Nessuno resta indietro

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Nessuno resta indietroNessuno resta indietro è il secondo racconto del Testimone della trilogia omonima di Steven Erikson. A G’danishan c’è aria di rivolta, con i Malazan che di nuovo devono vedersela con il culro dell’Apocalittico; al Gran Pugno Arenfall l’arduo compito di evitare che la situazione degeneri, ma oltre a dover fronteggiare i nemici davanti a sé deve guardarsi le spalle dalle macchinazioni interne con l’arrivo dell’Aggiunto Inkaras, venuto forse per aiutarlo, forse per farlo fuori. Assassini, divinità antiche, case Azath, fanti di marina che usano congegni esplosivi con facilità estrema, uniti all’inconfondibile stile Erikson creano una storia densa, dove buona parte della storia ruota attorno all’Inquisitore di Va’Shaik Bornu Blatt, uomo deforme dalla nascita ma proprio per il dolore che ha dovuto sopportare per tutta la vita dotato di grande intelligenza e compassione; proprio questi suoi aspetti, che non lo hanno mai portato ad adorare alcun dio, lo metteranno in contrasto con il volere della dea che lo ha scelto, un volere che si alimenta della rabbia nata dalle ingiustizie e che vuole bruciare e distruggere tutto quanto.
Devo dire che Nessuno resta indietro, insieme a I figli di Dune, è stato una boccata d’aria fresca in un periodo di letture un po’ troppo semplici (pare però che nel genere fantasy adesso sia questo che passa il convento): Erikson, almeno in Italia, non ha grandi giri di vendite (seppure bisogna notare siano buone, altrimenti non sarebbe pubblicato) e non ha tantissimi fan per la prosa e le tematiche non semplici che usa, ma per me in questo momento era quello che ci voleva perché è stato di stimolo, perché fa pensare, perché non dà la pappa pronta. Certo non è immediato (anche se devo dire che ho trovato più difficoltà in passato), certo essendo passati tanti anni dalla lettura dal Libro dei Caduti di Malazan molte cose non me le ricordo (in questo libro meno che nel precedente), ma Nessuno resta indietro è stata davvero un’ottima lettura e mi è dispiaciuto averla finita (in verità mi ha fatto venire voglia di rileggermi l’intera saga, anche se ho tanti libri non letti ancora da smaltire).

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