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La violenza non ha sesso né età

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Scene di violenzaPurtroppo la cronaca riporta sempre più casi di donne che subiscono violenza o vengono uccise. Un’escalation che sembra non avere fine. E questa è solo la punta dell’iceberg, perché di tanti casi non si parla, rimangono nell’ombra.
Da qui è facile focalizzare l’attenzione sull’immagine del maschio brutale, prevaricatore, possessivo, aggressivo.
Tutto vero, ma limitante, perché nell’immaginario si va poi ad associare la violenza all’uomo, inteso come essere maschile. E questo invece è sbagliato, perché la violenza non ha sesso. Anche le donne sono capaci di gesti brutali e la cronaca ce li mette sotto gli occhi ogni giorno: maestre che picchiano e terrorizzano bambini piccoli, donne che gettano in faccia acido all’ex-fidanzato, donne che fanno stalking. E la violenza non è solo fisica: basta osservare alcuni reality, show televisivi per vedere come il livello di aggressività verbale di tante donne è davvero alto. Ma ancora una volta, occorre sottolineare come la violenza non ha età, basta osservare il livello di scontro verbale che c’è in tante trasmissioni sportive. In questo articolo di una decina di anni fa, si parla di un insulto o un litigio ogni otto minuti. Ora le cose sono peggiorate, come se l’aggressività sia un valore da possedere per dimostrare di valere, sia un segno di forza. (per chi volesse approfondire il tema della violenza nei media, suggerisco la lettura di questo articolo.)
In conseguenza di ciò, viene spesso da pensare che sia un modo di fare utilizzato dai giovani per emergere, per imporsi. Ma se si osserva, si può notare che non è proprio così, perché sono tanti tra gli anziani quelli che uccidono e commettono violenza.
Quindi non è neanche una questione di età.
E neppure di appartenenza a un determinato stato sociale: spesso si credeva che la violenza nascesse da ambienti poveri, degradati, ma i fatti dimostrano che molti dei casi di violenza accadono dove non ce lo si sarebbe aspettato, perché tutto in apparenza andava bene. Niente problemi economici, famiglie cresciute in ambiente tranquilli; ma poi questa tranquillità viene squarciata all’improvviso da gesti efferati.
Pare che la violenza adesso non abbia neppure bisogno di un pretesto per scatenarsi: uno sguardo, un parcheggio perso, un commento, è sufficiente per portare alla tragedia.
Uomini, donne, giovani, anziani, pare che non siano più in grado di controllare le proprie emozioni, che vengano dominati da essi.
Come si è giunti a essere schiavi della violenza, divenendo non più esseri pensanti, ma un mezzo perché essa possa scatenarsi?
Un’educazione errata, il credere in valori sbagliati, esempi negativi portati dai media, il dilagare dell’ignoranza e della disinformazione, sono tutti elementi che hanno avuto la loro parte in questa violenza sempre più diffusa. Senza contare le insoddisfazioni, le delusioni, le sconfitte che, scontrandosi con falsi modelli di successo e riuscita, sono state alimentate fino a esplodere.
Tutto questo ha fatto perdere il proprio centro agli esseri umani, creando uno squilibrio che semina sempre più danni. Eppure, basterebbe essere un po’ più consapevoli di se stessi e del mondo che circonda, per non farsi condizionare e tornare padroni di stessi.