuto alterne fortune, fino ad arrivare alle pellicole horror, di cui fa appunto parte Silent Hill, che hanno avuto un filone di successo come Resident Evil (essere andato bene al botteghino però non è sempre sinonimo di qualità) e altri film che sono stati tra i peggiori realizzati (Alone in the Dark).
Cos’ha Silent Hill in più rispetto alle storie sopra citate per essere considerato di un altro livello? Si focalizza sulla storia, approfondendo i personaggi, senza cercare di stupire troppo con effetti speciali e adrenaliniche scene d’azione (che in questo contesto ci starebbero a dire ben poco). Soprattutto, si concentra a realizzare al meglio l’ambientazione e l’atmosfera che permea tutta la vicenda. E se su questo punto praticamente tutti sono d’accordo, la critica si divide sulla storia, tra chi l’ha apprezzata e chi contesta che non rimane completamente fedele a quanto visto nei videogiochi. Sinceramente, non conosco approfonditamente la serie videoludica e quindi il mio giudizio è parziale, ma per quello che ho visto il film sta in piedi da solo e si fa apprezzare anche senza conoscere tutto quello che c’è dietro.
Tutto ruota attorno a Sharon, una bambina adottata da Rose e Christopher Da Silva: la piccola, oltre a soffrire di sonnambulismo, ha incubi ricorrenti su una cittadina chiamata Silent Hill. Rose, decisa a risolvere lo stato in cui versa la figlia, parte alla volta di Silent Hill nonostante il parere contrario del marito, che rimane a casa a indagare su di essa, scoprendo che è una cittadina fantasma evitata da tutti. Chirstopher prova a fermarla, ma senza successo.
Rose viene seguita da una poliziotta, Cybil, e durante la fuga ha un incidente. Al risveglio, si ritrova in un ambiente avvolto dalla nebbia, dove piove cenere, e sua figlia è scomparsa. Comincia a cercarla fino a quando il suono di una sirena fa cambiare tutto attorno a lei: tenebra e sangue piovono dal cielo ed è attaccata da creature mostruose, che però svaniscono come sono apparse. Poco dopo incontra una donna vestita malamente che riconosce nel medaglione di Sharon che Rose porta la figlia perduta tempo prima. Rose fugge da lei per incontrare di nuovo Cybil: oltre a scoprire che la strada è interrotta e sono isolate dal mondo, sono attaccate da altre creature orrorifiche.
Mentre le due sono impegnate nella ricerca di Sharon, Cristopher, con l’aiuto di uno sceriffo, giunge a Silent Hill, ma qui non ci sono né nebbia, né cenere che cade dal cielo: è solo una città abbandonata. A questo punto si comincia a capire che, benché il posto sia lo stesso, le vicende si stanno sviluppando su due piani differenti, come se ci fossero due mondi paralleli.
Rose e Cybil, addentrandosi sempre più nella loro Silent Hill e nell’oscuro segreto che la circonda, incontrano i suoi abitanti, che si rifugiano in una chiesa quando suona la sirena, e nuove creature, tra le quali il potente Pyramid Head (a lui si deve una delle scene più riuscite del film). In apparenza le due donne sembrano al sicuro all’interno del luogo sacro, ma scopriranno che in realtà esso non è che un ritrovo di fanatici guidati da Christabella, capaci di tutto per la loro distorta fede, adesso come in passato. Rose scoprirà il segreto che si cela dietro Sharon, un segreto nato dal fanatismo, dall’isteria, dalla caccia a streghe che solo la setta vede (ovvero chiunque non la pensa come essa e non segue le sue regole malate). E, portandolo alla luce, darà il via a una vendetta che ha atteso per anni di essere compiuta.
Benché non completamente fedele al soggetto originale, Silent Hill riesce a mantenere il suo spirito, dove la colpa e il peccato generano qualcosa che s’incarna in un male tremendo e maledetto, che non lascia alcuna possibilità di fuga. A nessuno.

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