Pagare sempre più per avere sempre meno

No Gravatar

Sony e il dover pagare sempre di piùSono passate alcune settimane dall’annuncio di Sony che dal primo gennaio 2028 cesserà la produzione di giochi fisici su disco per quanto riguarda i titoli pubblicati per PlayStation; non sono mancate contestazioni, proteste, ma ciò non ha fatto cambiare idea alla società. Senza girarci tanto intorno, il motivo di tale scelta è molto semplice: la Sony ha un guadagno molto più alto a vendere giochi solo in digitale, tagliando così i costi di produzione dei supporti fisici. Gira e rigira, è sempre e solo una questione di soldi. In questo modo si ottiene anche un’altra cosa: niente più mercato dell’usato. Se si vuole giocare si deve acquistare direttamente dalla società un videogioco, così solo lei avrà da guadagnarci (infatti, con i supporti fisici se uno voleva vendere un videogioco, la società produttrice non prendeva più un centesimo); non ci potrà neppure essere più il prestito di un gioco: se uno vuole giocarci, o lo acquista o va a casa di chi ce l’ha.
Un’altra notizia recente riguardante Playstation ma anche Xbox è la decisione di Microsoft di limitare il cloud gaming: il nuovo limite mensile imposto agli utenti di Game Pass Ultimate potrebbe avere una motivazione economica precisa: le 15 ore di streaming incluse nell’abbonamento rappresenterebbero infatti il punto oltre il quale Microsoft inizierebbe a sostenere costi superiori ai ricavi generati dal servizio (1) (non parliamo di cosa poi ha fatto Sony riguardo le proteste sorte:https://www.youtube.com/shorts/1zbFJp5y9X8).
Queste decisioni non mi toccano minimamente, dato che la mia “carriera” (se così vogliamo chiamarla) da videogiocatore è terminata anni fa (l’ultimo videogioco preso e giocato fu The Witcher 2- Assassins of Kings), ma non solo non mi piacciono, ma non le reputo proprio giuste perché vedo un concentrarsi solamente solo sul guadagno, dimenticandosi della passione per la creazione di giochi. Vero, le ditte devono pensare al guadagno altrimenti chiudono, ma un tempo c’era anche passione, c’era ingegno, voglia di creare storie che rimanessero nella mente di chi le giocava (e sì, si può dire che anche le si viveva); ora invece ci si siede a tavolino, si fanno analisi di mercato, e si creano gioco che possano vendere, avendo così storie che praticamente si somigliano, che non hanno guizzi, distinzioni; non si vuole più sperimentare, si vuole andare sul sicuro.
Non che le cose altrove vadano diversamente, vedere l’editoria che pubblica romanzi che spesso sembrano dei copia/incolla (riferimenti al romantasy non sono puramente casuali). A proposito dell’editoria, qui ho una malignità che mi è venuta in mente: quando è cominciata la diffusione dell’ebook, magari si era sperato che avvenisse la stessa cosa, ovvero eliminazione del cartaceo per non avere più costi di produzione e ottenere così solo guadagno (con conseguente eliminazione del prestito e dell’usato). Fortunatamente le cose non sono andate così e il cartaceo esiste ancora e di conseguenza esiste ancora il prestito e soprattutto i mercatini dell’usato (benedetti mercatini, dove si possono trovare delle chicche pagando il giusto).
Sarà un discorso da vecchio, ma questi nuovi tempi non mi piacciono; penso di aver vissuto l’epoca migliore dei videogiochi, dove bastava avere pc o console, comprare il gioco che piaceva e passarci sopra tutto il tempo che si voleva. Ora bisogna avere la connessione di rete per scaricarlo, attivarlo, aggiornarlo (una volta si comprava un gioco finito, ora si pagano fior di soldi per avere delle versioni beta) e giocarlo; occorre registrarsi, avere un account; poi ci sono le micro transazioni, gli acquisti in game (non basta più aver acquistato solo il gioco). Tutte cose che occorre pagare naturalmente (sarà per questo che mi sono fermato alla PS2, perché tale modo di fare non mi piaceva per niente?)
Pagare, pagare, pagare.
Vero che siamo nell’era dell’economia dove impera il dover guadagnare, ma tutto dovrebbe avere un limite, le società dovrebbero avere più criterio e rispetto per gli utenti. Tutto ciò però è un problema minimo, perché il problema grosso è che oramai è tutto così: occorre pagare sempre di più per avere sempre di meno. Questo almeno per quanto riguarda le persone comuni, perché questa regola non vale per multinazionali, milionari, miliardari, imprenditori e chi governa. Il che, se si permette, è uno schifo all’ennesima potenza (uno schifo che si va a sommare allo schifo di chi perché è al potere continua a perpetrare massacri e guerre).

  1.  https://multiplayer.it/notizie/il-limite-di-15-ore-di-xbox-cloud-gaming-imposto-da-microsoft-dovrebbe-coincidere-con-il-punto-di-pareggio.html

2 pensieri su “Pagare sempre più per avere sempre meno”

  1. BrunoNo Gravatar

    L’ultimo videogioco che seguivo era Civilization, che è diventato progressivamente una cosa stupida. Il gioco ti dà dei compitini e dei premi se li svolgi. Non funziona più come prima. L’ultimo decente era Civilization IV, il VII lo hanno mandato tutti aff…
    Nei videogiochi non mi ci trovo più.

    Rispondi ↓

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *