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Olimpiadi in Brasile

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Nel 2014 in Brasile ci sono stati i Mondiali di calcio. Quello che doveva essere un grande evento in realtà è stato uno spettacolo che è stato creato sulle spalle della gente, con rincari dei prezzi, famiglie a cui sono state distrutte le case per fare posto alle strutture della manifestazione e dare una certa immagine al Brasile. Si era detto che lo si faceva per portare ricchezza e lustro alla nazione, ma pochi si sono davvero arricchiti: i più si sono impoveriti, tanti hanno perso tutto quello che avevano.
Il Brasile ospiterà le olimpiadi del 2016Nel 2016 il Brasile ospiterà le Olimpiadi e il copione si sta ripetendo, o forse sarebbe meglio dire che si sta continuando con quanto è stato fatto finora.
Favela Metró Mangueira di Rio de Janeiro, 28 maggio. Senza alcun preavviso la polizia militare e squadre di demolitori del comune carioca hanno sgomberato intere famiglie della comunità, già decimata in occasione della preparazione dei mondiali di calcio. Diverse abitazioni sono state rase al suolo senza nemmeno dare il tempo agli abitanti di mettere in salvo le loro povere cose, gli elettrodomestici, nulla, persone, famiglie, bambini, che ora si trovano per strada senza sapere dove andare. Il governo tenta dal 2010 di rimuovere gli abitanti da quell’area che dista appena 700 metri dallo Stadio Maracanà, che ospiterà l’apertura dei giochi olimpici l’anno prossimo. La maggior parte delle case sono già state demolite e gli abitanti (circa 600 famiglie) sfrattati lo scorso anno, nell’imminenza della Coppa del Mondo di calcio. Le immagini di quelle demolizioni, delle rimozioni forzate e della resistenza degli abitanti fecero, allora, il giro del mondo.
Ieri, quando si è sparsa la voce delle nuove demolizioni, gruppi di studenti dell’università di Rio, che si trova nelle vicinanze, sono corsi a dare il loro appoggio e la loro solidarietà e sono stati violentemente attaccati e respinti dalla polizia verso la facoltà, dove nel frattempo il rettore ha fatto chiudere le porte. I manifestanti si sono ritrovati da un lato ad essere respinti dagli addetti alla sicurezza dell’università che hanno fatto uso di idranti, e dall’altro dalla polizia. Alcune vetrate dell’università sono andate in frantumi; sarà di queste che i media si occuperanno nelle prossime ore, quando ancora una volta si parlerà di giovani vandali in azione. Ad ogni latitudine ormai, le vetrine valgono enormemente di più della vita delle persone.
(1)
Questa è una delle tante realtà di un governo che si è impegnato in vista di Mondiali e Olimpiadi di “ripulire” il paese, a discapito però dei più poveri con smantellamenti forzati per assicurare parcheggi, ristoranti, alberghi. Soldi pubblici spesi come privati. Violazioni dei diritti umani a livelli inimmaginabili (subito vengono in mente gli Squadroni della Morte).
A questo va aggiunto che dopo i grossi investimenti profusi per realizzare le due manifestazioni, che a detta del governo avrebbero portato ricchezza al paese, per far fronte alle spese fatte, per il Brasile sarà tempo di una politica di austerità, con tagli sulla sanità, l’istruzione, le infrastrutture. Un dietrofront su tutta la linea di sostegno alle politiche sociali che ammonta a 23 miliardi di euro.
Il quadro in Brasile è davvero sconfortante, ma dovrebbe far riflettere sul modo di fare di certi governi che puntano tanto sull’immagine, sulle grandi imprese, sul fare bella figura con gli altri, ma che fanno pagare il tutto alla popolazione (specie ai più poveri) e lo fanno con prezzi elevatissimi. Bisognerebbe diffidare e non avere a che fare con simili governi; purtroppo i più si sono rassegnati e ritengono che contro di essi non si possa fare nulla, dovendo solo subire perché si ha a che fare con un potere troppo grande.
Da questo quadro è facile fare una riflessione anche sul nostro paese. L’Italia si è candidata per le Olimpiadi del 2024: visti gli scandali incorsi per i mondiali di nuoto del 2009 e per il tanto decantato e sopravvalutato Expo, e visti gli ingenti investimenti che occorrerebbe fare per realizzarle, c’è da riflettere se sarebbe un bene se l’assegnazione venisse data all’Italia, correndo il rischio d’incorrere in ulteriori scandali e di pagare dopo la manifestazione con pesanti tagli che toccherebbero (come sempre) la popolazione meno abbiente per coprire le spese e i mancati guadagni dalla manifestazione. La Grecia, per aver fatto le Olimpiadi del 2008, ha pagato, e sta pagando, un prezzo elevatissimo. E visto com’è governata l’Italia da anni, con persone che fanno solo proclami e sparate (oltre a mentire e ad arraffare tutto il possibile), dove c’è mancanza di preparazione, organizzazione e capacità, c’è da sperare che l’assegnazione delle Olimpiadi vada ad altri paesi, per non ritrovarsi poi a versare lacrime e sangue.

1. Le parti in corsivo riportano un brano di un articolo comparso sul numero 48 di Dalla Strada alla Vita. Per chi non lo conoscesse, Padre Renato è fondatore della Casa do Menor in Brasile che da 37 anni si occupa di salvare le vite disperate di bambini e ragazzi di Rio che muoiono quotidianamente per violenza, crack, infezioni, malattie, incidenti, abbandono, omicidi.

2 comments to Olimpiadi in Brasile

  • A parte il fatto che gli atleti sono dopati e quindi lo sport ad alto livello è una grande truffa, bisogna sperare di non avere l’assegnazione delle olimpiadi, dei mondiali di calcio, di niente di niente. Italia ’90 lasciò le macerie di opere non finite in tempo e costò troppo. L’EXPO ha comportato spese che nonostante l’apparente successo della manifestazione non saranno compensate dai guadagni. Alla persona comune non dà nessun vantaggio che ci siano queste grandi manifestazioni nel suo paese. Anzi.
    E queste costose vetrine vengono a essere affidate a paesi a cui, forse, non sarebbe opportuno concederle. Vedi la Cina qualche anno fa, il Brasile adesso, e in fin dei conti la stessa Grecia, nello stato in cui si trovava.

    • Purtroppo non è solo ad alti livelli che si prendono sostanze. Anche per fare semplice attività fisica, come giri in bici o nuotate, si prendono “robe” per fare meno fatica; oltre alla competizione smodata che c’è in certi ambienti, questo è uno dei motivi per cui mi sono sempre tenuto lontano da certi ambienti, benché fare sport mi piaccia. Ma visto come stanno le cose, preferisco fare da solo, senza pressioni o “stimoli” vari.
      Come dici tu, sarebbe meglio che certi paesi non potessero prendere parte a determinate manifestazioni, ma si sa, ed è stato scoperto (vedi scandalo Fifa), che ci sono forti pressioni e interessi economici in gioco.

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