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The Wrestler

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Si è liberi di fare solo la prima scelta: tutto il resto è una conseguenza.
Questa semplice realtà è quanto viene mostrato da The Wrestler, la vicenda di Randy “The Ram” Robinson, il personaggio ottimamente interpretato da Mickey Rourke: un lottatore professionista di wrestling che ha avuto il suo apice di gloria alla fine degli anni ’80, ma che con il trascorrere del tempo ha visto la sua popolarità scemare, venendo ricordato solo da un ristretto gruppo di fan di questo sport. Gli anni trascorsi non hanno lasciato il segno solo sulla sua fama, ma hanno richiesto il loro prezzo da pagare anche sul fisico, provato da droghe, steroidi e una vita vissuta al massimo, fatta di eccessi e sregolatezza.
Nel momento più basso della sua vita e carriera, Randy si ritrova a tirar le somme sul suo vissuto e il conto è veramente salato. Si accorge che la gloria è qualcosa di effimero, che dura solo l’attimo della vittoria e per il resto è solo ricordo. Un ricordo che è agrodolce, che rammenta che il passato non tornerà più, che tutto quello che ha in mano è soltanto la cenere per aver voluto bruciare al massimo per infiammare il pubblico; Randy si rende conto che è solo, che non ha nessuno vicino a sé nel momento del bisogno e come chiunque ha sempre vissuto di corsa, senza mai soffermarsi un attimo per vedere cosa ha lasciato indietro, solo avendo un incontro con la morte, prende coscienza di questa realtà, di quanto ha costruito. E per questo cerca di ricominciare da capo, di trovare qualcosa che dia un senso alle sue giornate e gli permetta di condurre un’esistenza normale, come tutte quelle persone che non sono state sotto i riflettori e non hanno avuto scrosci di applausi nel momento del successo. Ma passare da essere qualcuno a essere uno come tanti non è facile: passare dall’esaltazione al grigiore della quotidianità che è sempre uguale, ripetitiva e non conosce scariche d’adrenalina, è qualcosa di veramente deprimente.
Tuttavia, se si ha qualcuno d’amare e che ricambia l’affetto, può divenire tollerabile, e se il sentimento è forte può addirittura non avere alcuna importanza. Ma quando si è a terra, si è spezzati, basta un niente per ricacciare indietro la speranza, per veder sparire ogni possibilità di rinascita: è difficile perdere certi automatismi, giusti o sbagliati che siano, dopo averli portati avanti per anni. E’ a questo punto, di fronte all’oscurità e incertezza del futuro, che si ritorna sui propri passi, si ritorna sulla vecchia strada, anche se è stata quella che ha creato il presente in cui ci si trova, anche se può fare ancora male. Ma il conosciuto in momenti difficili è una consolazione, è un balsamo lenitivo e ci si rende conto che ognuno ha un proprio mondo cui appartenere, che si è costruito con le proprie mani e che porta a una conclusione che spesso si è ignorata.

“Sono un vecchio pezzo di carne maciullata. E sono solo. E me lo merito di essere solo.”

Tutto quello che Randy ha fatto lo ha portato a una vita di solitudine, priva di sentimenti, appartenendo a un mondo di relitti che vivono di luce riflessa ormai lontana; relitti che non riescono a staccarsi dal passato e non riuscendoci sono destinati ad affondare.

“Delle persone mi hanno detto che non avrei più potuto combattere. Ma non so fare altro. Se vivi sempre al massimo, e spingi al massimo, e bruci la candela dai due lati, ne paghi il prezzo prima o poi. Sapete, nella vita si può perdere tutto quello che si ama e tutti quelli che si amano…infatti non ci sento più come una volta e dimentico le cose…e non sono più bello come un tempo…però, maledizione, sono ancora qui e sono The Ram. E’ vero, il tempo è passato…il tempo è passato e hanno cominciato a dire è finito, non ha futuro, è un perdente, non ce la fa più…ma sapete che vi dico? Gli unici che potranno dirmi quando non sarò più all’altezza siete tutti voi…è per tutti voi, è per tutti voi, che vale la pena di continuare a combattere… perché siete la mia famiglia…vi amo tutti…grazie infinite.”

C’è una gran amarezza nel discorso che fa Randy al pubblico, che solo il suo antagonista sul ring a un certo punto comincia a comprendere. E’ veramente triste scoprire che quanto più vicino a essere una famiglia siano stati gli avversari affrontati e la folla presente agli incontri; e lo è ancora di più quando Randy, alzando lo sguardo oltre il pubblico e fissandolo tra le tende aperte che hanno visto come sempre il suo ingresso sul ring, vede che c’è solo uno spazio vuoto. A questo punto, non rimane più niente, se non concludere il proprio cammino con la possibilità di scegliere di andarsene alle proprie condizioni.

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