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Il fiume nel cielo

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Piruetto era un uccellino blu che viveva in una terra lontana, dove nessun uomo era mai riuscito ad arrivare; lì l’aria era sempre pulita, profumava di tiglio e ginepro, gli alberi erano di un verde così brillante da far invidia agli smeraldi. La sua era una vita felice, ma da qualche giorno se ne stava mogio mogio appollaiato sopra un masso, sospirando sempre con il becco all’insù.
Un concerto di rami spezzati lo distolse dai suoi pensieri: ecco comparire dal folto della foresta Palugorso che, pacioccone come sempre, avanzava senza curarsi di dove metteva le grosse zampe.
«Ciao!» lo salutò il grosso mammifero.
«Ciao» rispose svogliato Piruetto.
«Oggi è proprio una giornata calda, l’ideale per andarsi a sdraiare nel fango fresco» disse tutto contento Palugorso.
«Eh sì» biascicò Piruetto.
«E poi una bella scorpacciata di fragole selvatiche: ne ho trovate una bella distesa vicino alla pozza di fango dove vado di solito» l’acquolina cominciò a scivolare fuori dalla bocca di Palugorso.
«Eh sì» disse di nuovo Piruetto.
Il sorriso sparì dal grugno di Palugorso. «Senti un po’, è qualche giorno che hai un muso più lungo di quello di un cavallo: che ti è successo?»
«Mi sono fatto male a un’ala e non riesco a volare» spiegò mestamente Piruetto.
«Un po’ di riposo e tutto si sistemerà. Dopo volerai più veloce di prima» lo consolò Palugorso.
«Lo so» mugugnò Piruetto. «Ma tutti gli altri miei amici uccelli vanno a fare il bagno nel fiume nel cielo in questi giorni.»
Palugorso lo guardò perplesso. «E allora?»
«Non fanno altro che dire quanto è limpida quell’acqua, quant’è bello nuotarci dentro, quanto si divertono e allora voglio andarci anch’io.»
Palugorso si grattò un orecchio con una zampa. «Quando sarai guarito potrai andarci.»
«Io voglio andarci adesso!» Piruetto si mise stizzito a pestare le zampette sul masso.
Palugorso volse lo sguardo verso l’alto, guardando lo scintillante fiume che scorreva calmo in mezzo al cielo. «Se non puoi volare, arrivarci è un problema» disse.
«Lo so!» sbottò esasperato Piruetto.
Palugorso si mise seduto a pensare. «Ci sono!» esclamò mentre il muso s’illuminava per l’idea che aveva avuto. «Il fiume nel cielo passa proprio accanto al Monte Rosa, così vicino che basta un piccolo balzo per saltarci dentro.»
«Ma è troppo lontano per me!» protestò Piruetto. «Con le zampette che mi ritrovo arriverò al monte che sarà notte!»
«Non ti preoccupare, ti ci porto io, è sulla strada per la mia pozza di fango.»
«Come farò ad arrampicarmi fino alla cima? Mica sono uno stambecco!» stridette Piruetto.
«Nessun problema: non c’è parete che le mie zampe non possono scalare» lo rincuorò Palugorso.
«Ma…»
«Oh, insomma!» sbottò Palugorso. «Vuoi andarci oppure no?»
«Beh, sì.»
«Allora saltami in groppa, si parte!»
Piruetto rimase stupito nel vedere quanto velocemente si muoveva Palugorso: di solito andava così piano che era arrivato a credere che fosse l’unica velocità cui riusciva ad andare.
Per un attimo il cielo fu oscurato da un banco di nubi che fecero cadere una pioggia di delicati cristalli; quando il sole tornò a risplendere, i prati e gli alberi luccicavano come se fossero stati cosparsi da migliaia di brillantini.
Prima di quanto Piruetto credesse il Monte Rosa prese a farsi sempre più grande: presto l’uccellino blu fu costretto a piegare il capo all’indietro per vedere la sua cima. Un senso di trepidazione invase il suo piccolo corpo, ma quando furono alla base del monte e vide i grandi cristalli che lo ricoprivano, fu colto dalla preoccupazione: come avrebbero fatto a salire su quelle pareti così dure e lisce?
Ma Palugorso non si fece intimidire. «Tieniti stretto!» disse all’uccellino. Le sue forti zampe riuscivano a trovare un appiglio dietro l’altro e il fiume nel cielo prese a farsi sempre più vicino.
Quando furono in cima, Piruetto ammirò l’acqua che scorreva lenta: i suoi amici avevano ragione, era davvero limpida.
«Eccoci arrivati!» esclamò Palugorso. «E i tuoi amici devono essere quelli là che starnazzano come anatre.»
«Sì, sono loro» confermò Piruetto, restando però fermo dov’era.
«E allora cosa aspetti a raggiungerli?»
«Ma come faccio a tornare a casa? Lo sai che non posso volare!»
Palugorso sospirò. «Sempre a preoccuparti. Ti passo a riprendere questa sera. Ora vai a divertirti!» Aspettò che l’uccellino raggiungesse gli amici poi prese a scendere il Monte Rosa. «Non vedo l’ora di farmi una bella scorpacciata di fragolette» disse tutto contento.

Il fiume nel cielo è un racconto che ho scritto per Piccoli Grandi Sognatori; alla seguente pagina è possibile vedere il video che è stato realizzato.

I Draghi del Crepuscolo d'Autunno

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I Draghi del Crepuscolo d'AutunnoI Draghi del Crepuscolo d’Autunno, di cui ho accennato nel precedente articolo, è un romanzo del 1984 realizzato da Margaret Weis e Tracy Hickman legato al gioco di ruolo Dungeons and Dragons, le cui vicende si svolgono nell’ambientazione Dragonlance, creata per la TSR da Laura e Tracy Hickman. Risulta chiaro fin da queste premesse lo stampo dato alla prima opera di quello che sarà un ciclo prolifico (anche se non sempre di qualità eccelsa): non ci si deve aspettare perciò aspettare da tale ciclo dei volumi che sono dei capolavori, libri che hanno stravolto il mondo del fantasy, ma prodotti commerciali realizzati per supportare il merchandise D&D. Ciò non toglie che tali opere nella maggior parte dei casi svolgono bene il compito d’intrattenere, e in alcuni casi fanno anche qualcosa di più.
La storia di I Draghi del Crepuscolo d’Autunno è abbastanza classica: un gruppo di avventurieri, che per anni sono stati amici e hanno vissuto nello stesso posto, partono alla ricerca degli antichi dei scomparsi dal mondo di Krynn da tre secoli dopo avervi scagliato contro una montagna di fuoco per punire gli uomini della loro arroganza. Dopo cinque anni si ritrovano da dove erano partiti, Solace, tutti eccetto una; il ritrovo già offuscato da questa mancanza, è reso ancora più cupo dalle voci di un esercito che si sta muovendo dal nord e dalla loro casa controllata dai goblin.
La premessa iniziale non è nulla d’originale, eppure fin dalle prima pagine ci si ritrova immersi in un’atmosfera coinvolgente grazie al fascino delle case costruite sugli alberi di Solace, all’accoglienza della taverna dell’Ultima Casa, al gruppo di personaggi che risulterà essere protagonista delle vicende. Un gruppo classico, parlando di D&D: Flint, il burbero nano armato di ascia; Tasslehoff, un kender sempre allegro e dedito perennemente al furto; Caramon, un grosso guerriero di buon animo; Raistlin, suo fratello, un mago cinico e opportunista, segnato profondamente dalle prove nella Torre della Magia; Tanis, un mezzelfo alla ricerca del proprio posto nel mondo; Sturm, un Cavaliere di Solamnia, il cui onore è più importante della vita.
A essi si uniranno due barbari, Riverwind e Goldmoon, arrivati a Solace assieme a Sturm, dopo essere costretti a scappare per il tentativo della massima autorità religiosa della cittadina d’impossessarsi del bastone azzurro in possesso di Goldmoon.
Proprio i personaggi sono l’elemento vincente del romanzo: benché siano figure classiche di D&D, sono ben caratterizzati e sviluppati, le loro storie personali ben approfondite, che ben si legano alle vicende cui vanno incontro. Incontri con creature draconiche mai viste prima, boschi stregati, esseri non-morti, unicorni bianchi li spingono verso rivelazioni che mostreranno quello che sta accadendo nel loro mondo: i draghi malvagi sono stati risvegliati e guidati da Takhisis, la Regina delle Tenebre, una potentissima dea, vogliono dominare il mondo. Tra morti, resurrezioni, imprese eroiche, il gruppo non solo ritroverà gli antichi dei buoni, ma riuscirà a fermare l’avanzata dell’esercito che sta portando distruzione sul continente di Ansalon.
I Draghi del Crepuscolo d’Autunno risulta essere una piacevole lettura, cui non mancano momenti di un certo livello: il toccante sacrificio di Matafleur per salvare quelli che sono diventati i suoi nuovi figli, il delicato rapporto tra il cinico Raistlin e l’innocente Bupu, i discorsi un po’ strampalati del mago Fizban, le gag di cui è protagonista, le scene d’azione che vedono coinvolti i draghi. Un buon prodotto commerciale, ben confezionato (oltre alle belle copertine di Larry Elmore ben fatti e pertinenti i disegni presenti all’inizio di ogni capitolo), dedicato agli appassionati di sedute di gioco di ruolo ma anche a chi vuol passare alcune ore trasportato in un mondo pieno di magia, leggende e creature straordinarie.

Dragonlance: Dragons of Autumn Twilight

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Dragonlance: Dragons of Autumn TwilightDragonlance: Dragons of Autumn Twilight è il film d’animazione americano del 2008 dell’omonimo romanzo realizzato nel 1984 da Margaret Weis e Tracy Hickman; per chi ha amato l’opera letteraria, la visione ne è sconsigliata. Nonostante sia stata una produzione Paramount Pictures e a dare voce ai personaggi siano attori come Kiefer Sutherland, Lucy Lawless e Michael Rosenbaum, la pellicola è di scarsa qualità. Benché la sceneggiatura segua a grandi linee la storia originale, non riesce a coinvolgere lo spettatore, risulta fredda e piatta; qualcuno potrebbe obiettare che questo è dovuto a una storia che non eccelle già in partenza, ma anche riuscendo a distaccarsi dall’affetto che un fan può avere ed essere obiettivi, vedendo i suoi difetti, il romanzo di Weis e Hickman ha degli aspetti positivi. L’atmosfera dell’Ultima Casa a Solace e del il ritrovo del gruppo di amici che si ritrova dopo diversi anni, la nobiltà e stoicità di Sturm (resa ancora meglio nel volume successivo, I draghi della notte d’inverno), il cinismo di Raistlin, il tenero rapporto che quest’ultimo ha con la nana di fosso Bupu, lo straziante ultimo atto di Matafleur: tutti questi elementi la regia non riesce a ricreare nella pellicola, rendendo Dragonlance: Dragons of Autumn Twilight un prodotto mediocre, dovuto soprattutto alla mancanza di caratterizzazione dei protagonisti, che sembrano essere delle semplici marionette di una scarsa seduta di D&D che avanzano meccanicamente lungo la trama creata dal DM (Dungeon Master). Ritmo troppo veloce, balzi da una parte all’altra della trama da principianti, e soprattutto novanta minuti sono troppo pochi per dare giustizia alla storia del romanzo, condensando troppe cose in poco spazio (e tagliandone anche diverse).
Se possibile, il comparto grafico è riuscito a fare peggio: con i mezzi a disposizione, si potevano fare delle scelte tecniche differenti, che avrebbe dato un aspetto migliore al film. Non si capisce come si sia potuta scegliere un’animazione obsoleta e scadente come questa, che ricorda la peggiore degli anni 80 e 90, un miscuglio di 2D e CGI che stride parecchio.
In definitiva, Dragonlance: Dragons of Autumn Twilight è un film da evitare, un’occasione persa. Un peccato, perché di materiale per fare bene ce n’era e si aveva un bacino d’utenza abbastanza grande per gettare le basi per altre produzioni.

Un paio di segnalazioni

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Un paio di segnalazioni.
Fino al 31 agosto sarà possibile acquistare Strade Nascoste, Strade Nascoste – Racconti, L’inizio della Caduta, L’Ultimo Potere, L’Ultimo Demone, Jonathan Livingston e il Vangelo, Il Falco a 0.99 E anziché 2.99 E.

Segnalo questo articolo dove (cito parte del pezzo) viene raccontata la storia di una potentissima confraternita di maghe e stregoni che, intrecciando parole, colori e polvere di stelle, trasformano i disegni dei più piccoli in racconti per bambini. E’ la storia di un’idea bella e forte, che viaggia sulle ali del passaparola raggiungendo paesi sempre più lontani. E’ la storia di Emina, di Giulia e dei loro amici, che in tempo di quarantena hanno dato vita al progetto “Piccoli Grandi Sognatori”.

Monstress Volume Quattro. La Prescelta

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Monstress Volume QuattroGli intrighi si fanno sempre più complessi in Monstress Volume Quattro. La Prescelta. Kippa, la piccola volpe, è stata fatta rapire, grazie al tradimento di Mastro Ren, dal Dottore, figura misteriosa intravista nelle storie precedenti, e che si rivelerà essere il padre di Maika Halfwolf. Le rivelazioni però non finiscono qui: il Dottore in passato ha ospitato per lungo tempo Zinn, l’Antico che ora risiede nel corpo di Maika, ed è stato sempre lui ad avere affidato la figlia fin da neonata alle cure di Mastro Ren. Conosciuto anche come il Ghoul Assassino, dato che deve soddisfare la stessa fame che possiede Maika e che può essere soddisfatta solo mangiando altra gente, ha una conoscenza più profonda della figlia del potere che possiede e che vuole utilizzare per governare su tutto una volta terminata la guerra ormai imminente. Da una parte gli umani guidati dalla Cumaea, dall’altra gli Arcanici che hanno visto la Corte dell’Alba e quella del Tramonto unite in alleanza dal matrimonio tra la Marchesa e la zia di Maika, e in mezzo la Corte del Sangue che il padre di Maika ha creato formando un esercito con i migliori elementi della razza Arcanica.
Nel mentre il confronto tra padre e figlia si fa sempre più teso, la piccola Kippa riesce a fuggire ai suoi rapitori rifugiandosi nelle tomba di Baru, il re degli orsi; qui verrà in contatto con una Drakul e rivelerà che il suo potere sis ta risvegliando. Aiutata da quest’ultima a sfuggire agli inseguitori, si ricongiunge con Mastro Ren, Corvin e Maika e, aiutati da un altro degli Antichi, vanno incontro alla distruzione che si sta per abbattere sul mondo.
Monstress Volume Quattro. La Prescelta è un’altra tappa di preparazione per quello che sembra essere l’evolversi di una storia che si fa sempre più sanguinosa. Lotte tra regni, risvegli di potenze antiche, eredità ricercate che lentamente vengono riscoperte, sono gli elementi che contraddistinguono la storia scritta da Marjorie Liu, oltre a dare grande spazio all’esplorazione del razzismo, alle figure femminili (poche quelle maschili presenti nell’opera) e ai rapporti tra donne, tema che le è valso la candidatura a un GLAAD Media Award (Gay&Lasbian Allegiance Against Defamation). Liu pare aver dilatato i tempi dell’evolversi delle vicende, prendendo con calma il mettere a posto i tasselli per il mosaico che sta realizzando: se questo ne è valso la pena dipenderà da quali saranno le trame future e come saranno sviluppate. Sempre di alto livello i disegni realizzati da Sana Takeda, con tonalità dei colori che sono meno cupi del volume precedente ma che si mantengono sempre crepuscolari. Per quanto in Monstress Volume Quattro. La Prescelta non ci siano eventi eclatanti o colpi di scena che stravolgono le vicende, ma sia una tappa di scoperta del passato (comincia a essere rivelato cosa è successo a Costantine), il volume è sempre un prodotto sopra la media, sia per storia sia per cura del prodotto. Sempre interessanti e graditi gli intermezzi del Professor Tam Tam, che non solo servono ad alelntare la tensione della storia, ma danno anche notizie utili per capire meglio il Mondo Conosciuto (dove si svolgono le vicende).