Mr. Nobody against Putin è un documentario realizzato da Pavel Talankin, insegnante russo di scuola elementare, e candidato dalla Danimarca agli Oscar. Un documentario che denuncia come la propaganda russa abbia raggiunto tutto il paese, insinuandosi anche all’interno della scuola, divenendo da luogo di formazione, confronto e crescita a campo di reclutamento. Talankin aveva ricevuto la direttiva di documentare l’attuazione delle nuove direttive scolastiche del governo russo, ma è andato oltre questo perché aveva potuto costatare che c’era molto di più: dall’inizio della guerra con l’Ucraina, la propaganda russa, volgendo lo sguardo anche all’interno, ha voluto formare una generazione ultra nazionalista per prepararla all’arruolamento, investendo pesantemente nella sua preparazione. Un indottrinamento ideologico molto totalitaristico, che punta sulla forza, sul nazionalismo, con il pensiero critico che viene annullato. Bambini cui viene ordinato di marciare con la bandiera russa, leggere nuovi libri di storia rivisti e revisionati per difendere l’invasione russa dell’Ucraina, partecipare a tornei di lancio delle granate; veterani di guerra che visitano le scuole per predicare i valori nazionalistici russi.
Talankin, col suo ruolo di filmare le lezioni ai bambini, ha potuto mostrare come le scuole sono i principali luoghi in cui la propaganda si diffonde e fa presa, soprattutto nei bambini, fortemente influenzabili, dato che nel maestro vedo una figura da seguire, che racconta loro la verità. In questo modo l’ideologia del governo può attecchire con forza sulle nuove generazioni, come asserito dalla stesso Putin quando ha detto che le guerre si vincono con l’aiuto degli insegnanti. Nuove generazioni rovinate da una contorta, distorta ideologia.
Fuggito dalla Russia nel 2024 da solo, senza avvisare nessuno dato che era tenuto sotto controllo dal governo, con l’aiuto di un giornalista americano ha realizzato il documentario Mr. Nobody against Putin con il materiale che era riuscito a portare con sé, presentandolo poi, tra gli altri , alSundance Film Festival.
Mr. Nobody against Putin non sorprende, perché questo è il modus di fare dei regimi, di tutti i regimi: abbattere lo spirito critico, mentire, condizionare la mente della popolazione. Tutti elementi gravi, che sono ancora più gravi quando si vanno a toccare i bambini (c’è un passo del Vangelo che parla molto duramente di questo modo di fare: “Chi scandalizza uno di questi piccoli che credono, è meglio per lui che gli si metta una macina da asino al collo e venga gettato nel mare” Marco 9,42). La propaganda del regime russa non è certo nata con la guerra in Ucraina: esiste dai tempi di Stalin e anche prima. Ma non è una cosa solo russa: ogni regime usa la forza, usa il condizionamento, crea dei nemici su cui volgere l’attenzione per raggiungere i suoi fini e distoglierla da problemi che non si vuole siano visti o scoperti.
Non sorprende, ma Mr. Nobody against Putin è importante da vedere e far conoscere perché si deve sapere con che realtà si ha a che fare. E lo devono sapere soprattutto i nostrani sostenitori della propaganda russa (anche se c’è chi asserisce che è tutta una montatura per screditare Putin e la Russia, parte della propaganda occidentale: non c’è peggior cieco di chi vuole vedere, né peggior sordo di chi non vuol sentire): “Il regime russo non concentra solo armi e truppe sul campo di battaglia: investe risorse nel diffondere l’idea di un mondo in cui l’aggressività imperialista diventa difesa della patria, la censura difesa dell’unità nazionale e l’odio verso l’“altro” – che sia un Paese vicino come l’Ucraina o una comunità culturale diversa – parte del tessuto quotidiano. In classe e fuori, la propaganda plasma il modo in cui i bambini vedono il futuro e come tasselli di società concepiscono identità e conflitto.
La storia di Talankin ci ricorda che la propaganda non è solo disinformazione tecnica: è un’arma politica con effetti reali sulla formazione delle coscienze. E la presenza di narrative filo-russe nel nostro Paese oggi non è un dettaglio marginale: è un segnale che dobbiamo prendere sul serio. Non si tratta di demonizzare opinioni diverse, ma di riconoscere come le narrative di un regime nazionalista e liberticida stiano trovando terreno fertile in una parte dell’opinione pubblica italiana, creando confusione, legittimazione e persino simpatia verso un governo che reprime dissenso e plasma l’educazione statale per fini politici.” (1)
1. https://www.linkiesta.it/2025/12/maestro-propaganda-russa-falso-patriottismo/






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L’uso delle cattedre scolastiche come pedane propagandistiche è purtroppo di moda anche nel nostro paese. Quando andavo al liceo, sapevo cosa dovevo fingere di credere per non mettermi nei guai con certi professori (o professoresse). E se è vero che ci sono ultra-sinistri sfegatati in queste posizioni, devo dire che a me è capitato il contrario… la parola d’ordine nella maggior parte dei casi era: o fai il conservatore o sei nei guai.
Devo dire che sono stato fortunato da questo punto di vista: nessuna propaganda o spinta di vario genere né da una parte né dall’altra in ambito scolastico.