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Il mondo sta impazzendo

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Il mondo sta impazzendo: questo è un fatto incontestabile (anche se c’è chi vuol far credere diversamente). Ormai si sta vivendo in un clima esasperato, un clima dove dominano la violenza, la prevaricazione, la paura. Ormai non si è sicuri da nessuna parte, né sulla strada, né nelle piazze, né nei centri commerciali e neppure in casa propria. I politici non fanno che tuonare e ripetere che i paesi, le popolazioni, non si faranno vincere dalla paura; ma quanto più si ripete una cosa, quanto più è vero il contrario: la gente è dominata dalla paura e la porta a chiudersi, a non fidarsi più degli altri. Senza contare la violenza: sì, perché c’è molta violenza nelle persone, anche in quelle che non la manifestano. La violenza non è solo un atto fisico, ma è anche verbale e mentale e si attua tutte le volte che si vuole imporre qualcosa a qualcuno.
Ma non sono gli unici elementi preoccupanti: la gente ormai è esasperata, oltre che piena di ossessioni, e questo porta degli squilibri che conducono a estremismi e intolleranza. In questa situazione non devono sorprendere atteggiamenti razzisti che ricordano tanto quelle dei nazisti verso gli ebrei e non solo: vedere il caso dell’hotel che obbliga gli ebrei a fare la doccia prima di usare la piscina, quando dovrebbe essere invece una norma igienica che dovrebbe essere applicata a chiunque (chi ha fatto nuoto o va in piscina sa che è una norma da seguire sempre e vale per tutti), e di usare il frigorifero solo in determinati orari; oppure quella di esclusione da concorsi canori perché non si è “veri” italiani o dal fare certi lavori perché di colore. Le persecuzioni naziste, le lotte delle persone di colore per avere gli stessi diritti dei “bianchi” come avvenuto in America, non sono tanto lontane, eppure ci si è dimenticati di quegli orrori, si sono dimenticate le lezioni che dovrebbero essere state apprese dagli errori commessi. Invece non lo si è fatto e la storia si sta ripentendo.
Certo, a creare questo clima di conflitto, di tensione, di odio e intolleranza, i politici e i governanti hanno avuto un ruolo molto importante: Trump, Putin, Kim Jong-un (consiglio la lettura di questo articolo di Bruno Bacelli per riflettere un poco) e nel suo piccolo anche l’Italia con tutta la sua classe politica (possono cambiare nome e fazione, ma tutti agiscono alla stessa maniera, alzando sempre i toni, in modo sprezzante, arrogante e offensivo). Sarebbe però limitante pensare che sia solo colpa loro, perché è vero che hanno grande influenza dato il ruolo e la visibilità che hanno, ma se la gente sapesse pensare con la propria testa, queste persone sarebbero nulla, non avrebbero alcun potere e non potrebbero fare niente. Purtroppo le persone si lasciano condizionare e si adeguano a quello che va per la maggiore; in questo caso a un clima di violenza, dove le azioni e le reazioni estremiste e folli sono all’ordine del giorno. Non si guardi solo agli attentatori, a quelli che fanno saltare in aria gli edifici, a quelli che investono con camion e furgoni le folle: si guardi a quelle che dovrebbero essere persone normali (ma che evidentemente tanto normali non sono) che uccidono per un parcheggio, un commento, una sigaretta, per gelosia, per soldi o anche senza un motivo. La vita non ha più valore: uccidere sta diventando come bere un bicchiere d’acqua.
Come si è arrivati a questo punto?
I fattori sono tanti.
Il vivere sempre di corsa. L’essere proiettati verso elementi che allontano da se stessi: il dover far carriera, ottenere una posizione sociale sempre migliore. Il far girare tutto attorno ai soldi, come se fosse l’unica cosa che conta. Il consumismo. L’adeguarsi ai modelli proposti dai media e dai social. L’apparire a tutti i costi. Avere sempre più atteggiamenti stupidi e superficiali. Adeguarsi alle mode. Il bisogno spasmodico di attenzione e visibilità (basti pensare ai social e ai selfie). L’uso di droghe. L’uso eccessivo di alcool. Tutto ciò che porta dipendenza (il gioco, il dover essere sempre connessi alla rete). Vivere in ambienti malati e ossessivi; sì, perché ad andare con lo zoppo s’impara a zoppicare e a stare con i malati ci si ammala, alla lunga: purtroppo le patologie mentali sono sempre più in aumento.
Questi sono solo alcuni degli elementi che hanno portato squilibrio nell’individuo. Il brutto è che la società, il sistema, oltre a creare tutto ciò, ha fatto credere che fosse una cosa normale, quando di normale non c’è nulla. È normale un sistema che martella le persone con la pubblicità a giocare (vedere i tanti giochi online pubblicizzati in tv), creando dipendenza, per poi creare strutture per disintossicarsi dal gioco? È normale un sistema che non fa che spingere in maniera insistente perché la gente beva alcolici e poi crei strutture per disintossicarsi dall’alcool? Lo stesso vale per il fumo. È vero che avvertono che il gioco può causare dipendenza patologica, che il fumo nuoce alla salute, che bisogna bere con moderazione, ma sono ammonimenti fatti per mettere a tacere chi protesta contro di essi, un modo di placare la coscienza, per salvare la faccia, per far sembrare di avere una morale ed essere interessati alle persone, ma a cui non si crede per niente, perché l’unica cosa che conta è fare soldi, mantenere in moto la macchina dell’economia.
Dire che è tutta colpa dei soldi sarebbe limitante (le cause sono tante e ce ne sono altre che non sono state elencate) ma siamo nell’Era dell’Economia e si è sviluppata purtroppo nelle persone la mentalità che tutto possa essere comprato, tutto possa essere ottenuto con il denaro; ma ci sono cose che non possono essere acquisite o recuperate se sono andate perdute. La sanità mentale è una di queste cose e sta divenendo elemento scarseggiante. Il mondo sta impazzendo, ma non è impazzito ancora del tutto: si è ancora in tempo a fermarsi e a salvarlo. E così facendo salvare anche se stessi, perché, se non lo si è capito, se non lo si fa ci si rimetterà tutti.

1 commento per Il mondo sta impazzendo

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