Il falco

L’inizio della Caduta

 

Jonathan Livingston e il Vangelo

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L’Ultimo Demone

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L’Ultimo Potere

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Strade Nascoste – Racconti

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Inferno e Paradiso (racconto)

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Il magazzino dei mondi 2

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365 racconti d’estate

Il magazzino dei mondi 2
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Starsight - Missione nello spazio

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StarsightStarsight è il seguito di Skyward, opera di fantascienza di Brandon Sanderson per young adult (termine che va tanto di moda in questi ultimi anni). Dopo aver salvato Detritus dall’attacco dei Krell e aver riscattato se stessa dal lascito di suo padre, Spensa è diventata un’eroina. Non solo: grazie a lei e a M-Bot, l’astrocaccia dotato di intelligenza artificiale, le forze umane si sono rafforzate, si è potuto prendere possesso di alcune delle piattaforme difensive che circondano il pianeta e controllarle. Con esse si possono respingere gli attacchi alieni che si sono fatti più intensi e massicci, ma si scopre anche che fine hanno fatto gli antichi abitanti di Detritus prima che gli umani vi arrivassero: sono stati completamente annichiliti da un Eradicatore, la spaventosa forza che Spensa vede come occhi quando è nel Nowhere, il luogo in cui può teletrasportarsi essendo una citonica.
Le cose sembrano mettersi male quando sempre più navi aliene giungono sul pianeta decise a eliminare una volta per tutte gli umani; senza avere un’iperguida e così poter lasciare il pianera, il destino umano sembra segnato. A meno che non si riesca a rubare questa tecnologia agli alieni. L’opportunità giunge quando su Detritus precipita una citonica di una razza umanoide un tempo alleata agli umani: mentre l’FDR si prende cura dell’aliena ferita, Spensa (grazie a M-Bot e ai suoi ologrammi) prende il suo posto e s’infiltra tra i ranghi della Superiorità, la coalizione aliena che li tiene segregati su Detritus, e che ora sta cercando d’arruolare piloti tra le altre razze per portare avanti un suo piano particolare.
La ragazza, con il solo supporto del fedele astrocaccia e dell’inseparabile lumacaos, si dovrà muovere nell’ambiente sconosciuto di Starsight, la stazione dove si trovano la Superiorità e le altre razze a essa collegate. Diffidando di tutto e di tutti, recitando un ruolo che non sente suo (lei è un pilota, non una spia), avrà modo di scoprire di più sugli Eradicatori, sul passato della sua razza, ma vedrà anche alcune delle sue convinzioni venire meno, rimanendo anche coinvolta negli intrighi di potere e nelle divisioni della politica della Superiorità. Eppure, seppure in una situazione difficile, troverà degli alleati su cui contare, come Vapor, Hesho e il suo equipaggio, Morriumur; troverà appoggio da chi non si aspetta e allo stesso modo verrà tradita da chi non credeva.
Ancora una volta Brandon Sanderson fa un ottimo lavoro: Starsight si legge con piacere, senza momenti di stanca. Coinvolgente, con un buon ritmo: Sanderson rivela nuovi dettagli sul nuovo mondo che ha creato e crea nuovi misteri da risolvere, affascinando il lettore con la nuova ambientazione in cui si svolgono le vicende. La Superiorità con il suo modo di controllare le razze a lei legate, le menzogne che ha costruito per mantenere il suo potere, le lotte intestine che minano una solidità che è solo di facciata. I tremendi e misteriosi Eradicatori che la Superiorità asserisce di voler combattere.
Non ci si stanca mai di vedere come Sanderson mette a disposizione del lettore tutti gli elementi necessari per sviluppare la trama e riesca sempre a sorprendere, anche se ormai si conosce il suo modus operandi. Ancora una volta Brandon riesce a far centro, regalando con Starsight un’altra ottima lettura.
Alcune note sull’edizione italiana. Bella la copertina utilizzata e la scelta di mantenere i disegni all’interno. Sarebbe occorsa più attenzione alla cura del testo, dato che ci sono diversi refusi.

Il falco, una storia di animali

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Il falcoUn giorno, quattro bambini vanno in un bosco e per divertirsi si mettono a raccogliere uova dai nidi di uccelli; l’avvicinarsi di un temporale li fa correre a casa, abbandonando il bottino appena trovato. Quello che per loro è stato un semplice e innocuo passatempo, per le uova sta per diventare qualcosa di molto pericoloso: senza la protezione e il calore dei propri genitori i piccoli all’interno del guscio rischiano di non crescere e venire alla luce.
Qualcuno però ha visto tutto e decide d’intervenire in loro aiuto: un falco, il più improbabile soccorritore tra gli uccelli, si prende cura di loro almeno fino a quando non ritroverà i genitori delle uova. Ma le sue ricerche non hanno successo e così non gli resta che continuare a occuparsi di loro. Il giorno della schiusa arriva e il falco si ritrova davanti sette piccoli, ognuno di una specie diversa.
Tra peripezie varie, gag divertenti e momenti di riflessione, gli otto si ritroveranno ad affrontare quella piccola grande avventura che è il crescere.

Questa è la quarta di copertina di Il falco, l’ultima opera che ho messo in vendita sugli store online: si tratta di una storia per ragazzi (che però può essere letta anche per gli adulti), che vede come protagonisti gli animali. Un po’ come succede in Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare di Luis Sepúlveda e in Babe, maialino coraggioso diretto da Chris Noonan (tratto dall’omonimo romanzo di Dick King-Smith); questo per rendere l’idea di che tipologia di storia aspettarsi, con la differenza che in Il falco gli esseri umani hanno un ruolo marginale: a parte all’inizio, con le loro azioni che danno il via a tutta la vicenda, praticamente non compaiono più.
Anche se è stata pubblicato adesso, Il falco è stato ideato diversi anni fa, precisamente al termine della prima stesura di Strade Nascoste; tuttavia, è stato messo su carta molto più tardi. Perché è passato tanto tempo tra ideazione e realizzazione?
Semplicemente perché non era giunto ancora il suo momento di essere scritto. Allora ero impegnato nel revisionare la prima storia del mondo di Asklivion e nel cominciare a dare vita alle storie di I Tempi della Caduta: non c’era tempo materialmente per occuparmi di un altro progetto, ma, soprattutto, mi mancava lo spirito adatto per sviluppare in modo adeguato Il Falco. Quelle storie e questa necessitavano di approcci differenti perché trattavano temi e storie differenti. Il Falco aveva bisogno di un certo spirito per essere raccontato, e visto quanto m’impegnava e cosa necessitva I Tempi della Caduta per essere realizzato, ho dovuto aspettare di finire quel lavoro e liberare la mente: solo così potevo avere la leggerezza necessaria per raccontare una storia diretta ai più giovani, che parla di crescita e dei gradini che occorre salire per poter camminare da soli o, se si vuole restare in tema con i protagonisti del libro, per spiccare il volo.
Così, solo di recente ho dato il via ai lavori per Il falco e l’ho portato a compimento. Questo non è stato certo un male, dato che negli anni trascorsi dall’ideazione ad adesso ho potuto maturare a livello stilistico. Non solo: ho potuto raccogliere materiale per la storia, dato che l’opera è corredata di fotografie (altra passione che seguo). All’interno di Il falco si potranno quindi trovare immagini di paesaggi e degli animali che sono protagonisti della storia.
Per il momento è tutto; a risentirci per altre curiosità su Il falco.

Fantasy. Qual è il miglior romanzo?

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Brandon Sanderson, uno dei migliori autori fantasy contemporaneiQual è il miglior romanzo fantasy?
E’ capitato di porsi una simile domanda. Alle volte si trovano classifiche stilate per decidere quale sia il miglior romanzo fantasy realizzato e può capitare di sentire domande su quale sia il più bello: è davvero possibile dare una risposta a una simile questione?
Una risposta lunga e non facile da trovare, perché prende in esame diversi elementi.
Meglio Harry Potter o Il Signore degli Anelli?
Meglio R.A. Salvatore o Terry Brooks?
Martin o Jordan?
Erikson o Sanderson?
Quale autore o libro merita di avere la palma di miglior lavoro fantasy?
Quali elementi occorre prendere in considerazione per risolvere tale quesito?
Di certo, come elemento di valutazione non può essere usata la correttezza grammaticale, elemento indispensabile per uno scrittore, ma non sufficiente per fargli creare una buona storia.
Copertina del primo volume del Libro Malazan dei Caduti
Stessa cosa si può dire per il volume di vendite: un gran numero di copie acquistate dai lettori non è automaticamente sinonimo di bontà. Un libro che vende bene può essere frutto di una campagna pubblicitaria azzeccata, del saper sfruttare la moda del momento, dell’essere arrivato al momento giusto. Ma non dà garanzia di qualità.
Che sia allora il saper cambiare l’immaginario collettivo? Seguendo questo presupposto, alla saga di Harry Potter dovrebbe spettare la palma del vincitore, dato che è andata ad aggiungere alla figura archetipica del mago il personaggio protagonista della serie che porta il suo nome, affiancando figure dello spessore di Merlino e Gandalf. Benché buona e interessante, tale serie non può però essere considerata la migliore per diversi motivi, tra cui la caratterizzazione dei personaggi e diversi errori nel gestire gli elementi magici messi in gioco che fanno nascere diverse domande e perplessità.
Allora che cosa rende un romanzo migliore di un altro?
Lo stile? Il saper sviluppare bene un’idea? Saper sviluppare adeguatamente le trame? Saper caratterizzare i personaggi? Il messaggio che vuole comunicare?
A queste domande è quanto ho provato a dare risposta nell’articolo pubblicato su Letture Fantastiche.

La legge sulla lettura

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La legge sulla lettura servirà davverò a incentivarre a leggere?Da qualche giorno è stata approvata la Legge sulla lettura; una legge dibattuta a lungo, voluta da anni. Vediamo i vari punti che la compongono prima di analizzarla (disegno di legge in versione integrale)

Art. 3.
(Patti locali per la lettura)
1. I comuni e le regioni, nell’esercizio della propria autonomia, compatibilmente con l’equilibrio dei
rispettivi bilanci, aderiscono al Piano d’azione attraverso la stipulazione di patti locali per la lettura intesi a coinvolgere le biblioteche e altri soggetti pubblici, in particolare le scuole, nonché soggetti privati operanti sul territorio interessati alla promozione della lettura.
2. I patti locali per la lettura, sulla base degli obiettivi generali individuati dal Piano d’azione e in
ragione delle specificità territoriali, prevedono interventi finalizzati ad aumentare il numero dei lettori abituali nelle aree di riferimento, per l’attuazione dei quali gli enti e gli altri soggetti pubblici di cui al comma 1, compatibilmente con l’equilibrio dei rispettivi bilanci, possono prevedere specifici finanziamenti.
3. Il Centro per il libro e la lettura, nell’ambito delle risorse finanziarie, umane e strumentali disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, provvede al censimento periodico e alla raccolta di dati statistici relativi all’attuazione dei patti locali per la lettura.

Art. 4.
(Capitale italiana del libro)
1. Al fine di favorire progetti, iniziative e attività per la promozione della lettura, il Consiglio dei
ministri assegna annualmente ad una città italiana il titolo di « Capitale italiana del libro ». Il titolo è conferito all’esito di un’apposita selezione, svolta secondo modalità definite, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. La selezione avviene sulla base dei progetti presentati dalle città che si candidano al titolo di «Capitale italiana del libro ». I progetti della città assegnataria del titolo sono finanziati entro il limite di spesa di 500.000 euro annui a decorrere dall’anno 2020. Il titolo di « Capitale italiana del libro » è
conferito a partire dall’anno 2020.

Art. 5.
(Promozione della lettura a scuola)
1. Le scuole statali e non statali di ogni ordine e grado, nell’ambito dell’autonomia loro riconosciuta,
promuovono la lettura come momento qualificante del percorso didattico ed educativo degli studenti e
quale strumento di base per l’esercizio del diritto all’istruzione e alla cultura nell’ambito della società della conoscenza. DDL S. 1421 – Senato della Repubblica XVIII Legislatura 1.2.1. Testo DDL 1421
Senato della Repubblica Pag. 7
2. Al fine di promuovere la lettura a scuola, gli uffici scolastici regionali individuano, attraverso
appositi bandi, nelle reti tra istituzioni scolastiche del medesimo ambito territoriale, di cui all’articolo 1, comma 70, della legge 13 luglio 2015, n. 107, la scuola che opera quale « polo responsabile del servizio bibliotecario scolastico di ogni ordine e grado », di seguito denominata « scuola polo ».
3. Salvo quanto previsto dal comma 4, ciascuna scuola polo, avvalendosi delle eventuali risorse rese
disponibili per l’attuazione dei patti locali per la lettura ai sensi dell’articolo 3, comma 2, nonché di
quelle già disponibili a legislazione vigente, ivi comprese quelle concernenti l’organico dell’autonomia
di cui all’articolo 1, comma 65, della legge 13 luglio 2015, n. 107, può:
a) promuovere la collaborazione tra le istituzioni scolastiche della rete e quelle del territorio, con
particolare riferimento alle biblioteche di pubblica lettura e alle altre istituzioni o associazioni
culturali, al fine di promuovere la lettura tra i giovani. I relativi progetti possono essere realizzati
anche con l’utilizzo dei materiali delle Teche della società RAI – Radiotelevisione italiana Spa;
b) organizzare la formazione per il personale delle scuole della rete impegnato nella gestione delle
biblioteche scolastiche.
4. Ai fini dell’attuazione della lettera b) del comma 3 è autorizzata la spesa di 1 milione di euro per
ciascuno degli anni 2020 e 2021.

Art. 6.
(Misure per il contrasto della povertà educativa e culturale)
1. Per contrastare la povertà educativa e promuovere la diffusione della lettura, lo Stato, con le
modalità di cui al comma 2, contribuisce alle spese per l’acquisto di libri, prodotti e servizi culturali da parte di cittadini italiani e stranieri residenti nel territorio nazionale appartenenti a nuclei familiari economicamente svantaggiati, attraverso l’istituzione della « Carta della cultura ». I libri acquistati con il contributo statale sono destinati all’uso personale dei soggetti di cui al presente comma e non ne è permessa la rivendita. Le somme assegnate con la Carta non costituiscono reddito imponibile del beneficiario e non rilevano ai fini del computo del valore dell’indicatore della situazione economica equivalente.
2. La Carta della cultura di cui al comma 1 è una carta elettronica di importo nominale pari a euro 100,
utilizzabile dal titolare, entro un anno dal suo rilascio, nei pagamenti per l’acquisto di libri, anche
digitali, muniti di codice ISBN. Ai fini dell’assegnazione della Carta di cui al comma 1, nello stato di
previsione del Ministero per i beni e le attività culturali è istituito il Fondo « Carta della cultura », con una dotazione di 1 milione di euro annui a decorrere dall’anno 2020, da integrare con gli importi ad
esso destinati ai sensi dei commi 3 e 4 del presente articolo. Con decreto del Ministro per i beni e le
attività culturali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro novanta
giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definiti i requisiti per l’assegnazione
della Carta e le modalità di rilascio e di utilizzo della stessa, nei limiti della dotazione del Fondo di cui al periodo precedente.
3. Sono conferiti al Fondo di cui al comma 2 i proventi derivanti da donazioni, lasciti o disposizioni
testamentarie di soggetti privati, comunque destinati allo Stato per il conseguimento delle finalità del
Fondo.
4. Per i fini di cui al presente articolo, le imprese possono destinare alle finalità del Fondo di cui al
comma 2 parte del proprio volume di affari, senza effetti ai fini delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle attività produttive. Le imprese che destinano alle finalità del Fondo almeno l’1 per cento del loro volume di affari sono autorizzate ad utilizzare un logo del Ministero per i beni e le attività culturali che certifica il loro impegno nella lotta contro la povertà educativa e culturale.
5. Gli importi destinati alle finalità del Fondo di cui al comma 2 ai sensi dei commi 3 e 4 sono versati
all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnati al Fondo medesimo.

Art. 7.
(Donazioni librarie)
DDL S. 1421 – Senato della Repubblica
XVIII Legislatura 1.2.1. Testo DDL 1421
Senato della Repubblica Pag. 8
1. All’articolo 16, comma 1, della legge 19 agosto 2016, n. 166, dopo la lettera d) è inserita la
seguente:
« d-bis) dei libri e dei relativi supporti integrativi non più commercializzati o non idonei alla
commercializzazione per imperfezioni, alterazioni, danni o vizi che non ne modificano l’idoneità
all’utilizzo o per altri motivi similari ».

Art. 8.
(Modifiche alla legge 27 luglio 2011, n. 128, in materia di sconti sul prezzo di vendita dei libri.
Relazione alle Camere)
1. Il comma 2 dell’articolo 1 della legge 27 luglio 2011, n. 128, è sostituito dal seguente:
« 2. Tale disciplina mira a contribuire allo sviluppo del settore librario, al sostegno della creatività
letteraria, alla promozione del libro e della lettura, alla diffusione della cultura e, anche attraverso il contrasto di pratiche limitative della concorrenza, alla tutela del pluralismo dell’informazione e
dell’offerta editoriale ».
2. I commi 2, 3 e 4 dell’articolo 2 della legge 27 luglio 2011, n. 128, sono sostituiti dai seguenti:
« 2. La vendita di libri ai consumatori finali, da chiunque e con qualsiasi modalità effettuata, è
consentita con uno sconto fino al 5 per cento del prezzo apposto ai sensi del comma 1. Il limite
massimo di sconto di cui al primo periodo è elevato al 15 per cento per i libri adottati dalle istituzioni scolastiche come libri di testo. I limiti massimi di sconto di cui al primo e al secondo periodo si applicano anche alle vendite di libri effettuate per corrispondenza o tramite piattaforme digitali nella rete internet. I limiti massimi di sconto di cui al primo e al secondo periodo non si applicano alle vendite di libri alle biblioteche, purché i libri siano destinati all’uso dell’istituzione, restando esclusa la loro rivendita.
3. Per un solo mese all’anno, per ciascun marchio editoriale, le case editrici possono offrire sul prezzo
di vendita dei propri libri uno sconto maggiore del limite di cui al comma 2, primo periodo, ma
comunque non superiore al 20 per cento del prezzo apposto ai sensi del comma 1. L’offerta è
consentita nei soli mesi dell’anno, con esclusione del mese di dicembre, stabiliti con decreto del
Ministro per i beni e le attività culturali, da adottare, in sede di prima attuazione, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. L’offerta non può riguardare titoli pubblicati nei sei mesi precedenti a quello in cui si svolge la promozione. È fatta salva la facoltà dei venditori al dettaglio, che devono in ogni caso essere informati e messi in grado di partecipare alle medesime condizioni, di non aderire a tali campagne promozionali.
3- bis. In uno dei mesi individuati ai sensi del comma 3, una sola volta all’anno, i punti di vendita
possono offrire sconti sui libri con la percentuale massima del 15 per cento.
4. Sono vietate iniziative commerciali, da chiunque promosse, che accordino sconti superiori ai limiti
previsti dal comma 2, anche nel caso in cui prevedano la sostituzione dello sconto diretto con la
consegna di buoni spesa utilizzabili contestualmente o successivamente all’acquisto dei libri sui quali
sono riconosciuti ».
3. Decorsi dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro per i beni e le
attività culturali, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca e con l’autorità di Governo competente in materia di informazione e di editoria, con riguardo alle rispettive competenze, predispone e trasmette alle Camere una relazione sugli effetti dell’applicazione delle disposizioni dell’articolo 2 della legge 27 luglio 2011, n. 128, come modificato dal presente articolo, sul settore del libro.
4. All’articolo 3 della legge 27 luglio 2011, n. 128, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 3 è abrogato;
b) alla rubrica, le parole: « Relazione al Parlamento » sono soppresse.

Art. 9.
(Qualifica di « libreria di qualità »)
DDL S. 1421 – Senato della Repubblica
XVIII Legislatura 1.2.1. Testo DDL 1421
Senato della Repubblica Pag. 9
1. Al fine di promuovere un ampio pluralismo culturale ed economico nonché di accrescere la qualità
della lettura, è istituito, presso il Ministero per i beni e le attività culturali, l’Albo delle librerie di qualità.
2. Nell’Albo delle librerie di qualità sono iscritte, su loro domanda, le librerie aventi i requisiti stabiliti dal decreto del Ministro per i beni e le attività culturali di cui al comma 4. L’iscrizione nell’Albo dà alla libreria il diritto di utilizzare il marchio di « libreria di qualità ».
3. Il marchio di « libreria di qualità » è concesso al punto di vendita e non all’impresa. Esso ha validità di tre anni, rinnovabile, a domanda, per il successivo triennio, previa verifica della permanenza dei requisiti per l’iscrizione nell’Albo.
4. Con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, da adottare entro sei mesi dalla data di
entrata in vigore della presente legge, sono disciplinate, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza
pubblica, le modalità di formazione e tenuta dell’Albo delle librerie e sono stabiliti i requisiti per
l’iscrizione nell’Albo. L’iscrizione è riservata alle librerie che esercitano in modo prevalente l’attività di vendita al dettaglio di libri in locali accessibili al pubblico e che assicurano un servizio innovativo e caratterizzato da continuità, diversificazione dell’offerta libraria e realizzazione di iniziative di promozione culturale nel territorio. Nella definizione dei requisiti, si tiene conto dell’assortimento diversificato di titoli offerti in vendita, della qualità del servizio, delle attività di proposta di eventi culturali, dell’adesione ai patti locali per la lettura di cui all’articolo 3, ove attivati, e della specificità del territorio.
5. Il Ministero per i beni e le attività culturali provvede all’attuazione del presente articolo nell’ambito delle risorse finanziarie, umane e strumentali disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Il Ministero per i beni e le attività culturali pubblica l’Albo delle librerie di qualità in una pagina dedicata e facilmente accessibile nell’ambito del proprio sito internet istituzionale.

Art. 10.
(Incentivi fiscali per le librerie)
1. Al fine di potenziare le attività commerciali che operano nel settore della vendita al dettaglio di libri,
l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 319, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, è
incrementata di 3.250.000 euro annui a decorrere dall’anno 2020. Ai fini dell’attuazione del presente
comma è autorizzata la spesa di 3.250.000 euro annui a decorrere dall’anno 2020.

Partiamo innanzitutto dalla scelta del nome, Legge sulla lettura, che è sbagliato, dato che tale legge è stata pensata per rispondere alle proteste delle piccole librerie contro colossi come Amazon e non certo per incentivare la lettura. Questa legge c’entra poco con la lettura, non la incentiva, non la aiuta: potrà essere spacciata per tale, ma è molto difficile incentivare alla lettura perché è qualcosa che viene da dentro. Certo, occorre essere educati, ma non è facendo una legge del genere e chiamandola in questo modo che s’invogliano le persone a leggere. Le cose vanno chiamate con il giusto nome: se questo non avviene, è solo un prendere in giro. Questo è il primo errore commesso.
Tuttavia, le premesse paiono buone e dovrebbero mettere tutti d’accordo visti i dati negativi sugli indici di lettura in Italia. La legge ha l’obiettivo di “diffondere l’abitudine alla lettura, come strumento per la crescita individuale e per lo sviluppo civile, sociale ed economico della Nazione, e favorire l’aumento del numero dei lettori, valorizzando l’immagine sociale del libro e della lettura nel quadro delle pratiche di consumo culturale, anche attraverso attività programmate di lettura comune”, “promuovere la frequentazione delle biblioteche e delle librerie e la conoscenza della produzione libraria italiana, incentivandone la diffusione e la fruizione”, “prevedere interventi mirati per specifiche fasce di lettori e per i territori con più alto tasso di povertà educativa e culturale, anche al fine di prevenire o di contrastare fenomeni di esclusione sociale”.
Intenti mirevoli, giusti, peccato è che da anni che si fanno questi discorsi ma non è mai stato fatto nulla di concreto che portasse a innalzare gli indici di lettura. Si spera che non sia la solita aria fritta, i soliti discorsi vuoti che non portano mai a niente.
Qualcuno potrebbe obiettare che si è troppo critici, che questi sono solo gli intenti. Vero: agli intenti vanno seguiti i fatti e con fatti s’intendono investimenti economici. Per questo con la nuova legge viene istituito il Fondo per l’attuazione del “Piano nazionale d’azione per la promozione della lettura”, con una dotazione di 4.350.000 euro annui a decorrere dall’anno 2020. Tale cifrà sarà sufficiente visti i continui tagli che vengono fatti a scuole, comuni? Oppure sarà solo un modo per mettere a tacere la coscienza? (Non va dimenticato che sono stati tagliati i fondi per il bonus cultura (App18), che ha aiutato e spinto molti giovani a comprare libri.)
Eppure anche nell’articolo 3 si parla di coinvolgere scuole, biblioteche per incentivare la lettura, facendo investimenti che però devono essere compatibili con l’equilibrio dei rispettivi bilanci: con scuole che alle volte non hanno soldi per comprare materiale didattico e fare lavori di ristrutturazione (con edifici che hanno crepe, dove cadono calcinacci), comuni che non hanno soldi nemmeno per sistemare le strade, quanto pensa che si possa spendere per fare iniziative legate alla lettura? Per incentivare alla lettura occorre avere del materiale e quindi libri, computer, lettori di e-book: tutte cose che hanno un costo. Si pensi che molte biblioteche non sono molto attrezzate e ricche; non si guardino quelle delle grandi città, ma si volga lo sguardo anche a quelle dei piccoli centri situati in provincia.

La nomina di anno in anno di una Capitale italiana del libro serve davvero a incentivare alla lettura? Solo il tempo darà risposta, ma allo stato attuale sembra essere solo una trovata pubblicitaria per avere visibilità che poco ha a che fare con l’educare e spingere di più a leggere.

La carta della cultura, una carta elettronica di importo nominale pari a 100 euro, utilizzabile dal titolare, entro un anno dal suo rilascio, nei pagamenti per l’acquisto di libri, anche digitali, muniti di codice ISBN, può essere utile, ma occorre vedere quali saranno i requisiti richiesti per ottenerla, se sarà una cosa buona oppure un flop e una presa in giro come la Social Card.

Si arriva poi al limite del 5% agli sconti: la vendita di libri ai consumatori finali, da chiunque e con qualsiasi modalità effettuata, è consentita con uno sconto fino al 5 per cento del prezzo apposto ai sensi del comma 1. Il limite massimo di sconto di cui al primo periodo è elevato al 15 per cento per i libri adottati dalle istituzioni scolastiche come libri di testo. I limiti massimi di sconto di cui al primo e al secondo periodo si applicano anche alle vendite di libri effettuate per corrispondenza o tramite piattaforme digitali nella rete internet. I limiti massimi di sconto di cui al primo e al secondo periodo non si applicano alle vendite di libri alle biblioteche, purché i libri siano destinati all’uso dell’istituzione, restando esclusa la loro rivendita. Per un solo mese all’anno, per ciascun marchio editoriale, le case editrici possono offrire sul prezzo di vendita dei propri libri uno sconto maggiore del limite di cui al comma 2, primo periodo, ma comunque non superiore al 20 per cento del prezzo apposto ai sensi del comma 1. L’offerta è consentita nei soli mesi dell’anno, con esclusione del mese di dicembre.
Inutile dire che questo è il punto più criticato, voluto per contrastare Amazon e le grandi distribuzioni e aiutare le piccole librerie. Tale scelta non aiuterà di certo a incentivare alla lettura, ad andare ad acquistare nelle piccole librerie. Chi ha sempre letto continuerà a leggere, ma acquisterà meno libri visto che con il taglio degli sconti vedrà il budget da destinare ai libri ridursi; chi non leggeva prima, non leggerà neanche adesso perché tale scelta non lo invoglierà certo a comprare.
Il governo non ha capito che con tale legge non va tanto a colpire Amazon e compagnia bella, ma come sempre va a colpire la parte più debole, quella più tartassata, che sempre ci rimette: l’utente finale.
L’unica cosa positiva di questo punto è che la gente prenda a frequentare di più i mercatini dell’usato se vuole trovare qualcosa di valido da acqusitare a poco prezzo. Di sicuro, aumentare i prezzi dei libri non invoglia di certo a leggere, ma farà calare le vendite, con la conseguenza poi che ci saranno le lamentele che i libri vendono sempre meno (se si pensa che si parla sempre di far ripartire la macchina dell’economia, si capisce che questo è un autogol).

Anche l’istituzione dell’Albo delle librerie di qualità non sembra essere una gran pensata.

Quale sarà l’impatto della Legge sulla lettura?
Sarà come dice l’Associazione Italiana Editori, che esprime “preoccupazione per il possibile grave impatto che questa riforma avrà sul mercato e su tutti gli operatori, dove a pagare saranno principalmente i lettori e le famiglie”, oppure hanno ragione ADEI e SIL favorevoli a una legge che permetterebbe “un controllo e una decrescita dei prezzi effettivi, dato che gli sconti selvaggi si ripercuotono prima di tutto sulle famiglie di chi lavora nell’editoria e sul prezzo di copertina dei libri, che viene sistematicamente aumentato proprio per compensare questi sconti”? (leggere questo articolo per approfondire la questione).
Siceramente, la legge sulla lettura non servirà a realizzare l’intento tanto decantato dai politici, ma sarà la solita cosa italiana fatta male, atta a prendere in giro e penalizzare l’utente finale.

World of fantasy (canzone degli Helloween)

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I’m reaching out to find a reason
To find an answer and relief
I see a world so strange and cold
I see a world of rules and thieves
The day you’re born you’re under pressure
Your life is well prepared my friend
They surely teach you what to think
how to behave until the end

All I ever wanted
is a little piece of life
In a world where
I decide things on my own
All I ever needed
is a little piece of hope
And then things are gonna turn the other way

I’m living in a world of fantasy
Reality ain’t good enough for me
And all that I can feel
is nothing but sobriety

I’m living in a world of fantasy
Reality ain’t meant or made for me
All that I see is so unreal

And once you’re old enough
they teach you
Not to be wishful not to care
About the plan that’s been already made
for you by other hands
But when you fail there’s no one out there
To take your hand to catch your tears
The whole construction we have built
leaves no such room for blinding fears

I wonder I wonder
if I can handle it all
I wonder I wonder
if I can carry the weight of the world

World of fantasy, canzone appartenente all'album 7 sinnersCi sono canzoni che rimangono sempre attuali anche se sono passati diversi anni: World of fantasy degli Helloween è una di queste. Il ritmo veloce e incalazante rende immediato l’ascolto, ma la vera forza del brano è il testo. Generalmente considerati i fondatori di un power metal spensierato e scanzonato, gli Helloween con World of fantasy danno vita a un testo profondo e se si vuole anche di denuncia. Già all’inizio della strofa salta subito all’orecchio quel I see a world of rules and thieves  che punta il dito contro un mondo che non fa che creare regole e leggi per controllare sempre più le persone; un mondo pieno di persone che truffano, che fregano il prossimo, che fanno i furbetti. E’ vero che è sempre stato così, ma ascoltando la canzone il pensiero va facilmente verso tutte quegli imprenditori che evadono il fisco, a membri delle istituzioni che prendono mazzette, a politici corrotti, a sindaci e consiglieri arrestati per ogni tipo di reato atto a danneggiare la comunità per egoismi personali e favori ad amici e parenti.
Ma World of fantasy non si ferma a questo, punta il dito su un mondo sempre più incomprensibile e insensibile (I’m reaching out to find a reason To find an answer and relief, I see a world so strange and cold), che vuol condizionare l’individuo e decidere per lui, che pretende d’imporre il proprio pensiero e che comportamento avere (Your life is well prepared my friend They surely teach you what to think how to behave until the end).
In un mondo del genere, tutto quello che si vuole è avere un poco di speranza e ritagliarsi un pezzetto di vita per sé, dove ci si rifugia nell’immaginazione perché la realtà offerta non è abbastanza bella da vivere perché non è fatta per l’individuo (I’m living in a world of fantasy Reality ain’t good enough for me, I’m living in a world of fantasy Reality ain’t meant or made for me), ma per obbedire a un sistema irreale tanto è arido, che lascia soli e in lacrime quando non si è più utili (But when you fail there’s no one out there To take your hand to catch your tears). Un mondo creato dagli uomini che non lascia spazio a nulla, lasciando solo la domanda se si è in grado di portare il peso di tutto ciò.

Addio a Kobe Bryant

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Per chi gioca e ha giocato a basket, la scomparsa di Kobe Bryant è stata un fulmine a ciel sereno; un qualcosa d’inaspettato e inpensabile, che lascia privi di parole. Non è il primo incidente del genere che accade e non sarà l’ultimo, e come tutte le volte che una vita viene spezzata in maniera improvvisa lascia sconvolti. Eppure quando succede a persone che hanno rappresentato tanto per lo sport e non solo, il fatto colpisce con forza; colpisce ancora di più se si pensa che con lui è morta anche la figlia di tredici anni. Risulta impossibile pensare a quanto tremendi possono essere stati gli ultimi istanti di vita, non solo perché si sta per incontrare la morte, ma perché la sta per incontrare anche chi si ama.
Forse è per questo che la mente si chiude davanti a un simile avvenimento e si pensa al passato dello scomparso.
Kobe Bryant non è stato solo un ottimo giocatore di basket. Kobe Bryant era quel titpo di giocatore che nasce una volta per generazione. Kobe Bryant era un campione del basket, diventato una leggenda, un esempio per chi vuole praticare questo sport; un modello per tantissimi irraggiungibile, uguagliabile da pochissimi, ma questo non lo rendeva meno d’ispirazione. Grande realizzatore, atleta eccezionale, capace di giocate spettacolari: Kobe Bryant ha fatto la storia del basket mondiale, non solo NBA, al pari di figure come Michael Jordan, Larry Bird, Karl Malone, Kareem Abdul-Jabbar, Magic Johnson, Wilt Chamberlain, Julius Erwing, che hanno incantato e fatto sognare milioni di persone.
Un campione che si dava da fare anche fuori dal campo, aiutando gli altri con tante iniziative benefiche, come per esempio quelle rivolte ai giovani e ai soldati che si dovevano reintegrare nella vita civile.
Addio Kobe, sei stato un grande e lo sarai sempre.

Kobe Bryant

L'inizio della Caduta - Recensione

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Per chi volesse farsi un’idea su L’Inizio della Caduta, ecco la recensione di Fantom Caligo pubblicata sul sito Scrittori Indipendenti.
inizio della Caduta

Starship Troopers, il film di Paul Verhoeven

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Starship TroopersStarship troopers è un film di Paul Verhoeven del 1997, molto liberamente ispirato all’omonimo romanzo di fantascienza di Robert A. Heinlein pubblicato per la prima volta nel 1959. Entrambi i lavori sono space opera militare, ma a parte questo e qualche piccolo dettaglio, non hanno nient’altro in comune. Seppur spettacolare come pellicola, manca di uno degli elementi principali dell’opera di Heinlein, la tuta potenziata, ma questo non influisce sul film, dato che percorre un’altra strada; anche della filosofia del libro sono stati presi solo alcuni elementi appena accennati, come la meritocrazia e la libera scelta di arruolarsi. Mancano le critiche al Comunismo e alla tecnocrazia (“il governo dei cervelloni”), come manca la condanna al militarismo tipico delle ideologie totalitaristiche del XX secolo e la critica alle “democrazie del XX secolo” che, secondo il romanzo, hanno fallito perché “la gente è stata illusa di poter semplicemente votare per qualsiasi cosa volesse… e di poterlo ottenere senza fatica, né sudore, né lacrime”.
Chi avesse letto Starship Troopers e si apprestasse a vedere il film che porta lo stesso nome, non si aspetti una storia di formazione come lo è quella di Heinlein, perché Paul Verhoeven ha creato una pellicola molto più cinica e spietata, seppur sempre critica.
In un futuro non troppo lontano, gli uomini hanno preso a colonizzare nuovi pianeti, ma nella loro conquista incontrano una razza aliena d’insettoidi anche lei dedita all’espansione: il conflitto bellico è inevitabile. La storia viene mostrata dal punto di vista di Johnny Rico, un giovane che si arruola nella fanteria mobile per seguire la ragazza che ama, Carmen Ibañez, entrata nell’aeronautica; anche due loro amici dei tempi della scuola, Carl Jenkins e Dizzy Flores, entrano nell’esercito, il primo nell’intelligence, la seconda nella fanteria. Johnny prima dovrà avere a che fare con la dura vita del campo addestramento , poi con quella ancora più dura del campo di battaglia.
Film adrenalinico e pieno di testosterone, dove i personaggi fanno a gara a chi è più cazzuto, da alcuni visto come una pellicola parafascista che inneggia all’uso delle armi e della forza bruta, in realtà è un lavoro più intelligente di quel che appare, pieno di implicazioni politiche e morali: attraverso cinismo e un humor spietato, l’opera ambigua di Paul Verhoeven va compresa con una chiave di lettura antimilitarista, dove attraverso la satira critica la visione che hanno certi governi. Il regista mostra una società militarizzata e xenofoba, alla continua ricerca di un nemico da combattere e ciò lo rende un film ancora oggi molto attuale, dato che viene subito in mente l’impronta che ha voluto dare Trump agli Stati Uniti o che qualcuno vorrebbe dare all’Italia, tanto per fare alcuni esempi. Senza contare la feroce critica che viene fatta al tam tam pubblicitario per sponsorizzare la forza militare, per manipolare con il patriottismo una massa umana che agisce e pensa poco. Una massa umana fatta per obbedire, non per pensare, ma per seguire quello che ha più palle: un inno alla legge del più forte.
Se si riesce a vedere oltre al film fracassone, ricco di effetti gore e splatter, e si riescono a scorgere i tanti piccoli messaggi critici lanciati da Verhoeven, si troverà in Starship Troopers una piccola chicca, forse uno dei migliori film del regista assieme a Robocop e Atto di forza.

Se il buongiorno si vede dal mattino...

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Se il buongiorno si vede dal mattino, quest’anno non si prospetta per niente positivo.
Il clima d’incertezza economica, la perdita di posti di lavoro, sono due elementi che per primi vengono in mente, specialmente in Italia: vedere continuamente governi frammentati e litigiosi, dove è un tutti contro tutti non aiuta a creare un’atmosfera serena, specialmente quando le regole create da essi non aiutano le persone, ma anzi contribuiscono a complicargli la vita. Non è un caso che molti piccoli negozi a causa dei costi dovuti alla fatturazione elettronica abbiano chiuso: è stata l’ennesima goccia che ha fatto traboccare il vaso, l’ennesima spesa che si è andata aggiungere alle tante spese che si debbono sostenere. Senza contare che per certe persone, specie quelle anziane, la difficoltà nell’avere a che fare con la tecnologia è stato un fattore che ha contribuito a fare la scelta di chiudere l’attività. Se il buongiorno si vede dal mattino...Combattere l’evasione fiscale è giusto, ma non si dovrebbe puntare sempre a colpire i piccoli, già tartassati a sufficienza, mentre si fa poco o nulla contro grandi evasori, grandi imprenditori e multinazionali, cui si danno anzi agevolazioni.
Non bastasse ciò, aumentano i morti sul lavoro, i morti sulle strade, i morti ammazzati per i motivi più futili: eventi di cui gli unici a beneficiare sono le pompe funebri.
In un’atmosfera che si fa sempre più cupa, dove c’è sempre meno voglia di sorridere, va aggiunto che i paesi sono governati da governanti che più che individui maturi e adukti sembrano bambini dell’asilo capricciosi che si fanno i dispetti. Solo che questi dispetti poi ricadono sulle vite di milioni d’individui. Politici con un ego spropositato che vogliono dimostrare solo quanto sono potenti e con gli attributi (come sta facendo Trump).
Va aggiunto anche che la tecnologia ha fatto perdere molto, fra cui contatti umani, capacità di pensare e capacità manuali, creando purtroppo una certa involuzione nell’uomo. Ma il problema non è la tecnologia: la tecnologia, il progresso, sono fattori positivi, se attuati in un certo modo. Il problema è che allo sviluppo tecnologico non è seguito uno sviluppo della consapevolezzala, della coscienza, e dell’intelligenza umana, e i risultati si stanno vedendo.
Se davvero il buongiorno si vede dal mattino, il 2020 non si presenta come un buona anno.