The Flash è un film del 2023, il tredicesimo del mondo DC Comics e devo dire che è uno dei pochi film di questo mondo cui mi viene da dare un giudizio positivo. Sinceramente non posso dire se rimane fedele ai fumetti, dato che non ho letto praticamente nulla su questo personaggio; quello che conosco di Flash è legato alla prima serie televisiva degli anni 90 con una sola stagione (quella con John Wesley Shipp nella parte di Barry Allen), e alla seconda serie realizzata tra il 2014 e il 2023 (Grant Gustin interpreta Barry Allen mentre in ruoli differenti compare anche John Wesley Shipp; prime stagioni molto belle ma poi calate molto verso il finale), oltre a qualche cartone animato in cui compariva (ma più che altro si parlava di Justice League).
La storia di The Flash è cronologicamente datata dopo il film Justice League, ed è incentrata sul personaggio di Barry Allen, che ora è nella polizia scentifica, ancora alla ricerca di trovare un modo per scagionare suo padre dalla falsa accusa di aver ucciso sua madre. Piccola parentesi: non so nulla della storia canonica (quella dei fumetti), ma questa parte è uno dei fulcri della seconda serie televisiva.
Involontariamente, Barry mentre corre a supervelocità viaggia inavvertitamente per poco indietro nel tempo. Sconvolto dalla cosa, ne parla con Bruce Wayne, che lo sconsiglia dal viaggiare nel tempo perché non si sa cosa possono portare i cambiamenti, accettando che le esperienze vissute li hanno fatti divenire quello che ora sono.
Barry naturalmente non lo ascolta e viaggia indietro nel tempo, arrivando in una relatà alternativa del 2013 in cui la madre è ancora viva; lì incontra il sé stesso di quell’anno, venendo così costretto a confrontarsi con l’immaturità che aveva in quel periodo e come gli altri lo vedevano. Non so com’è il il supereroe dei fumetti, ma nella versione interpretata da Ezra Miller Flash è molto macchietta, diciamo che hanno voluto creare il personaggio spensierato del gruppo DC, essendoci già molto seri Superman, Batman e Wonderwoman; una figura spensierata, che prende tutto alla leggera, col sorriso, almeno fino a un certo punto di The Flash, ovvero l’incontro con se stesso: da questo momento in poi Barry comincia a cambiare, a capire il peso delle responsabilità, delle conseguenze delle scelte.
Per riuscire a venire a capo della situazione in cui si trova (lui ha perso i poteri mentre li faceva acquisire al sé più giovane e intanto c’è l’invasione del Generale Zodd) chiede aiuto a Bruce Wayne, ma si trova davanti a qualcosa di inaspettato: non è il Bruce Wayne che conosce, ma una versione più vecchia (interpretata da Michael Keaton, già in questo ruolo in altri due film sull’uomo pipistrello) che, ascoltata la sua storia, decide di aiutarlo. Insieme vanno alla ricerca di Superman (che reputano si trovi in Siberia), l’unico che può fermare Zodd; in realtà, al suo posto c’è Kara, sua cugina. Nonostante la sfiducia di Kara verso gli umani (l’hanno tenuta prigioniera facendo esperimenti su di lei), la Kriptoniana decide di affiancare i due Flash e Batman nella lotta contro Zodd, anche se ciò costerà la vita a lei a all’uomo pipistrello. I due Barry, potendo viaggiare nel tempo, decidono di cambiare gli eventi, ma si troveranno davanti al problema che la morte di Kara sia un evento che non può essere cambiato.
E qui mi fermo per non spoilerare il finale. Un finale che tutto sommato non mi è dispiaciuto, come non mi è dispiaciuto tutto The Flash, che, rispetto ad altri film DC, ha avuto il merito di non annoiarmi; certo non è perfetto, certo si possono sollevare obiezioni sui viaggi nel tempo (e quando questi non hanno fatto levare critiche), ma ha raggiunto il suo scopo intrattenitivo.






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