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Shangri-La

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Shangri-LaShangri-La è una graphic novel di Mathieu Bablet del 2016 appartenente al genere distopico/fantascientifico. La Terra è divenuta un luogo inabitabile in seguito alla Grande Catastrofe del XXI secolo; di questa catastrofe si sa poco: c’è chi pensa che sia la guerra che ha portato il divieto di praticare le religioni, e c’è chi crede che sia il disastro avvenuto quando la siccità ha impedito il raffreddamento delle centrali nucleari. Quale che sia la realtà, ciò che resta dell’umanità vive in un grande satellite artificiale che gravita attorno al pianeta, obbedendo ai dettami della Tianzhu Enterprises, una multinazionale che impartisce ordini e direttive che devono essere eseguiti senza pensare né protestare. Molta della popolazione accetta lo status quo passivamente, credendo che avere un posto di lavoro con il quale comprare i prodotti della multinazionale sia il massimo della vita; una vita tranquilla, sicura, dove tutto è stabilito e controllato; ma c’è chi non accetta una vita del genere, avendo chiaro che la Tianzhu nasconde qualcosa e mente su molte cose, essendo riuscita a plagiare la mente delle persone con un consumismo sfrenato.
All’inizio Scott, il protagonista della storia, è tra le persone che ritengono che il sistema di Tianzhu sia giusto, ma lentamente comincia ad aprire gli occhi quando la multinazionale non gli vuole rilevare informazioni sulle anomalie su cui sta indagando: in varie Tianzhu Atomic Research stanno avvenendo esplosioni sferiche prive di tracce di combustione. Sfere fantasma al posto dei laboratori dove si facevano esperimenti sulla materia, portate avanti dal gruppo di ricerca “L’ambizione del secolo”, che vuole creare dal nulla la vita, proprio come avvenne alle origini della creazione dell’universo: gli scienziati di tale gruppo vogliono creare attraverso l’uso dell’antimateria l’Homo Stellaris, una nuova specie umana che andrà a vivere nelle pianure di Shangri-La, una zona di Titano, il più grande satellite di Saturno, che da 300 anni viene terraformato (macchine gigantesche sono state mandate per rendere il luogo vivibile, rendendo l’aria respirabile, facendo comparire l’acqua e poi permettendo la proliferazione di flora e fauna). Nonostante la pericolosità, Tianzhu lascia fare gli scienziati perché è ricattabile: infatti questi ultimi sanno che da tempo la Terra è di nuovo abitabile e la multinazionale lo tiene celato per poter controllare meglio l’umanità.
Uno scienziato di L'ambizione del secoloDi fronte a questa realtà, Scott e i suoi amici decidono di unirsi alla resistenza guidata da Mister Sunshine per saperne di più su quello che sta succedendo e cercare di cambiare le cose. Quello che scopriranno su ciò che vuole fare la resistenza e come agisce Tianzu non li soddisferanno per nulla.
Le vicende prendono una piega sempre più brutale quando la verità viene rivelata: la violenza dilaga in tutto il satellite, portando caos e distruzione. Il gruppo di ricerca “L’ambizione del secolo” riesce nel suo intento, creando dal nulla una nuova razza umana e mandandola su Titano: dopo essersi sbarazzato di Dio, ora l’uomo è riuscito a divenire lui stesso Dio. Creando la vita dal nulla si sente sopra di tutto e di tutti, il massimo cui può giungere l’umanità.
Ma il suo più grande successo risulta essere anche la sua stessa rovina. Scott e il fratello cercano di fermare la reazione instabile dell’antimateria. Una parte degli abitanti della stazione riesce a raggiungere la Terra, ma la loro è una felicità di breve durata. Per i protagonisti e la vecchia razza umana non c’è un lieto fine: le loro scelte li hanno portati a una fine inevitabile. Per l’homo stellaris invece si tratta di un inizio, senza essere controllato da nessuno, con la speranza che gli errori di chi li ha preceduti non si ripetano.

Shangri-La (che si rifà al luogo immaginario descritto nel romanzo Orizzonte perduto di James Hilton del 1933, un Eden materiale e spirituale in cui l’occupazione degli abitanti è quella di produrre cibo nella misura strettamente necessaria al sostentamento e trascorrere il resto della giornata nell’evoluzione della conoscenza interiore della scienza e nella produzione di opere d’arte) è un’opera lucida che, anche se ambientata in un futuro distante secoli, denuncia la società del presente: è impossibile non accorgersi della forte critica che Mathieu Bablet lancia contro il sistema attuale.
Le multinazionali che con i sistemi creati da loro vogliono controllare la massa attraverso la mentalità del consumo.
La verità celata e l’attenzione distolta attraverso lo spettacolo, i social e l’illusione che il parere della gente conti qualcosa.
Il bisogno creato a tavolino che spinge le persone ad avere sempre le ultime novità e a seguire le mode decise dai media.
L’insensibilità degli uomini di non chiedersi come i prodotti sono realizzati, disposti a tutto pur di averli, anche se essi sono ottenuti con la sofferenza altrui; molto potenti sono le immagini che mostrano come sono sfruttati gli animoidi (l’uomo con la sperimentazione ha dato la parola agli animali): intubati, senza la possibilità di muoversi, menomati, sono costretti a lavorare in piccoli box all’interno di enormi fabbriche di montaggio per realizzare i tanto ambiti TZ-phone. Impossibile non vedere in questo il riferimento alle condizioni di lavoro cui sono costretti coloro che lavorano nella produzione degli I-phone, trattati come delle bestie.
Robot di Shangri-LaCome è impossibile non accorgersi della denuncia di come il corpo della donna viene usato nella pubblicità per influenzare la mente delle persone all’acquisto (emblematica l’immagine che pubblicizza il TZ-phone, con una donna completamente nuda messa a novanta gradi con la scritta “Approfittate” messa in diagonale a poca distanza dal suo di dietro in un chiaro atto di penetrazione).
Per non parlare dell’odio e delle ingiustizie perpetrate verso le minoranze e i diversi da parte di chi si considera superiore (in questo caso gli umani che angustiano, denigrano e pestano gli animoidi, come succede nella nostra storia, basti pensare a quello che hanno fatto fascismo e nazismo).
Contenuti e storia non mancano di certo in Shangri-La: si è di fronte a un’opera matura, dal potente impatto, molto cruda e amara, e non potrebbe essere diversamente vista la realtà che mostra, ovvero di un’umanità chiusa in se stessa, persa dietro il superfluo e il banale (l’accumulo materiale, la mania di fare selfie e condividere tutto quello che fa e pensa).
Mathieu Bablet dimostra non solo di sapersi destreggiare bene nella sceneggiatura, ma di sapersela cavare altrettanto bene nell’uso dei colori e nei disegni: grande cura è data ai mezzi, agli interni della stazione, ai mezzi tecnologici e agli esterni, sia nello spazio, sia sui vari pianeti. L’unica cosa che non a tutti può piacere è la scelta stilistica usata per i volti umani, che li raffigura un po’ troppo piatti.
Shangri-La è una lettura consigliata, soprattutto a coloro che non si rendono di come stanno vivendo e di cosa fa e dove sta andando la società attuale.