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La landa dei morti scriventi

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C’era una volta un uomo che cercava una risposta alla domanda che fin da piccolo lo affliggeva: che cos’era la vita.
Genitori, scuole, istituzioni: nessuno era riuscito a dargli quello che voleva in giovane età.
Una volta cresciuto, aveva preso a viaggiare, convinto che sarebbe riuscito nel suo intento. Aveva visitato paesi sempre più lontani, raggiungendo gli angoli più remoti della terra. Gli anni erano passati uno dopo l’altro, accumulandosi sempre più sulle sue spalle, finché la vecchiaia non l’aveva raggiunto; il suo desiderio, nonostante la perseveranza e gli sforzi, era stato sempre frustrato.
La fortuna però parve volgere a suo favore quando incontrò una donna che gli disse: «Se non hai trovato tra i vivi ciò che cerchi, allora dovresti provare tra chi non fa più parte di questo mondo.»
«Ma i morti non parlano con i vivi» obiettò il vecchio.
«Vero, ma esiste una landa dove i morti scrivono ogni segreto celato ai mortali. Forse è da chi ha perso la vita che puoi scoprire la verità che non riesci a cogliere.»
Seguendo le indicazioni che la donna gli aveva dato, il vecchio si diresse verso le montagne che celavano la misteriosa landa. Le raggiunse una sera, dopo mesi di lungo cammino. Aspettò il sorgere della luna, perché solo la sua luce avrebbe mostrato la gola che conduceva alla meta agognata.
Quando essa spuntò, la via si palesò davanti ai suoi occhi. S’inerpicò tra le rocce, il cammino rischiarato dall’astro argenteo. Presto il sentiero imboccato prese a scendere verso il basso, aprendosi sulla landa cercata. Il vecchio si fermò, il cuore che batteva forte: finalmente il suo desiderio sarebbe stato realizzato. Un vortice di emozioni imperversò nel suo petto: trepidazione ma anche timore. Gioia ma anche paura.
Soddisfare il desiderio del suo cuore poteva rivelarsi una sventura? Poteva essere una delusione?
Oppure finalmente poteva sentire il sapore della gioia e raggiungere una luminosità trascendente nella propria vita?
Mentre la luna raggiungeva il suo apice nel cielo, il vecchio mise piede nella radura e avanzò sicuro ma con passo lieve per non disturbare quella landa che non apparteneva ai vivi.
Dapprima indistinto, poi sempre più marcato, cominciò a sentire un insistente grattare su roccia. Seguì il rumore, non riuscendo a capire quale fosse la sua origine. Poi un movimento tra gli arbusti alla sua sinistra attirò la sua attenzione; facendo attenzione a non graffiarsi, scostò la bassa pianta, rivelando una mano scheletrica che con l’indice stava facendo dei segni su una pietra. Le linee erano sottili ma la luce della luna gli permise di leggere le parole che il morto stava scrivendo.
Per quanto un uomo assetato, placata la sua sete, sarà in pace? Fino a quando il suo cuore resterà calmo prima che un nuovo moto lo spinga a rimettersi in cerca?La landa dei Morti scriventi: racconto dal sentore di La Torre Nera, la famosa serie di Stephen King
Le frasi colpirono il vecchio, facendolo fremere nel profondo dell’animo, instillandogli un dubbio strisciante. Ma aveva faticato troppo per fermarsi a quel punto.
Avanzò nella landa di morto in morto, leggendo tutto quello che scrivevano, accumulando risposte.
La vita è il sapore del primo bacio.
Il piacere di un orgasmo.
La perdita di un grande amore.
L’ustione di una cocente sconfitta.
Il pianto di un bambino che nasce.
La risata di un amico vero.
Il tradimento di una moglie.
La soddisfazione di un lavoro ben fatto.

Per tutta la notte il vecchio non fece altro che leggere, fino a quando raggiunse il confine della landa. L’ultimo morto scrivente, accomodato in una piccola rientranza del terreno, concluse il suo pezzo.
La vita è tutto ciò che la morte toglie: speranze, sogni, sentimenti, futuro. Nella morte tutto è cenere, una costante realtà grigia priva di sapori e sussulti.
In quell’attimo, il vecchio comprese che tutte quelle cose, preso dalla sua ricerca, lui le aveva perse. Con le ultime energie che lo abbandonavano, seppe che aveva inseguito una risposta dimenticandosi di vivere, sciupando così l’unica possibilità concessagli di scoprire quello che voleva. Ora, con gli ultimi respiri che lasciavano il suo petto, aveva solo un desiderio, che sapeva non avrebbe potuto realizzare: non aver sprecato la sua vita.
Prima di scomparire dietro le vette a occidente, la luna accarezzò il corpo immobile del vecchio, i suoi ultimi raggi che illuminavano ciò che le fredde dita avevano appena terminato di scrivere.
La vita è vita: non si deve cercare di discernere la sua natura perché è qualcosa d’impossibile. Quello che si può fare è godere di ogni occasione che viene data, perché più non tornerà.

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