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Luna

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In questi giorni, leggendo la seconda parte di I Cacciatori di Ossa di Steven Erikson, tra i tanti brani che mi hanno colpito (posso dire che ogni pagina di questo scrittore ha qualcosa da trasmettere ed è qualcosa di veramente grande e profondo), ce n’è stato uno che mi ha fatto tornare in mente un ricordo del passato.

«Nessuno ha notato la luna ieri sera?» chiese Scillara. «E’ screziata. Strana, come se fosse stata bucherellata.»
«Alcuni di quei buchi», osservò Barathol, «sembrano ingrandirsi».
La donna lo guardò; annuì. «Bene: lo credevo anch’io, ma noi ne ero sicura. Cosa significa, secondo te?»
Barathol scosse le spalle. «Si dice che la luna sia un altro regno come il nostro, con gente sulla superficie. A volte, cose precipitane dal nostro cielo. Rocce. Palle di fuoco. Si racconta che così fu la Caduta del Dio Storpio: montagne intere piombarono giù, cancellando quasi tutto un continente e riempiendo metà del cielo di fumo e di cenere.» Lanciò un’occhiata a Scillara, poi a Cutter, «Pensavo che, forse, qualcosa ha colpito la luna allo stesso modo.»

Il ricordo è legato a un videogioco, Final Fantasy 8, e in particolar modo al Pianto Lunare.
Anche nel gioco creato dalla Squaresoft, la Luna è abitata da creature (in questo caso però mostri) e secondo una leggenda, quando la Luna è vicina alla Terra si verifica il Pianto Lunare, un fenomeno che fa piovere i mostri sul mondo. Fu tale evento a distruggere un intero continente: Centra ora è solo una terra piena di rovine.

Più che pensare a Steven Erikson ispirato dal videogioco, mi sono soffermato a riflettere su quante leggende circondano il satellite che ruota attorno al nostro pianeta, quante storie la Luna ha ispirato nelle persone, dai pensatori agli artisti, dai filosofi alla gente comune.
Dalle culture nomadi che ritenevano che la Luna morisse ogni notte scendendo nel mondo delle ombre, o fosse in un perenne inseguimento del Sole, agli antichi greci che ne fecero una dea con Selene, figlia dei titani Iperione e Teia, sorella di Elio ed Eos, identificata poi nella tarda mitologia greca e romana con Artemide e Diana.
Dai Mesopotamici con Nanna o Sin, dagli Egiziani con Thoth, dai Frigi e dai giapponesi con Men e Tsukuyomi, fino ad arrivare alle credenze medievali con i lupi mannari che si trasformavano alla luce lunare e le streghe che si riunivano per i loro Esbat (feste minori che celebravano le fasi lunari) (tale nome dà il titolo a un’opera di Lara Manni ) e a Isil, che fa parte della mitologia di Arda, il mondo immaginario creato da J.R.R. Tolkien.
Certo, la scienza e la tecnologia hanno dato molte risposte su questo satellite, togliendo parte di quell’aura magica che l’astro argentato ha sempre posseduto; tuttavia non si è risuciti a togliere del tutto la poesia e il fascino che la Luna possiede.
Innamorati si baciano con una passione particolare nelle notti in cui l’astro brilla.
Cantanti e gruppi musicali sono ispirati dai suoi raggi, come i Sonata Arctica in My Selene e i Kamelot in Moonlight.
Poeti e scrittori,come Leopardi e Gianni Rodari, Pirandello in Ciaula scopre la Luna, compongono le loro opere pensando a questo astro lucente.
Tanti, infiniti possono essere gli esempi di come la Luna ha influenza, dalla materia (maree, fermentazioni), alla psiche (cambiamenti d’umore, lunatismo) e l’immaginazione.
Una cosa però è certa: quando l’uomo alza lo sguardo al cielo (non solo alla Luna ma anche alle stelle) apre le porte di un altro mondo, lasciando spazio alla fantasia, al sogno, alla spiritualità, alla ricerca di risposte, perché forse è consapevole, anche se inconsciamente, che in luoghi lontani e infiniti è celata la risoluzione alle domande che da sempre si pone, è celata la propria origine.
O forse sono soltanto lo specchio di qualcosa che è più vicino di quanto possa pensare.

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