Strade Nascoste – Racconti

Jonathan Livingston e il Vangelo

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L’Ultimo Demone

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L’Ultimo Potere

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Strade Nascoste

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Inferno e Paradiso (racconto)

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Il magazzino dei mondi 2

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Una recensione su Strade Nascoste

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Strade NascosteSu Bostonian Library è possibile leggere una recensione su Strade Nascoste, il primo romanzo che ho realizzato.
Sono trascorsi più di dieci anni da quando ho concluso la prima stesura: che valutazioni fare del percorso inerente alla scrittura?
Continuare a scrivere (e soprattutto a leggere) ha portato ad acquisire una maggiore sintesi, ad avere uno stile più asciutto; ho scritto Strade Nascoste al meglio delle possibilità che avevo in quel periodo, mettendo tutti i mezzi e le risorse a mia disposizione nella realizzazione dell’opera. Se lo scrivessi adesso, lo stile sarebbe differente, ci sarebbero delle migliorie nei dettagli: questo è un fatto normale, una presa di coscienza che qualsiasi scrittore ha nei confronti dei suoi primi lavori. Non rimpiango (e neppure mi vergogno) di quello che ho fatto, perché ci ho messo tutto l’impegno che avevo e quanto fatto è servito per farmi migliorare e arrivare dove sono adesso. E così continuerà a essere continuando nel percorso scrittorio.
Sono rimasto praticamente sempre in ambito fantastico nei miei lavori, ma non sono mai stati semplicemente dei fantasy; Strade Nascoste (e così Strade Nascoste-Racconti) è sicuramente il romanzo che più è fantasy, seppure abbia diversi elementi dell’horror, ma lo stesso non si può dire per L’Ultimo Potere e L’Ultimo Demone. Questi due ultimi lavori hanno trovato in sé lo sviluppo di più generi: fantasy, horror, fantascienza, denuncia sociale, filosofia, spiritualità. Qualcuno potrà storcere il naso, ma a me interessa scrivere storie quanto più interessanti e profonde possibili; non sono un purista dei generi, perché per me è il genere al servizio della storia, non la storia al servizio del genere; qualsiasi elemento di qualsiasi genere può andare bene purché sia utile a scrivere qualcosa di buono.
Tutt’altro discorso per Jonathan Livingston e il Vangelo, che appartiene alla saggistica e che va a toccare argomenti molto diversi dal fantastico, anche se opere appartenenti a questo genere sono utilizzate per mostrare aspetti della vita, perché di essa si parla in quest’opera.
Ancora diverso è il discorso per altre due opere concluse ma al momento inedite: una è un thriller paranormale di denuncia sociale (legata sempre al ciclo della Caduta), l’altra una storia per bambini (ma anche per quelli un po’ più grandi) con protagonisti gli animali.
Finora ho parlato del passato e del presente: il futuro quale sarà? Certezze non se ne hanno: le idee saltano fuori in qualsiasi momento e qualcosa di nuovo può venire creato all’improvviso. Una cosa però è certa: c’è materiale per scrivere altre storie su Asklivion e la Caduta, anzi, ci sono già dei capitoli scritti e la struttura di futuri lavori già imbastita. Però sono ancora lontano dal poter dire che il lavoro è a buon punto: per questo ci vuole tempo. E io sono dell’avviso che per fare dei buoni lavori occorre tempo, perché le cose vanno fatte per bene, senza fretta (la cosa migliore quando la si ha, è andare con calma), altrimenti è meglio non farle.

Il vero volto delle persone

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Il vero volto delle personeLa cacofonia raggiunse Sanjuro sul tetto del palazzo. Un ronzio fastidioso come uno sciame di calabroni. E ugualmente carico di minaccia.
Tutto quello che vedeva bastava per fargli prendere una decisione?
Mark Destin avrebbe detto che non c’era bisogno di tentennamenti, perché farlo significava arrivare troppo tardi.
Ma lui continuava a cercare altre soluzioni.
Mark lo avrebbe redarguito con quei suoi modi privi di emozioni. “La tua mente si sta chiudendo di fronte all’orrore della scelta, ma il tempo della comprensione è finito.” Lui però non c’era più; adesso era solo, con guida le ultime parole lasciate in eredità dall’altro. “Ti convincerai quando vedrai il vero volto delle persone.”
Le urla gli fecero abbassare lo sguardo. Osservò la fiumana di gente che si riversava verso il centro della città: una massa impazzita vestita di nero, risoluta nella sua frenetica possessione.
«Giustizia!»
«Libertà!»
Urlava il lato destro del corteo.
«Condanna per i nemici!»
«La sua innocenza deve essere riconosciuta!»
Strepitava il lato sinistro.
«Fate sentire la vostra voce! Fatevi ascoltare!» Li incitò il capo corteo con il megafono. «Il popolo lo vuole!»
«Il popolo lo vuole!» ruggì il corteo.
Senza più la forza dei soldi, il potere era divenuto quello delle masse: chi aveva il loro consenso dominava, imponendo la sua legge. Era stato normale che fossero i politici a far la parte dei leoni, visti gli appoggi che erano arrivati ad accumulare negli anni. In nazioni dominate dal caos era inevitabile che chi fosse abile con le parole s’innalzasse sopra gli altri. Con gente disperata, che non aveva più lavoro e mezzi con cui sostenersi, era stato facile ottenere consensi facendo leva sul ritorno dell’agiatezza passata. Alla massa non importava che chi li guidava fosse stato condannato per crimini d’ogni sorta contro l’umanità: avrebbe accettato qualunque cosa pur di rimanere negli schemi del conosciuto.
“È questo il vero volto degli uomini?”
Il corteo si espanse come una piovra che allungava i tentacoli. La folla entrò nei palazzi, tornando indietro con i suoi residenti: fatti avanzare a calci e schiaffi davanti al corteo, furono coperti di sputi e insulti.
I volti di quegli uomini erano maschere di violenza e rabbia; le parole che usavano una bestemmia al loro vero significato. Imponevano la legge dei numeri, che con la forza sopprimeva la volontà e uccideva la libertà. Per paura, le vittime si unirono a loro. Ogni compassione per esse svanì.
Ancora però non riusciva a decidersi. Perché farlo avrebbe significato perdere la propria anima. E se non poteva salvare quelle persone, almeno poteva salvare se stesso.
Le urla di protesta e di dolore si trasformarono in urla d’orrore.
Si erano formate delle sacche di resistenza al rastrellamento. Squadroni si erano staccati dal corteo prendendo d’assalto i palazzi. Poi coloro che si erano ribellati furono portati in strada, trascinati perché incapaci di camminare. Uomini, donne, bambini: non avevano fatto distinzione nello spaccare le gambe.
«Loro rifiutano l’innocenza del nostro leader: credono a chi l’ha giudicato colpevole di truffa, sfruttamento della prostituzione, corruzione!» Tuonò l’uomo con il megafono. «Ritengono che sia la causa della rovina del nostro paese, che abbia pensato solo al suo interesse, promulgando leggi a proprio favore!»
La folla protestò inferocita.
«L’offesa merita il castigo!»
Sanjuro vide le teste degli uomini fatte appoggiare sul marciapiede e colpite con mazze di ferro fino a quando il cervello non schizzò fuori. Le donne furono prese e crocefisse lungo le ringhiere dei giardini, i loro ventri squarciati, mentre con gli ultimi scampoli di vita vedevano i bambini venire sgozzati come maiali strillanti.
«Gli abbiamo dato una possibilità!» Tuonò l’uomo con il megafono. «Non l’hanno colta! Andate e uccidete chiunque non è di noi! Perché chi non è con noi, è contro di noi!»
La folla sciamò tra le vie come scorpioni, cacciando, stanando. Le scene di mattanza si ripeterono centinaia di volte.
“E io non sto facendo nulla per fermarli. Ho la forza per impedirlo e me ne sto a guardare.”
“Avresti dovuto ucciderlo quando ne avevi l’occasione.” L’eco della voce di Mark diede corpo al senso di colpa d’aver avuto pietà di chi pietà non meritava.
“Se l’avessi ammazzato, nulla di ciò sarebbe successo.” La barriera che finora aveva bloccato la sua decisione prese a sgretolarsi. “Tutto questo sta accadendo a causa di un misero uomo e di chi non ha avuto il coraggio di fare quello che andava fatto.”
Ma anche se aveva il Potere, non poteva salvare tutti: erano troppi i massacri. Doveva scegliere dove intervenire, ma come poteva decidere chi era più meritevole d’essere salvato?
Allibito, osservava teste infilate sopra pali, neonati presi per le gambe e sbattuti contro i muri, uomini cui venivano amputati gli arti e fatti sventolare come trofei.
Un urlo acuto sotto di lui lo riscosse. Una donna con un bambino in braccio correva disperata tenendone un’altra per mano. La folla li inseguiva scagliando pietre. Una centrò la donna alla spalla, facendola barcollare e inciampare, fino a che non rovinò al suolo trascinando con sé la piccola. La folla le fu subito addosso. La bambina fu sollevata in piedi, la testa strattonata all’indietro. Un coltello si levò nell’aria.
Sanjuro si lasciò cadere dal tetto del palazzo, sfondando con un pugno la testa della donna che impugnava l’arma. La folla gli si lanciò contro. Sprigionò il Potere, riducendo gli assalitori a una nebbiolina rossa.
Si voltò verso la donna. «Puoi camminare?»
Tremante, lei assentì.
«Seguitemi.»
Scelse vicoli stretti, ma anche lì i tentacoli della folla li raggiunsero. E con meticolosa freddezza vennero tranciati.
Superato l’angolo di un quartiere, la pianura si stagliò davanti a loro.
«Dirigetevi verso le montagne.»
La donna gli strinse la mano. «Tu non vieni?» domandò con apprensione.
«Altri sono da salvare.»
A malincuore lei lo lasciò. «Grazie.»
«Grazie» ripeté la bambina mentre si allontanavano.
Stava per tornare in città quando udì lo strillo della bambina. Si voltò, vedendo due uomini vestiti di nero saltarle addosso e pugnalarla alla schiena. Pochi metri più in là altri tre stavano finendo la madre e il fratello allo stesso modo.
“Ero sicuro che fossero al sicuro…”sentì un’altra parte di sé sgretolarsi. “Avrei dovuto controllare che non ci fossero di quei folli qua fuori…”
I cinque corsero verso di lui con le lame insanguinate. Furono ridotti in una nebbiolina rossa.
La periferia della città ora era silenziosa. I vicoli erano bagnati e resi scivolosi dal sangue, i corpi delle vittime abbandonati come rifiuti. Nelle vie principali c’erano file di teste impalate e crocefissioni. Le superò tenendo lo sguardo fisso davanti a sé, puntando al palazzo più alto della città e salendo sulla sua cima, dove troneggiava un’insegna di cui restavano solo le cifre VIII.
Non c’era più nessuno scontro. La gente faceva bivacchi negli incroci, scherzando rilassata, come se non fosse successo nulla.
“Adesso ho visto il vero volto delle persone.” Scese dal palazzo e si allontanò dalla periferia, raggiungendo la donna e i suoi figli per seppellirli. Lanciò un ultimo sguardo ai tre cumuli prima di voltarsi verso la città.
“Uguale a Sodoma e a Gomorra: non c’è più un solo giusto in questo luogo.”
Levò la mano destra al cielo, sentendo i muscoli del volto tendersi mentre serrava la mascella. Le nubi nere del cielo furono percorse da scie luminose.
“Che io sia maledetto per non essere riuscito a impedire tutto ciò.”
La coltre plumbea si aprì in un gigantesco vortice, squarciata da una luce sfolgorante che si allargava sempre più.
“E per non aver avuto prima il coraggio di fare quello che andava fatto.”
La mano si abbassò e la gigantesca lama bianca si abbatté sulla città.
Quando la Spada dell’Apocalisse ebbe purificato tutto, lasciando solamente blocchi di sale, si mise in cammino verso la città successiva.
“Ti troverò figlio di puttana, dovessi ridurre tutto a un mucchio di sale.”

Un ringraziamento a Nerio di WD per la realizzazione della copertina.

Fiamme

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FiammeSanjuro osservava il fuoco a pochi passi da lui. Le fiamme si muovevano lente e sinuose; facevano pensare a qualcosa di vivo, anche se in esse non c’era vita.
Si può vivere senza luce, ma senza calore si è destinati a morire; non ricordava chi glielo aveva detto, ma doveva ignorare che anche una cosa buona come il fuoco, se portata all’eccesso, poteva uccidere. “Anche mal riporre la propria fiducia può portare allo stesso risultato.”
Nella danza delle lingue scarlatte ricordò fiamme che si levavano verso il cielo ruggendo e soffiando, stagliandosi alte contro la notte nera, sferzando le facciate dei palazzi, il calore così elevato che sbriciolava il cemento.
Sanjuro si guardò attorno, non nuovo a scenari di distruzione, ma non abituato a quanto aveva dinanzi.
Corpi carbonizzati pendevano dalle finestre nel disperato tentativo di sfuggire alle fiamme. Le auto si erano accartocciate su se stesse, le barre di metallo incandescente che continuavano a piegarsi.
“Questa città non doveva essere colpita.” Avanzò accumulando orrore su orrore. “C’era solo gente innocente che semplicemente cercava di sopravvivere, non era una base di Posseduti.”
Camminò nel crepitio dei vetri che esplodevano, tra i crolli di muri e pilastri.
Una massa fiammeggiante rotolò fuori da un palazzo, contorcendosi al suolo qualche secondo prima di giacere immobile. Dell’uomo che era stato, in pochi attimi erano rimaste soltanto ossa e fiamme che fuoriuscivano dal torace e dalle orbite degli occhi.
“L’Inferno è sceso sulla Terra” pensò stranito. “Ma chi tra noi è stato capace di fare una cosa del genere? Chi ha avuto questo coraggio? No, non coraggio” si corresse. “Follia.”
Avanzò sulle strade roventi, sperando ci fosse ancora qualcuno da aiutare. Ma sapeva che nessuno poteva sopravvivere a quelle fiamme. Nessuno che non fosse dotato di Potere.
Dal lato opposto della strada un uomo avanzava baldanzoso verso di lui.
«Spettacolo grandioso, vero Sanjuro?»
«Furia…»
«Controlli che il lavoro sia stato portato a termine?» Furia gli batté una mano sulla spalla. «Stai tranquillo: nessuno è rimasto in vita in questa città. A parte me e te, naturalmente.»
«Questa città non era da colpire…»
«Certo che lo era: lo sono tutte.»
«Questa città non era da colpire!» scattò Sanjuro.
Furia alzò le sopracciglia. «Perché?»
«Queste persone cercavano solo di sopravvivere! C’erano innocenti! C’erano bambini!» urlò Sanjuro.
«E allora?» domandò senza scomporsi Furia.
Sanjuro si avvicinò minaccioso. «Che colpa avevano i bambini?»
«Il sangue dei padri scorre nelle vene dei figli» rispose tranquillamente Furia.
«Che stai dicendo?» ringhiò Sanjuro.
«Un giorno i bambini cresceranno e saranno come gli uomini che li hanno procreati. Rifaranno gli stessi sbagli, gli stessi crimini, creeranno gli stessi orrori o anche peggio. Quindi meglio eliminarli quando sono una possibile minaccia, che non una minaccia che ha fatto danno.»
Sanjuro socchiuse gli occhi come una belva pronta ad attaccare. «Ma tu chi sei?»
«Uno che fa la tua stessa identica cosa» rispose l’altro.
«Io non uccido bambini!» sibilò Sanjuro sentendo la rabbia montargli dentro.
«Tu uccidi, esattamente come me. Spazzi vite via dalla faccia della terra come fa il vento con le foglie secche.»
«Io non provo piacere nell’uccidere.» Sanjuro strinse i denti. «Tu sì.»
«Solo perché le persone hanno quello che si meritano. Perché gli viene reso quanto hanno fatto. Accetta la realtà: tutti gli uomini sono colpevoli. Nessuno escluso.»
«Neppure tu.»
«Certo. Infatti, non mi reputo una vittima e neppure voglio esserlo. Preferisco essere il carnefice. E come carnefice, apprezzo il sangue che viene versato.» Furia prese a girargli attorno. «Anche tu lo sei e pure a te piace portare rovina, per quanto tu possa negarlo. Non c’è nulla di più sublime dell’avere tra le mani la vita degli altri e poterla spezzare. Abbiamo il potere più grande, quello di dare la morte e non c’è niente che faccia sentire così vivi.» Osservò con disgusto un corpo carbonizzato. «Provi pietà per il decesso di queste persone ma guarda in che modo vivevano, in cosa credevano, cosa inseguivano e capirai che meritavano questa fine.» Gli lanciò un’occhiata di feroce divertimento. «Sai che cos’ha di bello questo potere? È nei momenti in cui uccidiamo che la vita esprime e acquisisce la sua maggiore intensità, ci fa provare il desiderio di continuare a essere, cancellando ogni apatia, ogni non senso.»
«La morte è solo dolore.»
Furia scosse il capo. «La morte è liberazione dal dolore. Il dolore è vivere. Tu pensi di sapere cos’è la sofferenza, ma non hai mai provato quella vera, capace di mutare il tuo essere in ogni suo aspetto.»
Sanjuro sentì la rabbia crescere. «Hai perso il senso dell’essere Usufruitore.»
Furia scoppiò in una bassa risata. «Ho detto di esserlo?»
La frase raggelò Sanjuro, cominciando a comprendere. «Tu non sei un Usufruitore…»
«A costo di ripetermi, non l’ho mai detto. Il fatto che io abbia la vostra stessa forza, non fa me uno di voi.»
«Ma allora…» Sanjuro sentì il peso della rivelazione piombargli addosso di colpo.
Furia sollevò le mani con i palmi rivolti verso l’esterno in segno di discolpa. «La responsabilità non è mia se non sai osservare e distinguere le cose.»
Il respiro di Sanjuro accelerò. «Mi sono fidato di te.»
Furia scrollò le spalle. «Impara a non fidarti di nessuno.»
«Ci hai usato, utilizzando le nostre informazioni per i tuoi scopi.»
«Non ho usato nessuno: ho fatto quello che avrei fatto in tutti modi. Solo che in questa maniera le nostre strade si sono affiancate. Con o senza di voi continuerò sullo stesso percorso. Quindi, non farti il sangue amaro per questo: non puoi farci nulla.»
«Su questo ti sbagli, demone.» Il Potere colpì in pieno Furia e la strada esplose, scaraventando pezzi d’asfalto in tutte le direzioni.
Furia scagliò in avanti le fiamme in colonne ruggenti. I lampioni e le auto si fusero come ghiaccio nel deserto.
Sanjuro rotolò lontano, rialzandosi e scagliandogli contro il proprio Potere.
Il fuoco si erse a difesa formando un muro che disperse l’attacco.
«Dovrai fare di meglio» Furia sbeffeggiò Sanjuro. «Hai scoperto il Potere da poco tempo, mentre io sono antico di secoli e quindi ho più esperienza di te. E l’esperienza è tutto sul campo di battaglia.»
Il muro di fuoco fu perforato da catene che lo centrarono nel petto. Furia rotolò sull’asfalto, sentendo gli abiti inzupparsi di sangue.
“È riuscito a ferirmi” costatò stupito.
Le fiamme furono ricacciate indietro. Sanjuro avanzò deciso.
“Ma che…?”
Catene incandescenti gli salirono sulle gambe, intrecciandosi con altre dagli anelli rosso sangue fin sulle braccia e sul petto, dove divenivano nere.
“Che razza di Potere sta usando?” Furia riuscì a schivare l’attacco delle catene, scagliando in risposta una marea di fiamme.
Le catene crearono un vortice di anelli attorno a Sanjuro; il fuoco fu spinto verso l’alto, disperdendosi nel cielo in nuvole di scintille.
Furia lo incalzò, ma niente riusciva a passare la ferrea difesa. “Non sta usando nessun Potere, eppure quelle catene hanno forza: le mie fiamme non riescono nemmeno a scalfirle.” Prese ad arretrare, sentendo un tintinnio quando il suo calcagno pestò qualcosa di duro.
“Merda.” Tutto intorno a lui era uno strisciare di catene: non vedeva la fine del serpeggiare degli anelli fatti di rosso, nero, arancione. Il buio cominciò a calare, le fiamme soffocate dall’espandersi della misteriosa manifestazione di Sanjuro. Palazzi, strade: tutto era ricoperto di catene che sferragliavano.
“Si mette male.” Furia fece esplodere il potere in una gigantesca colonna di fuoco accecante e poi scattò all’indietro. Sentì il corpo perforato in decine di punti, le catene che cercavano di serrarsi attorno a braccia e gambe per trascinarlo al suolo e stritolarlo in uno spietato abbraccio. Lasciando lembi di carne tra gli anelli, riuscì a liberarsi, scappando nella notte.

La mente di Sanjuro ritornò al presente. Si alzò, risoluto. Era tempo di porre rimedio agli errori commessi.

Promozione aprile

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Dal 6 al 20 aprile, L’Ultimo Potere, L’Ultimo Demone, Strade Nascoste e Strade Nascoste – Racconti saranno in promozione sui vari store con uno sconto del 25 % (ovvero saranno in vendita a 1.49 E).

Cambiamento delle royalties degli e-book su Amazon

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A partire dal 15 gennaio, le royalties degli ebook su Amazon sono cambiate; con il nuovo anno anche Streetlib, con cui pubblico le mie opere, ha dovuto adeguarsi alle condizioni imposte da Amazon.
Ecco che cosa è cambiato.
Ora i libri vengono fatti rientrare in due modelli.
•Modello Standard: prevede un guadagno pari al 25% del prezzo di copertina.
•Modello Enhanced: prevede un guadagno pari al 60% del prezzo di copertina* al netto dei costi di spedizione che sono così calcolati:

Amazon.com
USD $0.15/MB
Costo minimo: USD $0.01

Amazon.ca
CAD $0.15/MB
Costo minimo: CAD $0.01

Amazon.co.uk
£0.10/MB
Costo minimo: £0.01

Amazon.de, Amazon.fr, Amazon.es, Amazon.it, Amazon.nl
€0.12/MB
Costo minimo: €0.01

I libri vengono fatti rientrare nel modello Standard o Enhanced in base al prezzo di copertina:
•Prezzo inferiore a €2,99 → Standard
•Prezzo tra €2,99 e €9,99 → Enanched
•Prezzo oltre€ 9,99 → Standard

Strade Nascoste, L’Ultimo Potere, L’Ultimo Demone, Jonathan Livingston e il Vangelo, seppur con un prezzo di 1.99 E non rientrano nel modello standard e mantengono le royalties al 60 % perché non sono coinvolti nei libri pubblicati dagli editori indipendenti indicati poco sopra, che rispondono ai seguenti requisiti:

•caricati a partire dal 1° agosto 2017

oppure

•con un numero di vendite inferiore a 25 unità nei 12 mesi dal 1° agosto 2016 al 31 luglio 2017.

I libri caricati al di fuori dei periodi/condizioni indicati mantengono per il momento le condizioni già previste per il calcolo delle royalties.

C’è questo “per il momento” che non è tanto piacevole e fa presagire che Amazon può decidere quando vuole di cambiare le condizioni (per il momento, da quel che ho visto dal 15 gennaio ad adesso, le royalties si sono mantenute al 60%). In questo caso, le cose per quanto riguardano i prezzi degli e-book che ho realizzato, potrebbero cambiare, come spiegherò fra poco.
Strade Nascoste – Racconti, essendo stato pubblicato il 22 gennaio 2018 e avendo il prezzo di 1.99 E, rientra nel modello standard e percepirà royalty al 25%.
Per quest’opera avrei potuto aumentare il prezzo a 2.99 E per mantenere le royalties al 60%, ma essendo una raccolta di racconti, seppur legata a un romanzo corposo, non ho reputato giusto far pagare di più ai lettori una decisione presa da Amazon. Dal mio punto di vista, una serie di racconti non può costare più di un romanzo; naturalmente dipende dalla lunghezza dell’opera, perché è illogico (portando un esempio estremo) che una raccolta di racconti di mille pagine costi meno di un romanzo di cento pagine.
La decisione di Amazon però non mi è piaciuta, anche se per questa volta ho deciso di lasciare lo stesso prezzo delle altre opere; per i prossimi lavori però mi vedrò costretto a utilizzare come prezzo 2.99 E per mantenere le royalties al 60%, anche se sono consapevole che l’aumento dei prezzi può non piacere a lettori (a nessuno piacciono i rincari) e questo potrà influire sul numero di vendite.
Qualcuno potrebbe obiettare che il 25% è un’ottima percentuale, che tanti autori che pubblicano con le ce tradizionali lo vorrebbero, ma ci sono dei punti che non vengono presi in considerazione. Qui si sta parlando di e-book, non di libri cartacei, quindi non ci sono costi di materiale e di produzione. Inoltre con una ce tradizionale ci sono pure i costi che lei si sobbarca per la distribuzione e la promozione, cosa che un autore autopubblicato non ha e per le quali si deve dare da fare personalmente. Senza contare che se si pubblica con una ce, in teoria si ha anche il servizio di editing (in pratica ci sono ce che questo servizio non lo fanno, ma vogliono avere il testo già editato, con l’autore che deve pagare personalmente un editor).
Guadagnare un quarto di due euro, dopo che si è fatto personalmente tutto il lavoro di stesura, revisione, correzione, realizzazione della copertina e dell’e-book, e ci si sobbarca la promozione, è poco; dato che lo store a parte mettere in vetrina non fa altro, tenersi una fetta così alta di guadagno è troppo.
Come ho già scritto, quella di Amazon è una scelta che non mi è piaciuta, perché uno dei punti di forza per gli autori autopubblicati per vendere è tenere prezzi bassi; 2.99 E rimane ancora un prezzo basso, vista anche la lunghezza delle opere che ho realizzato (si parla di diverse centinaia di pagine), ancora di più confrontandolo con quelle delle ce (spesso costano come minimo il doppio e hanno meno pagine) o con quelle di altri autori autopubblicati, che con lo stesso prezzo vendono opere di poche decine di pagine. Purtroppo però si deve avere a che fare con un mercato dove la gente legge sempre meno e si hanno dei pregiudizi verso le opere autpubblicate (a volte a ragione, ma bisognerebbe valutare caso per caso, non fare di tutta l’erba un fascio).
Perché Amazon ha effettuato questo cambiamento?
Si possono fare delle supposizioni.
Un modo per limitare le autopubblicazioni.
Oppure un modo per cercare di guadagnare di più dalle autopubblicazioni, dato che tanti vendevano a 0.99 E e 1.99 E.
Amazon ha sempre avuto una politica spesso opinabile; si potrebbe anche non avere a che fare con esso (Strettlib permette di scegliere gli store su cui pubblicare), ma purtroppo si deve tenere conto che, se non si vuole limitare la diffusione delle proprie, Amazon è lo store che fa vendere di più, perché tanta gente acquista su di esso per le condizioni che pone verso il cliente. E il cliente è contento, anche se non si pone domande a che prezzo ciò avviene (ovvero, si gioca sulle pelle altrui, basta pensare alle condizioni lavorative dei dipendenti di Amazon).
Vedrò come andrà la decisione che metterò in atto per le prossime opere (e non solo per esse, se le cose attuali dovessero cambiare), anche se temo che ne pagherò le conseguenze (riferito al numero di vendite), ma è qualcosa che non dipende da me ed è questa la cosa che più m’infastidisce.

Promozione Natalizia

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Dal 23 dicembre al 6 gennaio Strade Nascoste, L’Ultimo Potere, L’Ultimo Demone, Jonathan Livingston e il Vangelo saranno in promozione sui vari store con uno sconto del 50 % (ovvero saranno in vendita a 0.99 E).

Promozione 24-28 novembre

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Dal 24 al 28 novembre, L’Ultimo Demone e Strade Nascoste saranno in promozione sui vari store con uno sconto del 25 %.

Intervista su Leggere Distopico.

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Per chi fosse interessato, segnalo che sul sito Leggere Distopico c’è una mia intervista inerente L’Ultimo Potere e L’ultimo Demone.
E già che ci si è, se interessa il genere distopico e post-apocalittico, suggerisco di dare un’occhiata agli altri articoli di Leggere Distopico: sono interessanti.

Promozione d'ottobre

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Per tutto il mese di ottobre Strade Nascoste, L’Ultimo Potere, L’Ultimo Demone e Jonathan Livingston e il Vangelo saranno in promozione sugli store con uno sconto del 50%, ovvero potranno essere acquistati a 0.99 E anziché 1.99 E.