Il falco

L’inizio della Caduta

 

Jonathan Livingston e il Vangelo

Jonathan Livingston e il Vangelo

L’Ultimo Demone

L'Ultimo Demone

L’Ultimo Potere

L'Ultimo Potere

Strade Nascoste – Racconti

Strade Nascoste - Racconti

Strade Nascoste

Strade Nascoste

Inferno e Paradiso (racconto)

Lontano dalla Terra (racconto)

365 storie d’amore

365 storie d'amore

L’Ultimo Baluardo (racconto)

365 Racconti di Natale

365 racconti di Natale

Il magazzino dei mondi 2

Il magazzino dei mondi 2

365 racconti d’estate

Il magazzino dei mondi 2
Agosto: 2020
L M M G V S D
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31  

Archivio

Strade Nascoste (romanzo)

Strade Nascoste ACQUISTA! E 1.99

L’Ultimo Potere (romanzo)

L'Ultimo Potere ACQUISTA! E 1.99

8 Marzo

No Gravatar

Le origini della festa dell’8 Marzo risalgono al lontano 1908, quando, pochi giorni prima di questa data, a New York, le operaie dell’industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finché l’8 marzo il proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Allo stabilimento fu appiccato il fuoco e le 129 operaie prigioniere all’interno morirono arse dalle fiamme. Successivamente questa data fu proposta come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne, da Rosa Luxemburg, proprio in ricordo della tragedia.
Questo triste accadimento ha dato il via negli anni immediatamente successivi ad una serie di celebrazioni che i primi tempi erano circoscritte agli Stati Uniti e avevano come unico scopo il ricordo dell’orribile fine fatta dalle operaie morte nel rogo della fabbrica.
Successivamente, con il diffondersi e il moltiplicarsi delle iniziative, che vedevano come protagoniste le rivendicazioni femminili in merito al lavoro e alla condizione sociale, la data dell’8 marzo assunse un’importanza mondiale, diventando, grazie alle associazioni femministe, il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli, ma anche il punto di partenza per il proprio riscatto.
Ai giorni nostri la festa della donna è molto attesa, le associazioni di donne organizzano manifestazioni e convegni sull’argomento, cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica sui problemi che pesano ancora oggi sulla condizione della donna, ma è attesa anche dai fiorai che in questo giorno vendono una grande quantità di mazzettini di mimose, divenute il simbolo di questa giornata, a prezzi esorbitanti, e dai ristoratori che vedono i loro locali affollati. Magari non sanno cosa è accaduto l’8 marzo del 1908, ma sanno benissimo che il loro volume d’affari trarrà innegabile vantaggio dai festeggiamenti della ricorrenza. Nel corso degli anni, quindi, sebbene non si manchi di festeggiare questa data, è andato in massima parte perduto il vero significato della festa della donna.
Come accade molto spesso ai giorni d’oggi, si guarda all’apparenza, alla superficie senza andare oltre; si è perso lo spirito, sacrificato alle tradizioni ed alle istituzioni di tutti i generi.
Per secoli la donna è stata avversata e sminuita, tenuta sempre in basso, vessata e colpita da tutte le parti: le persecuzioni avute nella storia da parte della società, della religione, del mondo del lavoro, l’hanno tacciata con la forza perché considerata la parte debole in un mondo che otteneva le cose opprimendo ed imponendo.
Le donne sono state così colpite perché erano il simbolo visibile dell’elemento femminile, quell’elemento che da sempre ha spaventato perché imprevedibile ed impossibile da schematizzare ed imbrigliare. Nelle donne questo elemento ha sempre avuto la predominanza, conferendole una marcia in più, mettendole sempre un passo avanti: non perché fossero donne, ma perché l’elemento femminile ha un qualcosa in più. Così è anche per quegli uomini che sanno ascoltare questa parte, una parte che appartiene a qualunque essere umano. E che da sempre è stato osteggiato e represso.
Tutte le grandi persone hanno riconosciuto e accettato questa parte, hanno seguito la sua strada e sono arrivate lontano: l’hanno fatto perché era la cosa giusta da fare, era la strada giusta da percorrere, a prescindere dall’essere religiosi o atei, ricchi o poveri. Sono stati perseguitati e derisi, isolati e messi da parte, ma sono andati avanti per loro stessi e rispetto di quella vita che loro avevano veramente imparato a vivere. E facendo per loro hanno aiutato molte persone ad aprire gli occhi. Non avevano pretese di aiutare gli altri, ma l’hanno fatto ed i risultati si sono visti. A prescindere dall’ostilità che i grandi gruppi avevano verso di loro. E che dopo la loro scomparsa hanno riconosciuto come grandi: non perché avessero compreso quello che avevano fatto, ma perché molta gente li aveva seguiti. Ed avere molta gente sotto il proprio controllo significa avere un grande potere.
E’ quello che hanno sempre fatto i grandi gruppi: avere sotto il proprio controllo il più gran numero d’individui, annullandone l’identità e dandogli una mentalità da seguire. I grandi gruppi hanno un grande potere, ma hanno potere perché la gente glielo permette. Se la gente non si fa condizionare, tutta questa forza si riduce in niente. E’ quello che fa l’elemento femminile, che va oltre le tradizioni e le schematizzazioni, cose morte che non danno niente. Ricerca la vita, la crescita e l’indipendenza e ha la forza per fermare il conformismo che regna su questo mondo, il sistema che vuole inglobare ed annullare ogni cosa.
E’ in potere di tutti fare questo, ma quanti riusciranno a farlo? Quanti avranno il coraggio di andare contro la maggioranza ed il pensiero comune? Quanti avranno la forza di avere un modo di fare diverso dalla famiglia, dagli amici e dalle istituzioni laiche e clericali? Quanti riusciranno ad arrivare ad una consapevolezza superiore? Quanti avranno il coraggio di lasciare le vecchie abitudini, di lasciare la strada vecchia per seguire una via nuova e quindi sconosciuta ed inesplorata? Non c’è una risposta preconfezionata per questo: lo si può sapere solo istante per istante e la può dare solo la persona che la vive.
Questa è una delle verità da ricordare.
Come è da ricordare che l’essere donna è più di avere un bel corpo, apparire carine, ricevere doni o apprezzamenti: è l’essere rispettosa di sé e degli altri, consapevole che tutti hanno stessi diritti e opportunità, che bisogna lottare per ciò che è importante. Come fanno Loredana Lipperini e Lorella Zanardo

Leave a Reply

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>