Racconti delle strade dei mondi

Il falco

L’inizio della Caduta

 

Jonathan Livingston e il Vangelo

Jonathan Livingston e il Vangelo

L’Ultimo Demone

L'Ultimo Demone

L’Ultimo Potere

L'Ultimo Potere

Strade Nascoste – Racconti

Strade Nascoste - Racconti

Strade Nascoste

Strade Nascoste

Inferno e Paradiso (racconto)

Lontano dalla Terra (racconto)

365 storie d’amore

365 storie d'amore

L’Ultimo Baluardo (racconto)

365 Racconti di Natale

365 racconti di Natale

Il magazzino dei mondi 2

Il magazzino dei mondi 2

365 racconti d’estate

Il magazzino dei mondi 2
Novembre 2025
L M M G V S D
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930

Archivio

12 novembre

No Gravatar

Da diverse settimane non si fa che parlare del 12 novembre. Ma che cosa accade di così importante il 12 novembre?
Da questa data per entrare nei siti porno bisognerà dimostrare di essere maggiorenni, così scatterà l’obbligo d’identificazione per l’accesso a tali siti al fine di dimostrare la maggiore età; una legge, questa, nata per impedire d’entrare ai minorenni nei siti che pubblicano video e immagini hard, dato il largo uso che i giovani ne fanno, con le conseguenze che ne conseguono (avevo parlato già in un articolo dei danni che si hanno in questa giovane età, ma non solo). Una premessa va fatta: questa non è una legge per combattere la pornografia, ma per limitarla a individui di una certa fascia di età, dato che in Italia l’uso di materiale pronografico non è illegale (legale non significa però che faccia bene, come non fanno bene altre cose legali come il fumo e l’alcol; qualcuno ptrebbe dire che quello che non va bene è l’abuso, ma le opinioni sono tante e diverse; certo è che tutto ciò che crea dipendenza non va bene). Di per sé, ciò non è un male, anzi (bisognerà vedere come verrà attuata, dato che non si ha ben chiaro quale delle terze parti dovrà dare l’ok per l’accesso dopo aver ricevuto i dati personali dell’utente per dimostrare la maggiore età), però non si possono non fare delle riflessioni.
La prima è questa: c’erano già strumenti per impedire l’uso dic erti siti ai giovani, come il parental control, quindi questo nuovo mezzo non sembra essere così necessario (sarebbe necessario invece che i genitori seguissero di più i figli, magari evitando di dar loro in mano uno smartphone fin da piccoli senza monitorarli)
La seconda è questa: si vuole combattere la pornografia per i minorenni, ma non si vuole fare educazione sessuale nelle scuole, la si blocca, la si ostacola, la si vieta: https://www.wired.it/article/educazione-sessuale-a-scuola-e-ferma-a-50-anni-fa-lega/ . Per molti parlare di sessualità è un tabù, quando invece, fatta nella maniera adeguata, sarebbe molto importante per i giovani e i giovanissimi: l’adolescenza è per antonomasia il periodo del cambiamento sia fisico sia mentale, della crescita, della scoperta, della maggiore curiosità e questo riguarda anche la sessualità. Se si vieta d’insegnarla nel modo corretto, soprattutto si vieta anche solo di parlarne, non è che i giovani non ci pensano, semplicemente trovano un altro modo per informarsi e lo fanno in modi che non sono proprio consoni, come lo è il volgersi alla pornografia, che va ribadito, è una finzione, uno spettacolo che non è proprio dei più educativi, dato che mostra solo la fisicità, ma non tiene per niente conto delle emozioni, dei sentimenti, perché l’atto sessuale non è un mero atto fisico, ma coinvolge altri aspetti della persona. E se non si tiene conto di questi elementi, non ci si meravigli che poi si abbiano giovani con difficoltà oppure poi che compiono scelte sbagliate per un’idea traviata che si sono fatti del sesso, del corpo e soprattutto dell’altro, visto poi solo come oggetto per soddisfare il proprio piacere personale. Quindi va bene tutelare i minori, ma occorre soprattutto educarli: si deve partire prima da questo punto e poi dopo mettere delle limitazioni perché altrimenti, se non si fa così, il problema non lo si risolve.

E infine la terza riflessione (ma non la meno importante) che stanno facendo in molti e che riguarda il modo in cui questa limitazione verrà fatta, come verranno trattati i dati, ma soprattutto si guarda il creare un precedente che potrà poi essere usato in altri campi. Già il caso Cambridge Analytica dovrebbe aver insegnato come dati personali possono essere usati nel modo sbagliato e quindi quello che sta per succedere fa temere a una schedatura che poi potrà essere espansa a tante altre cose, con gli utenti che saranno monitorati in tutto quello che fanno, proprio come succedeva nel Grande Fratello di Orwell. E questo non è per niente qualcosa di positivo, perché è davvero giusto che lo Stato possa decidere quali contenuti legali necessitino di un’identità digitale per essere visualizzati? Non è che così facendo si sta finendo in un sistema di controllo che decide sempre più della vita del singolo (non dimentichiamoci che in Italia, salvo rari casi, non si può decidere per il fine vita, ma è lo Stato che impone la sua volontà; va detto che qualcosa si sta cominciando a muovere ma non quanto e come si vorrebbe)? Davvero lo Stato può decidere tutto per quello che riguarda il singolo?
In certi paesi questo già succede e questi paesi si chiamano regimi.
In attesa di vedere cosa accadrà dopo il 12 novembre, vista la delicatezza dell’argomento e la necessità di avere una maggiore conoscenza di esso, sarebbe bene per molti informarsi, cominciando dalla lettura di Il capitalismo della sorveglianza di Shoshana Zuboff.